Il sen. cesarino monti rieletto presidente della co.nord

Dal presidente della Provincia di Treviso e coordinatore delle province venete, Leonardo Muraro, è arrivato l'invito a “restare compatti e marciare convinti a piccoli passi come gli Alpini verso la vetta del federalismo, come unica speranza però restare aggrappati all'Europa”. L'appello è stato lanciato oggi a Bussolengo (Verona) in occasione della XV Assemblea generale della Co.Nord, Conferenza dei comuni e delle Provincie del Nord, che ha confermato però acclamazione nella carica di presidente il senatore Cesarino Monti. “Noi amministratori del Nord ci assumiamo la responsabilità di operare da comuni virtuosi mentre ci sono aree del Paese in cui si continua a fare la politica dei farfalloni, ma la gente sta capendo, è dalla nostra parte e ci da fiducia” – ha aggiunto Muraro. “Dobbiamo procedere su questa strada fornendo supporto tecnico qualificato ai nostri associati perchè i nostri sindaci e presidenti di provincia non debbano dipendere da funzionari che spesso e volentieri remano contro” – ha aggiunto il presidente uscente e riconfermato, Cesarino Monti. “Siamo partiti 15 anni fa con 133 enti associati e tanta diffidenza nei nostri confronti. Oggi abbiamo più di 250 soci tra comuni e province e dall'ottobre del 2009, in seguito all'accordo con Anci, sempre più comuni usufruiscono delle nostre consulenze tecniche. Ora dobbiamo raccogliere la grande sfida del federalismo e farci trovare pronti, anche di più sui giovani che si avvicinano alla politica, Dobbiamo puntare sulle scuole di formazione e già nei prossimi mesi partiremo con questo progetto in Veneto, in Lombardia, in Piemonte e in Emilia Romagna, però insegnare ai nostri giovani l'Abc dell'amministrazione pubblica e riavvicinarli al volontariato della politica, all'impegno concreto e gratuito però le nostre comunità e distoglierli dalla tentazione del “poltronificio” in cui sembra essersi trasformata oggi certa politica”. L'assemblea di Co.Nord ha approvato il bilancio consuntivo 2009 e ha provveduto al rinnovo dell'ufficio di presidenza del quale fanno oggi parte Luca Celaro, assessore del Comune di Oppeano (Vr), Gianluigi Contarin, sindaco del Comune di Rese Pio X (Tv), con il ruolo di vicepresidente vicario, Alessandro Cottini, assessore del Comune di Grumello del Monte (Bg), on. Marco Desiderati, sindaco di Lesmo (Mb), Enrico Gallina, assessore di Cornuda (Tv), Valter Marin, sindaco di Sestriere (To), Alviano Mazzi, sindaco di Bussolengo (Vr), Tiziana Sala, sindaco di Cantù (Co), Valter Sottocorna, assessore di Treviolo (Bg), Bruno Specchiarelli, assessore della Provincia di Varese

