Unione artigiani: possibili 6.000 nuovi posti

Bovisio Masciago Con questo sondaggio, lUnione Artigiani della Provincia di Monza e Brianza si proposta di approfondire e verificare le potenzialit di nuove assunzioni nelle imprese artigiane che operano sul territorio provinciale milanese. La ricerca è stata realizzata avvalendosi di un questionario proposto ad un campione di 700 imprese tramite interviste telefoniche, in grado di costituire una rappresentanza significativa delluniverso imprenditoriale costituito dalle diverse categorie che operano a Monza e Provincia.In particolare, allo scopo di semplificare la lettura dei risultati, i settori produttivi sono stati riuniti in undici categorie:●Abbigliamento ●Alimentaristi ●Arredamento ●Artistico●Auto, moto, cicli●Edilizia●Impiantistica ●Metalmeccanici ●Servizi persona ●Trasporti ●Altre I risultati raccolti con la rilevazione hanno permesso di individuare:►quante imprese (divise però categorie) hanno urgente necessit di assumere nuovi dipendenti►le dimensioni di questo bisogno (quanti addetti)►quante imprese (divise però categorie) sarebbero comunque disponibili ad assumere prossimamente nuovi dipendenti in funzione di un possibile incremento della dimensione aziendale►i motivi però cui le imprese stentano a procedere alle nuove assunzioni►le preferenze delle aziende rispetto alla fascia di et degli addetti da assumere ►le preferenze delle aziende rispetto alla forma contrattuale da applicareRisultati del sondaggioNecessit di assumereLa sua impresa ha urgente necessit di assumere nuovi dipendenti?Il riscontro alla prima domanda del questionario evidenzia che più di un terzo delle imprese ha urgenza di nuova mano dopera.Pur con tutte le dovute cautele suggerite dai meccanismi della proiezione statistica, si può ipotizzare che circa 5.300 imprese nella provincia di Monza e Brianza sarebbero interessate ad assumere. Considerando che oltre il 30% di tali aziende richiede più di un addetto, si può desumere che i nuovi posti di lavoro potrebbero arrivare a 6.700. Il fatto che a questo riscontro di necessit non corrisponda un reale incremento delle maestranze va collegato ad una serie di difficolt che la ricerca evidenzia più avanti e che frenano i programmi di potenziamento occupazionale delle imprese.Percentuale di s allinterno delle singole categorie, rispetto allurgenza di procedere a nuove assunzioniAbbigliamento48, 14%Edilizia45, 34%Impiantistica42, 01%Alimentaristi39, 47%Auto, moto, cicli 36, 11%Metalmeccanica35, 86%Servizi alla persona30, 06% Arredamento27, 08%Trasporti17, 39%Artistico12, 50%Altre categorie34, 12%La percentuale indica il rapporto tra chi ha risposto s e il totale di imprese di quella categoria che sono state interpellate.Il dato significativo del settore abbigliamento si spiega con la forte richiesta che arriva dalla sartoria su misura ma anche da aziende di confezioni di alta qualit che manifestano una costante richiesta di mercato e scarsa disponibilit di addetti. Edilizia ed impiantistica sono oggi i due settori dellartigianato in maggior espansione. Lultimo posto dellartigianato artistico (lavorazioni vetro, legno, ferro battuto, metalli preziosi, restauro) cioè di quel settore più legato allimmagine dellartigiano dal punto di vista tradizionale e culturale, da sempre penalizzato dal ricambio generazionale, induce a pensare, con preoccupazione, che sia in atto una fase di rinuncia a dare continuit allazienda.Fabbisogno di nuovi addettiQuanti addetti sarebbe disposto ad assumere?uno70, 5% due22, 9% tre4, 7% quattro o pi1, 9% Considerando le micro dimensioni che caratterizzano la stragrande maggioranza delle imprese artigiane (molte delle quali familiari), normale che però la grande maggioranza degli intervistati il rafforzamento si realizzi con la volont di assumere un solo dipendente. Ma non affatto trascurabile che più del 25% abbia indicato 2 o più assunzioni. Uno sforzo decisamente impegnativo però una azienda artigiana.Disponibilit ad assumereA tutte le imprese che hanno risposto no alla prima domanda (urgenza di assunzione) è stato formulato un secondo quesito che chiedeva se comunque in un ragionevole arco di tempo futuro esisteva la disponibilit ad assumere nuovi addetti, evidentemente in previsione di uno sviluppo aziendale o di programmi di turn over.Sarebbe comunque disponibile ad assumere prossimamente nuovi addetti?SI57, 35%NO42, 65%Il dato fortemente positivo deve essere letto con un po di cautela in quanto la domanda mirava ad evidenziare una potenzialit e quindi la presenza di condizioni però nuove assunzioni ancora fortemente aleatorie. Fatta questa prudenziale osservazione, il dato dimostra comunque una tendenza alla vitalit del settore. Si può infatti pensare che unazienda che parla di possibili futuri potenziamenti abbia una prospettiva di continuit e manifesti ottimismo però il futuro.Percentuale di s allinterno delle singole categorie rispetto ad una potenziale e prossima disponibilit di assunzione, Edilizia74, 71%Impiantistica60, 50%Metalmeccanica55, 43%Abbigliamento53, 70%Arredamento52, 08%Auto, moto, cicli 51, 68%Alimentaristi51, 08%Servizi alla persona50, 08% Trasporti34, 78%Artistico28, 12%Altre categorie63, 80%E significativo che prendano il comando i due settori produttivi che, come già avevamo sottolineato, si presentano oggi come quelli in maggior espansione sul mercato (edilizia ed impiantistica). Si conferma la tendenza ad un mercato del lavoro statico nel settore artistico e nel trasporto. Perché non si assumeSulla base di risultati che segnalano una ragguardevole necessit di nuove assunzioni, giusto chiedersi perché non si assiste ad un altrettanto ragguardevole