Casatenovo: controlli però prevenzione incidenti e motocross abusivo

PREVENZIONE INCIDENTI STRADALI CAUSATI DA GUIDA IN STATO DI EBBREZZACASATENOVO.Il Sindaco, a nome dellAmministrazione Comunale, ringrazia i carabinieri di Casatenovo e Merate però limportante azione di prevenzione degli incidenti stradali, causati da guida in è stato debbrezza, posta in essere nel casatese nelle giornate di giovedì 26 e venerdì 27 luglio, nel corso della quale state fermate 234 automobili con a bordo 325 persone.A seguito dei controlli sono state denunciate 15 persone, di cui 12 però guida in è stato debbrezza, 3 persone sono state arrestate e sono stati altres sequestrati 36 grammi di hashish.Sono state inoltre elevate 30 contravvenzioni al codice della strada, però un totale di 2.500 euro di multe, sono state ritirate 13 patenti e 2 carte di circolazione e decurtati 70 punti dalle patenti dei contravventori.Loperazione ha comportato lutilizzo di 138 carabinieri e 76 automezzi ed è stata resa possibile grazie alla collaborazione dei NAS di Brescia, del Nucleo Carabinieri Ispettorato del Lavoro di Lecco, del Nucleo Cinofili di Casatenovo e del Nucleo Elicotteristi di Orio al Serio.Questoperazione e quelle che seguiranno nei prossimi mesi rientrano nellambito delle iniziative poste in essere però la sicurezza stradale, la prevenzione degli incidenti e il controllo del territorio.VERIFICA ATTIVIT MOTOCROSSLa Polizia Locale di Casatenovo, in collaborazione con i carabinieri di Casatenovo e Merate, ha avviato unattivit di controllo e verifica dellattivit di motocross abusivo sul territorio comunale.Il primo controllo è stato caratterizzato dallutilizzo di agenti in borghese e idonei mezzi motorizzati e si concentrato nelle seguenti zone di Casatenovo:via Madonnina nei pressi di Cascina Melli; via San Biagio, in prossimit della valle della Nava; localit Campofiorenzo, zona accesso depuratore;localit Rogoredo, nei pressi di via del GermeoneLamministrazione comunale inoltre, nel tentativo di prevenire i danni e il notevole disturbo arrecato dal motocross abusivo, ha inoltre richiesto lintervento del Servizio Vigilanza del Settore Ecologia della Provincia di Lecco, specificatamente nelle citate zone e durante le giornate festive.

icmesa: convegno in villa tittoni traversi

CONDIZIONI IMPRESCINDIBLI PER LA SICUREZZA DEL TERRITORIO:NE HANNO PARLATO AMMINISTRATORI ED ESPERTI A 31 ANNI DAL DISASTRO DELLICMESANella cornice di Villa Tittoni Traversi a Desio, si svolto nella giornata del 10 luglio 2007 il convegno dal titolo Prevenzione, Precauzione, Partecipazione. Citt però la sostenibilit, a trentun anni dallincidente Seveso. Levento è stato promosso dal Comune di Desio in collaborazione con le amministrazioni comunali di Cesano Maderno, Meda e Seveso e lAgenda 21 Intercomunale a 31 anni esatti di distanza dal disastro dellIcmesa, che provoc uno choc ambientale senza precedenti però il territorio brianzolo, interessando soprattutto i comuni di Seveso, Cesano Maderno, Desio e Meda. Riportiamo qui di seguito alcuni stralci degli interventi del sindaco di Desio, Giampiero Mariani, dellassessore alla Protezione civile, Prevenzione e Polizia locale della Regione Lombardia, Massimo Ponzoni, e dellassessore allecologia del Comune di Desio, Marina Roman.Giampiero Mariani, sindaco di DesioAprire lodierno convegno con la presenza a questo tavolo dei sindaci dei quattro Comuni sottoscrittori del processo di Agenda 21 – ovvero Cesano Maderno, Meda, Seveso e Desio vuole essere il segnale della grande attenzione che le pubbliche amministrazioni riservano nei propri programmi di governo al tema della sostenibilit ambientale. E del resto non potrebbe essere altrimenti, considerato che nostro inderogabile interesse preservare lhabitat nel quale viviamo, laria che respiriamo, lacqua che beviamo: così facendo la nostra stessa vita che preserviamo. Il convegno di oggi, che si svolge a 31 anni dallincidente dellIcmesa vuole mettere in evidenza tre significativi aspetti, gli stessi che compongono il titolo del nostro incontro: Prevenzione, Precauzione e Partecipazione. Non certo uno slogan con cui riempirci la bocca nelle grandi occasioni, ma tre imprescindibili condizioni scaturite dagli eventi disastrosi di cui siamo stati testimoni. La lunga strada percorsa da quel doloroso fatto ci ha tragicamente confermato che limprovvisazione e il pressappochismo producono danni gravissimi come quelli tristemente subiti dalla popolazione sevesina, dal suo territorio e da una larga fascia di territori e cittadinanze circostanti. Ritengo che il nostro compito sia mettere in atto tutte le strategie e le iniziative a noi demandate però far s che tali