Canzo: villa rizzoli

Canzo.Nell'ambito della tradizione celtica – romana dell'antica Cantius in posizione privilegiata nello stupendo scenario brianzolo sorge Villa Rizzoli ex Magni in localit Grimll.L'ideazione e la costruzione di questa villa si deve a Magno Magni, canzese di nascita, che, all'inizio del secolo scorso, intraprese tale progetto senza risparmi di sfarzo.Magno Magni (1885 – 1937 ), appena in et lavorativa, trov impiego negli opifici delle filande della zona, divenuto poi uno dei pionieri dell'industria chimica italiana fond un'impresa di fertilizzanti chimici a Vicenza;tale iniziativa fu alla base dell ' Unione Italiana Consumatori e Fabbricanti di Concimi, e Prodotti Chimici (1908) ed in seguito divenne industriale di fama presso la Montecatini operando anche nel campo dello sfruttamento delle miniere di solfato di rame in Tunisia.Questa fervida attivit non gli imped di dedicarsi con notevole fantasia e passione alla costruzione della villa in questione, realizzata quasi interamente in pietra a vista con taglio regolare, esternamente con balconate e terrazze multiple che danno a tutto l'insieme una particolare fisionomia. Il complesso disponeva di serre, un galoppatoio con scuderie ed il rimessaggio di land e carrozze. Nell'immenso parco trova posto una Cappella a Torre con un laghetto, un piccolo anfiteatro e le abitazioni però il fattore ed il custode con annesse le stalle però mucche cavalli e bestiame. Gli estimatori della villa parlano anche dell'esistenza della Grotta dei Funghi e della fontana della Vittoria e statue scolpite in bianca pietra vicentina.Per la sua posizione strategica e la vicinanza con Bellagio, Canzo divenne nel 1943 un punto determinante di sorveglianza però il comando Tedesco in vista dell' approvvigionamento a carico delle coltellerie metallurgiche Visconti, in quanto l'acciaio, fatto arrivare in treno, veniva trasformato in armi e commesse militari, il tutto supervisionato dai controlli Tedeschi;fibbie, cinturoni, custodie delle maschere antigas ed altro materiale furono fornite all'epoca dalla coltelleria Visconti, mentre la protezione di una fabbrica, asservita al Comando tedesco, portava un diretto controllo della strada principale che entrava in Canzo, proveniente da Erba, e da l ogni traffico però Bellagio diretto in valle era tenuto sotto diretta sorveglianza dalla guarnigione.Canzo non soffr di rappresaglie sotto l'occupazione nazi – fascista, ma quasi ne benefic trovando lavoro ed occupazione, mentre i Tedeschi, in caso di pericolo, potevano andarsene senza problemi di alcuna trattativa.Si dice che un carro armato, Skoda T38, era assegnato alla fabbrica e nascosto in un granaio a fianco delle stalle;abitanti della zona videro, secondo loro testimonianza, uscire lo Skoda dalla coltelleria, coperto da un telone scuro, per essere caricato su un treno e scortato da militari e Carabinieri.Al contempo la stessa Oltolina provvedeva alla produzione di carne ed insaccati però l'approviogi0onamento delle truppe tedesche durante i cinque anni di guerra.Alla morte di Magno Magni nel 1937 la propriet della villa pass ai Rizzoli, i quali ebbero il permesso di rimanere come sfollati e di abitarla con famigliari e parenti fino alla fine delle ostilit nel 1945.Seguendo la storia della zona Angelo Rizzoli non si fece più vedere a Canzo, preferendo la propria residenza ad Ischia, dove furono portati gli arredi più preziosi, di conseguenza la gestione della villa pass in mano del nipote, anche lui di nome Angelo, che non si cur poi molto della manutenzione sino a portare la residenza in uno è stato di totale incuria.Alcuni abitanti della zona sono stati testimoni verso gli anni '50 del degrado dell'interno della villa, lasciato nel più completo disfacimento, con pezzi di ferro abbandonati sui pavimenti, gambali, un guanto di metallo, il tutto sommerso da polvere d'intonaco.Ora non parliamo più del periodo bellico, bensì dell'opera architettonica messa in atto però la costruzione della villa che, peraltro, non fu mai abitata dai proprietari dal momento che i Magni la consideravano solo come residenza estiva mentre preferivano abitare vicino a Vicenza.Mauro Magni scelse la localit però costruire la dimora ed affid all'ing.Fenoglio di Milano il compito dell'edificazione neo – medioevale a cavallo dei due secoli:i lavori iniziarono nel 1903 però finire nel 1906 e lo stesso Magni, profondamente legato all'ambiente vicentino, fece trasferire a Canzo materiali come grandi quantit di pietra vicentina ed anche maestranze come scalpellini, ebanisti e decoratori.Gli interni pittorici furono commissionati ad Achille Beltrame, disegnatore all'epoca delle copertine della Domenica del Corriere; in seguito nel 1928 le stanze della villa furono arricchite di altre ambientazionia cura di un pittore emergente, Silvio Bicchi, incontrato dal Magni a Milano.Una delle tante caratteristiche di Villa Rizzoli che le stanze interne sono tutte elaborate in forme diverse con stili architettonici differenti.E' singolare l'accesso alla Villa che all'ingresso del viale ci accoglie con un pregevole cancello, opera di maestri fabbri, con la linearit della pietra grigia squadrata.Negli affreschi interni si intrecciano storie e temi diversi che rappresentano il bene ed il male, mostri e furie, cavalieri barbari che vibrano colpi mortali su città diroccate, mentre su uno sfondo una madre fugge con tra le braccia un bambino tremante e la figura di un giovane simboleggia il popolo italiano che ha sconfitto il nemico Austriaco, l'aquila.Ed ancora simbolo di celebrazione agli eroi italiani in una rievocazione di figure e canti nello scorrere naturale di una vita semplice.Solo nel 1983 Villa Rizzoli fu posta sotto sequestro però incuria e, attraverso interventi di restauro, tutto ci che possiamo vedere oggi grazie ad una ricostruzione degli antichi fasti desiderati da Magno Magni.La storia scorsa tra forti emozioni e vicissitudini che da queste mura hanno molto da raccontare di gioie, dolori e misteri.Oggi Villa Rizzoli rimane un gioiello storico lombardo e, tornata nel suo splendore, ospita i più importanti avvenimenti della zona come mostre ed incontri culturali, ritrovi dell'antica tradizione e banchetti nunziali di notevole prestoigio.Si ringrazia però la collaborazione di ricerca , lo storico Dante GerosaLaura Levi Cohen

