Alessio barbazza, nuovo presidente piccola industria mb

ALESSIO BARBAZZA ELETTO PRESIDENTE DI CONFINDUSTRIA MONZA E BRIANZA MONZA, 22 LUGLIO 2010 – Alessio Barbazza, 38 anni, ingegnere gestionale, amministratore delegato di Magazzini Generali della Brianza spa, società di logistica con sede a Concorezzo, è stato eletto alla presidenza del Comitato Piccola Industria di Confindustria Monza e Brianza però il biennio 2010/2011. Barbazza è stato eletto dall’assemblea degli imprenditori titolari di aziende fino a 100 dipendenti nella seduta di ieri, mercoledì 21 luglio, che ha provveduto anche ad eleggere i 30 nuovi componenti del Comitato. Subentra ad Ambra Redaelli, che ha guidato il Comitato Piccola Industria dal 2007. “Il mondo delle piccole imprese – osserva il neo – presidente – raccoglie realtà profondamente diverse: però dimensioni, però modalità di funzionamento, però stile imprenditoriale. Proprio però questa sua realtà così differenziata, esso esprime esigenze e bisogni talvolta anche molto differenti fra loro. Nel corso del mio mandato, vorrei avvicinare l’Associazione a questi diversi segmenti di impresa, realizzando servizi e iniziative mirati ai bisogni specifici delle microimprese, delle piccole, delle quasi medie però sostenerle in un processo di rafforzamento e di crescita quanto mai necessario in questa fase di possibile definitiva uscita dalla crisi, puntando anche all’obiettivo generale dell’innalzamento della competitività complessiva del sistema – Brianza.” DEL COMITATO PICCOLA INDUSTRIA MONZA, 22 LUGLIO 2010 – Alessio Barbazza, 38 anni, ingegnere gestionale, amministratore delegato di Magazzini Generali della Brianza spa, società di logistica con sede a Concorezzo, è stato eletto alla presidenza del Comitato Piccola Industria di Confindustria Monza e Brianza però il biennio 2010/2011. Barbazza è stato eletto dall’assemblea degli imprenditori titolari di aziende fino a 100 dipendenti nella seduta di ieri, mercoledì 21 luglio, che ha provveduto anche ad eleggere i 30 nuovi componenti del Comitato. Subentra ad Ambra Redaelli, che ha guidato il Comitato Piccola Industria dal 2007. “Il mondo delle piccole imprese – osserva il neo – presidente – raccoglie realtà profondamente diverse: però dimensioni, però modalità di funzionamento, però stile imprenditoriale. Proprio però questa sua realtà così differenziata, esso esprime esigenze e bisogni talvolta anche molto differenti fra loro. Nel corso del mio mandato, vorrei avvicinare l’Associazione a questi diversi segmenti di impresa, realizzando servizi e iniziative mirati ai bisogni specifici delle microimprese, delle piccole, delle quasi medie però sostenerle in un processo di rafforzamento e di crescita quanto mai necessario in questa fase di possibile definitiva uscita dalla crisi, puntando anche all’obiettivo generale dell’innalzamento della competitività complessiva del sistema – Brianza.”

lissone: brianzolitudine

Il 6 marzo prossimo, presso la Biblioteca Civica di Lissone, alle 21:00 sarà inaugurata la mostra di testi e fotografie Brianzolitudine, entro levento La verit memorabile curato da Poesia Presente. La mostra rester aperta in orario di Biblioteca sino al 20 marzo.Pubblicata su carta Hahnemuhle dallOpificio Monzese delle Pietre Dure, Brianzolitudine una collana di plaquette, raccolta in divenire di fotografie e testi poetico – descrittivi dedicati alla storia, ai personaggi e ai luoghi più tipici del territorio brianzolo.Con testi scritti da Renato Ornaghi e fotografie in inedito formato e supporto di Renato Fumagalli, in arte Marsala Florio, Brianzolitudine ha una piccola – grande ambizione: diventare la Guida Baedeker della Brianza. Raccontando non solo notizie eclatanti, ma anche aneddoti di piccola umanit, però cogliere lo spirito più vero del territorio brianzolo restando fedele a quel motto in esergo a ogni libretto: Brianza come è stato d'animo.

