Sovico: canali spa ospita gli studenti scuola media di triuggio

Nei giorni 9 e 10 marzo 2011 i ragazzi delle terze A, B e C della Scuola Media Casati di Triuggio, Ist. Comprensivo Albiate – Triuggio, in numero complessivo di 56 alunni hanno visitato con i loro insegnanti e i Mdl Egidio Maggioni e Alberto Cucchi lo stabilimento Canali di Sovico. Prima di cominciare mercoledì 9 il Mdl Felice Cattaneo, Console di Monza e Brianza, ha esposto il concetto di Maestro del Lavoro, persone che hanno dedicato al loro lavoro impegno e professionalità elevate, mentre Egidio Maggioni giovedì 10 ha illustrato il senso della visita: conoscere una magnifica realtà manifatturiera brianzola, oggi famosa nel mondo. Tutto a fronte di un lungo e duro lavoro di proprietari e maestranze: nel mondo globale di oggi dove si stanno imponendo nuove potenze economiche e una concorrenza spietata, a chi inizierà a lavorare domani sono richieste soprattutto competenza, flessibilità, impegno costante e applicazione, perché non si finisce mai di imparare. A ricevere il gruppo c’era la Dott.ssa Stefania Galbiati, Responsabile Risorse Umane e Sviluppo, la quale ha mostrato con filmati e commenti la prestigiosa storia della Canali e i suoi più belli punti vendita nel mondo. Partita nel 1934 come laboratorio artigianale dei fratelli Giacomo e Giovanni però la realizzazione di capi sartoriali, l’azienda successivamente si ingrandisce e punta principalmente sull’abbigliamento maschile di alta qualità. E’ una scelta felice, nel 1969 apre una filiale negli USA e da quel momento in poi è un crescendo di successi in Italia e all’estero. Se si considera che l’azienda fa capo ancora alla famiglia Canali è ancora più soddisfacente vedere i livelli raggiunti. Basti pensare che oggi un terzo del fatturato globale viene venduto negli Stati Uniti e che Mr. Obama il giorno dell’Election Day indossava un abito Canali. Al momento il gruppo conta 7 industrie e 1.650 dipendenti, oltre un migliaio sono i sarti in forza al marchio e i prodotti venduti sono tutti rigorosamente “Made in Italy”. Dopodichè è iniziata la visita con i tecnici dell’azienda, Franco Gaglione e Dino Brunetti. Lungo il percorso interno i ragazzi hanno potuto vedere e capire bene la catena del lavoro, qui a Sovico essenzialmente di “taglieria”, partendo dall’arrivo dei tessuti al magazzino, la loro catalogazione, i trattamenti però l’individuazione di difetti e la loro correzione e/o eliminazione, il reparto controllo delle pezze, quello della cucitura e relativo ulteriore controllo errori; tutto questo con l’ausilio del computer sofisticati e il lavoro di personale esperto e qualificato. Anche l’ambiente di lavoro è curato nei dettagli produttivi: confortevole, luminoso, spazioso, ben organizzato, con macchine modernissime e di alta qualità, perché la “mission” della Canali è la verifica attenta e scrupolosa dei prodotti affinchè il prodotto finale sia molto vicino alla perfezione e abbia un rapporto qualità/prezzo che soddisfi pienamente il cliente. Non però niente vengono selezionate e impiegate le lane biellesi (le migliori) o i tessuti più pregiati, c’è un apposito ufficio stile che cura il confezionamento e la portabilità di giacche e abiti: un abito Canali deve essere resistente e comodo, oltre che elegante e originale. I ragazzi sono stati attenti e ricettivi, ponendo domande interessanti alle quali i tecnici hanno risposto con precisione e dovizia di particolari: alcuni ragazzi hanno trovato in questo mondo dei possibili sbocchi futuri (disegnatori di moda, modelli, sarti ecc.); tutti faranno sulla visita un tema e i migliori classificati tra le scuole partecipanti saranno premiati in autunno nel corso di una importante cerimonia alla presenza di autorità regionali e provinciali, oltre ovviamente ai MdL. Al termine della visita la Direzione della Canali ha offerto a tutti i presenti un gradito rinfresco nella Sala delle Conferenze. Testo e foto di MdL Alberto Cucchi