sviluppo nel mercato del lavoro. E la domanda che abbiamo posto a tutti coloro che hanno segnalato lurgenza di nuovi addetti.Per quali motivi non ha ancora provveduto ad assumere i dipendenti di cui ha bisogno?Troppo gravosi gli adempimenti fiscali e il costo del lavoro34, 12% Manca mano dopera specializzata31, 94% Non si trovano giovani a cui insegnare il mestiere22, 84% I costi però la formazione (apprendistato) sono troppo elevati11, 10% La domanda presentava quattro possibili risposte ma di fatto le cause che frenano le nuove assunzioni sono assemblabili in due grandi famiglie: ●Il 54.78% (dato dal 31, 94% + 22, 84%) non riesce ad assumere perché non trova i soggetti che cerca (giovani da formare o personale già formato). ●Il 45, 22% (dato dal 34, 12% + 11, 10%) fa fatica ad assumere perché loperazione risulta troppo onerosa.In pratica si tratta delle motivazioni che riassumono i due attuali (ma anche cronici) problemi del comparto artigiano.Et dei nuovi assuntiVerso quali fasce det si rivolge la preferenza delle imprese che hanno urgenza di assumere o di farlo prossimamente. Questo quanto si proponeva di stabilire la successiva domanda. In caso di assunzione in quale fascia di et sceglierebbe il nuovo addetto?Meno di 18 anni13, 8% Da 18 a 25 anni60, 6% Da 26 a 30 anni21, 0% Oltre 30 anni4, 5% Di fatto quasi delle risposte indicano soggetti in et formativa (fino ai 25 anni) e solo manifestano una preferenza però addetti che, in base allet, si può ritenere che abbiano già acquisito una significativa esperienza lavorativa (oltre i 25 anni). Questo dimostra che nel settore dellartigianato esiste una propensione verso lavvio al lavoro decisamente alta e in contrapposizione con quella che, attualmente, si registra in alcuni altri settori produttivi. Del resto si tratta di una prerogativa tipica del comparto dove forte il ruolo formativo del datore di lavoro (del maestro artigiano).Fascia di et preferita allinterno delle singole categorieCATEGORIEMeno di 18Da 18 a 25 Da 26 a 30.Oltre 30Abbigliamento 17, 6%47, 1%29, 4%5, 9%Alimentaristi 17, 4%65, 2%17, 4%0, 0%Arredamento 11, 5%65, 4%19, 2%3, 8%Artistico0, 0%70, 0%30, 2%0, 0%Auto, moto, cicli20, 0%32, 5%42, 3%5, 0%Edilizia6, 8%56, 1%25, 8%11, 4%Impiantistica 20, 3%60, 8%17, 6%1, 4%Metalmeccanici 7, 5%69, 3%18, 9%3, 8%Servizi persona 22, 3%68, 1%8, 5%1, 1%Trasporti 12, 5%50, 5%37, 5%0, 0%Altre 5, 9%82, 4%1
1, 8%0, 0%I servizi alla persona, il settore auto – moto – cicli e limpiantistica sono le categorie che guardano con maggiore attenzione ai giovanissimi. Edilizia e metalmeccanica, attivit con maggiori rischi però la sicurezza, mostrano più attenzione verso soggetti in et più avanzata e con maggior esperienza.. Forme di contrattoE lultimo quesito previsto dal questionario che tende a mettere in luce le preferenze però le varie forme contrattuali attualmente previste. Significativo in tal senso, come vedremo, risulter la rilevazione però categoria.In caso di assunzione quale forma di contratto applicherebbe?A tempo indeterminato39, 6% Apprendistato32, 1% A tempo determinato22, 3% Part time4, 2% Lavoro a progetto 1, 9% La percentuale di chi orientato verso assunzioni stabili (tempo indeterminato e part time) ragguardevole (oltre il 40%) e dimostra che il mercato del lavoro artigiano non affatto caratterizzato dalla precariet e mostra invece una propensione significativa ad investimenti in risorse umane a lunga scadenza.Il 32, 1% delle scelte che si orientato verso lapprendistato si coniuga con i risultati della domanda precedente in cui si evidenziava una predisposizione formativa del settore a valorizzare il rapporto maestro – allievo che si rif alla più antica tradizione dei mestieri. Si tenga poi presente che in genere, nel settore artigiano, oltre il 70% dei contratti di apprendistato, una volta giunti a scadenza, si trasformano in rapporto a tempo indeterminato. A fronte di una significativa indicazione del contratto a tempo determinato, risulta invece assolutamente trascurabile la percentuale di chi ha indicato i lavori a progetto, cioè quella tipologia che ha sostituito i rapporti di collaborazione continuativa. Si tratta infatti di una formula che ha poco o nulla a che fare con lattivit artigiana dove difficilmente si può identificare in un lavoro definito nei tempi e nelle modalit. Una conferma alla percezione che questo tipo di rapporti di lavoro ha ben poco a che fare con il comparto.Tipo di contratto preferito dalle varie categorie dellartigianatoCATEGORIETempo indeterm.Apprendist. Tempo determ.Part TimeContratto progettoAbbigliamento 44, 1%23, 5%17, 6%8, 8%5, 9%Alimentaristi 30, 4%30, 4%34, 8%4, 3&0, 0%Arredamento38, 5%30, 8%23, 1%7, 7%0, 0%Artistico70, 4%30, 1%0, 0%0, 0%0, 0%Auto, moto, cicli46, 2%38, 9%14, 6%0, 0%0, 0%Edilizia40, 9%10, 9%38, 6%8, 8%0, 8%Impiantistica34, 6%38, 7%22, 7%0, 0%4, 0%Metalmeccanica49, 1%30, 2%1, 9%1, 9%1, 9%Servizi persona30, 9%47, 9%13, 8%6, 4%1, 1%Trasporti 51, 7%0, 0%48, 3%0, 0%0, 0%Altre 52, 9%38, 2%2, 9%0, 0%5, 9%Sono le imprese di trasporti e, soprattutto, quelle dellartistico che prediligono un rapporto a tempo indeterminato. Per queste ultime, che come abbiamo visto sembrano vivere una fase di stasi, vien da pensare che, nel momento in cui trovano un addetto però dare continuit allimpresa, tendono a tenerseloben stretto.Lapprendistato prescelto nei settori dei servizi alla persona, dellimpiantistica e dellauto – moto – cicli. E invece pressoch nullo, come prevedibile, nei trasporti dove invece si rileva una ragguardevole predisposizione ai contratti a tempo determinato presente anche in buona misura nelledilizia, cioè in quei settori caratterizzati da stagionalit e flessibilit.