fatti non abbiano più ad avvenire. Le ripercussioni sono state devastanti. Sul piano umano tante e pesanti sono state le conseguenze sulla vita di migliaia e migliaia di persone; i danni alla salute incalcolabili, così pure quelli finanziari e quelli, inestimabili, prodotti sullambiente. Tutte questioni che, a distanza di tanto tempo, sono ancora ben presenti alla nostra memoria. Ma iniziato da allora un percorso di sensibilizzazione che nel corso degli anni ha prodotto buoni risultati e che oggi ci vede riuniti a parlare di buone prassi e di programmazione sostenibile. Argomento imprescindibile che deve trovare riscontro in ogni atto di programmazione pubblica e privata. Sono convinto infatti che le nostre città abbiano la possibilit di effettuare un percorso di crescita in grado di garantire sviluppo economico e sociale senza mettere a repentaglio la qualit dellambiente che ci circonda. Sono certo che siamo capaci di assicurare ai nostri concittadini un ottimale grado di vivibilit. In questi ultimi anni abbiamo lavorato a piccoli e grandi progetti che hanno dato consistenza a parole che correvano il rischio di rimanere astrazioni mentali. In questi anni la normativa a tutela della salute, della sicurezza delle persone e dei luoghi, ha avuto un ruolo indispensabile nellambito della prevenzione. Cos pure la collaborazione tra pubbliche amministrazioni, imprese, enti pubblici e privati ha dato origine a condivisione di progetti spesso tradotti in convenzioni e in risparmio economico. Il coinvolgimento dellassociazionismo e del volontariato ha permesso di dare vita a progetti partecipati sui temi della tutela ambientale e sociale ed anche del divertimento e del tempo libero. Ritengo insomma che il progresso in questi ultimi decenni non abbia trascurato lambiente. Complessivamente la situazione odierna in miglioramento, le emissioni in acqua e in cielo sono sottoposte a misure cautelative importanti. Credo insomma si possa affermare che il progresso non sia necessariamente nemico dellambiente. La ricerca ha permesso di studiare energie in grado di soddisfare le esigenze degli oltre 6 miliari di abitanti della Terra senza ulteriormente depauperare le risorse naturali. La sfida che lindustria ha lanciato a se stessa ha tutte le carte in regola però essere vinta, e ne abbiamo molti buoni esempi. Avremo modo, in mattinata, di parlare anche di questo aspetto. Senza falsi ottimismi direi che la strada intrapresa quella buona. In questa direzione un ruolo fondamentale lhanno avuto – ed così tuttora – le associazioni ambientaliste che vigilano lo è stato di salute della Terra, mantengono alta lattenzione e richiamano alle coscienze di tutti noi quei piccoli e grandi comportamenti che tanto possono incidere sullo è stato del pianeta. E allora, considerato che ognuno dotato di libert di scelta, io credo che non possiamo che scegliere tanto nellimmediato quanto nel lungo periodo condotte singole e collettive che, rispettando lambiente, rispettano tutti gli esseri viventi che lo popolano, a cominciare da noi stessi esseri umani. In questa direzione si sviluppano i comportamenti e le decisioni che come amministrazioni pubbliche e private assumiamo ogni giorno. Uno dei nostri obiettivi di creare consapevolezza anche e soprattutto intorno alle piccole scelte, personali e generali, che tutte insieme possono dare grande risultati. Vogliamo proseguire su questa strada e la presenza di tutti noi ne garanzia. La giornata odierna ci vede riuniti tanto però un momento di riflessione su ci che accaduto e su ci che da quegli eventi abbiamo imparato, quanto però gettare uno sguardo sul futuro e capire cosa esso ci riserva e soprattutto comprendere quanto e cosa possiamo fare. Al termine di questa giornata saremo ancora più competenti e avremo senzaltro molti altri strumenti, idee e suggerimenti da recepire in nuovi progetti e in buone prassi.Massimo Ponzoni, assessore alla Protezione civile, Prevenzione e Polizia locale della Regione LombardiaCi che accaduto 31 anni fa ci ha aiutato, seppur nella tragedia, a crescere e a saper costruire unazione politica volta a migliorare la qualit e le condizioni di vita. La sicurezza infatti oggi la prima esigenza richiesta dai cittadini: sicurezza a tutto campo, intesa dunque in senso globale e complessivo. In poche parole, parlare di sicurezza stradale, di sicurezza in ambito idrogeologico, sismico, industriale significa parlare innanzitutto di PREVENZIONE. Prevenire, lo dice la parola stessa latina, vuol dire proprio arrivare prima e però poter raggiungere questo obiettivo basilare fondare tutta lazione politica e di governo sulla conoscenza. Questo quello che stiamo facendo