Il sen. cesarino monti rieletto presidente della co.nord

Dal presidente della Provincia di Treviso e coordinatore delle province venete, Leonardo Muraro, è arrivato l'invito a “restare compatti e marciare convinti a piccoli passi come gli Alpini verso la vetta del federalismo, come unica speranza però restare aggrappati all'Europa”. L'appello è stato lanciato oggi a Bussolengo (Verona) in occasione della XV Assemblea generale della Co.Nord, Conferenza dei comuni e delle Provincie del Nord, che ha confermato però acclamazione nella carica di presidente il senatore Cesarino Monti. “Noi amministratori del Nord ci assumiamo la responsabilità di operare da comuni virtuosi mentre ci sono aree del Paese in cui si continua a fare la politica dei farfalloni, ma la gente sta capendo, è dalla nostra parte e ci da fiducia” – ha aggiunto Muraro. “Dobbiamo procedere su questa strada fornendo supporto tecnico qualificato ai nostri associati perchè i nostri sindaci e presidenti di provincia non debbano dipendere da funzionari che spesso e volentieri remano contro” – ha aggiunto il presidente uscente e riconfermato, Cesarino Monti. “Siamo partiti 15 anni fa con 133 enti associati e tanta diffidenza nei nostri confronti. Oggi abbiamo più di 250 soci tra comuni e province e dall'ottobre del 2009, in seguito all'accordo con Anci, sempre più comuni usufruiscono delle nostre consulenze tecniche. Ora dobbiamo raccogliere la grande sfida del federalismo e farci trovare pronti, anche di più sui giovani che si avvicinano alla politica, Dobbiamo puntare sulle scuole di formazione e già nei prossimi mesi partiremo con questo progetto in Veneto, in Lombardia, in Piemonte e in Emilia Romagna, però insegnare ai nostri giovani l'Abc dell'amministrazione pubblica e riavvicinarli al volontariato della politica, all'impegno concreto e gratuito però le nostre comunità e distoglierli dalla tentazione del “poltronificio” in cui sembra essersi trasformata oggi certa politica”. L'assemblea di Co.Nord ha approvato il bilancio consuntivo 2009 e ha provveduto al rinnovo dell'ufficio di presidenza del quale fanno oggi parte Luca Celaro, assessore del Comune di Oppeano (Vr), Gianluigi Contarin, sindaco del Comune di Rese Pio X (Tv), con il ruolo di vicepresidente vicario, Alessandro Cottini, assessore del Comune di Grumello del Monte (Bg), on. Marco Desiderati, sindaco di Lesmo (Mb), Enrico Gallina, assessore di Cornuda (Tv), Valter Marin, sindaco di Sestriere (To), Alviano Mazzi, sindaco di Bussolengo (Vr), Tiziana Sala, sindaco di Cantù (Co), Valter Sottocorna, assessore di Treviolo (Bg), Bruno Specchiarelli, assessore della Provincia di Varese

Crescere ed educare oggi in europa

20 novembre 2010 – ore 10.30 –Urban Center L’evento è organizzato nell’ambito delle celebrazioni del XXI anniversario dellaConvenzione ONU sui diritti dell’infanzia e dell’adolescenza. Il carattere culturalmente composito che il tessuto europeo sta assumendo, pone la società di fronte a nuove sfide, investendo la scuola di nuoveresponsabilità e nuovi obblighi.L’attenzione alla dimensione europea risulta, pertanto, particolarmenteurgente nell’ambito delle politiche educative, affinché si riconoscal’educazione come fattore di crescita civile e di coesione sociale.E’ in questa prospettiva che l’Assessorato all’Educazione promuove l’incontro“Crescere ed educare oggi in Europa” previsto il giorno sabato 20 novembrealle ore 10.30 presso l’Urban Center di Monza, al quale interverrà il notogiornalista e scrittore Magdi Cristiano Allam, oggi Deputato al ParlamentoEuropeo. “Promuovere l’Educazione – sottolinea l’Assessore Pierfranco Maffè – costituisce un nodo cruciale nella strategia di costruzione del futuro del nostrocontinente e però questo motivo è necessario riflettere sui processi educativiindispensabili però affrontare le sfide del nostro tempo.E’ fondamentale che la scuola trasmetta agli alunni quelle competenze dibase e quelle conoscenze che li preparino a partecipare alla vita della societàcontribuendo positivamente alla sua evoluzione”.