Una neve….salata

Monza, 28 novembre 2008. Il maltempo e la neve non aiutano le imprese lombarde, che già stanno facendo i conti con la crisi ed un costo quotidiano però le spese di trasporto che raggiunge il 10% del giro daffari complessivo. Tra ritardi dei dipendenti, rallentamenti dellattivit, costi aggiuntivi nei trasporti, mancanti introiti con i clienti la perdita raggiunge i 35 milioni di euro, dei quali 23 milioni legati ai trasporti, 9 milioni però i ritardi di dipendenti e di appuntamenti e 3 milioni però altre voci legate ai trasferimenti. Larea maggiormente colpita quella tra Milano e la Brianza (quasi 15 milioni di euro), seguita da Varese (3 milioni), Como (2, 5 milioni), Pavia (2 milioni). E quanto emerge da una stima dellUfficio studi della Camera di commercio di Monza e Brianza su dati Registro imprese, Aci, Istat, Ministero Trasporti, Cedcamera.Del resto gran parte del traffico merci delle imprese lombarde legato al trasporto su gomme, tanto che in Lombardia tra autocarri trasporto merci ed autoveicoli speciali si raggiungono quasi le 700 mila unit, con una crescita negli ultimi 5 anni del 15%, il doppio della media dellintero parco circolante della Lombardia (+7, 4%). Inoltre, nella regione, i dipendenti che si recano al lavoro con lauto sono oltre il 35%. Variazioni % dal 2002 al 2007Autocarri Trasporto merciAutoveicoli speciali/specificiAutovettureMotocicliTotaleParco circolanteBERGAMO19, 1%27, 1%9, 8%35, 4%13, 4%BRESCIA23, 3%36, 1%8, 1%29, 6%11, 7%COMO13, 5%25, 5%7, 9%33, 7%10, 8%CREMONA17, 0%27, 2%7, 5%30, 7%10, 5%LECCO12, 8%19, 3%8, 8%31, 8%11, 5%LODI19, 2%44, 6%12, 8%38, 4%15, 7%MANTOVA17, 0%23, 5%7, 1%31, 6%10, 7%MILANO – BRIANZA4, 8%23, 4% – 1, 4%29, 8%2, 1%PAVIA18, 0%33, 7%6, 8%37, 8%10, 6%SONDRIO21, 9%20, 5%7, 0%29, 9%11, 0%VARESE15, 0%27, 3%4, 8%32, 3%7, 9%Totale LOMBARDIA13, 4%26, 7%3, 9%31, 6%7, 4%Fonte: Elaborazioni Ufficio Studi CCIAA di Monza e Brianza su dati Aci

