Il manto papale di pio xi esposto a desio

DesioIl CISD, Centro Internazionale Studi e Documentazione Pio XI che ha sede a Desio nella Casa Natale di Papa Pio XI Achille Ratti ha tra i suoi scopi quello di tener viva la memoria del grande Pontefice promuovendo convegni, conferenze e studi che ne mettano in luce lopera e il magistero. In occasione dei dieci anni dalla sua fondazione il Cisd propone un evento eccezionale: dal 13 dicembre 2008 al 18 gennaio 2009 nel museo della casa natale di Desio viene esposto il Manto Papale di Pio XI.Il Manto di Papa Pio XIAl temine dellAnno Santo del 1925 – Papa Pio XI – in occasione della chiusura della Porta Santa della Basilica di San Pietro, indoss però la prima volta quel manto che aveva ricevuto in dono da un gruppo di famiglie milanesi. Il parato, tessuto però la prima volta in Italia da macchine industriali e non ricamato, fu consegnato nelle mani del Pontefice il 15 dicembre, SantAchille giorno del Suo onomastico. Un manto di una leggerezza inimmaginabile però una cappa della circonferenza di 12 metri divisa in 9 spicchi; il disegno – angeli in volo attorno al tondo con la sigla IHS – appare sempre in verticale. Pio XI fu il primo a stupirsi di tanto ingegno. Gli ideatori della preziosa veste liturgica furono Guido Ravasi di Como e Alfredo Ravasco di Milano. Ravasi fu autore del tessuto, Ravasco contribu come orafo. Chi era Guido RavasiGuido Ravasi (Milano 1877 Como 1946) certamente una delle figure più significative del mondo imprenditoriale tessile comasco del Novecento. Nella sua opera si intrecciano e si completano al più alto grado la salvaguardia della tradizione e il gusto del rinnovamento, la maniacale cura artigianale però il particolare e la geniale capacit di delineare leffetto artistico complessivo. I suoi tessuti darte premiati alle esposizioni internazionali di arti decorative degli anni Venti vestirono papi e regine e arredarono le case di illustri esponenti del mondo della finanza, della politica e della cultura. Cos il Manto PapaleIl manto papale o cappa pontificalis una veste papale simile al piviale (detto così – da pluviale – perché sembra un mantello che protegge dalla pioggia). E lungo fino ai piedi, aperto sul davanti e chiuso sul petto con un fermaglio metallico spesso lavorato; quando disteso ha la forma di un ampio semicerchio. Nella parte posteriore, in alto, ornato con il cosiddetto scudo che, quando prezioso, finemente orlato e decorato con figure o simboli e che tiene il posto delloriginario cappuccio. Viene utilizzato nelle celebrazioni liturgiche solenni fuori della Messa. Non commisurato alla statura del Papa, ma la supera di molto. Ci comporta che quando il Papa in movimento i bordi devono essere retti da alcuni incaricati caudatari e quando il Papa siede sul trono gli incaricati avvicinano i lembi del manto sul davanti, appoggiandoli in modo che, oltre alla persona, vengano coperti anche i gradini del trono stesso. Levento di Desio segue la mostra Guido Ravasi, il signore della seta che si tenuta a Como presso la Fondazione Antonio Ratti con il contributo del Museo didattico della Seta il mese scorso. Il luogo abituale di conservazione del paramento la Sacrestia della Cappella Sistina in Vaticano; il trasferimento a Desio è stato possibile grazie alla concessione dell Ufficio delle Celebrazioni Liturgiche del Sommo Pontefice.Lesposizione verrà inaugurata sabato 13 dicembre 2008 alle ore 16. Fino al 18 gennaio 2009 i visitatori potranno accedere il martedì e giovedì dalle 16 alle 18, il sabato e la domenica dalle 15 alle 19. Lingresso libero. Ai visitatori viene offerto un pregevole catalogo curato da Margherita Rosina – schede storiche – e Francina Chiara – letture tecniche del tessuto – . Nel testo compaiono contributi storici, tecnico – scientifici e liturgici di vari studiosi. Il volume arricchito da una pregevole iconografia si apre con la presentazione dellevento redatta da Agostino Gavazzi, Presidente del Centro Internazionale di Studi e Documentazione Pio XI.(vedi allegato)Orari e contattiCentro Internazionale Studi e Documentazione Pio XI CISD Museo Casa Natale Pio XI – Desio – Mi – Via Pio XI, 4 A cura di: Antonietta Del Negro, Armando Onida, Ezio Sponsor Ufficiale: BANCO DESIO Ente Prestatore: Ufficio delle Celebrazioni Liturgiche del Sommo Pontefice