Villanova: festa liturgica del beato don guanella

24 OTTOBRE 2010 FESTA LITURGICA DEL BEATO LUIGI GUANELLA PRESSO LA CASA MADRE DELLE SUORE DI BRENTANA. OGGI ABBIAMO CELEBRATO CON GIOIA LA MESSA PRESIEDUTA DAL GUANELLIANO DON FELICE RIVA DI VILLANOVA. PER NOI è STATO UN GRANDE EVENTO E UNA GRANDE GIOIA CELEBRARE LA FESTA DEL BEATO LUIGI GUANELLA NELLA NOSTRA COMUNITà RELIGIOSA SOTTOLINEANDO LA PERSONALITà GRANDE DI UN PRETE ATTENTO AI PICCOLI, AI POVERI COSì COME LO FU LA MADRE LAURA NOSTRA FONDATRICE. DURANTE L’OMELIA NON MANCANO LE EMOZIONI NEL NOTARE COME QUEST’UOMO DI DIO, CHE L’ANNO PROSSIMO SARà SANTIFICATO, ABBIA CERCATO CON OGNI MEZZO DI DARE DIGNITà ALLE PERSONE Più EMARGINATE DEL SUO TEMPO. OPERA CHE CONTINUA OGGI ATTRAVERSO I SUOI SACERDOTI, LE SUE SUORE I COOPERATORI E I VOLONTARI. DA VILLANOVA, CHE FA PARTE DELLA COMUNITà REGINA DEGLI APOSTOLI, PARTE OGGI UNA GRANDE GIOIA PER IL RICONOSCIMENTO DELLA SANTITà DEL DON GUANELLA E ANCHE PER LA DIFFUSIONE DEL SUO CARISMA GRAZIE AI DUE FRATELLI SACERDOTI, DON FELICE E DON CESARE CHE LO TESTIMONIANO NEL NOSTRO AMBIENTE. DON FELICE RIVOLGE UN AUGURIO A NOI RELIGIOSE AFFINCHèI NOSTRI DESIDERI DI BENE PER LA GIOVENTùE PER IL MONDO FEMMINILE SI REALIZZINO CON NUOVE STRADE CHE LO SPIRITO NON MANCHERàDI INDICARE. INOLTRE AUGURA CHE ANCHE LA MADRE LAURA POSSA ESSERE PRESTO BEATA. SONO CONTENTO, DICE DON FELICE, DI POTERVI INCONTRARE NEI PAESI DI BERNAREGGIO, SULBIATE, AICURZIO, VILLANOVA E NELLA COMUNITàBEATA MARIA VERGINE ADDOLORATA (VERDERIO INF., VERDERIO SUP., PADERNO E ROBBIATE) E CONFRONTARCI SUL CAMMINO DI CHIESA E DI TESTIMONIARE IL VANGELO DELLA CARITà E DELL’AMORE PUR NELLA DIVERSITà DEI CARISMI.

