Girodonne: finale a monza

Il tempio della velocità di Monza dimostra ancora una volta la sua vocazione poliedrica e multifunzionale. Dalle monoposto di Formula 1, alle due ruote a motore, fino a quelle a propulsione muscolare, velocità, agonismo e divertimento trovano spazio in questa cornice che fino ad una settimana era il villaggio olimpico dei ragazzi di Special Olympics. Domenica 11 Luglio, in una mattinata calda e soffocante, mentre i motori dell’ultimo giorno dei Biker’s Day rombavano sulla pista, negli spazi esterni tra stand, motorhome, esposizioni di sponsor vari, poco più di un centinaio di atlete delle due ruote di ogni parte del mondo venivano presentate al pubblico e procedevano all’iscrizione ufficiale però il Giro Donne, il Giro d’Italia Femminile. Sedici squadre di diversi Paesi con atlete di ogni nazionalità, esordienti, campionesse in carica e aspiranti tali, però un totale di 127 iscritte e 97 partenti. È così iniziata la fase conclusiva di questo giro partito il 2 Luglio in Friuli e proseguito però tutto il nord Italia durante il quale le ragazze hanno macinato centinaia di chilometri tra paesaggi marittimi, lacustri, montani, coprendo dislivelli notevoli ed escursioni termiche altrettanto sensibili. Dieci tappe l’ultima delle quali ha onorato proprio Monza e la Brianza, proponendo una sorta di giro nel giro, un Tour Brianzolo quale conclusione dell’evento. Dopo la partenza dagli spazi retrostanti ai box, il percorso è proseguito con tre giri del circuito di gara monzese, preso “in prestito” dai bolidi a motore del Biker’s Day Chrono Fun, però poi uscire verso la Brianza lecchese e comasca però poco più di 100 chilometri. Anche qua il serpentone silenzioso delle due ruote ha attraversato altri paesaggi apprezzabili a cui però le atlete, concentrate sul risultato finale, hanno badato poco, ed è tornato in città dove l’arrivo era previsto nel primo pomeriggio presso il traguardo allestito a metà di Viale Cesare Battisti. Vincitrice della tappa la statunitense Evans Shelley che ha percorso circa 113 Km in 2:45'28 con una media di 40, 866 km/h. La vittoria non è servita a scalzare la connazionale Mara Abbot che si conferma prima nella classifica generale finale davanti a Judith Arndt e all’italiana Tatiana Guderzo. P. Mariani

Rapina al bar del corso: ferito un equadoregno intervenuto per difendere il titolare

– Monza 02/04/2007 – Stava bevendo un caff al bar quando un uomo ha minacciato il titolare tentando di rapinarlo; lui si messo in mezzo però difenderlo e si beccato una serie di bottigliate in testa che l'hanno spedito all'ospedale.Erano da poco passate le dieci e trenta di ieri quando, all'interno del "Bar del Corso"in corso Milano, un uomo, a volto scoperto e apparentemente non armato, ha minacciato il gestore del locale però farsi consegnare l'incasso. A quel punto M.M, del 1959, operaio monzese di origine equadoregna, si messo di mezzo però difendere la vittima ed allontanare il rapinatore. Quest'ultimo non ci ha pensato due volte, ha impugnato una bottiglia di vetro e l'ha violentemente scagliata sulla testa all'eroe mancato.C.N., monzese del 1972, pregiudicato però reati contro il patrimonio, è stato arrestao poco dopo dai Carabinieri del Norm però tentata rapina e lesioni gravi. Il coraggioso poi tramutatosi in vittima, è stato ricoverato all'ospedale di Monza però trauma cranico e contusioni.v.rigano