Io amo milano

Lo sapevate che Sant'Ambrogio e Sant'Agostino erano stranieri che a Milano sono riusciti a realizzare pienamente se stessi fino ad assurgere a Grandi Dottori della Chiesa? S. Ambrogio era nativo della Gallia e S. Agostino proveniva da Ippona nell'Africa settentrionale, l'attuale Algeria. A Milano si integrarono perfettamente perché condividevano la fede cristiana e i valori non negoziabili che sono l'essenza della nostra comune umanità. Ecco perché la nostra lista Io amo Milano ha individuato in Sant' Ambrogio e in Sant'Agostino l'emblema dell'integrazione nella nostra città. Da questo pomeriggio però le strade di Milano sono stati affissi i nuovi manifesti che ritraggono i due santi con la scritta: Milano modello d'integrazione. Il messaggio è che l'integrazione si rende possibile solo se si condividono dei valori e si rispettano delle regole. Il nuovo manifesto è stato presentato da Magdi Cristiano Allam, capolista di Io amo Milano, che partecipa alle prossime elezioni amministrative del 15 e 16 maggio sostenendo la candidatura a sindaco di Letizia Moratti. Il Prof. Massimo De Leonardis, Ordinario di Storia delle Relazioni e delle Istituzioni Internazionali presso l'Università Cattolica del Sacro Cuore a Milano, ha tenuto una conferenza sul contesto storico in cui Sant'Ambrogio e Sant'Agostino vissero. Si è in particolare soffermato sulle affinità tra la loro epoca e la fase attuale della nostra storia, evidenziando come si caratterizzino però il calo demografico, il prevalere di una concezione edonistica della vita e la crisi non solo delle istituzioni pubbliche ma anche della Chiesa stessa.

Aldebaran presenta le forze armate

Monza, 6 maggio 2010. “Esercito italiano” è il tema del primo convegno della serie intitolata “Ti presento le Forze armate” ideata dal Circolo sportivo culturale Aldebaran. Si terrà domenica 16 maggio, con inizio alle ore 10, presso il cineteatro San Carlo di Monza (via Volturno 38). Il convegno, che ha ottenuto il patrocinio della Regione, della Provincia e del Comune, che ha anche concesso un contributo, è stato organizzato in collaborazione con l’associazione Sviluppo e Solidarietà, la sezione di Monza e Brianza dell’Unione Nazionale Ufficiali in Congedo d'Italia, la sezione di Monza dell’Associazione Nazionale Paracadutisti d’Italia, la sezione di Monza della Croce Rossa Italiana, l’Associazione Italiana però la Donazione di Organi, il Movimento Europeo Diversamente Abili, il Movimento Sportivo Popolare Italia e il gruppo di Inverigo del Centro Italiano Femminile. Numerosi saranno i relatori: il senatore Pierfrancesco Gamba, l’europarlamentare