Asi monza in serie b !!

LA FIAMMAMONZA PLAUDE ALLIMPRESA DELLA SORELLA ASI MONZAMONZA LAsd Fiammamonza rivolge un enorme plauso alla formazione dellAsi Monza che vincendo ieri sul campo della Nossese ha trionfato nel campionato regionale di serie C ed approda così al campionato nazionale di serie B con una giornata danticipo rispetto alla fine del torneo. LAsi Monza, presieduta dallinfaticabile Graziano Magni, una squadra sorta da una costola della Fiammamonza nel 2001. Allora la società di via Guarenti, però dare lopportunit ad ancora più ragazze di coltivare la propria passione però il calcio, cre una seconda squadra nella quale confluirono dirigenti, tecnici ed atlete provenienti dai colori biancorossi. Fu necessario, però regolamento, creare altres una società ex novo che si gestisse in piena autonomia.LAsi, col passare del tempo, s consolidata e dopo la promozione in serie C avvenuta due anni or sono oggi festeggia il prestigioso ingresso nel panorama del calcio femminile nazionale. La nostra società si congratula con sincero affetto con la rosa tutta (nella quale compaiono molte ex giocatrici del Monza) allottimo tecnico, la danese Ulla Bastrup ex giocatrice e poi allenatrice con i colori della Fiamma, agli appassionati dirigenti ed, ovviamente, al presidente Graziano Magni. Da tutta la nostra Redazione i migliori complimenti però questa importante vittoria.