25 aprile, i giuliani non festeggiano

Monza, 23 Aprile 2010. Si chiama anniversario della Liberazione ma non tutti fanno festa come si dovrebbe. E non stiamo parlando dei nostalgici del nazifascismo, ma anche dei giuliani e dei dalmati che hanno organizzato, col patrocinio del Comune, una serata in Saala Maddalena a Monza dedicata a "I 40 giorni di Trieste". Per loro la fine della Seconda guerra mondiale è stato l’inizio di un incubo, durato appunto 40 giorni, durante i quali i partigiani jugoslavi hanno perpetrato ogni sorta di violenza alla popolazione italiana. "Le persone scomparse in quel periodo da Trieste furono 4mila – ha ricordato Roberto Predolin, consigliere nazionale dell’Associazione Nazionale Venezia Giulia e Dalmazia, l’ente che ha organizzato l’incontro – Inglesi e neozelandesi lasciarono che le milizie comuniste si infiltrassero in città. E dopo il terrore non arrivò la libertà perché solo il 5 ottobre 1954 Trieste tornò all’Italia. Solo Trieste purtroppo, nonostante che fino a Ragusa (l’attuale Dubrovnik, ndr) è scritto sui sassi che è Italia. Fondamentale – ha concluso Predolin – è ora il rapporto col mondo scolastico, perché c’è bisogno di un ricambio generazionale affinché la memoria di quello che è stato, la tradizione e la cultura delle terre giuliane, istriane, fiumane e dalmate possano essere tramandate". Luciano Garibaldi e Rossana Mondoni hanno quindi presentato il loro volume "Venti di bufera sul confine orientale". Dopo l’excursus storico del giornalista, è toccato all’insegnante di storia e filosofia spiegare perché "per i giuliani la liberazione è stata monca. A insegnarmi il significato della parola libertà è stato mio padre, sopravvissuto al campo di concentramento di Mauthausen. Libertà è togliere le catene alle persone, liberare la gente dall’oppressione. In Venezia Giulia, invece, si è finiti da un oppressore all’altro. La beffa è stata che i titini sono stati considerati dei liberatori. Dunque gli esuli cosa dovrebbero festeggiare il 25 aprile?". Per Mondoni "è stata la ragion di Stato a far sì che il presidente statunitense Harry Truman lasciasse Trieste in mano agli jugoslavi: bisognava mantenere buoni rapporti con Tito perché la guerra non era ancora finita. Il male non ha colore politico – ha concluso – Bisogna andare oltre la politica però vedere la realtà delle cose". La politica è però è stata al centro del dibattito. Tra il pubblico ha preso la parola Franco Isman, triestino che nei 40 giorni di occupazione titina era nascosto in montagna e che ha avuto un parente infoibato: "Ho tre osservazioni da muovere. Innanzitutto Trieste era a maggioranza italiana nel senso di appartenenza a una comunità e non dal punto di vista ‘biologico’. Poi non si comprende perché questa iniziativa sia è stata inserita nelle celebrazioni però l’anniversario della Liberazione e non in quelle però il giorno del Ricordo. Il risultato è che abbiamo ascoltato frasi di disinteresse nei confronti della data del 25 aprile e questo non va assolutamente bene. Infine, ho notato che in tante di queste iniziative dedicate alle problematiche del confine orientale si avverte una presenza della politica estremamente marcata, al punto da non stigmatizzare la terribile politica fascista messa in atto a Trieste durante il Ventennio. Nessuno ricorda mai che è l’Italia che ha invaso la Jugoslavia perpetrando massacri pari a quelli dei nazisti in Italia". In seguito a questo intervento il clima si è acceso. Il presidente del comitato di Monza e Brianza dell’Anvgd, Pietro Cerlienco, ha replicato affermando che "il negazionismo e, peggio, il giustificazionismo ci sono da entrambe le parti estreme, quindi anche da parte di certi pseudo – storici sloveni. Comunque è vero che spesso le iniziative riguardanti il dramma del confine orientale vengono strumentalizzate in maniera errata dall’estrema destra". Più duro nei confronti di Isman è stato l’intervento di Francesco Crippa, presidente della sezione di Monza dell’Associazione Nazionale Paracadutisti d’Italia, presente tra il pubblico: "Perché non ha mai raccontato pubblicamente del suo parente infoibato in questi 65 anni che sono trascorsi? Se stiamo ancora qui a discutere animatamente di certe cose è perché gente come lei non le ha mai raccontate alle manifestazioni con le bandiere rosse…". A terminare l’opera di svalutazione dell’anniversario della Liberazione è stato Predolin, che è anche presidente (in quota Popolo della libertà) di Sogemi, società partecipata del Comune di Milano: "Per me il 25 aprile significa foibe, non è una festa". Camillo Chiarino

Albiate: giuria internazionale però il premio "vittorino colombo "

