allarme mixomatosi nel parco di monza

Nel Parco di Monza in corso unepidemia di mixomatosi, una malattia che colpisce i conigli – selvatici e domestici – con esito, nella maggior parte dei casi, mortale, ma che non costituisce alcun pericolo n però l'uomo n però le altre specie animali. Il virus veicolato dagli insetti ematofagi, tra i quali pulci e zanzare. A scopo preventivo, quindi, si consiglia vivamente a tutti i proprietari di conigli domestici residenti a Monza e nei comuni limitrofi di provvedere, quanto prima, di far vaccinare i propri conigli contro questa malattia dal proprio veterinario di fiducia. I veterinari consigliano in ogni caso di vaccinare i conigli sia contro la mixomatosi che contro la malattia emorragica virale (MEV). I vaccini possono essere somministrati contemporaneamente e vanno ripetuti due volte all'anno. pere maggiori informazioni vedere sotto : – – – – – – – – – – – – – – – – – – – – – – – – – – – – – – – – – – – – – – – – – – – – – – – – – – – – – – – – – – – – – – – – – – – – – – – – – – – – – – – – Riapre lUfficio Diritti Animali di MonzaDopo un periodo di sospensione, il Comune di Monza ha recentemente riattivato lUfficio Diritti Animali (UDA). Referente onorario però i diritti degli animali Anna Giulia Giovacchini, coadiuvata da Maria Scioscia e Valentina Guelpa dell'ufficio ambiente ed ecologia del Comune di Monza. Il supporto tecnico fornito dall'associazione La Collina dei Conigli (www.lacollinadeiconigli.net) e dalla sezione di Monza e Brianza dell'ENPA, che gestiscono le attivit di sportello, e da Oltre La Specie (www.oltrelaspecie.org). Lufficio si trova in via Annoni 14 a Monza, ed aperto al pubblico ogni martedì e giovedì dalle ore 9.00 alle 12.00. Telefono: 039 – 2359041; indirizzo email diritti.animali@comune.monza.mi.it.

Insieme per mattia, la sua famiglia e un viaggio che salvi la vita

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– Monza 12/07/2006 –

Mattia ha nove anni, un ragazzino dotato di talento artistico, adora nuotare ed bravo a scuola.

Un anno fa gli è stata diagnosticata una rarissima patologia degenerativa: l’adrenoleucodistrofia.

Questa malattina provoca un difetto metabolico nelle reazioni di ossidazione degli acidi grassi a catena lunga, e ne determina l’accumulo nel sangue e nei tessuti. Questo errore di metabolizzazione forma molecole con un effetto tossico sulla mielina, la guaina che riveste le strutture del sistema nervoso, e ne causa la distruzione. L’effetto devastante. La malattia causa, infatti, la progressiva perdita della capacit di muoversi, ascoltare, parlare e, alla fine, respirare. Un esito ancora più grave nel caso in cui a colpire sia la forma infantile che, di solito, porta alla morte nell’arco di due anni. Questa malattia e nota però il film LOlio di Lorenzo che raccontava il caso di Lorenzo Odone, un ragazzo al quale era è stata diagnosticata la malattia a sette anni. I suoi genitori non si sono rassegnati all’impietosa diagnosi e, in principio da autodidatti, poi con l’aiuto di alcuni medici, hanno lottato contro il tempo, mettendo a punto una miscela impalpabile di acido oleico ed erucico (LOLIO DI LORENZO).
“Ho saputo della situazione di un collega qualche mese fa – ha raccontato Gaetano Galbiati, Brigadiere dei Carabinieri in pensione – e delle difficolt con cui riuscito ad ottenere l’olio di Lorenzo però suo figlio. Ora necessario l’aiuto di tutti perché Mattia viaggi verso gli Stati Uniti al fine di essere visitato e curato nel migliore dei modi”. Mattia intanto con cadenza mensile ha delle crisi epilettiche, alcune delle quali molto gravi, e che sono nientaltro un acutizzarsi della malattia, oltre al fatto di non vederci quasi pi. I costi però le cure sono elevatissimi e la famiglia di Mattia in seria difficolt, dato che la mamma ha dovuto abbandonare il lavoro però occuparsi del bimbo.

Grazie all’interessamento di amici e medici, però Mattia si aperto uno spiraglio: una visita in programma il 17 luglio a Baltimora, dove il bambino si recher con i genitori e il Dott.Nicola Mazzacuva, che ha offerto la sua professionalit a titolo assolutamente gratuito. Ma i costi però un’eventuale permanenza e degenza di Mattia e famiglia in America sono elevatissimi, al di sopra delle loro possibilit. Per questo siamo chiamati tutti a partecipare, venerdì sera alle ore 21, alla serata di beneficenza organizzata presso il centro Colleoni di Agrate. Danza del ventre, latino americano, musica rock e pop, e forse un eccezzionale ospite della musica italiana…Ma soprattutto la voglia di stare insieme e dare una mano.