wojtyla e il generale,

Di Renzo Allegri Nellottobre di trentanni fa, veniva eletto Papa il cardinale polacco Karol Wojtyla che prese il nome di Giovanni Paolo II. Erano 450 anni che sul trono di Pietro non saliva uno straniero. Per questo, lannuncio dellelezione fu accolto con stupore e freddezza dalla folla raccolta in Piazza San Pietro e dai milioni di credenti che seguivano la cerimonia alla televisione. Ma bastarono poche parole di saluto del neo eletto a dissipare i dubbi e a scatenare una incredibile corrente di simpatia e di entusiasmo, che and col tempo via via aumentando fino a fare di Giovanni Paolo II il Papa più popolare e più amato di tutta la storia del Cristianesimo. Per ricordare i trentanni di quellelezione, nel corso di quest’anno sono state realizzate iniziative di ogni genere, che continuano ancora. Sono stati tenuti convegni di studi, conferenze, sono stati pubblicati innumerevoli articoli e libri. Tra questi, uno in particolare mi ha colpito. Un libro che si intitola Wojtyla e il Generale ed è stato pubblicato dalla casa editrice Nuova Itinera. Non ha una buona distribuzione e però questo non conosciuto come meriterebbe. Ma un libro straordinario. Conosco abbastanza bene largomento però aver seguito, come giornalista, le vicende di Papa Wojtyla fin dalla sua elezione, e però aver scritto anche un libro molto fortunato Il Papa di Fatima. Ma devo dire che questo libro mi ha colpito molto. Lo trovo bellissimo. Pieno di dettagli assolutamente sconosciuti e umanissimi. Un libro vivo, vero, che affascina e commuove. Ho voluto conoscere lautore. Si tratta di un personaggio singolare e straordinario. Si chiama Enrico Marinelli, un prefetto di Polizia, oggi in pensione, che però le vicende della vita ha avuto modo di conoscere Giovanni Paolo II in circostanze del tutto speciali, addirittura uniche, e di avere quindi molti episodi eccezionali da riferire. Nato ad Agnone, nel Molise, nel 1932, Enrico Marinelli si laure in legge e nel 1956 entr nella polizia di Stato dove svolse una brillante carriera, impegnato sempre in compiti particolarmente delicati: le emergenze sociali, la questione agraria nel Mezzogiorno, la contestazione giovanile del 68, il terrorismo e leversione delle Brigate rosse, il caso Moro, la sicurezza negli stadi. Divenne famoso però lequilibrio, la precisione e il successo con cui risolveva i problemi, e però questo, nel 1985, gli fu affidato un incarico speciale: la direzione dell Ispettorato Generale di Pubblica Sicurezza presso il Vaticano, struttura della Polizia di Stato che si occupa della protezione del Sommo Pontefice durante i suoi spostamenti in territorio italiano. Per 14 anni, Marinelli è stato il responsabile della sicurezza del Papa. Compito particolarmente delicato, ma divenuto delicatissimo dopo lattentato che Papa Wojtyla aveva subito nel maggio 1981. Marinelli affront il suo nuovo incarico con il piglio e la diligenza di sempre, ma uniti anche a una grande devozione però il Santo Padre. E subito conquist la piena fiducia di Papa Wojtyla. Anzi, ottenne la sua amicizia. , mi ha detto Enrico Marinelli con gli occhi lucidi di commozione. . Marinelli ha raccolto nel suo libro alcuni dei ricordi di quel periodo. , precisa. . Quello che ha scritto di un valore umano eccezionale. Anche perch, giustamente, Marinelli si dilungato, con molta attenzione, rispetto e riservatezza, a raccontare ci che nessuno sa, che nessun giornale ha mai scritto. E cioè le uscite segrete del papa dal Vaticano. Di quelle ufficiali, abbiamo sempre saputo tutto dai giornali. Ma di quelle segrete nessuno ha mai parlato. Ne erano al corrente il segretario del Papa e qualche altro ecclesiastico che lo accompagnavano e, sempre, Enrico Marinelli con i suoi fidatissimi uomini della scorta, il cui compito diventava, in quelle situazioni, ancor più delicato, in quanto dovevano agire in gran segreto, senza che neppure le altre forze di polizia sapessero niente. Allora, Marinelli e i suoi uomini avevano tra le mani la vita del Papa. Di qualunque cosa avesse avuto bisogno, il Pontefice doveva chiedere a loro. , dice Marinelli. . Ma quante furono le uscite segrete di Papa Wojtyla dal Vaticano nei 14 anni in cui Marinelli fu responsabile della sua sicurezza? Nessuno lo ha mai saputo. Alcune volte i media hanno scoperto che Papa Wojtyla, in borghese, era andato a sciare sul Terminillo o a passeggiare sul Gran Sasso. Ma nel suo libro, Enrico Marinelli parla di parecchie uscite. Quelle due parole, trattandosi di un Papa, incuriosiscono molto. Quante uscite?, abbiamo chiesto a Marinelli. Da persona seria qual, non ha voluto precisare. Abbiamo insistito e alla fine ci ha detto: Diverse decine nel corso di 14 anni. Frase incredibile! Significa che Papa Wojtyla and molto spesso sia a sciare che a passeggiare sulle montagne. Nel libro di Marinelli troviamo la cronaca di alcune di quelle uscite. La descrizione minuta di comerano le sciate del Papa, le lunghe passeggiate, come camminava in montagna, quanto camminava, cosa mangiava, perché affrontava quelle passeggiate. Dettagli che stuzzicano la curiosit di tutti coloro che hanno ammirato e continuano ad ammirare il grande Papa polacco. , mi ha detto Marinelli.