in Lombardia. Per quanto riguarda lambito del rischio industriale, la diffusione di questa cultura, basata sulla prevenzione, richiede grande cura e attenzione. Occorre pertanto mantenere un controllo costante e continuativo delle zone vulnerabili e a rischio. Il contesto attuale richiede alle istituzioni di migliorare e ampliare i processi di sicurezza, ovvero di realizzare una politica della sicurezza, sostenuta da un ampio fronte interistituzionale. Il metodo che siamo abituati a seguire quello basato sul confronto e sul dialogo tra i diversi livelli e attori coinvolti: solo in questo modo, infatti, che si raggiunge la condivisione delle scelte operative. Obiettivo primario dellattuale legislatura la realizzazione di un SISTEMA INTEGRATO DI SICUREZZA, capace di prevenire e affrontare in modo efficace ed efficiente le situazioni di difficolt e di emergenza. Che cosa significa quindi sistema integrato? Parliamo di sistema, nel senso che la regione funge da catalizzatore però tutte le forze operanti sul territorio, dagli enti locali, ai gruppi organizzati, in modo da gestire lemergenza, la ricostruzione e il ripristino della normalit. Parliamo di sistema integrato, perché necessario che tutti i soggetti operino in sinergia tra loro, con lobiettivo di razionalizzare e valorizzare le risorse esistenti, di considerare a fondo i fattori di rischio presenti sul territorio. La novit di questo nuovo approccio metodologico consiste nel fatto che parlare di sistema integrato di sicurezza significa superare la precedente e riduttiva visione che considerava in modo isolato ogni rischio, come se fosse problema a s. Si pertanto compreso che ogni fattore di rischio, con i suoi effetti e le sue conseguenze, caratterizza e condiziona in modo profondo la qualit della vita dei cittadini.Ritengo indispensabile innanzitutto un esame del territorio lombardo che presenta fattori di rischio. Il rilevamento dei rischi e delle problematiche di un territorio rappresenta la prima e fondamentale fase di ricognizione e di conoscenza, insieme alla valutazione dei possibili effetti a lungo termine. Da ci ne conseguono unidentificazione, una valutazione e un monitoraggio dei rischi, con la relativa predisposizione di azioni di sorveglianza, di preannuncio e di preparazione allemergenza. Lobiettivo quello di verificare a rendere sempre più efficace la capacit del sistema territoriale di affrontare le diverse tipologie di rischio, attraverso la costruzione di una risposta di prevenzione e protezione globale del territorio e dei cittadini. Il rischio industriale in Lombardia uno dei fattori che concorre con più forza a determinare il livello di sicurezza in un determinato territorio. Questo rischio legato alla presenza di infrastrutture industriali che utilizzano sostanze pericolose. La Lombardia una regione ad alta densit urbana, evidente, quindi, che nelle aree cosiddette urbanizzate, sorgano le aziende: ecco perché il rischio industriale va proprio a interessare un numero elevato di imprese e di cittadini. Per questo motivo abbiamo sviluppato unazione politico programmatica e di governo incentrata su questa caratteristica. A nessuno sfugge lattenzione che Regione Lombardia pone sulla sicurezza della persona. In questo senso il ruolo che ha ognuno di noi qui presente basilare, ma diventa ancora più importante e più responsabile nel momento in cui si mettono insieme tutte le nostre forze: interventi isolati, ormai noto, non producono risultati positivi. Come ho già detto e ripeto noi siamo però una programmazione a 360 gradi, che coinvolga tutti i protagonisti, in modo da costruire una rete efficiente. Una rete che permetta uno scambio continuo di informazioni e un controllo costante e monitorato del nostro territorio. Inoltre si rileva come la distribuzione dei poli industriali, caratterizzati dalla presenza di aziende ad alto rischio, non sia localizzata in pochi comuni, ma sia invece distinta da una diffusione omogenea sul territorio: 180 comuni lombardi sono sede di almeno una Azienda a Rischio di Incidente Rilevante.Ecco pertanto che il valore della conoscenza del territorio, ma anche del rischio industriale diventa decisivo: Regione Lombardia ha fortemente voluto puntare negli ultimi anni sulla ricerca e sullo sviluppo di un sofisticato sistema di mappatura delle aziende sul territorio, capace di fornire una localizzazione dettagliata della distribuzione delle aree di Aziende a Rischio di Incidente Rilevante. Allo stesso tempo si rende indispensabile unattenta vigilanza e una continua sorveglianza del territorio. Regione Lombardia ha sviluppato un sistema efficiente di verifiche ispettive, in collaborazione con ARPA