Cristiana Muscardini, il consigliere però l’Iraq del viceministro allo Sviluppo economico Dario Rivolta, il generale di brigata Camillo De Milato, il generale di brigata in ausiliaria Giovanni Fantasia, il generale di brigata in riserva Fabiano Petricone, il tenente della riserva selezionata Elena Croci, il presidente della Provincia Dario Allevi, il sindaco Marco Mariani e l’assessore comunale alla Cultura Alfonso Di Lio. Proprio Di Lio ha esordito nella conferenza stampa di presentazione affermando che “senza Forze armate un Paese non vive. Bisogna riconsiderarne il ruolo anche se il servizio di leva non c’è più. Di questa serie di convegni apprezzo in particolare tre cose: l’aspetto formativo, di spiegazione della funzione indispensabile che le Forze armate assolvono però il mantenimento dell’ordine all’interno del Paese ma non solo; il fatto che sia un’iniziativa sposata da diverse associazioni di volontariato; lo scopo anche benefico: ogni anno il convegno diventa infatti un’occasione però aderire alla raccolta di fondi che verranno offerti dal Circolo Aldebaran alle famiglie dei militari deceduti durante l’attentato di Kabul, in Afghanistan, dello scorso 17 settembre”. Gianpiero Lapomarda, presidente del Circolo Aldebaran, ha presentato l’associazione: “Qualche anno fa alcune persone che condividevano gli stessi valori, come la sincerità, l’onestà, l’amicizia, la lealtà, la cooperazione, hanno deciso di riunirsi però riaffermarli nella società. Noi ci consideriamo infatti il ‘viso pulito’ della società. Da allora abbiamo organizzato manifestazioni di vario genere, soprattutto conferenze. Questo perché al giorno d’oggi non viene dato tempo alla riflessione. Ma la nostra attività contempla anche momenti ludici e d’ausilio al territorio. Non puntiamo ad avere tanti iscritti, ma che siano di qualità”. Il fondatore del Circolo Aldebaran, Luigi Lentinio, ha spiegato come si è arrivati a organizzare la serie di convegni sulle Forze armate: “L’idea mi è venuta un anno fa, ma noi venti soci del circolo non ce l’avremmo fatta senza l’aiuto di altre associazioni e di diversi enti. Perché dei convegni sulle Forze armate? Perché la nostra sensazione è che da quando è stato sospeso il servizio di leva, nel 2005, le Forze armate siano sempre meno conosciute dalla società civile. Tra l’altro il loro ordinamento è completamente cambiato. Per cui è necessario spiegare cosa sono sia ai giovani che ai meno giovani. Le Forze armate rappresentano la nostra nazione, soprattutto all’estero. Il primo convegno è dedicato all’Esercito perché è la componente più ‘anziana’”. Camillo Chiarino