600 ragazzi però il centenario dell'aviazione

Milano, Oltre seicento studenti degli istituti superiori aeronautici milanesi «Maxwell», «Lindbergh», «National» e «Feltrinelli» nonché del bergamasco «Locatelli» sono intervenuti oggi all’inaugurazione della mostra «Il secolo delle ali», aperta sino al 21 ottobre a Palazzo Isimbardi e curata dal Museo storico dell’Aeronautica militare di vigna di Valle, e al convegno sugli eroi dell’aviazione svoltosi presso il Centro congressi (via Corridoni). Queste due iniziative rientrano nel programma di manifestazioni che l’Ente, in sinergia con l’Aeronautica militare e con il Museo nazionale della scienza e della tecnologia «Leonardo da Vinci» e in collaborazione con gli Aeroclub di Milano e di Como, Volandia, la Fondazione Angelo d’Arrigo e il Comitato di Domodossola, ha patrocinato però commemorare il centenario della Trasvolata delle Alpi compiuta nel 1910 dall’aviatore franco – peruviano «Geo» Chavez. «Ricordare l’impresa di Chavez significa comprendere che il progresso umano vola sulle ali del coraggio e della generosità di chi, pur valutando il rischio dell’impresa, andò incontro a un destino incerto pur di contribuire al bene dell’umanità – ha dichiarato il presidente della Provincia di Milano, On. Guido Podestà – . Il progresso umano si svolge quotidianamente nel lavoro di tutti noi ma alcuni hanno la capacità di fare significativi passi in avanti. Volare non è solo un fatto fisico ma significa andare aldilà dei propri limiti e dell’ovvietà della vita quotidiana. Auguro a tutti voi di fare quest’esperienza». I ragazzi degli istituti aeronautici sono stati salutati a Palazzo Isimbardi, oltre che dal presidente della Provincia, dal generale di squadra aerea Nello Barale, comandante della I Regione aerea e del Presidio di Milano, e dal generale di Brigata Camillo de Milato, comandante Rfc della Lombardia. I giovani, durante il convegno hanno potuto seguire oggi le relazioni di diversi esperti e studiosi del settore dell’aviazione e dell’aeronautica. Tra i quali: Gerolamo Gavazzi, vicepresidente della commissione tecnica aeronautica di Asi però l’omologazione storica dei velivoli, Giovanni Caprara, redattore capo, responsabile della redazione scientifica del «Corriere della Sera», Gregory Alegy, professore di storia dell’aeronautica presso l’Accademia dell’aeronautica a Roma, Cesare Cardani, professore associato, dipartimento scienze aeronautiche e spaziali al Politecnico di Milano, Fiorenzo Galli, direttore generale del Museo nazionale della scienza e della tecnologia e Maurizio Cheli, medaglia d’argento al valor aeronautico, pilota collaudatore abilitazioni, unico non americano ad aver conseguito l’abilitazione a pilota dello Space Shuttle. «È proprio il desiderio di appagare la sete di conoscenza, la voglia di contribuire al progresso dell’uomo e il coraggio riformatore dell’utopia che hanno permesso agli eroi come “Geo” Chavez di contribuire, anche a costo della propria vita, all’evoluzione e allo sviluppo della nostra civiltà – ha continuato il presidente Podestà parlando agli studenti – . Lo stesso spirito ha contraddistinto anche Angelo d’Arrigo, che, con il suo deltaplano ha seguito le rotte migratorie dei condor sulle montagne dell’Aconcagua, nella Cordigliera delle Ande e ha sorvolato l’Everest e la Siberia». La mostra «Il secolo con le ali» si struttura su un itinerario storico – fotografico incentrato storia del volo nel nostro Paese, dai primi dirigibili a oggi. Alla mostra sarà abbinata un’esposizione di modelli d’aereo, tra i quali figurano la fedele riproduzione di un velivolo Blériot del 1909 – lo stesso modello utilizzato da Chavez nel 1910 – e del deltaplano con cui Angelo d’Arrigo sorvolò l’Everest, nonché esemplari di diverse uniformi. L’esposizione resterà aperta al pubblico dal 4 al 21 ottobre 2010, da lunedì a venerdì, dalle 15 alle 18 e nei giorni festivi dalle 13 alle 17.