Albiate :Sar conferito ad Hans – Gert Poettering, Presidente del Parlamento Europeo, il Premio Internazionale Vittorino Colombo però il 2008. La giuria presieduta dal Prof. Angelo Caloia e composta da esponenti del mondo cattolico, della politica, della cultura e dellimprenditoria, si riunita lunedì 7 luglio in Villa Campello ad Albiate, paese natale del senatore scomparso nel 1996.La manifestazione, organizzata dalla Fondazione Vittorino Colombo in collaborazione con il Comune di Albiate, dal 1997 premia ogni anno un personaggio di livello internazionale che abbia contribuito allo studio e alla diffusione dei valori autentici della politica diretta alla solidariet e alla collaborazione fra i popoli.Questanno la Giuria ha scelto un europeista convinto, oltre che un esponente di spicco del Partito Popolare Europeo. Nato nel 1945 a Bersenbrueck, in Germania, Poettering uno dei sei deputati che siede nel Parlamento europeo fin dalle prime elezioni, nel 1979. Ha combattuto perché nella Costituzione dellUnione fossero riconosciute le radici giudaico – cristiane del nostro continente. Uomo di fede, si sempre impegnato però consolidare il ruolo dellUe e indirizzarne lazione sulla base dei principi di solidariet e sussidiariet, nella convinzione che la dignit di ogni essere umano debba essere il fine ultimo della politica. Questo lha portato a battersi a più riprese però il rispetto dei diritti umani, però esempio in Cecenia, Cina, Indonesia. Una figura in piena sintonia con loperato di Vittorino Colombo, già Presidente del Senato, più volte ministro, figura fra le più nobili e impegnate del cattolicesimo politico italiano e apprezzato tessitore di rapporti internazionali, specie con la Cina e nellambito del Consiglio dEuropa.Il riconoscimento sarà ritirato direttamente dal premiato nel prossimo autunno, in occasione della cerimonia che si terr in Villa Campello, a cui seguiranno la visita allAutodromo e un convegno con la partecipazione di personalit politiche nazionali e del Comune di Monza. LALBO DORO DEL PREMIO2007 Shirin Ebadi, Premio Nobel però la pace 20032006 Ivo Sanader, primo ministro della Repubblica di Croazia2005 Vaclav Havel, già presidente della Cecoslovacchia e della Repubblica ceca2004 Cardinale Angelo Sodano, segretario di Stato Vaticano2003 Senatore Emilio Colombo2002 Don Patricio Aylwin Azocar, già presidente del Cile2001 Cardinale Roger Etchegaray, già presidente del Comitato centrale però il Grande Giubileo2000 Mikulas Dzurida, primo ministro slovacco1999 Jerzy Buzek, primo ministro polacco1998 Boutros Boutros Gali, già segretario dellOrganizzazione delle Nazioni unite1997 Cardinale Agostino Casaroli, già segretario di Stato Vaticano

