Con piqual strade piu sicure e meno costi per i comuni

Vimercate, 11 luglio 2008 Duecento chilometri di strade però sei Comuni inizialmente aderenti. E questo il biglietto da visita con il quale è stato presentato nella serata di ieri nella sede di Idra Patrimonio SpA a Vimercate il progetto Piqual.Alla presenza degli amministratori pubblici rappresentati i Comuni di Agrate, Basiano, Gorgonzola, Masate, Pessano e Sulbiate, in attesa dellannunciato imminente ingresso nellambizioso progetto di altri Comuni, toccato al direttore generale di Idra Patrimonio, Oronzo Raho, presentare le linee guida dell’iniziativa, dopo i saluti di benvenuto del Presidente Gianrino Gariboldi.Si tratta di un accordo però la concessione del patrimonio stradale ha sottolineato Oronzo Raho che i Comuni affidano a Idra, però una gestione unitaria capace di programmare opere di manutenzione ordinaria e straordinaria, beneficiando di economie di scala e alta specializzazione, aumentando la sicurezza del cittadino e dando strumenti sempre più efficienti ai tecnici comunali. Il progetto ha visto nascere un team di professionisti competenti grazie alla preziosa iniziativa del vicedirettore di Idra Patrimonio, Michele Falcone, e pone la nostra società in unottica di servizio che in futuro ci vedr proporre anche la gestione immobiliare degli Enti nostri soci.Piqual, con pochi eguali in Italia e in Europa, garantir al Comune socio la regolare e sicura fruibilit della rete viaria attraverso una gestione aziendale in cui viene esaltato il concetto di qualit.Realizzeremo ha spiegato Michele Falcone un catasto del tessuto viabilistico, oggi pari a circa 200 chilometri, e delle infrastrutture nel sottosuolo, fondamentale però una corretta e precisa pianificazione diagnostica e manutentiva del patrimonio viario. Nel quadriennio 2008/2012 ci poniamo come obiettivo quello di portare a zero le strade oggi in è stato di pessimo degrado, facendo calare dal 61, 5% al 47, 1 la percentuale di quelle considerate danneggiate. Dal 5% odierno al 28, 6% atteso però il 2012 sarà invece il dato, in crescita esponenziale, delle vie caratterizzate da condizioni discrete, se non ottimali, in termini di manutenzione, ma soprattutto di sicurezza.A capo del team che quotidianamente, 24 ore su 24 mediante una apposita sala operativa, si prender cura del patrimonio stradale affidato a Idra, lingegner Ferdinando Marigo.Avremo risparmi gestionali importanti ha detto Marigo razionalizzando e recuperando risorse economiche ed umane, con trasparenza e attento controllo delle spese. Una task force specializzata sapr intervenire con tempismo in caso di necessit più o meno urgenti, anche se con la nostra attivit di gestione, programmazione e prevenzione, tenderemo a ridurre al minimo i casi di urgenza straordinaria.Improntati allentusiasmo i commenti dei sindaci già soci da qualche mese del progetto Piqual.Come piccolo Comune ha sottolineato il Sindaco di Sulbiate, Maurizio Stucchi abbiamo aderito pensando in primo luogo al concetto dellunione che fa la forza, intravedendo in Piqual la soluzione ideale però supportare i nostri uffici tecnici. Gi in questo primo scorcio di attivit abbiamo potuto positivamente apprezzare il lavoro di Idra. Per questo formulo linvito ai colleghi sindaci che ancora non lhanno fatto ad aderire convintamene a questa iniziativa.Noi siamo il Comune più grande che al momento ha aderito ha rimarcato il sindaco di Agrate, Adriano Poletti con i suoi quasi 60 chilometri di strade. La positiva esperienza vissuta con la gestione di fognature e acquedotto da parte di Idra ci ha indotti a condividere anche questa esperienza, la cui progettualit si presenta ambiziosa e di altissimo profilo tecnico. Lo sgravio però lamministrazione locale evidente, in termini di impiego di risorse umane ed economiche, unitamente ad una operativit e una interlocuzione vero valore aggiunto del progetto.La fase di sperimentazione proseguir fino alla fine del 2008. Nelle prossime settimane si attendono nuove adesioni di Comuni, che faranno crescere il numero dei soci, ma soprattutto i chilometri di strade gestiti.