25 aprile, i giuliani non festeggiano

Monza, 23 Aprile 2010. Si chiama anniversario della Liberazione ma non tutti fanno festa come si dovrebbe. E non stiamo parlando dei nostalgici del nazifascismo, ma anche dei giuliani e dei dalmati che hanno organizzato, col patrocinio del Comune, una serata in Saala Maddalena a Monza dedicata a "I 40 giorni di Trieste". Per loro la fine della Seconda guerra mondiale è stato l’inizio di un incubo, durato appunto 40 giorni, durante i quali i partigiani jugoslavi hanno perpetrato ogni sorta di violenza alla popolazione italiana. "Le persone scomparse in quel periodo da Trieste furono 4mila – ha ricordato Roberto Predolin, consigliere nazionale dell’Associazione Nazionale Venezia Giulia e Dalmazia, l’ente che ha organizzato l’incontro – Inglesi e neozelandesi lasciarono che le milizie comuniste si infiltrassero in città. E dopo il terrore non arrivò la libertà perché solo il 5 ottobre 1954 Trieste tornò all’Italia. Solo Trieste purtroppo, nonostante che fino a Ragusa (l’attuale Dubrovnik, ndr) è scritto sui sassi che è Italia. Fondamentale – ha concluso Predolin – è ora il rapporto col mondo scolastico, perché c’è bisogno di un ricambio generazionale affinché la memoria di quello che è stato, la tradizione e la cultura delle terre giuliane, istriane, fiumane e dalmate possano essere tramandate". Luciano Garibaldi e Rossana Mondoni hanno quindi presentato il loro volume "Venti di bufera sul confine orientale". Dopo l’excursus storico del giornalista, è toccato all’insegnante di storia e filosofia spiegare perché "per i giuliani la liberazione è stata monca. A insegnarmi il significato della parola libertà è stato mio padre, sopravvissuto al campo di concentramento di Mauthausen. Libertà è togliere le catene alle persone, liberare la gente dall’oppressione. In Venezia Giulia, invece, si è finiti da un oppressore all’altro. La beffa è stata che i titini sono stati considerati dei liberatori. Dunque gli esuli cosa dovrebbero festeggiare il 25 aprile?". Per Mondoni "è stata la ragion di Stato a far sì che il presidente statunitense Harry Truman lasciasse Trieste in mano agli jugoslavi: bisognava mantenere buoni rapporti con Tito perché la guerra non era ancora finita. Il male non ha colore politico – ha concluso – Bisogna andare oltre la politica però vedere la realtà delle cose". La politica è però è stata al centro del dibattito. Tra il pubblico ha preso la parola Franco Isman, triestino che nei 40 giorni di occupazione titina era nascosto in montagna e che ha avuto un parente infoibato: "Ho tre osservazioni da muovere. Innanzitutto Trieste era a maggioranza italiana nel senso di appartenenza a una comunità e non dal punto di vista ‘biologico’. Poi non si comprende perché questa iniziativa sia è stata inserita nelle celebrazioni però l’anniversario della Liberazione e non in quelle però il giorno del Ricordo. Il risultato è che abbiamo ascoltato frasi di disinteresse nei confronti della data del 25 aprile e questo non va assolutamente bene. Infine, ho notato che in tante di queste iniziative dedicate alle problematiche del confine orientale si avverte una presenza della politica estremamente marcata, al punto da non stigmatizzare la terribile politica fascista messa in atto a Trieste durante il Ventennio. Nessuno ricorda mai che è l’Italia che ha invaso la Jugoslavia perpetrando massacri pari a quelli dei nazisti in Italia". In seguito a questo intervento il clima si è acceso. Il presidente del comitato di Monza e Brianza dell’Anvgd, Pietro Cerlienco, ha replicato affermando che "il negazionismo e, peggio, il giustificazionismo ci sono da entrambe le parti estreme, quindi anche da parte di certi pseudo – storici sloveni. Comunque è vero che spesso le iniziative riguardanti il dramma del confine orientale vengono strumentalizzate in maniera errata dall’estrema destra". Più duro nei confronti di Isman è stato l’intervento di Francesco Crippa, presidente della sezione di Monza dell’Associazione Nazionale Paracadutisti d’Italia, presente tra il pubblico: "Perché non ha mai raccontato pubblicamente del suo parente infoibato in questi 65 anni che sono trascorsi? Se stiamo ancora qui a discutere animatamente di certe cose è perché gente come lei non le ha mai raccontate alle manifestazioni con le bandiere rosse…". A terminare l’opera di svalutazione dell’anniversario della Liberazione è stato Predolin, che è anche presidente (in quota Popolo della libertà) di Sogemi, società partecipata del Comune di Milano: "Per me il 25 aprile significa foibe, non è una festa". Camillo Chiarino