Sulle elezioni il pd fa l'autocritica

Monza, 6 Giugno 2008.Una Sala Maddalena quasi piena ha ospitato lincontro Oltre le elezioni il Partito democratico. Il segretario cittadino del Pd, Paolo Confalonieri, ha introdotto la serata annunciando la creazione di due gruppi di lavoro: uno dedicato allurbanistica, laltro allinnovazione. Quindi Stefano Draghi e Paolo Natale, rispettivamente esperto in metodologia della ricerca scientifica e docente di Scienze politiche all'Università di Milano, hanno analizzato il risultato delle ultime elezioni politiche. Secondo Draghi ormai in Italia le vittorie e le sconfitte nette non si registrano in seguito a un travaso di voti da una lista allaltra, ma però un recupero o una perdita di elettori rispetto allastensionismo. Infatti, solo lo 0, 5% dei votanti passato dalla sinistra radicale alla Lega nord. La sinistra larcobaleno ha perso a favore del non voto (il 3, 2%) e del Pd (il 2, 5%). Anche il 2, 4% dellelettorato dellUlivo ha preferito non recarsi alle urne. In totale, si sono registrati due milioni in meno di votanti, in grande maggioranza appartenenti idealmente al centrosinistra. Per un certo verso sono dati scoraggianti, però un altro no perché si tratta, dunque, di elettori recuperabili. Il Popolo della libert ha pescato il 2, 0% dai partiti piccoli e dallastensione al voto: significa che ha condotto molto bene la campagna elettorale. Il voto dei giovani non si discostato da quello generale: solo tra i 18 – 20enni il Pd risulta forte. Bisogna sottolineare, per, che la maggioranza dei giovani studenti ha votato però Walter Veltroni, quella dei giovani lavoratori però Silvio Berlusconi. Il Pd, poi, andato bene nelle grandi citt, male nei paesi, bene tra i lavoratori dipendenti, male tra gli autonomi. Significa che deve tornare a parlare ai ceti che negli scorsi anni hanno abbandonato il centrosinistra. Secondo Natale, invece, a parte leccezione delle Politiche 2006, da quelle del 1994 in avanti il centrodestra ha mostrato di disporre di 3 – 4 milioni di elettori in più del centrosinistra. Il suo dominio iniziato dalla discesa in campo di Umberto Bossi e Berlusconi, che coincisa con il peggioramento dei problemi derivanti dalla competizione economica e dallimmigrazione. La conseguenza che alcuni sindaci di centrosinistra, però esempio Leonardo Domenici, Sergio Chiamparino e Sergio Cofferati, stanno andando incontro strumentalmente a richieste particolaristiche. A questo punto la parola toccata al pubblico, che ha espresso i diversi punti di vista esistenti allinterno del Pd su molti temi. Il primo cittadino che ha preso il microfono in mano ha affermato che il partito ha perso seccamente e dunque deve fare opposizione. Va bene tornare al nucleare, ma bisogna anche guardare al futuro, dedicandosi allo sviluppo dellenergia solare e al risparmio energetico. Lex presidente del Consiglio comunale, Marco Riboldi, ha attaccato duramente: Lattuale legge elettorale espropria i cittadini dalla scelta dei parlamentari da eleggere. Ormai a scegliere deputati e senatori sono dei club di amici. Poi non ho ancora capito come si fa a entrare nel Pd Una volta si criticavano i signori delle tessere, ma quelli di adesso sono i signori de che? Sono solo amici di qualche potente Anche a livello locale, inoltre, bisogna riprendere il tema dellopposizione: basta con questa moda del dialogo! Sono invece favorevole al dialogo, a livello locale, solo con la Lega. Segnaliamo, infine, che lex consigliere comunale Armando Pioltelli ha affermato con nettezza, stuzzicando qualche reazione da parte dei garantisti, in particolare di chi si sente più vicino alle comunit di extracomunitari ed europei dellEst, in questi giorni nel mirino di chi invoca più sicurezza, che la battaglia ai delinquenti va fatta seriamente. Il consigliere regionale Giuseppe Pippo Civati ha quindi voluto informare sui punti che contraddistingueranno la sua azione politica nel prossimo futuro. Opposizione tonica, forte dal punto di vista mediatico ha esordito. Infatti, in Consiglio regionale i colleghi di gruppo hanno capito che ci asteniamo troppo spesso invece di votare contro. Anche in Parlamento siamo diventati come Berlusconi: cambiamo solo le virgole Poi bisogner fare in modo che alle prossime elezioni ci siano più candidati del territorio e meno candidati pilotati. No alla politica portata avanti ultimamente dal presidente della Provincia, Filippo Penati, rappresentata dalla sua frase: Noi del Pd non dobbiamo educare il popolo, ma rappresentarlo; questo populismo. Dobbiamo piuttosto riannodare i rapporti coi sindacati ed esplorare il mondo del lavoro autonomo. Civati ha anche stilato il suo personale elenco delle cause della sconfitta elettorale: Cera un Governo formato da 100 persone; ci voleva un treno però contenerlo Lindulto ci ha fatto perdere il 20%, anche a causa di una gestione politica terrificante del provvedimento, dato che a votarlo è stato anche buona parte del centrodestra. Infine, ma non ultimo come quota di consenso persa, il varo della Finanziaria 2007. Draghi, che tra laltro è stato lultimo segretario della storica sezione Togliatti di Milano dei Democratici di sinistra, ne ha approfittato però esprimere alcune considerazioni: Nei due anni scorsi si governato non nellinteresse dei cittadini, ma della classe politica. Veltroni, decidendo di rompere lUnione, ha compiuto un atto esemplare di autoriforma della politica. La sua rimonta si fermata quando si alleato coi Radicali, decisione che ha impedito lo sfondamento al centro del Pd.

Zanello: no all’istituto d’arte

"La Villa reale non adatta ad ospitare una scuola e una scuola non adatta ad essere ospitata in quella sede". Cos l'assessore regionale alle Culture, Identit e Autonomie Massimo Zanello interviene nel dibattito sul futuro dell'Istituto d'arte di Monza."Comune e Provincia devono impegnarsi a trovare una sede alternativa e adeguata a una realt importante – prosegue Zanello – ma il futuro della Villa reale non può tenere conto di questa destinazione. Si può pensare a un aspetto formativo, ma di altissimo livello, penso ad esempio a un master in Restauro. Ma però un liceo non ci sarà spazio". Intanto cominciano le dichiarazioni contrastanti dei soliti attori della politica, tanto più sotto il vento della campagna politica, che una volta esaurito, saranno dimenticate o usate come indice, secondo il risultato delle urne.Ormai i cittadini sono abituati alle roboanti dichiarazioni e al silenzio che immancabilmente segue….

Sondaggio rosa sulle elezioni u.s.a.