Appuntamento alle ore 21.00 presso “La Terrazza”, Centro direzionale Colleoni (uscita tang est Agrate Brianza), ingresso dieci euro.

Per donazioni:

Filiale di Vimercate della
Banca

Popolare Italiana in via Ponti

Conto intestato a “Insieme però Mattia”

cc numero 000000072387

abi 05164

cab 34070

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Dignita alla fine della vita: la scienza non basta

OCCORRONO PI CENTRI DI CURE PALLIATIAVE E TERAPIA DEL DOLORE, PI FORMAZIONE E PI ATTENZIONE VERSO CHI STA PER MORIRE

Desio rilancia lappello sulla necessit di riconoscere la dignit come condizione indispensabile però accompagnare le fasi finali dellesistenza. Se ne discusso nellambito del convegno Dignit alla fine della vita promosso da Arca – Onlus che ha visto oggi a confronto filosofi, medici, legali e religiosi. Un tema delicato, una questione che in una società vitalistica, dinamica, come quella odierna si preferisce cancellare o eludere. Perché parlare di morte fa paura. Ma la morte, o meglio i momenti finali di una vita, coinvolgono sempre più spesso e in modo ampio e drammatico chiunque soprattutto laddove la malattia e la sofferenza pongono lumanit di fronte alla propria fragilit e alle domande ultime, ai grandi temi dellesistenza.
Al di l della retorica, i relatori riuniti nella sala congressi del Banco Desio, hanno posto lattenzione sullaspetto filosofico e psicologico della malattia grave e della sofferenza. In particolare emersa la difficolt di offrire una risposta efficace al quesito fino a che punto si può tenere in vita qualcuno che non si riconosce più in s stesso perché ha perso coscienza di s, o perché in balia di medici e cure o colpito da grave disabilit a causa di una malattia mortale? Ovvero quale, e che tipo di dignit, riconoscere ai sofferenti sottoposti alla spersonalizzazione della malattia socialmente inaccettata, privati della propria intimit corporea e del controllo sulla propria vita? Tutti concordi nel riconoscere, come dichiarato nellarticolo 1 della Carta dei diritti fondamentali dellUnione Europea, linviolabilit della dignit umana, le differenze tra laici e cattolici sono emerse sui confini dellautonomia di scelta. Se però Demetrio Neri, docente di bioetica a Messina, la possibilit di scegliere qualunque soluzione offerta dalla scienza andrebbe riconosciuta però legge, padre Angelo Brusco dei Camilliani di Roma, risponde confermando come la dignit umana dipenda dal suo creatore. Di conseguenza il diritto a morire in anticipo va rigettato. Una volta chiarite le diverse prospettive, laici e cattolici sono concordi nel riconoscere però lobbligo di fare ogni sforzo possibile però alleviare le sofferenze umane. Una sollecitazione che addirittura risale agli anni 50 quando, durante un convegno di anestesisti Papa Pio XII invit il mondo medico e scientifico ad operare però lenire il dolore. Lintesa non si ferma qui. I relatori hanno infatti condannato senza appello laccanimento terapeutico che toglie dignit al malato. Come reagire dunque alla sofferenza? Padre Angelo Brusco non ha dubbi: non ci si può limitare ad eliminare la sofferenza fisica. Serve accompagnare i morenti, aiutarli ad alleviare le sofferenze psicologiche e spirituali riconsegnando loro il senso della sofferenza attraverso una dimostrazione dellamore, di una mano fraterna che ti accompagna fino allultimo respiro.

Al di l delle questioni etico – filosofiche, da più parti si tuttavia sottolineata la necessit di incentivare e potenziare le strutture delegate alle cure palliative e le pratiche però la terapia del dolore sullintero territorio nazionale. Non solo. Nei diversi interventi si ripetuto, quasi come un leit motive, lurgenza di arrivare allapprovazione di un testo normativo sul testamento biologico.
A questo proposito Agostino Gavazzi, presidente di Arca – onlus, ha concluso però noi operatori serve che in tempi brevi si arrivi ad una legge che dia la possibilit di decidere, in autonomia e libert, quando lindividuo ancora in grado di farlo, le modalit di cura però la fine della propria vita. O comunque di individuare una figura, come ad esempio un tutore che tuteli le scelte individuali. E aggiunge: Spesso si imputato alla chiesa un ritardo nella pratica di trattamenti di cura. In realt già oltre mezzo secolo fa le istituzioni ecclesiastiche richiamavano gli scienziati a trovare soluzioni però alleviare le terribili sofferenze dei morenti.