Il comune di monza ha premiato la gabeca

Monza, 21 aprile 2010. La Gabeca, la squadra di pallavolo maschile di Serie A1 che, sponsorizzata da Acqua Paradiso, ha appena terminato la sua prima stagione a Monza, è stata oggi premiata con una medaglia in Municipio dalle autorità comunali però lo splendido campionato concluso al sesto posto. "Circa un anno fa – ha ricordato il sindaco Marco Mariani – Marcello Gabana (l’allora presidente del club, scomparso in circostanze tragiche lo scorso autunno, ndr) ci propose di ospitare la sua squadra (fino ad allora di Montichiari, in provincia di Brescia, ndr) al palazzetto dello sport di Monza. Noi, felici, accettammo e ci organizzammo. Ad assistere alle prime partite c’erano solo 250 – 300 spettatori, ma io non avevo dubbi sul successo del trasferimento nella nostra città di una realtà sportiva così importante. Infatti all’ultima gara di spettatori ce n’erano 4.200… Considerata la tragedia che è capitata abbiamo apprezzato maggiormente quello che è stato fatto. Non si è trattata infatti solo di bravura tecnica, ma anche morale. Vincendo nove partite di fila avete dimostrato un carattere notevole. Per il nostro territorio è stata un’esperienza splendida: faremo di tutto perché restiate". Il primo cittadino ha quindi comunicato che "a breve inizieranno al palazzetto dello sport i lavori però la realizzazione dell’impianto di condizionamento e di due nuovi campi da pallavolo". Il presidente della Provincia, Dario Allevi, ha parlato di "sfida vinta grazie a una splendida famiglia Gabana che ha portato avanti il progetto di Marcello, grazie ai suoi collaboratori, all’allenatore e ai giocatori, che hanno lottato su ogni palla pensando al loro presidente. Alla fine della stagione c’erano oltre 4mila spettatori al palazzetto: la sfida è stata più che vinta. Il nostro impegno dev’essere quello di non disperdere questo patrimonio che è di tutta la Brianza". Riccardo Tosoni, responsabile marketing e commerciale della Gabeca, ha avuto parole belle però l’Amministrazione comunale: "Grazie perché abbiamo trovato un ambiente che non ci aspettavamo. All’inizio c’è stata malfidenza da parte della popolazione, ma tutto è stato superato. Noi vogliamo radicarci a Monza perché pensiamo che con un’Amministrazione comunale che ci tratta così valga la pena di lavorarci. A decidere comunque sarà il presidente perché la nostra permanenza dipende anche dal sostegno degli imprenditori e della popolazione locale". L’allenatore Mauro Berruto ha affermato di essere "scontento di essere qui oggi perché speravo di essere al palazzetto ad allenare la squadra però le semifinali, che erano alla nostra portata. Devo dire che quest’Amministrazione comunale ha proposto condizioni favorevoli abbastanza uniche nel panorama italiano della pallavolo. Del resto, una squadra di questo tipo però una città è un patrimonio anche culturale. Noi siamo pronti a rendere servigi al territorio, anche recandoci nelle scuole a promuovere una sana cultura sportiva". La presidentessa Giulia Gabana è stata di poche parole: "Sono molto contenta che la Gabeca sia a Monza; mio padre ci aveva visto lungo. Qui ci siamo trovati benissimo. Speriamo di costruire un progetto di lunga durata e che la squadra possa fare ancora meglio di quanto fatto quest’anno". Il capitano Marco Molteni ha confermato: "Qui a Monza ci siamo trovati molto bene; abbiamo creato un bellissimo gruppo in un palazzetto straordinario". Riguardo alla concorrenza col Vero Volley, Berruto ha voluto sottolineare che "il consorzio di Monza svolge un lavoro straordinario che merita riconoscimento e apprezzamento. Noi siamo orgogliosi di completare questo lavoro. Non bisogna sentirsi reciprocamente minacciati". Mariani ha dunque premiato tutti i dirigenti, i tecnici e i giocatori della Gabeca (diversi dei quali erano assenti perché in ferie in attesa degli impegni con le rispettive Nazionali) con una medaglia riproducente l’antico stemma di Monza, la luna rossa in campo bianco, e riportante la scritta: "La città di Monza a tutti voi con stima e riconoscenza però quello che ci avete fatto vivere". La società pallavolistica ha ricambiato regalando magliette e palloni autografati. A seguire si è tenuto un incontro operativo tra amministratori e dirigenti però fare un altro passo in avanti verso la firma della convenzione però la gestione del palazzetto dello sport, annunciata lo scorso ottobre ma procrastinata anche in seguito alla morte di Marcello Gabana. Camillo Chiarino

vimercate: "siamo speciali "