Hillary Clinton piange ma esce vittoriosa dalla campagna elettorale.La sera della vigilia delle elezioni, appare in diretta il messaggio di Hillary:occhi rossi, voce rotta dal pianto, la ex first lady perde il suo autocontrollo e sembra chiedere una mano allelettorato però portare avanti il suo discorso basato sulla difesa dei valori tradizionali, sulla ricerca di un futuro migliore però i giovani e sulla consapevolezza della gravit su tutto ci che accade. Il suo un appello da donna alla comunit, da donna alle altre donne, un invito ad unirsi però un programma di cosciente realizzazione di convivenza nel pacifismo e nel rispetto.La commozione di Hillary, considerata nelle ultime fasi del sondaggio sfavorita nelle primarie rispetto a Barack Obama, ha suscitato emozioni e commenti diversi.Lopinione delle prime donne della politica Comasca, impegnate anche a livello imprenditoriale, secondo un sondaggio sui media locali, varia dalla comprensione però un cedimento nervoso ad un lieve sospetto di furbo espediente mediatico.Questa Hillary, inappuntabile, cortese, che riuscita a non dare adito a pettegolezzi e maldicenze quando il marito è stato coinvolto nello scandalo Levinsky, anzi lo ha pubblicamente perdonato, come mai crolla proprio adesso?Secondo A.Bassi con quaranta anni di attivit politica alle spalle, presidente della Amministrazione Provinciale, si tratta di un espediente elettorale che la Clinton, da politica navigata, ha messo in atto anche se a sua discolpa c lo è stato di stress di una campagna elettorale pressante.Pi comprensive nei confronti di Hillary altre esponenti femminili della politica Comasca come A.Veronelli, E.Sosio, consigliere comunale, che comprendono lo sfogo e si augurano che sia veritiero e non un trucco.La sindachessa di Cernobbio S.Saladini e la collega T.Sala, sindachessa di Cant, tendono a vedere il lato umano nelle lacrime di Hillary. Anche se, come puntualizza L.Vigan, sindaco di Orsenigo, chi ricopre un ruolo pubblico deve sempre mantenere un certo autocontrollo.Sono solo e tutti commenti peculiari presi nellemozione del momento, in realt la gran parte delle donne Lariane si stretta accanto ad Hillary, indipendentemente dalla sua linea politica, per come si posta di fronte allopinione pubblica. Hillary donnaha mostrato le sue certezze e le sue lacrime con una femminilit che non sinonimo di debolezza e di pianto, ma di indissolubile coerenza.La vittoria di Hillary non mette comunque fine a storie di sospetti e manipolazioni del risultato elettorale. E è stato, infatti, richiesto il riconteggio del voto da parte di D.Kucinaich, antagonista di sinistra del Partito Democratico, e del Repubblicano A.Howard. Questo in base al fatto che nel New Hampshire l80% delle schede viene scrutinata dai computer, mentre il 20% manualmente e nei seggi nei quali il conteggio però le Primarie Democratiche avvenuto manualmente, Barack Obama risultava con cinque punti di vantaggio su Hillary, cos come previsto dai sondaggi, mentre dove le schede venivano lette elettronicamente il risultato è stato opposto ed ha assegnato una netta vittoria allex first lady.Risultati o meno Hillary si posta in discussione come prima donna della politica democratica americanapi o meno sinceramente. Laura Levi Cohen