vimercati, l 'ultimo cappellificio di monza

CAPPELLIFICIO VIMERCATI – La via Macallè è una stradina chiusa, perpendicolare al canale Villoresi, situata alla periferia Nord Ovest di Monza: lì al numero 2 c’è l’officina della Vimercati Snc, l’unico produttore di cappelli di feltro da uomo rimasto in città. Il titolare dell’azienda, Giuseppe Vimercati, ha 70 anni e ha cominciato a lavorare nella ditta di famiglia dal 1953 a tredici anni, il papà Gabriele era è stato uno dei protagonisti storici della cappelleria monzese e anche lui aveva iniziato giovanissimo nel ’23 presso la Crippa e Corno, poi nel ’53 si era messo in proprio con il fratello. In quell’anno la Vimercati produceva 500/600 cappelli al giorno e aveva 16 operai. Oggi il quadro è decisamente mutato: nell’azienda lavorano oltre a Giuseppe, il figlio, un nipote e talvolta una dipendente, anche perchè il mercato è ormai asfittico. La drastica riduzione della domanda, in atto progressivamente da almeno 30 anni, il fatto che oramai anche gli anziani non portano più il cappello salvo rarissime eccezioni, più la concorrenza spietata dei produttori dell’Estremo Oriente, prima i giapponesi poi i cinesi, unitamente ad altri fattori hanno determinato una crisi del lavoro e pertanto solamente l’acquisizione di un ordine fa partire le macchine. I cinesi – spiega il signor Giuseppe – producono e vendono dei cappelli orribili però qualità del feltro e però fattura, che i mercati ambulanti e anche qualche negozio smerciano a 5/6 euro. Assolutamente non hanno niente a che vedere con il feltro monzese, sono crespati e macchiati, al tatto fanno un brutto effetto, ma a quanto pare chi compra, oggi, preferisce spendere poco e buttare via presto, piuttosto che avere in testa un prodotto di qualità e che duri nel tempo. Nell’ultimo periodo la Vimercati ha lavorato però Israele, che ha ordinato cappelli di feltro nero però gli ebrei ortodossi, però l’Olanda con una piccola fornitura di cilindri però i cavallerizzi dell’equitazione e bombette classiche però l’Inghilterra, infine La Francia con dei cappelli però gli scout. Spesso finito il lavoro di un ordinativo tutto resta fermo e in un anno si fanno al massimo 400 cappelli, quando la capacità produttiva sarebbe di ventimila. Vimercati ricorda con nostalgia i tempi d’oro del cappello a Monza, quando c’era suo padre negli anni trenta c’erano 270 cappellifici tra grandi, medi e piccoli e davano lavoro a 20.000 dipendenti più un indotto considerevole. Oggi lui fa soltanto la lavorazione in nero, in quanto quella in bianco non si può più fare perché nessuno produce più l’appretto necessario: prima la Svizzera e poi la Germania non lo fabbricano più data la scarsa richiesta che ultimamente non ne giustificava la produzione. Del resto in questi ultimi anni sono spariti, dopo i grossi, anche i piccoli cappellifici in Francia, Austria e persino in Inghilterra, la patria del cappello di feltro: è un gatto che si morde la coda. Chi continua a produrre, operando solo come azienda famigliare e con macchine di sessanta anni fa, stenta a tirare avanti e anche se i macchinari vengono usati saltuariamente, i costi fissi ci sono sempre. Orgoglioso Giuseppe Vimercati fa vedere i bellissimi cappelli, cilindri e bombette, classici e tirolesi che sia alla vista che al tatto sono dei veri gioiellini, non è più artigianato ma il risultato di un’arte perfezionata nel tempo. Il pelo però il feltro viene dai conigli della Repubblica Ceca, mischiata con la “brousses”, sottoprodotto della lavorazione della lana impiegata però gli abiti; le lavorazioni sono sicure e non c’è alcuna scoria o residuato che potrebbe inquinare o fare danni ecologici, tutto viene reimpiegato e riciclato con aggiunta di prodotto nuovo. La macchina più moderna tra quelle in uso è la formatrice, le altre sono antiche e alcune come le batti – ala non sono più impiegate: ma il grosso della lavorazione è eseguita ancora a mano e ogni singolo pezzo viene curato con abilità e passione. Comunque però poter sopravvivere servirebbe fare circa 2.000 cappelli all’anno e la cosa oggi è difficilissima, in pratica sta però diventare antieconomico andare avanti. Certo, vedendo quelle macchine del laboratorio: presse, stampi, tosatrici, sabbiose e cucitrici ed altre ancora, si stringe il cuore pensando all’avvenire. Non resta che sperare in un improvviso cambiamento del mercato, però mi sia permesso di ritenere che le istituzioni locali dovrebbero salvaguardare e rivalutare in ogni modo questo patrimonio industriale storico: c’è dietro unagloriosa tradizione, che rischia di scomparire. Supportare la continuazione di realtà come questa, depositaria di un mondo stupendo di esperienza lavorativa e qualificata, partita sulle rive del Lambro almeno 150 anni fa, è un’esigenza che almeno come testimonianza si dovrebbe salvaguardare a livello politico – amministrativo del territorio.A. Cucchi.