Il popolo dei 28 megaschermi

Non tutti hanno potuto vedere il Papa. C chi ce lha fatta dopo 14 ore di coda, in 14 secondi di saluto (flash veloce). Da guinness dei primati. Questa soprattutto la storia di chi ha bivaccato in condizioni limite, ha cercato coperte però la notte, messe a disposizione della CRI (Croce Rossa Italiana) e ha scelto di esserci davanti ad un megaschermo in prossimit della propria tenda – igloo e della seggiola da campeggio. Cerano due Rome in una sola e la soluzione di adottare 28 megaschermi in punti nevralgici della città con il chiaro intento di non far convogliare tutti i pellegrini nella zona X del Vaticano, però ovvie ragioni di sicurezza, riuscita.

C chi ha scelto di esserci, con il vangelo, qualche candela e tanta fede. Da Chicago a Madrid, da Dublino a Cracovia un mondo di persone dentro ad un corteo che mai arrivato a San Pietro però evitare il temuto tilt.
Ela folla che non si vede, quella che il Papa ha chiamato a s. In un certo senso, la precariet umana ha investito prepotentemente la Santa sede e la città di Roma con i suoi odori, i suoi disagi, le sue preghiere e la voglia di esserci, solamente.
Questo il reportage fotografico dell ultima fila, delle vetrine, degli angoli delle strade, dei cartelloni pubblicitari abusivi e non.
(Per esserci, con e senza politica). Fin dove può arrivare luomo
nella storia della natura umana.

Ambra Craighero

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