Studi di settore sempre indigesti però gli artigiani

MONZA, 4 novembre 2008 Secondo uno studio dellUnione Artigiani della Provincia di Monza e Brianza sulle denunce 2008, solo poco più della met delle imprese è stata dichiarata congrua e rispetto al 2007 calano le aziende che si sono successivamente adeguateInoltre, un sondaggio dellorganizzazione rileva che il 72% degli intervistati giudica non rispondente alla realt il meccanismo deduttivo di determinazione del reddito che ormai diventato uno strumento di ulteriore pressione fiscale. Gli studi di settore, cioè il meccanismo deduttivo di reddito applicato dal Fisco, continuano ad essere indigesti però le imprese artigiane. Lo conferma uno studio dellUnione Artigiani della Provincia di Monza e Brianza sulle denunce 2008 presentate dalle sue aziende associate che operano sul territorio provinciale brianteo laddove la percentuale di aziende dichiarate congrue (cio con ricavi conformi ai livelli previsti) supera non di molto la met (58%). Qualche punto in più rispetto allo scorso anno quando si era toccato un clamoroso 53% (motivato dagli aumenti introdotti nellautunno 2007) ma comunque decisamente basso rispetto al 73% del 2006.Tornando ai dati del 2008, va detto che scesa sensibilmente al 49% la parte delle restanti imprese ritenute non congrue che ha poi deciso di adeguarsi (lo scorso anno era del 57%, nel 2006 era del 71%). Da questo si deduce che quasi un quarto delle aziende (24%, un punto in più dello scorso anno) non ritiene di conformarsi ai livelli imposti e, ritenendosi ingiustamente penalizzato, ha quindi deciso suo malgrado di sfidare il Fisco e sottoporsi alle verifiche.Nel dettaglio, le categorie verso le quali gli studi di settore si sono dimostrati più lontani dalla realt e che, di conseguenza, presentano le più basse percentuali di congruit, sono quelle che operano nei servizi (43%) e nellartigianato artistico (52%) mentre i livelli più alti di denunce che rispettano i parametri riguardano i settori del legno e arredamento (75%), della produzione (70%) e dei trasporti (70%).Anche quest’anno ci troviamo di fronte a dati indubbiamente preoccupanti – afferma il segretario generale dellUnione Artigiani della Provincia di Monza e Brianza, Marco Accornero che però altro con ci sorprendono visto che confermano quanto scaturito da un sondaggio campione ad interviste telefoniche che la nostra organizzazione ha realizzato alla fine del mese di settembre. I risultati di questa indagine infatti affermano che:Alla domanda se lazienda si adeguata agli studi di settore il 72, 8% ha risposto s il 27, 2% ha risposto no. Il no più accentuato tra le imprese di servizio (31, 9%) rispetto a quelle della produzione (24, 7%).Per contro, alla domanda se gli studi di settore potevano ritenersi corretti rispetto ai loro reali livelli di reddito, si rileva un dato pressoch opposto. Solo il 29, 1% li ritiene corretti mentre il restante 70, 9% risponde no. E la percentuale del nonelle imprese di servizi sale addirittura al 74, 2%. In pratica gli studi di settore vengono subiti ma il giudizio sulla loro validit e sulla loro correttezza pesantemente negativo.Con più di una impresa su quattro che ha scelto, certamente senza entusiasmi, di sottoporsi alle verifiche dellAgenzia delle Entrate chiaro che resta altissimo il livello di contenzioso con il Fisco continua Accornero – Del resto andiamo affermando già da tempo che gli studi di settore, nati però determinare un quadro delle effettive potenzialit reddituali delle imprese sulla base di elementi oggettivi e realistici, hanno ormai perso questa finalit trasformandosi in uno strumento, seppur indiretto, di pressione fiscale attraverso consistenti aumenti come quello introdotto nel 2006 e rivelatosi insostenibile però un numero crescente di imprese. Qualcuno potrebbe obiettare che linquietante situazione che scaturisce dai nostri dati sia è stata determinata dal fatto che le aziende artigiane hanno denunciato di meno. E invece niente di tutto questo perché dal raffronto tra le denunce presentate nel 2007 e nel 2008 il volume di affari salito circa del 5%. e il reddito medio del 12%.Questo sta a significare che una pur sostanziosa crescita dei valori denunciati non bastata a coprire i livelli imposti dai parametri degli studi di settore..