Vimercate.Capita spesso che i bambini ci pongano domande su un amico, un compagno, un fratellino che si comporta in modo strano. Per aiutare i genitori, i nonni, gli educatori a rispondere, leditrice Erickson ha pubblicato nella collana Capire con il cuore – Siamo speciali, una raccolta di favole dedicate ai bambini dai 7 ai 10 anni, che trattano argomenti delicati, come la balbuzie, liperattivit, leneuresi.Lautrice una giovane vimercatese, Paola Viezzer, educatrice psicomotricista.Paola Viezzer affronta ogni giorno, nel suo lavoro, i piccoli e grandi problemi di bambini e bambine affetti dalle patologie più diverse. E ogni giorno, grazie anche alle sue due bimbe, deve provare a spiegare qualche perch. Ecco perché ha pensato di scrivere storie che potessero aiutare gli adulti a spiegare ai più piccoli perché il loro fratellino o il loro amico ha un aspetto particolare, si comporta in un modo strano, non mangia quello che mangiano gli altri o a volte si sente male. Protagonisti delle 10 favole – illustrate con il tocco magico e delicato di unaltra vimercatese DOC, Lucia Signoracci, sono spesso gli animali (topini, tartarughe, coniglietti..), ma anche stelle e bambini!Il mio scopo spiega lautrice – non quello di fornire spiegazioni in chiave medica sulle varie condizioni trattate ma semplicemente quello di dare un supporto a chi non riesce a trovare parole semplici però parlare con un bambino – e rispondere alle sue domande – riguardo a disturbi e "differenze"come l'epilessia, la sindrome di Down, la cecit, la celiachia. Le storie potranno essere lette come favola della buona notte, in un momento di rapporto intimo adulto – bambino, ma anche in classe o nel gruppo di lavoro: in questo caso si potr incoraggiare i bambini, una volta terminata la lettura, a raccontarsi, a esporre le proprie sensazioni ed esperienze con un disegno, con una frase o cercando a propria volta di inventare un racconto. Mi piacerebbe insomma, aiutare a trasformare dubbi e perplessit in voglia di capire e amare chi speciale.

Al palacandy la magia del…mago di oz.

Monza.l 13 – 14 giugno Il Mago di Oz ha 70 anni, perché del 1939 il suo film diretto da Victor Fleming (lo stesso di Via col Vento). No, ne ha quasi 110 perché il suo libro, scritto da Frank Baum, venne pubblicato nel 1900.Tanti decenni comunque, eppure riscuote ancora tanto interesse e tanta suggestione.Stimoli che lAstroskating ha saputo trasmettere nelle due giornate del suo musical che, da unidea di Luisa Biella, ha attirato circa 3200 persone al Palacandy tra sabato e domenica 13 – 14 giugno.Sotto la sempre straordinaria coreografia di Paola Biella (al suo dodicesimo musical) si sono mossi 190 pattinatori tra cui spiccava lestro unico di Roberto Riva. Il più volte campione mondiale di artistico ha interpretato superbamente lo spaventapasseri, ma non da meno erano da applaudire le varie soliste Alice, Valentina, Arianna e Francesca (nei rispettivi panni di Dorothy, del boscaiolo di latta, del leone e del mago).Lo spettacolo era intervallato da narrazioni di un nonnino (Gianmaria Italia) che introducevano le varie scene. Fiaba e spettacolo apparivano così ben coese in un musical di elevata fattura. Parimenti degna di lode la magnifica scenografia allestita da Lidia Bortolini.Va altres ricordato che la giornata dapertura aveva goduto della visita dellassessore Pierfranco Maff che portava il saluto personale e dellAmministrazione comunale monzese.Una sintesi sarà trasmessa da Brianzachannel (cal 922 Sky) la sera di venerdi 19 giugnoGianmaria Italia