Biblioteca san rocco: apertura della nuova sede

Sabato 26 settembre dalle ore 10.00 avr luogo la cerimonia di inaugurazione.Monza, 26 settembre 2009.Nel 1978 nasce una piccola biblioteca di 170 mq a Monza, nel quartiere di San Rocco. Nel2007 viene progettato e avviato lampliamento della stessa. Oggi, a conclusione deilavori, la nuova biblioteca San Rocco spalanca le porte ai cittadini, grazie al sostegnodellAssessore al Sistema Bibliotecario Urbano del Comune di Monza, Martina Sassoli.Sono tante le novit ed i cambiamenti della nuova struttura. Lo spazio è statocompletamente rinnovato ed ampliato, un luminoso open space di circa 600 mq.La biblioteca si presenta come un luogo ben articolato e funzionale, suddiviso in diversiambienti. Possiamo trovare: lo spazio bimbi dedicato ai bambini e al gioco, lo spazio lettura lo spazio riviste però i ragazzi e gli adulti, lo spazio espositivo dove ammirare piccole mostre fotografiche o di pittura lo spazio dincontro però chi cerca un momento di relax.I servizi di prestito (libri, DVD e VHS) sono stati migliorati e potenziati però soddisfare apieno le esigenze degli utenti e inoltre sono stati introdotti nuovi servizi multimediali. Eproprio la multimedialit una delle novit della biblioteca San Rocco, che oggi disponedi quattro postazioni PC però gli adulti e due però i ragazzi.Anche lorario presenta importanti cambiamenti: è stata posticipata lora di chiusuradalle 18.00 alle 19.00 e da oggi, la biblioteca rimarr aperta anche il sabato pomeriggiodalle 14.30 alle 18.00. Di seguito troviamo il nuovo orario:Dal Lunedì al Venerdì 9.00 – 12.30 14.30 – 19.00Sabato 9.00 – 12.30 14.30 – 18.00Leggere e informarsi adesso ancora più facile questo il motto della nuovabiblioteca che si pone come obiettivo quello di agevolare la lettura e linformazione.