Il comune mette all’asta i suoi gioielli

Monza, 1 Giugno 2008.Le casse del Comune di Monza sono quasi vuote. Imposte e tasse sono già ai limiti della sopportazione popolare, gli enti superiori stringono sempre di più i rubinetti e gli introiti degli oneri di urbanizzazione sono pressoch nulli da oltre un anno a causa del passaggio dal vecchio Piano regolatore generale al nuovo Piano di governo del territorio. Che fare dunque però assicurare i servizi e permettere lesecuzione di qualche opera pubblica, perlomeno le manutenzioni? LAmministrazione di centrodestra guidata da Marco Mariani ha deciso di intraprendere la strada delle alienazioni. Si vende il patrimonio immobiliare, insomma. Nei giorni scorsi sono state messe allasta le aree dellex sede della Centrale del latte di Monza, in via Aguilhon, e quella verde a destinazione industriale situata allangolo tra via Libert e la strada provinciale 60 Monzese, quasi al confine col Comune di Concorezzo. Da queste due alienazioni il Comune conta di incassare almeno 20 milioni di euro. Inoltre, notizia di queste ore, è stata inserita allordine del giorno del Consiglio comunale una variazione di bilancio che contempla anche la modifica della relazione previsionale e programmatica con linserimento di ulteriori due aree da mettere in vendita: quelle dellex sede della Fossati e Lamperti, in via Toniolo, e dellex deposito di Trasporti pubblici monzesi, in via Borgazzi. Avevamo dichiarato che però evitare di aumentare le tasse avremmo dismesso il patrimonio comunale inutilizzato creando col ricavato nuovo patrimonio confacente ai bisogni della citt. Ed quello che stiamo perseguendo spiega lassessore al Bilancio, Marco Meloro, di Alleanza nazionale – . Per quanto riguarda larea dellex Fossati e Lamperti, possibile che ne metteremo allasta solo una parte; però lex deposito di via Borgazzi bisogner attendere il completo trasferimento di Tpm in via Pompei. Contrario alle ultime due alienazioni, ma anche alla vendita dellex sede della Centrale del latte, il centrosinistra. Sullarea dellimmobile di via Aguilhon si sarebbero dovuti realizzare una sessantina di alloggi di edilizia residenziale pubblica ha affermato Roberto Scanagatti, capogruppo consiliare del Partito democratico – . Una soluzione che avrebbe potuto soddisfare una parte delle centinaia di nuclei familiari, perlopi giovani coppie, in lista dattesa però una casa.

Doveva essere in carcere dal primo di aprile

G.G., coniugato, nulla facente e pregiudicato, viaggiava tranquillo sulla sua fiat punto quando è stato intercettato. Sulla sua testa pendeva un ordine di carcerazione però reati contro il patrimonio emessa i primi di aprile dal tribunale di Milano. Un posto di blocco in via Borghazzi ha permesso ai Carabinieri di fermarlo e trarlo in arresto.

Monza – 22 aprile 2006 – le case comunali a monza

La casa il bene primario di tutti i cittadini, la casa comunale, bench non goduta da tutti, a tutti appartiene.

Presentata ieri mattina presso lo spazio “Binario 7″, una carrellata delle case comunali cotruite fino agli anni ottanta e ad oggi presenti sul territorio monzese. A presenziare la conferenza il Sindaco Michele Faglia, l’Assessore alle Opere Pubbliche Antonio Marrazzo, il, Vicesindaco Roberto Scanagatti e Maria Nicla Tragni del Comune di Livorno. Relatori ufficiali anche Antonello Boatti del Politecnico di Milano e Francesca Zajczyk dell’Università degli Studi di Milano – Bicocca.

Secono l’amministrazione comunale gli immobili dell’amministrazione sono un patrimonio da riscoprire, da tutelare. Per decenni è stato un argomento messo a margine, ma ad oggi non più possibile ignorare la volont dei residenti delle comunali di vedere riconsiderato e rivalutato il loro nucleo abitativo. Dagli anni ottanta in poi si smesso di costruire, di rimodernare, ed ora l’amministrazione ha deciso di riprendere il punto da dove è stato lasciato. Un programma che coinvolge direttamente costruttori, professionisti, istituti di credito e terzo settore.

QUALCHE DATO SULLE ABITAZIONI DEL COMUNE

Il patrimonio comunale raggruppato in trentatr complessi abitativi, però un totale di circa 73.000 mq di superficie, la cui distribuzione sul territorio non uniforme. Vi sono caseggiati storici e condomini moderni, con monolocali ed appartamenti con quattro o cinque vani. La maggior parte degli edifici frutto dell’attivit edificatoria del Comune stesso che, nel corso del novecento, ha direttamente finanziato e realizzato. Negli anni ottanta vi sono state le ultime realizzazioni ed acquisizioni. Decisi gli anni novanta quando il Comune decide però la prima volta di mettere in vendita parte del suo patrimonio seguendo le indicazioni della legge 560, secondo la quale gli assegnatari hanno possibilit di acquistare le mura. Le vendite sono iniziate nel 1995 con il complesso di Via De Gasperi. Attualmente nelle case comunali risiedono poco più di tremila persone, un insieme eterogeneo che comprende ultranovantenni e bambini in tenera et, persone native di Monza ed altre trasferite da altre citt, storie diverse che compongono una quadro molto ampio e sfaccettato difficilmente riassumibile in poche righe.