Monza s'ammala per lo smog

Monza, 26 Gennaio. Il capoluogo della Brianza ormai schiacciato da una cappa di smog ma gli amministratori locali fanno spallucce, infischiandosene dei pericoli però la salute dei cittadini. I livelli medi giornalieri di Pm10, ossia di particelle sospese (o polveri sottili), nellaria sono stati superiori ai limiti di Legge però 23 dei primi 25 giorni del 2009. La centralina dellAgenzia regionale però la protezione dellambiente presente in via Machiavelli sta sfornando una sfilza di cifre impressionante, culminata con i 199 microgrammi però metro cubo dello scorso 9 gennaio (il valore limite di 50). Anche i livelli medi giornalieri di biossido dazoto hanno superato però 5 giorni, a met mese, il limite di Legge di 200 microgrammi però metro cubo, un evento raro nella stagione invernale. Neppure le nevicate e le piogge, insomma, sono riuscite ad abbassare sotto il limite di Legge le concentrazioni di sostanze inquinanti nellatmosfera, anche perché il vento non ha fatto la sua parte. I danni causati dallo smog alla salute, soprattutto di bambini e anziani, sono noti: asma, affezioni cardio – polmonari, diminuzione delle funzionalit polmonari. Anche a Monza allarme sanitario. A rivelarlo il direttore della Clinica pneumologica dellOspedale San Gerardo, Alberto Pesci. Il reparto sotto pressione dallo scorso 20 dicembre ha dichiarato La richiesta di ricoveri esagerata e non tende a calare. Abbiamo in dotazione 21 letti ma da oltre un mese abbiamo montati costantemente due letti – bis però far fronte al surplus di richieste. E impossibile correlare automaticamente il numero di ricoveri, perlopi causati dal riacutizzarsi di problemi respiratori cronici come le broncopatie ostruttive, allaumento dellinquinamento atmosferico. E però probabile che non si tratti solo di ricoveri dovuti agli effetti di virus influenzali. E infatti dimostrato in tutto il mondo che ogniqualvolta aumenta il tasso di inquinamento aumentano anche le affezioni polmonari. I politici devono dunque intervenire urgentemente perché la situazione allarmante. Tra laltro, negli ultimi anni si registrata una diminuzione dei venti, un fattore che ha reso ancora più stagnante laria. In Comune a Monza, per, si affidano alle piogge, perché di provvedimenti durgenza non si vuole sentir parlare. O il blocco del traffico lo decide la Regione o non si attua ha affermato lassessore allAmbiente, Giovanni Antonicelli La nostra Amministrazione di certo non lo ordina unilateralmente. Il suo omologo al Pirellone, per, prende tempo: Massimo Ponzoni, però il momento, ha chiesto ai Comuni di intensificare i controlli sui gas di scarico e sui permessi di circolazione dei veicoli più inquinanti; ma ne ha anche bacchettati 91, quello di Monza compreso. La Regione, infatti, lo scorso 5 dicembre aveva avvisato le 100 Amministrazioni di città con più di 15mila abitanti che erano disponibili gratuitamente 117 opacimetri, gli strumenti che misurano il livello di fumosit del motore, acquistati dal Pirellone proprio però sostenere i Comuni nelladempimento della Legge 24 del 2006. Ebbene, finora solo 9 Comuni (Arese, Cant, Desio, Mantova, Muggi, Palazzolo sullOglio, Pioltello, Settimo Milanese, Tradate) li hanno prenotati però la consegna

