Longhi e morghen in mostra

Monza, 10 aprile 2010. Le opere di Giuseppe Longhi e Raffaello Morghen, considerati i due massimi incisori del primo ‘800, sono da oggi esposte all’Arengario e, in piccola parte, alla Saletta Reale della stazione ferroviaria di Monza. La mostra, intitolata "Giuseppe Longhi & Raffaello Morghen: l’incisione neoclassica di traduzione 1780 – 1840", è stata organizzata, nel contesto del ciclo di eventi dal titolo "Humanitas ", dall’Associazione Amici dei Musei di Monza e Brianza in collaborazione col Comune e resterà aperta fino al 16 maggio. All’inaugurazione hanno partecipato diverse autorità e moltissima gente, che evidentemente sono state richiamate dalla qualità e originalità delle opere esposte. L’assessore alla Cultura, Alfonso Di Lio, ha evidenziato il fiorire con la primavera di mostre in città: "Al Serrone della Villa Reale è allestita la mostra sul paesaggio lombardo dell’’800, oggi inaugureremo anche un’esposizione dedicata al Caravaggio presso la parrocchia di Triante e prossimamente aprirà LetterArte alla Galleria Civica. Non si può dire che non offriamo alla cittadinanza occasioni di crescita culturale". Il presidente dell’Associazione Amici dei Musei di Monza e Brianza, Luigi Caregnato, ha sottolineato l’importanza della mostra: "L’abbiamo fortemente voluta e il nostro curatore delle attività espositive, Alberto Crespi, è stato infaticabile. Sono esposte circa 150 opere tra l’Arengario e la Saletta Reale della stazione, dove è ospitata la sede dell’associazione. Ringrazio i tanti privati che ci hanno prestato le incisioni". Crespi ha ricordato che "l’idea della mostra è nata dieci anni fa quando ho pubblicato un volume dedicato a Longhi e alla scuola d’incisione dell’Accademia di Brera. Dietro a queste opere c’è un lavoro che costava moltissima fatica: tutti gli incisori finivano la propria esistenza gobbi e quasi ciechi". Il sindaco Marco Mariani ha rimarcato "l’importanza della collaborazione tra Comune e privati, frequente nell’operato dell’attuale Amministrazione. Colgo l’occasione però annunciare che in Giunta abbiamo appena approvato il primo ‘passo’ dell’intervento di recupero dell’ex Cotonificio Cederna, all’interno del quale è prevista la sede del Museo Etnologico Monza e Brianza". Crespi è stato affiancato nell’organizzazione da un comitato composto da Rolando Bellini e Francesca Valli, professori dell’Accademia di Belle Arti di Brera, da Giovanna Mori, responsabile della Raccolta Bertarelli del Castello Sforzesco, e da Dario Porta, conservatore dei Musei di Monza. La mostra mette dunque a confronto le opere di Longhi, nato tra l’altro a Monza, e Morghen, originario di Portici, rispettivamente capiscuola dell’Accademia di Brera e dell’Accademia di Firenze negli anni 1800 – 1830, con quelle dei maggiori collaboratori e allievi delle rispettive scuole milanese e fiorentina, tra i quali gli Anderloni, i Rosaspina, Bisi, Caronni, Gandolfi, Garavaglia, Perfetti. La rassegna consente al pubblico di ammirare le più famose stampe neoclassiche, dallo "Sposalizio della Vergine"di Raffaello incisa da Longhi all’"Ultima Cena"di Leonardo incisa da Morghen. Per visitare la sezione esposta all’Arengario bisogna recarsi tra le ore 15 e le 19, escluso il lunedì, o in alternativa tra le 10 e le 13 il sabato e la domenica, mentre alla Saletta Reale della stazione è possibile recarsi su appuntamento tra le 15 e le 18 tra il martedì e il sabato. L’ingresso è libero. Camillo Chiarino