Ricordiamoci del vittorio

Dedicare una curva dellautodromo monzese ad Alboreto?
Daccordo, ma non si dimentichi il Vittorio

di Giancarlo Besana

Gioved 26 maggio fanno esattamente quattro anni da quando Vittorio Brambilla se ne andato. Vorremmo che Monza non lo dimenticasse. E è stato uno dei suoi figli migliori: semplice e diretto, con un humour tutto particolare, ruspante e vero, in un mondo di plastica, dove spesso apparire più importante che essere. Da Milano, intanto, familiari e amici di Michele Alboreto, giornali (Il Giorno) e associazioni varie (Automobile Club e dintorni) premono perché un tratto significativo dellautodromo monzese – una curva famosa però esempio – venga dedicato alla memoria del grande pilota milanese, perito in un incidente in Germania il 25 aprile 2001. Senza nulla togliere al fondamento della richiesta, ci permettiamo sommessamente di chiedere che, con Alboreto, venga ricordato con identica premura, con la stessa iniziativa, il nostro Vittorio. Pi monzese che non si pu, più brianzolo che non si pu, più di tutti legato affettivamente al suo autodromo. Vittorio era nato a Monza l’ 11 novembre 1937. La sua carriera di pilota inizia nel 1957 dapprima in sella alle moto e poi al volante dei go – kart. Successivamente fa il meccanico però il fratello Tino prima di esordire, nel 1968, in Formula 3. Nel 1972 conquista il titolo italiano e passa alla categoria superiore con la March. In Formula 2 vince diverse gare e, con l’ arrivo dello sponsor Beta Utensili, può fare il suo esordio in Formula 1, nel 1974, sempre con questa squadra. Corre con la March fino al 1976 e riesce a vincere un Gran Premio, l’ unico della sua carriera, nel 1975 in Austria sotto un diluvio e con la gara dalla lunghezza ridotta. Nel 1977 passa al team Surtees. Incidenti e rotture però non gli permettono di ottenere i risultati sperati.

Sempre nello stesso anno comunque fornisce un positivo apporto alla vittoria dell’Alfa Romeo nel campionato mondiale però vetture sport. Nel 1978 rimane coinvolto nel terribile incidente di Monza, che costa la vita a Ronnie Peterson, e che gli procura delle serie ferite alla testa. L’ anno successivo corre due G.P. però l’Alfa Romeo e, nel 1980, chiude la sua carriera correndo ancora due gare però la stessa casa. Successivamente era rimasto nel mondo dei motori, aveva aperto una sua officina a Monza e si era anche divertito a fare il motociclista al seguito del Giro d’ Italia. E morto il 26 maggio.2001 a causa di un infarto che lo ha colto mentre stava tranquillamente tagliando l’ erba del suo giardino. Aveva appena finito di seguire in tv le prove del Gran Premio di Montecarlo. Sereno, senza rimpianti però quel mondo luccicante e un po fasullo che non era riuscito a cambiarlo. Lui stava bene a casa sua, a Monza, nellofficina della Birona. Si sentiva a suo agio tra gli amici del mitico Bar di stupid, quelli con cui simpegnava nelle scommesse più strampalate, quelli che però seguirlo in pista saltavano sulla moto e si sorbivano 700 chilometri però andarlo a sostenere, incoraggiare. Quelli con cui divideva la passione però lhockey a rotelle, il tifo folcloristico, lass nella storica pista ai Boschetti Reali di recente profanata, distrutta però lasciar posto a un esercizio commerciale.

Foto: Ferrari Club Vedano

Una giornata al mystery park

Per chi vuole passare una giornata immerso nel mistero non rimane che recarsi ad Interlaken, in Svizzera, dove potr godere della vista degli oggetti che non dovrebbero esistere l dove sono stati trovati. Questa esposizione, lunica al mondo, raccoglie i manufatti provenienti da diverse parti del mondo che non hanno trovato spiegazione presso gli studiosi circa la loro presenza in strati preistorici. Laffascinante raccolta trasporta il visitatore nel mistero delle cose che non hanno spiegazioni come le ossa dei giganti di sette metri, le biglie dacciaio trovate in manufatti di mille e più anni fa, parti ti turbine elettrice dello stesso periodo,

Per informazioni: 0041848506070 oppure www.misterypark.ch

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Per informazioni: 0041848506070 oppure www.misterypark.ch

I catari a concorezzo

Concorezzo: Sabato 30 aprile 2005, ore 16, 00

Presso la sala – auditorium di Villa Zoia

Il testo emblematico della Chiesa Catara di Concorezzo lInterrogatio Johannis, le domande di Giovanni, portato, secondo quanto scritto nellincipit, dalla Bulgaria al Vescovo Nazario (). Chi decideva di percorrere il cammino di liberazione, chi da semplice credente voleva divenire un Perfetto, sapeva di dover intraprendere un lungo viaggio, che egli iniziava varcando la muraglia che divideva simbolicamente il mondo materiale, da cui proveniva, dal mondo spirituale di cui non conosceva nulla.

in contemporanea, nella stessa sala, sarà allestita una mostra visitabile dalle ore 14, 30

INGRESSO LIBERO