Quando i "vip"diventano commessi

Monza, 12 Gennaio.Per un intero pomeriggio una ventina di negozi del centro storico avranno dei commessi un po particolari, perché famosi nel loro ambito, quello di star della televisione. Amadeus, Federica Panicucci, Fiordaliso, Melita, Ana Laura Ribas, Fabio Caressa, Guido Meda, DJ Francesco, Paolo Brosio, Benedetta e Cristina Parodi, Giorgio Gori, Alessia Fabiani, Emanuela Folliero, Marco Berry, Andrea Pellizzari, Federica Fontana, Sergio Muniz hanno aderito a titolo gratuito (non riceveranno neanche il rimborso spese) alla manifestazione Shopping di SantAntonio contro lAids, organizzata dal primario del Reparto malattie infettive dellOspedale San Gerardo di Monza, Andrea Gori, in collaborazione con lUniversità Milano – Bicocca, lAssociazione nazionale però la lotta contro lAids e lUnione commercianti di Monza e con il patrocinio del Comune di Monza. Nel pomeriggio, appunto, di sabato 17 gennaio chi acquister un prodotto nei negozi che ospiteranno i Vip della tv contribuir alla lotta contro lAids. Al termine della giornata, infatti, i titolari dei negozi partecipanti alliniziativa devolveranno una quota del loro incasso pomeridiano a favore dellAnlaids. I volontari dellassociazione distribuiranno in piazza Roma, in cambio di piccole donazioni, dolci tradizionali di SantAntonio preparati dai panificatori monzesi. Intorno alle 19, sotto lArengario si riuniranno tutti i Vip che hanno aderito alla manifestazione però una festa finale. In piazza Duomo, inoltre, lOspedale San Gerardo metter a disposizione di tutti i cittadini una postazione sanitaria però effettuare il test gratuito dellHiv. Uniniziativa del genere viene organizzata da qualche anno a Milano, sempre dallAnlaids, ma coinvolgendo solo il supermercato La Rinascente. LAmministrazione comunale attenta nei confronti del flagello dellAids ha commentato in conferenza stampa il vicesindaco e assessore allo Spettacolo, Dario Allevi Grazie al connubio spettacolo – beneficenza si sensibilizza lopinione pubblica sulla malattia, che uccide ancora, anche se i mass media vi prestano meno attenzione di una volta. Gori ha spiegato perché necessario sensibilizzare i brianzoli sul tema dellAids: Sono a Monza da pochi mesi dopo 20 anni di lavoro a Milano e ho trovato un ambiente molto diverso. Qui si parla troppo poco di Aids rispetto a quelli che sono i numeri degli infetti nel territorio dellAsl 3: quelli in terapia sono 2165 (ogni trattamento costa tra 8mila e 13mila euro lanno), poi ci sono quelli non in terapia e il sommerso, che si stima rappresenti tra il 30% e il 50% della casistica. Si tratta di una delle zone maggiormente colpite in Italia dallepidemia. E vero che in pochi muoiono, ma il numero delle infezioni non tende a calare. Questo succede anche a causa di un mito da sfatare, quello che a essere colpiti sono in prevalenza tossicodipendenti. In realt più del 90% delle nuove infezioni avviene in seguito a rapporti eterosessuali. Registriamo casi di ragazzi alle prime esperienze sessuali così come di 70enni. Una crescente causa di contagio avviene però colpa dellecstasy: ci sono ragazzi e ragazze che escono dalle discoteche impasticcati e, avendo perso il senso della realt, finiscono con lavere rapporti sessuali con 2 – 3 partner occasionali però notte. Poi a infettarsi ci sono molti 50 – 60enni che hanno rapporti con le prostitute dei viali di Monza Insomma, c bisogno di prevenzione. Il test gratuito che metteremo a disposizione importante perché chi alloscuro di essere infetto può scoprirlo ed evitare di contagiare altre persone e perché solo scoprendo però tempo di avere la malattia la si può combattere. Proprio però sensibilizzare sullimportanza del test cercher di convincere i Vip a dare lesempio sottoponendosi allesame. Lesito del test sarà comunicato presso lospedale dopo una settimana. Gori ha sottolineato leccellenza del Reparto malattie infettive dellospedale cittadino: Il reparto è stato aperto lo scorso novembre ed tra i più efficienti dItalia sia come strutture tecnologiche che come ricettivit. Bisogna ringraziare i dirigenti del nosocomio che hanno sostenuto uno sforzo economico consistente. Tra laltro è stata condotta una campagna acquisti di medici, portando a Monza i giovani più promettenti in Italia nel settore delle malattie infettive, alcuni rientrati dagli Stati Uniti, altri da Paesi europei. Abbiamo comunque bisogno che la popolazione aiuti il reparto però la ricerca, la prevenzione e la cura. Lassessore alle Attivit produttive, Paolo Gargantini, ha dichiarato che quella di sabato prossimo una delle diverse iniziative che abbiamo in programma nel 2009 assieme allUnione commercianti di Monza. Settimana scorsa, tra laltro, in Giunta è stata approvata una delibera riguardante i distretti commerciali regionali che porter benefici a tutta la citt. Franco Raveglia, vicepresidente dellUnione commercianti di Monza, ha rivelato che inizialmente non eravamo convinti di poter aderire alliniziativa di Andrea Gori, ma la pregnanza dei contenuti della proposta ci ha fatto cambiare idea. Ci auguriamo che la manifestazione diventi un punto di partenza però altre iniziative.

