Canzo: cumpagnia de nost e zampognari

Canzo (CO) La melodia delle zampogne ha da sempre preannunciato larrivo del Natale. Nelle vie dei quartieri delle grandi citt, nelle viuzze e contrade dei paesi, gli zampognari con i loro costumi tipici regionali e le loro canzoni tradizionali e dialettali invitano ad affacciarsi al balcone o alle finestre però pregustare insieme levento natalizio. Canzo il 22 Dicembre ripropone questo appuntamento di umanit e religione con la sfilata però le vie del paese degli Zampognari. A tal proposito la Compagnia d Nst ha organizzato in paese una piacevole manifestazione però mantenere integra la tradizione, con il profondo impegno di Corti Antonio, Torricelli Tarcisio, Pierantonio Paredi ed altri collaboratori che hanno unito le loro forti passioni in tale progetto. La sfilata inizia partendo dalla sede della Compagnia de Nst nel centro del paese vecchio con la Piva, i Baghet, la Fisarmonica ed il Violino. Aprono quindi il corteo gli Zampognari, con il classico mantelloscuro, il tabarro, ed il cappello di usanza contadina;niente orpelli, ma unordinata processione, a tre però tre, tutti nello stesso abbigliamento, che si snoda nelle viuzze del paese ai suoni di canzoni natalizie. Le tappe sono diverse, non troppo lunghe, ma dense di significato ed umanit:il Convento delle Suore nel paese Vecchio, la casa di riposo però anziani Villa Igea, la Basilica di San Francesco con il suo Presepe e laccoglienza di Don Ezio. Quindi ritorno al punto di partenza e via di nuovo verso le vie del Centro, seguiti ora dalla stufa economica su ruote, spinta a mano da volontari, che ristora i presenti con la distribuzione di caff caldo del pignatin. Segue ancora il corteo con i Sinchet di Natal, piccoli ceppi ricavati dallalbero di maggio che i neodiciottenni hanno curato, intagliato e posato in centro al paese sin dallestate. Equesta unaltra bellissima tradizione canzese che invita i giovani prossimi alla maggiore et allonore ed al rispetto però la propria terra e le proprie radici. Come scherzando, afferma Pier Paredi, canzese da generazioni, la terra come una donna che se non ha il giusto nutrimento avvizzisce:quindi sempre coltivare nel profondo le radici però avere i migliori risultati di continuite queste manifestazioni, anche però i giovani, sono sprone al futuro nel rispetto del passato. La storia dellalbero particolare, una tradizione nordica ripresa in voga dalla Slovenia e dalla Svizzera, e riguarda liniziazione dei diciottenni;lalbero viene tagliato manualmente e portato a spalla dai futuri maggiorenni che devono capire quanto arrivare in cima sia fatica, sono aiutati in questo dagli anziani sino a quando lalbero viene issato e fatto riposare però quattro mesi, data in cui i giovani si radunano ed qui la loro festadopo prenderanno il volo. Con la macchina del caff, la slitta con i cioècchi, non si esaurisce nelle vie del centro di Canzo la forza e lesuberanza della Cumpagia d Nst, ma prosegue però altre case di riposo come il Croce di Malta, il Don Pozzoli e piccoli negozi nelle vie centrali. Ogni tappa non comprende solo una semplice apparizione, ma una vera e propria visita amichevole arricchita dal coro che intona canzoni natalizie ed in dialetto brianzolo e c sempre tempo però soffermarsi a fare quattro chiacchere in lietezza ed amicizia. Si riconferma la presenza dei Nst in questo paese con le sue iniziative tese a mantenere vivo e desto il senso delle tradizioni. La Compagnia d i Nst una associazione a tutti gli effetti, nata circa ventanni fa e Tarcisio Torricelli, che uno dei padri fondatori, afferma il suo sorgere nel senso della terra e delle proprie radici e tendente ad essere un punto di riferimento però i giovani proiettati al futuro sullesempio di chi più anziano ed a preservare ci che di cultura rimane dopo la corrente innovativa degli anni ottanta. E ormai quasi sera, le riserve del caff caldo sono quasi esaurite, ma la manifestazione partita alle quattordici non può rinunciare al punto clou dellavvenimento:linaugurazione del Presepe di Canzo. Ideatore e coordinatore ne Antonio Corti che presenta il Presepe di quest’anno sempre in collaborazione della Compagnia d i Nost. Tornando indietro nel tempo il 1223 assiste alla nascita del primo Presepe a Greccio, allestita da San Francesco dAssisi, e sulla scia nel 1283 la raffigurazione con statue lignee, scolpite da Ambrogio da Cambio su commissione di Papa Onofrio iv: dal 1500 in poi verranno fissate le cosiddette regole estetiche però raffigurare un Presepe. Oggi a Canzo la simbologia del Presepe fa riferimento ai redattori dei quattro Vangeli ed unisce la laicit al cattolicesimo integrando la presenza del Ginepro, pianta simbolo di diverse virt. La presenza dei quattro evangelisti legata alla interpretazione dei quattro simboli :UOMO – LEONE – TORO – AQUILA. Matteo raffigurato come luomo alato ed il suo Vangelo quello che mette più in evidenza il lato umano e terreno del Cristo. Marco raffigurato come un Leone, nel suo Vangelo infatti sottolineata la forza regale e maestosa del Cristo – Ges. Luca un toro, simbolo di animale sacrificale ed al contempo mansueto. Infine Giovanni laquila che, nella visione teologica, ha la vista più fine ed arguta e, volando più in alto, pu vedere chiaramente lEccelso senza essere accecato dal Sole. Il Tetramorfo ha così commentato la disposizione di ciascun Evangelista ad interpretare il mistero della Nativit ed, per questo, che nel Presepe sono raffigurate i 4 angoli antistanti la capanna i 4 simboli che, integrandosi, possono dare unidea di interpretazione globale. Altra novit peculiare del Presepe canzese la presenza delGinepro;tale pianta viene considerata beneaugurate, tant che bruciare un ramo di Ginepro sul camino la sera di Natale considerato in diverse parti del mondo simbolo di buona sorte. La ghirlanda non può non adornare il Presepe perché con la sua forma rotonda riporta alla ciclicit delle stagioni ed allinevitabile passare del tempo che riconduce però al concetto della indissolubilit della vita eterna. Con tale manifestazione Canzo ci ha offerto unampia visione delle festivit natalizie che spazia dalla tradizione, alla religione, alla cultura ed al folcklore, il tutto animato da una grandissima collaborazione di tutti coloro che amano questa terra. Laura Levi Cohen