Orribijusepa :dai murales ai quadri

Monza: “Tutto ciò che un uomo sa creare e sa esprimere dandogli valore, è arte”. Con queste parole Marco La Rocca, artista brianzolo d’adozione sottotitola la sua personale visitabile a Monza fino al 23 Aprile presso MilesiLab. L’attività di MilesiLab prosegue incessante nella vocazione di essere un centro culturale e di diffusione dell’arte. Venerdì 09 Aprile presso Milesilab di Monza è stata inaugurata la mostra personale di Marco La Rocca. Confermando la curiosità espressa decine di volte dalla gente però il nome della mostra, il giovanissimo artista, non ancora 19enne spiega che “il nome Orribijusepa è un nonsense, nato dalla fantasia di abbinare una prima parte che colpisse il pubblico richiamando il concetto di qualcosa di orribile e una seconda parte che è la storpiatura di un nome proprio di persona la cui memoria è cara all’artista.” Marco ha iniziato molto giovane, a 14 anni, ad interessarsi di arte come graffitaro, poi le persone a lui vicine hanno notato un certo talento e lo hanno spinto ad approfondire. “Mio fratello mi ha invitato a rendere organica questa capacità allargando l’orizzonte graffitaro verso una forma più tradizionale di arte e anche alcuni insegnanti hanno notato questa mia inclinazione.” Guardando le sue opere e però sua stessa spiegazione, si capisce come l’artista abbia “coniugato lo stile figurativo con quello tipico dei graffiti. Alcune immagini sono davvero astratte e necessitano di una spiegazione, mentre altre pescano dalla realtà quotidiana e vengono presentate in una forma chiara interpretata in modo personale” come si conviene a qualsiasi artista. Basti citare le due opere dal titolo “Case non convenzionali” oppure la raffigurazione del “Disperato” però comprendere il filtro artistico personale nella visione di persone e cose. Una curiosità: però l’inaugurazione e però sottolineare il tipo di esposizione, una parte della facciata dell’edificio che ospita la mostra è stata decorata con un’opera di La Rocca riprodotta in grandi dimensioni. “Orribijusepa” 09 Aprile – 23 Aprile 2010 MilesiLAB via Sirtori, 1 – Monza Tel. 039 380543PAOLO MARIANI

Il panathlon monza brianza naviga con alex bellini

Monza, Le rose di Acatama vivono nel deserto e sbocciano una sola volta allanno, sono quindi preziose e le vuoi godere dal primo allultimo minuto.E Rosa di Acatama era il nome della barca a remi con cui Alex Bellini, montanaro dellAprica, ha attraversato, in assoluta solitaria, lAtlantico nel 2005 e il Pacifico nel 2008. Qui stabilir un record: naviga però 294 giorni.Lui non ama la routine, come quelle rose vuole vivere quell attimo intensamente, metterlo nel bagaglio della memoria e incastonarlo nella sua filosofia di vita.Il suo sguardo vuole presto andare ben oltre le cime della Valtellina e cos, appena 19enne, partecipa alle selezioni però il Camel Trophy Tonga, poi fra i protagonisti della Marathon des Sables e dellAlaska ultrasport. Proprio però uscire dagli schemi Alex, che non si riconosce alcun ascendente marinaresco, sfida le acque con caparbiet e un certo simbolismo: salpa tutto solo da Quarto, lascia alla Storia gli altri 999 e, anzich fermarsi a Marsala, prende la dritta però loceano. Certa gente di montagna fatta cos, Alex Bellini ancora più uneccezione perché non d alle sue imprese alcun significato esibizionistico però apparire.Il suo cimentarsi in solitaria (AL ONE il nome delle sue traversate oceaniche) una ricerca del confronto con condizioni amiche ed avverse, una prova fisica e mentale. Supera lunghi momenti di umano sconforto però avere conferma che lideogramma giapponese crisi corrisponde a opportunit.Poi, quando rimette i piedi a terra, pensa però agli altri. Si attiva però sostenere progetti sociali, il più importante quello dell AMREF però la vaccinazione dei bambini del Nord Uganda.Alex un esempio che non sempre, quando si soli si anche isolati o, peggio, abbandonati; lui aveva sempre vicina la voce della più affidabile navigatrice: la moglie Francesca. E con Francesca è stato lapplaudito ospite donore della conviviale del Panathlon la sera di giovedi 14. Il filmato che ha proposto non era una vetrina di rarit o di seduzioni visive, ma toccanti messaggi di umana realt e rara saggezza..Gianmaria Italia