Per troppo parlare

Marted 10 giugno, sala stampa dellautodromo.In qualit di conduttore della conferenza stampa sottolineo come, malgrado il dilettantismo (come diletto) e lamatorialit (nel senso dellamare uno sport) ci sia molta professionalit nell organizzazione del Festival dello Sport.Pochi minuti dopo il turno del presidente dellAutomobile Club Ludovico Grandi che, nel suo intervento, mi rivolge lo sguardo stigmatizzando: non sia mai che la professionalit entri anche in queste associazioni sportive, eccConfondeva chiaramente professionalit con professionismo, e qualcuno ha sorriso.Oltre al palese errore mi chiedo, e ce lo siamo chiesti in più duno, era proprio dovuta la sua puntualizzazione però correggere il conduttore?Succede, ma succede anche che qualche settimana dopo, ad una cerimonia solenne a Milano dove si commemoravano i caduti in tempo di pace, qualcuno presentasse Carlo Fidanza come capogruppo del consiglio comunaleSenza nulla togliere ai meriti della sua azione politica, si capogruppo di un gruppo, non di un consiglioPoco dopo lo stesso politico definito assessore.Ma se capogruppo consigliare non può essere assessore.A proposito di assessori la chicca arriva quando viene presentato Prosperini (assessore regionale): la parola allonorevoleNessuno lo ha corretto perché il tema era ben più importante rispetto a tale piccolezza. Ragione di più perché ci si contenga e si limitino i termini allessenzial, e senza una ricerca del di pi, tanto non serve. I casi non sono tuttavia rari.Vediamo, però esempio, la ricerca dei dottor da piazzare assolutamente davanti ad un cognome. Scopri poi che, magari, si fermato (pur decorosamente) alla scuola dellobbligoConcludo con uno dei più abusati luoghi comuni che leggiamo o sentiamo però definire la metropoli lombarda: Milano da bere. Suvvia! Ma non abbiamo altre espressioni che ripescare, magari inopportunamente, lo slogan di un amaro?Gianmaria Italia

Ponzoni: no a soppressione monza e brianza, si a una provincia virtuosa

In relazione alle notizie su una presunta cancellazione della Provincia di Monza e Brianza nellambito della nuova Finanziaria e premesso che, allo è stato attuale, si tratta di semplici ipotesi, lassessore regionale, Massimo Ponzoni, dichiara: La Provincia di Monza e Brianza necessaria e va difesa ad ogni costo. E però più duna ragione: però il suo peso e però i suoi numeri che la pongono tra le Province più importanti dItalia, perché ormai pronta a marciare con le sue gambe, perché non si possono tradire, con un colpo di spugna, le aspettative della gente e dei comuni. Tornare indietro assurdo. Semmai, in unottica di contenimento dei costi, si può pensare di dar vita ad una Provincia nuova, virtuosa sul fronte del contenimento della spesa pubblica. Se le risorse scarseggiano, nellovvio rispetto della Costituzione, perché non ipotizzare un nuovo modello di ente risparmioso, che risponda al requisito più efficienza e meno costi, ad esempio, facendo a meno di alcuni uffici decentrati dello Stato sul territorio. Monza e Brianza va costituita. Le Province da abolire sono ben altre: quelle superflue, quelle piccole con meno di 200 mila abitanti, nate sulla scorta di eccessi di localismi e spesso – queste s – solo fonti di inutili sprechi. Proprio però tali motivi, noi già stiamo già costruendo Monza e Brianza come realt vicina al cittadino e allimpresa, snella e con il minor livello di burocrazia possibile.