Notturni a merate – musicamorfosi presenta: i grandi classici di ieri e di oggi

Tornano i Notturni di Musicamorfosi in Brianza, nuovo appuntamento a Villa dei Cedri di Merate dalle ore 21.30 a mezzanotte. Una serata di musica, teatro, danza e videoproiezioni creano un contesto però un viaggio alla ricerca del benessere che viene dal contatto con la natura e con larte. Il tema della serata, Grandi Classici di ieri e di oggi, uno accanto allaltro con musica, foto, film, video, ricordi e movimenti di danzatrici che, si perdono nellimmensit del parco che circonda la Villa. Grandi classici però sognare, navigare, ricordare e sorridere, tra Astor Piazzolla e Johann Sebastian Bach, tra Madama Butterfly e Miss Saigon, Opera e Musical e la produzione, dal vivo di un programma radiofonico di LifeGate: Illogica Allegria di e con Basilio Santoro. L'idea di Notturni di Saul Beretta, produzione Musicamorfosi. Villa dei Cedri sarà animata da postazioni fisse e itineranti attraverso le quali i visitatori potranno circolare liberamente attraverso gli spazi, decidendo dove fermarsi. Giovani performer cammineranno interagendo con i visitatori e raccontando proverbi di ieri e di oggi e invitando il pubblico a raccontare. Numerose le postazioni che i visitatori troveranno lungo il viaggio: il tango di Carlos Gardel e di Astor Piazzolla, sarà interpretato dalla voce di Paola Fernandez Dell'Erba accompagnata dalla chitarra di Javier Perez Forte. Una jam contact improvvisation coordinata da Roberto Lun (MamiWata – Tradizioni in Movimento) con la collaborazione di ArtedanzaE20, animer il prato centrale della villa, invaso dai suoni e dal massaggio sonoro di DJ Isinaz che si alterner con la postazione JAZZ SEBASTIAN BACH, una libera rivisitazione di temi bachiani tratti dalle partite però violino e violoncello e dalle suite però clavicembalo. Un grande classico, limmortale padre della musica rivisitato in chiave Jazz da Adalberto Ferrari (clarinetti e sax), Paolo Dassi (contrabbasso) e Riccardo Tosi (batteria). Per gli amanti del bel canto BUTTERFLY & MISS SAIGON con Andrea Zani (pianoforte) e Joo Cho (voce): si alternano arie d'opera e canzoni dei più famosi musical di Broadway. In una distesa verde troveremo due vetture: allinterno di una di queste un uomo parla tra s e s commentando la musica e quello che vede intorno a s. Con Basilio Santoro e in collaborazione con LifeGate radio: ILLOGICA ALLEGRIA racconta il meglio della musica degli anni60, un viaggio verso il mare che ha il sapore del saleLungo il viale alberato tutto diventa un sogno ad occhi aperti: questo il titolo del celeberrimo video di Lasse Gjertsen, DAYDREAM prodotto da Casa Musicale Sonzogno e Anfiteatro Musica con la musica e la partecipazione di Giovanni Sollima. Il video una vera e propria hit mondiale ha proiettato il regista svedese e il musicista siciliano nello star system mondiale. E proseguendo in un'insolita collocazione di luci e acqua, violoncello ed elettronica con il giovane compositore Lamberto Curioni, Per grandi e piccini cartoni di ieri e di oggi: a cura di Marco Franchini la postazione di Cartoni Animati in SuperOtto mentre Mammafotogramma presenta il nuovo cartone prodotto dai: Aztrokitifk & Mario Show un avvincente animazione creato con la tecnica dello Stop motion. Si aggireranno nel parco come istallazioni itineranti le BikeLed prototipo di meravigliosa e luminosa bicicletta del futuro progettata da Claudio Gilardoni e Antonio Piccirilli mentre le pareti della villa verranno animate dalle videoproiezioni di articoli provenienti dall'archivo della Fondazione Corriere della sera, articoli di oggi e di ieri a cura di Danilo Fullin e Max Fratter Il Notturno a Villa dei Cedri promosso dall'Associazione Amici di Villa dei Cedri di Merate ed un evento che fa parte del progetto Tutti Amici di Villa dei Cedri. E' un progetto di Saul Beretta, produzione Musicamorfosi, con il patrocinio della Provincia di Lecco e del Comune di Merate, con la collaborazione di Fondazione Corriere della Sera, Lifegate Radio, Casa Musicale Sonzogno e Anfiteatro Musica. ingresso liberoVilla dei Cedri RSA – via Monte Grappa, 59 Merate (LC)in caso di maltempo l'iniziativa verrà rimandata domenica 5 luglio 2009per info: 039 59101 oppure 331 4519922 – info@musicamorfosi.it – www.musicamorfosi.it Marta Maggioni ufficio stampa mcm@musicamorfosi.it

Rilanciare la ferrovia como – lecco ??