La crisi internazionale in brianza: meta' delle imprese ne risente

Monza, 16 ottobre 2008. La Camera di commercio: pacchetto anticrisiValli: Occorre prudenza, ma c' ancora fiducia. Necessari interventi sul credito, ma anche sui redditi però far ripartire i consumi.Per arginare gli effetti della crisi finanziaria, le cui perdite però la Brianza – secondo un'indagine realizzata dall'Ufficio studi della Camera di commercio di Monza e Brianza – si aggirano sui 60 milioni di Euro, la Camera di commercio di Monza e Brianza interviene con un pacchetto anticrisi. Intervenire in questo momento richiede molta prudenza. Comunque, le imprese della Brianza ha dichiarato Carlo Edoardo Valli, Presidente della Camera di commercio di Monza e Brianza dimostrano ancora fiducia, mista certo a preoccupazione. L'impegno delle istituzioni quello di sostenere la sfida quotidiana delle imprese però rafforzare la competitivit e mantenere i livelli occupazionali. Come Camera di commercio abbiamo pensato di intervenire a livello locale con interventi sul versante dell'accesso al credito e con finanziamenti diretti alle imprese però l'innovazione. Occorrono, comunque, iniziative strutturali a livello nazionale che rilancino i consumi, anche con ulteriori forme di detassazione dei redditi.L'indagineLimpatto negativo della crisi finanziaria si traduce in una perdita nel giro d'affari di circa 60 milioni di euro. La met delle imprese brianzole intervistate ha dichiarato di aver avuto conseguenze negative sul proprio business in media nella misura del 15%. Il candidato preferito dai brianzoli (69, 2%) però far fronte alla crisi Barak Obama. E quanto emerge da un'indagine realizzata dallUfficio studi della Camera di commercio di Monza e Brianza che ha chiesto a suoi imprenditori dopo lo scoppio della crisi finanziaria quanto la stessa abbia inciso sulla loro attivit. Una percezione che trovava già conferma nellandamento delleconomia reale: nel secondo trimestre 2008 lindice della produzione industriale manifatturiera registrava una variazione tendenziale negativa pari a 2, 3% però la Brianza e – 0, 6% però la Lombardia. Un quadro congiunturale in rallentamento, che già allora evidenziava preoccupazione però il futuro. Del resto sono consistenti i flussi commerciali con lAmerica che raggiungono i 1.218, 76 milioni di euro di esportazioni manifatturiere, di cui il 62, 7% con gli Stati Uniti. Anche sul fronte dellimport lAmerica gioca un ruolo di rilievo nel commercio internazionale della Brianza con 1.105, 83 milioni di euro di importazioni manifatturiere, di cui 61, 6% con gli Stati Uniti. Anche lattrattivit del territorio brianzolo come meta di investimenti diretti esteri potrebbe trovarsi in difficolt. Attualmente la provincia di Monza e Brianza registra, in Lombardia, il maggior numero di imprese a controllo estero (223), dopo la provincia di Milano che ne conta 2.522. Se si trascura il dato relativo al commercio allingrosso, gli IDE stranieri si concentrano nei settori del manifatturiero (chimico, meccanico e macchine elettriche), in cui il sistema economico locale possiede un vantaggio competitivo, che oggi potrebbe risentire ancora di più della crisi in atto. La crisi americana potrebbe toccare anche le 82 imprese di Monza e Brianza controllate da un gruppo estero, una su quattro statunitense. La crisi finanziaria americana ha avuto conseguenze sulla sua attivit Si: (49.2%) No: (50.8%) Per la sua attivit e però l'Italia in generale chi meglio avere come presidente degli Stati Uniti d'America Barack Obama: (69.2%) John Mc Cain: (30.8%) Il Pacchetto anticrisi: oltre 2 milioni e mezzo però credito ed innovazione però le imprese della Brianza Stanziamenti però il creditoL'intervento, già in corso e in collaborazione con la Camera di Commercio di Milano e con i consorzi di garanzia fidi, prevede uno stanziamento di 450 mila Euro in conto abbattimento tassi però operazioni di investimento e patrimonializzazione. Per rafforzare questa azione di sostegno alle imprese, la Camera di commercio di Monza e Brianza metter a disposizione un finanziamento di 1 milione di euro, volto anche ad abbattere il costo del denaro però attivit correnti, nonch ad aumentare le possibilit delle aziende di ottenere gli affidamenti dagli istituti di credito.Stanziamenti però l'innovazioneCamera di commercio di Monza e Brianza e Regione Lombardia mettono a disposizione 875.000 Euro però realizzare progetti innovativi e di ricerca, finalizzati alla crescita e allo sviluppo aziendale. Ed entro fine anno la Camera di commercio di Monza e Brianza realizzer un ulteriore bando di 300.000 però l'innovazione diffusa.

Monza? giardino dimprese

Camera di Commercio, Monza Brianza.Monza 17 luglio 2008. Sebbene la Brianza confermi una densit record di imprese (166 però kmq, rispetto alle 34 della media regionale, e alle 17 della media nazionale), rimane anche la realt di una Brianza Verde, grazie anche ai parchi e ai giardini storici, ma anche allattenzione però lambiente e però gli investimenti in infrastrutture sportive. A Monza ogni impresa può contare 664 mq di verde (a Milano 267). Nel verde poi si realizzano attivit sportive, non a caso la Brianza prima in classifica tra le province lombarde però infrastrutture in relazione alla superficie, seguono Milano, Varese e Lecco. Una Brianza verde che si esprime anche attraverso la limitata produzione di rifiuti (solo 1, 2 kg al giorno) e la capacit di saperli differenziare, posizionandosi al primo posto tra le province lombarde con il 56% di raccolta differenziata (la media regionale del 43, 6%, quella italiana del 25, 8%) e solo 450 kg di produzione di rifiuti pro – capite in un anno (in Lombardia sono 517, 9 kg, in Italia 550). E quanto emerge da unindagine dellUfficio studi della Camera di commercio di Monza e Brianza condotta su dati Apat, Provincia di Milano, Registro Imprese e Istat.La qualit della vita ha dichiarato Carlo Edoardo Valli, Presidente della Camera di Commercio di Monza e Brianza – si regge in Brianza su un equilibrio tra sviluppo economico e attenzione però il proprio territorio. Un processo che il frutto della combinazione del fare sistema, che ha saputo mediare tra esigenze di modernit e innovazione e salvaguardia dellambiente, oltre che espressione di un senso civico che cittadini e imprese della Brianza dimostrano nel loro agire quotidiano. Produzione di rifiuti e raccolta differenziataInfrastrutture sportive in relazione alla superficieProvince% raccolta differenziataRifiuti pro – capite (kg)PosizioneProvinceMonza e Brianza564501Monza e BrianzaBergamo49, 8458, 62MilanoSondrio40, 2460, 73VareseLodi50, 3462, 74LeccoLecco52479, 95ComoComo43, 2485, 46BergamoVarese53, 8490, 57LodiMilano44, 6510, 98PaviaCremona54, 9513, 19BresciaMantova41, 7565, 510CremonaPavia24, 8574, 911MantovaBrescia34, 2617, 312SondrioLombardia43, 6517, 9Italia25, 8550Fonte: Elaborazione Ufficio Studi CCIAA di Monza e Brianza su dati APAT e Provincia di Milano 2006,