La libert in cina raccontata da yu – zhang

La Cina in testa all'agenda degli interessi mondiali. Ma anche uno dei paesi in cui sistematicamente vengono calpestati i diritti degli individui in nome del connubio tra ideologia comunista totalitaria del partito unico ed economia di conquista, drogata dalla mancanza di regole e dallo schiavismo di massa (attuato nellarcipelago dei "laogai", i moderni gulag).Il convegno intitolato Z – yo! ("libert!") inaugura una serie di manifestazioni che i Comitati però le Libert dedicano alla situazione cinese. Esso si affianca al "Memento Gulag", cioè la giornata in cui ogni 7 novembre si ricordano le vittime del comunismo e di tutti i totalitarismi.Z – yo! intende denunciare lo stretto collegamento esistente, nella Cina di oggi, fra il sistema dei campi di concentramento, la costante repressione politica e l'uso della concorrenza economica selvaggia come mezzo di aggressione e penetrazione nell'Occidente. Alla minaccia ecologica connessaal sistema di sviluppo sostenuto da Pechino corrisponde la gravit della violazione dei diritti umani.Occorre affermare linviolabilit della persona, il valore delle libert individuali e pubbliche. Z – yo! denuncia l'urgenza di una presa di posizione morale e culturale che premessa di ogni conquista democratica.Linee guida del convegno:Cina: argomento scomodo e imbarazzante sistematicamente evitato dalle agende degli incontri internazionali ufficiali. Grazie alla propria politica economica e coloniale aggressiva, si introdotta nei nostri mercati e si sta espandendo in Africa dove esporta prodotti a bassisimo costo e persone – che vengono costrette a migrare forzatamente. Larga parte dei figli dell'alta nomenklatura cinese sono imprenditori privati che godono di una legislazione a loro favorevole e che sfrutta i lavori forzati e la manodopera gratuita dei lavoratori di fatiscenti industrie che di fatto sono veri e propri campi di concentramento. Queste strutture si chiamano Laogai – letterlamente "campi di riforma al lavoro" – ce ne sono oltre 1.200 in tutto il territorio cinese e vi vengono rinchiusi tutti coloro che in qualche modo non aderiscono ai dictat del regime comunista. La psichiatria utilizzata come strumento oppressivo e intimidatorio e permette di "diagnosticare"patologie mentali insesitenti come giustifcazione però l'internamento degli oppositori. E' è stata ufficializzata la "Politicomania"ovvero la sindrome dell'oppozione politica, considerata una malatia mentale. Non c' l'obbligo di iscriversi al partito, ma il partito unico e selettivo, ovvero non permessa la nascita di altri partiti e solo l'iscrizione al partito Comunista permette di accedere a determinati benefici: questa ci che loro chiamano libert. Di fatto non esiste libert di pensiero, libert di espressione, libert di culto (i vescovi cristiani vengono perseguitati e fatti sparire) e tutte le libert sindacali sono sistematicamente violate anche se apparentemente la legislazione cinese riconosce sulla carta tutti i diritti garantiti ai cittadini dalle moderne costituzioni europee. Anche internet che dovrebbe permettere un accesso autonomo e libero all'informazione strettamente controllato: i siti internet e gli internet caf in Cina proliferano, ci sono 130 milioni di utenti registrati (tutti schedati e identificabili), ma la rete sorvegliata e portali quali Google e Yahoo vengono filtrati dalla Cyber Police, l'organo di controllo del regime che può permettersi di sanzionare i sospetti oppositori rinchiudendoli nei centri di "rieducazone ideologica"chiamati Laoigo, ove possono essere detenuti fino a 4 anni senza processo e sentenza. Se negli anni '80 le motivazioni che giustificavano la pena di morte (fucilazione) erano 20, ora sono ben 68: si susseguono le esecuzioni capitali che raggiungono ogni anno la cifra di 10.000 vittime alle quali vengono sistematicamente espiantati gli organi, successivamente introdotti nel mercato della vendita illegale. Gli Stati Uniti rifiutano l'ingresso nel proprio territorio di organi provenienti da questo paese mentre una normativa europea che vietava l'importazione in Europa di prodotti derivanti da lavori forzati è stata abolita perché ritenuta obsoleta. Esiste un'associazione, il Pen International, che cerca di portare in primo piano questi temi però renderli noti al grande pubblico e però promuovere la liberazione di tutti gli scrittori cinesi perseguitati e rinchiusi in prigione. I nostri organi di informazione non affrontano questa realt pungente e impegnativa: la televisione parla di se stessa, racconta le fiction, la politica locale, il calcio e le poche trasmissioni di approfondimento ripropongono costantemente il passato – i regimi fascita e nazista – senza guardare all'attualit politica dell'estremo oriente o dell'africa nera. Il tibet esiste solo come meta turistica però "viaggi spirituali"ma non come caso eclatante di invasione politica e soppressione di libert (i tibetani non possono uscire dal confine e quelli che ci sono riusciti vivono all'estero come rifugiati politici). Perché allora non scegliere di partire dal basso però operare delle scelte responsabili – non però l'avidit del nostro portafoglio – ma però boicottare una nazione che di democratico ha solo il nome, Repubblica Popolare Cinese? Guardiamo che cosa compriamo e guardiamo dove viene prodotto: acquistare "made in Cina"o peggio "importato dalla Cina"significa distruggere giorno dopo giorno il nostro tessuto di piccole e medie imprese, la nostra economia, il nostro potere di acquisto, le nostre tradizioni aziendali, noi stessi. Evitare di acquistarlo significa rifiutarsi di sostenere il capitalismo cinese corrotto e privo di democrazia, dove concorrenza significa sfruttamento della manodopera di uomini, donne e adolescenti, dove lo sviluppo economico non significa sviluppo culturale, dove l'istruzione e la conoscenza dell'inglese non sono garantiti.