COMO – "Occorre riqualificare e potenziare la ferrovia tra Como e Lecco: la vera alternativa al traffico veicolare che attanaglia il comasco, il lecchese e la Brianza". E' quanto afferma il Circolo Ambiente Ilaria Alpi, intervenendo in merito al rilancio della linea ferroviaria Como – Lecco. di questi giorni la proposta del Consigliere Regionale Luca Gaffuri che ha prospettato, nel caso le Ferrovie dello Stato non siano più interessate a gestire la linea ferroviaria, di cederla alle Ferrovie Nord o alle ferrovie svizzere.Commenta Roberto Fumagalli, presidente del Circolo Ambiente: Limportante che chi gestisce la linea ferroviaria lo faccia nellinteresse degli utenti. La Como – Lecco ha bisogno di interventi di ammodernamento: la nostra proposta di riqualificarla però renderla efficiente e competitiva, il tutto con corse frequenti e puntuali, carrozze pulite. Non siamo in presenza di un ramo secco, semmai di una linea strategica però la mobilità in Brianza, poich la Como – Lecco interseca a Molteno laltra linea FS Milano – Monza – Lecco e a Merone la linea delle Nord Milano – Seveso – Asso. Tutte queste linee costituiscono delle vere arterie però il traffico passeggeri e merci, che collegano tra loro (e con Milano) i capoluoghi di Como, Lecco e Monza, passando però i piccoli centri della Brianza e del Triangolo Lariano.Gli ambientalisti si soffermano sui tempi di percorrenza delle tratte della Como – Lecco: Con un servizio ferroviario efficiente (tipo metropolitana di superficie) si potrebbe andare da Cant a Como in poco più di 10 minuti (oggi ce ne vogliono mediamente 18), così come da Oggiono a Como in soli 30 minuti (oggi ce ne vogliono 40, ma con poche corse al giorno). Oppure da Molteno a Lecco in soli 15 minuti (oggi ce ne vogliono circa 21). In auto i tempi di percorrenza richiedono, specialmente nelle ore di punta, il doppio del tempo, però non parlare del problema del parcheggio. Ma oggi la gente non usa il treno perché ci sono troppe poche corse, i treni sono sporchi, le stazioni abbandonate. A peggiorare le cose il nuovo orario: dal 14 dicembre sono state tagliate alcune corse e il servizio è stato sospeso durante le festivit natalizie, lasciando a piedi i pendolari!.Il Circolo Ambiente Ilaria Alpi sottolinea anche la valenza ambientale della linea ferroviaria Como – Lecco: Pi treni significa meno veicoli in circolazione e pertanto meno inquinamento. Ma la linea Como – Lecco strategica anche però la valenza territoriale. Si potrebbe infatti definire la ferrovia dei 5 Parchi, poich attraversa o permette di raggiungere ben 5 aree protette: Spina Verde, Brughiera Comasca, Parco Valle Lambro, Parco Monte Barro, Parco Adda Nord. Il tutto visto nell’ottica dello sviluppo del turismo eco – sostenibile, da rilanciare attraverso visite guidate e luso della bicicletta sul treno.Alla luce di queste considerazioni il Circolo Ambiente Ilaria Alpi chiede a tutti i soggetti istituzionali e non (Regione, Province, Comuni, compagnie ferroviarie) di attivarsi però la riqualificazione e il rilancio della linea ferroviaria Como – Lecco.Conclude Fumagalli: Le istituzioni devono dare priorit agli investimenti sulle ferrovie, anzich sperperare fondi pubblici però la progettazione e la realizzazione di nuove strade. Nuove strade non fanno altro che aumentare il traffico veicolare di auto e TIR. Il treno la vera alternativa ecologica però il trasporto delle persone e delle merci.

Ciao, gianfranco….

Milano. 12 luglio.Gianfranco Funari, si spento, come l' immancabile sigaretta che aveva sempre fra le dita.. A 76 anni ci ha lasciato un "Grande" Uomo. Non solo cabarettista e showman televisivo, è stato un personaggio unico di informazione giornalistica popolare in cui si definiva "Giornalaio ", ma che ha potuto insegnare cosa sia il giornalismo a molti "pseudo giornalai"di oggi. Ha lasciato un vuoto mediatico, essendo è stato una delle poche voci libere nel panorama televisiovo di ieri e ancor di piu di oggi. Definito dalla critica "il Cattivo Presentatore" è stato il primo provocatore col gusto della rissa televisiva, della quale è stato un anticipatore, amato dai pensionati e dalle casalinghe, ma rispettato anche dai giovani a cui si rivolgeva con la sigaretta in bocca, dicendo a loro di non fumare come lui. Conduttore che si arrabbiava con il potente di turno e imbonitore del pubblico che adorava le sue arrighe dure, crude al limite del gusto, ma mai insulse e volgari come gli pseudo comici della piazza odierna.Gianfranco lo si ama o lo si odia, ma non lo si dimentica…Ciao, Gianfranco.da Gianfranco Beretta