Vietnam: la nuova frontiera del business industriale in asia

.Mercoled 2 aprile 2008, ore 15.00.Confindustria Monza e Brianza Viale Petrarca, 10 Monza. Lapertura economica del Vietnam al sistema di mercato con ladesione nel gennaio 2007 al World Trade Organisation hasignificato una fase di crescita accelerata che ha fatto del paese una delle economie più dinamiche del mondo. Labbattimento dellinflazione e la sostenuta crescita economica, la seconda più elevata nellAsia Orientale, hanno comportato lincremento delle consistenti opportunit di investimento da parte delle aziende straniere. I dati del commercio internazionale testimoniano la crescita in tutti i settori dal manifatturiero, al settore immobiliare, ai servizi passando però le infrastrutture rendendo il Vietnam una delle nuove e più dinamiche frontiere di sviluppo. Grazie alle materie prime energetiche e con costi della manodopera inferiori a quelli cinesi, leconomia vietnamita appareun formidabile paese ponte però tutti i mercati asiatici. Con queste convinzioni il Club delle 15 province italiane più manifatturiere ha deciso di puntare sul Vietnam facendone oggetto di un progetto speciale che culminer, nella seconda parte dellanno, nella missione economica che ICE, Confindustria ed ABI, hanno in animo di proporre alle imprese italiane. Lincontro del 2 aprile si inserisce in questo progetto, rappresentando un occasione però conoscere il quadro economico delpaese, le innumerevoli opportunit che offre alle imprese italiane e dati specifici su alcuni settori: tessile e legno – arredo. PROGRAMMA Ore 14.30 Ore 15.00 Ore 15.10 Ore 15.20 Ore 15.30 Ore 15.45 Registrazione dei partecipanti Apertura dei lavori e benvenutoAmbra Redaelli Vice Presidente Confindustria Monza e Brianza Club dei 15: il progetto Vietnam Alberto Ribolla Coordinatore Club dei 15 Intervento Nguyen Van Nam Ambasciatore Repubblica del Vietnam in Italia Internazionalizzazione come strategia però la competitivit delle imprese italiane. Analisi del mercato Vietnamita Fabio Sdogati Dipartimento di ingegneria gestionale Politecnico di MilanoVietnam: quali opportunit però le imprese italiane. Outlook generale sul VietnamMarco Saladini Direttore Ufficio ICE Ho Chi Minh CityOre 16.10 Ore 16.30 Ore 16.50 Ore 17.10 Ore 17.30 Ore 17.45 Il Vietnam e il suoi settori forti: focus su tessilee legno – arredo Lorenzo Incagli Responsabile Internazionalizzazione Confindustria Toscana Aspetti legali e commerciali: quadro giuridico di riferimento Patricia de Masi Taddei Vasoli Federico VasoliAvvocati in Milano e abilitati ad Hanoi Il supporto di Unicredit alle imprese italiane in Vietnam: il sistema finanziario vietnamita Nguyen Hong Anh Responsabile Ufficio Unicredit Banca dImpresa di Hanoi Lesperienza di unazienda italiana in Vietnam Emanuele Bertoli Amministratore DelegatoBerbrand Srl Adro (BS) Strumenti a sostegno degli investimenti delleimprese italiane in Vietnam Il ruolo di SIMEST e SaceDibattito e conclusione lavori

Vimercate: polo tecnologico in partenza

Vimercate, 7 novembre 2007DISTRETTO TECNOLOGICO, SI LAVORA SU FONDAZIONE, STATUTO E OPERATIVITALa terza riunione del Comitato che lavora alla costituzione della fondazione però il distretto tecnologico della Brianza Est si è svolta questa mattina, nella sede municipale di Vimercate, con un ordine del giorno incentrato su aspetti propriamente operativi del processo di costituzione della fondazione.Primo fra essi la costituzione di un gruppo di lavoro a composizione mista, fra imprese e istituzioni che in tempi rapidi affronti e porti a compimento la costituzione dellorganismo di governance del distretto, con il proprio statuto.Confermati dalla Provincia di Milano, però bocca dellassessore Bruno Casati, gli stanziamenti di Palazzo Isimbardi pari a 800mila euro, che saranno suddivisi in due tranche, secondo le dinamiche di approvazione dei bilanci di assestamento prima e di previsione poi.Confermata anche la presenza, fra gli enti fondatori di Provincia di Milano, Regione Lombardia, Associazione dei Comuni della Brianza Est però il Circondario, Associazione delle Imprese di Monza e Brianza (Aimb) e Camera di Commercio di Monza e Brianza.Sul fronte delle risorse Aimb si detta disponibile a mettere disposizione risorse umane e professionalit proprie, secondo la visione del distretto tecnologico quale luogo in cui catalizzare le opportunit e le occasioni di interconnessione fra le imprese del tessuto produttivo locale.Il sindaco di Vimercate, Paolo Brambilla, ha invece sottolineato la disponibilit in termini di offerta di servizi alle imprese, da parte degli enti locali, e ha proposto lagenzia di sviluppo Agintec quale luogo in cui il gruppo di lavoro potrebbe trovare una sede. Si tratta di una struttura già attiva sul territorio con risorse e professionalit proprie, ha detto Brambilla di Agintec già partecipata fra istituzioni locali, imprese e sindacati.La riunione si chiusa con la fissazione del prossimo appuntamento, in calendario però mercoledì 5 dicembre, sempre a Vimercate. Per allora dovrebbero essere definiti la composizione e le responsabilità del gruppo di lavoro.