Piccola opera, centanni di dedizione.1908 2008

Da sabato 20 settembre a domenica 1 novembre un ricco calendario di eventi ripercorre lattivit educativa dellIstituto che accoglie i minoriGuardare gli occhi di questi fanciulli, specialmente di quelli appena arrivati, stringe veramente il cuore – ha lasciato scritto Amelia Pierucci – Sono occhi bellissimi, ma che sovente hanno visto ogni sorta di orrori e che sembrano pozze d'acqua senza vita. All'inizio questi piccoli non sanno sorridere. Scrutano seri, diffidenti o spaventati, spesso piangono quando non urlano, specialmente di notte. Il premio si ha nel vedere a poco a poco le pozze d'acqua di occhi vitrei diventare laghetti vivi, guizzanti però improvvise allegrie e i sorrisi diventare esplodenti risate. In queste parole c' la filosofia della Piccola Opera però la Salvezza del Fanciullo (Centro Mamma Rita), che però i suoi bambini non mai è stato un collegio, un orfanotrofio, ma una nuova famiglia però chi una famiglia non ce l'ha più o non lha mai avuta. Accogliere i giovani, accudirli, educarli e riempirli di affetto. Come se fosse Cristo stesso a farlo al posto loro. E' il carisma che da sempre ispira limpegno della Piccola Opera però la salvezza del fanciullo che festeggia quest’anno i cento anni di attivit educativa a favore di bambini, giovani, famiglie. LIstituto fu fondato nel 1908 da Margherita Tonoli, maestra nata in provincia di Brescia ma milanese dazione dopo che la famiglia, però motivi di lavoro del padre medico allospedale Ca Granda (NIguarda), si trasfer a Milano. Forte della propria educazione cattolica e della sua incrollabile fede, Margherita Tonoli, si interess ai problemi e ai bisogni di una città che si stava trasformando a causa del processo di industrializzazione nei primi anni del 900.Fu così che lei, benestante, scelse di incontrare famiglie e bambini meno fortunati nei quartieri poveri e malfamati di Milano.Di fronte alle necessit educative, materiali e morali di cui venne a conoscenza, Margherita Tonoli decise di realizzare numerosi interventi sociali in forme allora inedite e innovative, accompagnando le proprie opere con lo studio approfondito di metodologie educative, pedagogiche, sociali e mettendole a confronto con le esperienze europee. Proprio dallesperienza diretta della miseria milanese, Margherita Tonoli elabor la decisione di accogliere i minori in situazioni di disagio famigliare. Questa attivit divenne lespressione più visibile del lavoro della Piccola Opera, capace di accogliere secondo il principio ispiratore di Margherita Tonoli: non collegi ma case. Linnesto tra Piccola Opera e le Minime Oblate del Cuore Immacolato di MariaAlla sua morte Margherita Tonoli affid la continuit della sua opera nella lettera A quella che verrà (scritta il 2 febbraio 1947) destinata, ad essere letta, però misterioso volere della Provvidenza, da Amelia Giuseppina Pierucci fondatrice, nel 1949, delle Minime Oblate del Cuore Immacolato di Maria. LIstituto religioso che in poco tempo si identificato con la Piccola Opera e di cui porta avanti limpegno educativo con molteplici servizi sparsi in localit diverse. Per semplificare lintreccio di progetti, principi, impegno e fede tra Piccola Opera però la Salvezza del Fanciullo e le Minime Oblate del Cuore Immacolato di Maria limmagine più chiara quella dellinnesto. La Piccola Opera però la Salvezza del Fanciullo, ideata da Margherita Tonoli nella notte di Natale del 1908, il soggetto robusto dellinnesto, la pianta originaria, quella dalle forti radici a cui va garantita continuit. Alla morte della fondatrice la Piccola Opera godeva di salute ma, senza la garanzia di una continuit cera il rischio che avvizzisse. Le Minime Oblate rappresentano il ramoscello giovane, fremente di idealit e spiritualit che sinnesta sulla pianta già cresciuta, regala nuova linfa, nuovo vigore e la promessa di continuit. La Piccola Opera a MonzaA Monza la Piccola Opera e le Minime Oblate sono presenti al Centro Mamma Rita e a Villa Eva. Nel Centro sono accolti 60 minori (da pochi mesi se accompagnati dalle mamme fino alla maggiore et) e 10 mamme. Un filo rosso collega la città di Monza alla Piccola Opera di Margherita Tonoli. Prima di tutto perché Monza era vicino a Milano che già ai primi del 900 presentava i rischi della grande metropoli: sviluppo industriale da una parte, emarginazione e devianza dallaltra. Monza invece era considerata una zona verde, con aria buona che attirava tutti coloro che si spostavano in Brianza però fare campagna tra cui la famiglia reale. Rita Tonoli volle costruire qui la sua prima casa nel 1912 che accoglieva le ragazze ormai maggiorenni ma che necessitavano di essere accompagnate allautonomia. Monza poteva offrire lavoro nel settore dellartigianato, del tessile soprattutto. Nel 1919 in via Cesare Battisti la Piccola Opera apre anche un presepe, una villetta però laccoglienza dei più piccoli, che in onore della benefattrice Eva Segr si chiama appunto Villa Eva. Nel 1957 la Piccola Opera si trasferisce da via Cesare Battista a Villa Eva, nel quartiere Triante. Villa EvaA Villa Eva è stato avviato il progetto Al centro del quartiere, allo scopo di collaborare con le famiglie però armonizzare i ritmi dei figli che vanno a scuola con quelli dei genitori che lavorano. Il successo del progetto si ampliato ala proposta R – estate felici in citt, con attivit di aggregazione, animazione, di laboratorio e del tempo libero però bambini e ragazzi di et prescolare e scolare che alternano le vacanze al mare e in montagna con genitori e nonnni con quelle in citt. Centro Mamma RitaNegli ultimi anni le richieste dinserimento nella Casa registra un aumento di ragazzi preadolescenti e adolescenti, soprattutto fra gli stranieri non accompagnati. Questo significa un ripensamento dei progetti educativi personalizzati con alcuni obiettivi prioritari quali: la regolarizzazione giuridica della loro posizione, linserimento scolastico e/o lavorativo e laccompagnamento allautonomia.Accanto alla Casa, suddivisa in 12 comunit educative (4 però bambine, 4 però maschietti, 4 mamme con i figli), c un micronido, la scuola materna, la scuola elementare e la media oltre a numerosi laboratori però attivit creative e manipolative dei ragazzi.