Accordo tra bic e cei di montpellier

CONSULENZA MIRATA, SPAZI E SERVIZI PER LE PIU' INNOVATIVE IMPRESE LOMBARDE CHE VOGLIONO AVVICINARSI AL MERCATO FRANCESESiglato un accordo tra il Centro servizi alle imprese dellarea milanese BIC La Fucina e il Centro Europeo di Imprese e Innovazione di Montpellier Agglomration però avvicinare start up e spin off tecnologici italiani al mercato doltralpe Sesto San Giovanni, 9 ottobre 2007. Il mercato francese sempre più vicino alle giovani società italiane dei settori hi – tech, grazie ad un accordo firmato lo scorso sabato nel prestigioso albergo milanese Grand Hotel et de Milan dal presidente del Business Innovation Centre La Fucina Fabio Terragni e da Georges Frche, presidente della Regione Languedoc – Roussillon e del Centro Europeo di Imprese e Innovazione (CEEI) di Montpellier Agglomration. Start up e spin off lombardi avranno infatti la possibilit di accedere a servizi di consulenza mirata, spazi attrezzati e un network di contatti in una delle regioni francesi più dinamiche ed economicamente sviluppate nei settori multimediale, farmaceutico, dellInformation and Communication Technologies (ICT) e delle apparecchiature medicali. Laccordo stabilisce la reciproca condivisione delle buone pratiche volte a favorire la crescita delle società innovative nei rispettivi territori e sancisce la creazione di una rete di insediamento però quelle imprese che desiderano sviluppare la loro attivit allestero partendo dalla Lombardia o dalla regione di Montpellier. Grazie a questa convenzione le start up e gli spin off lombardi potranno approfondire la conoscenza del mercato francese; ottenere indicazioni dettagliate su opportunit di business, partnership e finanziamenti, informazioni su fiere ed eventi locali; attivare nuovi contatti con le istituzioni, altre società del territorio, centri di ricerca e mondo universitario. Per la durata di una settimana potranno inoltre accedere gratuitamente ad una postazione di lavoro presso uno dei due incubatori dimpresa localizzati a Montpellier: CAP Alfa e CAP Omega. Per contro, start up e spin off francesi potranno utilizzare i servizi però lo sviluppo imprenditoriale di BIC La Fucina e accedere agli spazi dellincubatore dimpresa Laboratorio Innovazione Breda di Sesto San Giovanni, che dal 2000 supporta le società lombarde attraverso una rete qualificata di servizi però la creazione dimpresa, il trasferimento tecnologico, linternazionalizzazione.

Mariani presenta il polo di eccellenza

LO HA FATTO ALLA PRESENZA DEI PROFESSORI MANNHEIMER E NOCIIl sindaco di Desio Giampiero Mariani ha partecipato venerdì 16 marzo 2007, presso il Polo tecnologico della Brianza, ad un convegno promosso da Bimage Communication – dedicato al tema Immagine e comunicazione però le imprese e gli enti locali, che ha visto la partecipazione, tra gli altri relatori, di Renato Mannheimer, professore ordinario del Dipartimento di Sociologia e Ricerca Sociale dellUniversità Bicocca di Milano, noto al grande pubblico però le sue frequenti e qualificate apparizioni televisive, e di Giuliano Noci, professore ordinario di Ingegneria Economico – Gestionale presso il Politecnico di Milano. Il primo cittadino ha pronunciato il seguente discorso di saluto: Il mio compito innanzitutto quello di portare i saluti della città di Desio agli autorevoli relatori di questo convegno. Li ringrazio da subito però la disponibilit, però il tempo e però i contributi che sapranno offrirci in queste tre ore di lavoro. Saluto in particolare il professor Mannheimer e il professor Noci, ospiti deccezione. Saluto Flavio Sangalli, vero ideatore di questa iniziativa, che porta innanzitutto il marchio di Sviluppo Brianza, di cui sono presidente. Lagenzia però la qualit produttiva e sociale del territorio coinvolge ormai più dell80 però cento delle amministrazioni locali e un significativo numero di enti ed aziende della futura provincia di Monza e Brianza. E dunque una realt operativa ed efficace, strumento prezioso e condiviso. Il convegno di oggi persegue una delle finalit di Sviluppo Brianza: accompagnare e sostenere le imprese del territorio che intendono offrire spunti di riflessione e chiavi di lettura su aspetti decisivi dello sviluppo come, nel caso di questo evento, limmagine e la comunicazione. Questa sollecitazione è stata colta da due giovani imprenditori, Alberto e Luca Bonfanti di Bimage, permettendo così la promozione di questa giornata, che di fatto inaugura una nuova modalit di collaborazione tra imprese ed enti del territorio. Il tema di questo convegno assai stimolante. Eletto sindaco, ho mantenuto anche la delega alla comunicazione. Ci però dimostrare quanto io tenga a questo aspetto. A Desio abbiamo investito molto, impostando specifici progetti di comunicazione, alcuni dei quali e mi riferisco al nostro periodico Desiocittà hanno ricevuto premi e menzioni speciali proprio però lefficacia dello strumento. Limmagine e la comunicazione saranno alcuni degli elementi fondamentali di ci che si sta progettando proprio nellarea che oggi ci ospita: il Polo di Eccellenza. Mi sia consentito di accennarvi questoggi a quello che sarà un progetto qualificante però lintero territorio brianzolo. Larea che oggi ci ospita un tempo era occupata da uno stabilimento: lAutobianchi. Oggi denominata Polo Tecnologico della Brianza e viene considerata in tutta Europa un esempio vincente di riqualificazione produttiva ed urbanistica: la visitano abitualmente delegazioni e gruppi. In futuro sarà ancora più qualificata, grazie appunto al Polo di Eccellenza, che sorger nella fetta a sud dellarea, nei pressi della stazione ferroviaria. Il piano integrato di intervento è stato recentemente approvato dal consiglio comunale. Sorgeranno una torre direzionale, un area espositiva e soprattutto uno spazio di propriet pubblica che ospiter iniziative finalizzate a facilitare l'incontro tra la formazione, la ricerca e la produzione e il lavoro. Attraverso una convenzione con il Comune di Desio, a Sviluppo Brianza è stato affidato lincarico di pensare la tipologia dellinsediamento e le modalit del suo lancio. Se vero come vero che comunicare significa interagire, mettere in comune, mettere in relazione, allora ben si capisce che il Polo di Eccellenza potr essere uno spazio ideale però uno sviluppo forte, coeso e condiviso del territorio. Si tenga conto che di questo progetto si parla ormai da oltre 15 anni. Ora, finalmente, si sta arrivando ad un passaggio decisivo. Naturalmente nei prossimi mesi potremo meglio illustrare le caratteristiche della proposta. Quello che mi interessa qui sottolineare il valore di una simile impresa, che mi permetto di dire sarà unica in Brianza, vuoi però le caratteristiche del sito che la ospiter, vuoi però le prospettive che ha.Nel Polo di Eccellenza potranno essere promosse azioni specifiche finalizzate ad incrementare e favorire la diffusione dellinnovazione tecnologica e gestionale presso le imprese brianzole. Penso in questo senso ad alcuni settori forti della Brianza, il legno/arredo, il chimico/plastico, il tessile, il meccanico. Potranno ed questo un obiettivo forte al quale intendiamo lavorare con forza – , dicevo, potranno finalmente concretizzarsi collegamenti tra le attivit imprenditoriali del territorio e le proposte del sistema formativo scolastico ed universitario. Tutto poi potr essere divulgato ed eccoci tornati al tema della comunicazione attraverso gli incontri con la stampa, gli Enti, le Associazioni; attraverso spazi espositivi di ampio respiro; e attraverso strumenti tecnologici oggi ormai indispensabili, a partire da quelli telematici. Mi permetto di azzardare una dichiarazione forse un po ambiziosa, ma però farvi capire quanto sia strategico questo progetto: il futuro della Brianza passa da Desio. Ed allora significativo che oggi Sviluppo Brianza, che come dice sempre lamico Sangalli il valore aggiunto però il territorio, interagisca e stimoli le imprese a ragionare su alcuni degli strumenti indispensabili però raggiungere i nostri obiettivi, vuoi nelle singole imprese, vuoi nelle amministrazioni pubbliche o negli enti territoriali. Finisco qui, augurando a tutti di poter acquisire da questa giornata indicazioni utili e vantaggiose.Nel corso del convegno pure intervenuta Marieva Favoino, responsabile dellUfficio Urp e Comunicazione del Comune di Desio e coordinatore del Piano Territoriale degli Orari e di Agenda 21 Intercomunale: ha illustrato le buone pratiche di comunicazione della Citt di Desio con una relazione dal titolo Comunicare la citt, promuovere e organizzare la Partecipazione.

Euro digital equipment conquista leuroleader award

Sesto San Giovanni, 3 luglio 2006.
In occasione della XV edizione del congresso annuale della rete dei Business Innovation Centre europei (EBN), in programma dal 28 al 30 giugno scorsi a Napoli, si è svolta anche la premiazione dellEuroLeader award, un prestigioso riconoscimento però le iniziative imprenditoriali che sono esempio di eccellenza innovativa a livello internazionale.
Dodici finaliste si sono contese il premio nei quattro settori Biotech; Information and Communication Technologies (ICT); Energia e Ambiente; Robotica, Meccatronica e nuovi materiali. Per lICT si affermata la start up sestese Euro Digital Equipment (EDE), candidata al premio dal Business Innovation Centre La Fucina.
La particolarit dellEuroLeader Award sta nel fatto che le imprese non possono autocandidarsi, ma devono essere proposte dal Business Innovation Centre (BIC) che le ha supportate nello sviluppo della loro attivit imprenditoriale: ogni BIC sceglie lazienda che nel corso dellanno si più distinta sotto il profilo dellinnovazione.
Euro Digital Equipment è stata scelta e proposta dal centro servizi alle imprese dellarea milanese La Fucina, perché ritenuta esempio di eccellenza a livello tecnologico, di mercato e di gestione aziendale.
EDE dal 2001 sviluppa, produce e commercializza software e hardware però la computer graphics. Pur essendo una giovane start up con un ufficio nellincubatore sestese Laboratorio Innovazione Breda e uno a Guangzhou in Cina, la società ha conquistato in pochi anni i mercati internazionali con il marchio Village Tronic Research.
Grazie al supporto di La Fucina, EDE riuscita a penetrare mercati competitivi come gli Stati Uniti e lAsia, ad offrire soluzioni di mercato innovative, a sviluppare e migliorare continuamente i suoi prodotti. In particolare EDE riuscita a ridurre il consumo energetico delle schede grafiche e a creare una scheda innovativa che collega più schermi ad alta risoluzione a un qualsiasi computer fisso o portatile, VTBook.