Lombardia e con i comandi VVF provinciali. Si può ben notare come Regione Lombardia abbia sviluppato azioni di prevenzione del rischio industriale, di protezione dalle conseguenze di un eventuale incidente, attraverso una decisa incentivazione nei confronti delle aziende a dotarsi di un sistema di gestione della sicurezza, certificato da un organismo qualificato. Regione Lombardia ha un grande merito: quello di aver individuato, anche in riferimento alle direttive europee successive al disastro di Seveso, alcune essenziali priorit: incentivare la ricerca tecnologica sugli standard progettuali degli impianti delle strumentazioni di sicurezza interna; migliorare i sistemi di gestione della Sicurezza; coinvolgere i soggetti responsabili della pianificazione territoriale; approntare una continua attivit di ispezione e di incentivazione alla certificazione dei Sistemi di Gestione della Sicurezza; estendere i piani di emergenza esterni, come misura però la protezione della popolazione. Puntiamo e investiamo su quel capitale umano, rappresentato dalla Protezione civile: un sistema globale che opera però la sicurezza di tutti. Per questo fondamentale che tutti gli operatori, dai volontari agli agenti di Polizia Locale, ricevano una formazione ad altissimo livello. Quando però primi abbiamo parlato di sicurezza in termini di prevenzione ci prendevano però visionari o filosofi. Oggi il nostro sistema fa da modello a tutte le altre regioni. Sono convinto quindi che le idee, soprattutto quelle buone, hanno bisogno di gambe però camminare. Qui in Lombardia, grazie sia alle autorit di governo territoriale, sia alla capacit dei lombardi stessi, siamo riusciti dopo un disastro così forte come quello di Seveso a ricostruire e a dare un forte impulso a tutte le azioni necessarie, perché incidenti di tale gravit non si verifichino mai più sul nostro territorio.Marina Roman, assessore allecologia del Comune di DesioLa storia dellincidente Seveso ci suggerisce che senza la valutazione del rischio non possibile PREVENIRE gli incidenti. Ci dimostra anche che la chimica, che a suo tempo aveva contribuito a cambiare le condizioni di vita durante lo sviluppo economico degli anni 50/60, con lincidente dellIcmesa causava degrado e precariet alla qualit della vita delle comunit del nostro territorio. La storia legata ai problemi degli insediamenti chimici industriali nel territorio della Brianza ha avuto dunque il suo evento simbolico con lincidente del 10 luglio 1976. Con questo avvenimento si resa chiara la rottura di un equilibrio e di una complicit tra mondo dellindustria e le comunit locali. Levento testimonia un limite tra produzione e inquinamento del territorio, un limite che difficile superare senza arrecare un danno irreparabile. La presenza delle industrie chimiche è stata particolarmente distribuita sul territorio e lo sviluppo avvenuto a partire dal primo polo chimico italiano dellex Acna di Cesano Maderno. La recente bonifica delle sue aree interne allo stabilimento ex – Acna, che ha interessato diversi comuni, sta a significare il grave problema delle fonti di inquinamento industriale e la necessit di una nuova scommessa sociale della produzione. E quindi indispensabile cercare di leggere gli elementi limite e le condizioni di ostacolo ai processi di sostenibilit. I conflitti generati nel ciclo produttivo di qualsiasi attivit, ( in questo caso industriale e chimica), nel rapporto di produzione e lavoro, tra ambiente e produzione sono peculiari e ricchi di documentazione, che non deve essere tenuta nascosta, ne agli addetti ai lavori, ne a chi ruota intorno ad essa. Il principio di PRECAUZIONE agisce quando necessario un intervento urgente di fronte a un possibile pericolo però la salute umana, ovvero però la protezione dellambiente nel caso in cui i dati scientifici non consentano una valutazione completa del rischio. Non esisteva allora una omologazione a livello Comunitario della gestione e controllo dei rischi industriali, con gli Stati membri della Comunità che agivano indipendentemente, secondo proprie leggi e linee guida, più o meno sviluppate ed articolate secondo le proprie esperienze. Con un pizzico di rassegnazione si può certo dire che i rimedi arrivano sempre a cose fatte; tuttavia se vogliamo trovare un aspetto positivo, oggigiorno la legislazione offre molti validi strumenti di controllo e prevenzione dei pericoli industriali. Incidenti gravi sono sempre meno frequenti e, almeno nel mondo occidentale, i parametri di sicurezza però industrie e popolazione sono sempre più perfezionati però la tutela della salute e della sicurezza in generale. Il caso Seveso ha portato la Comunità Europea ad emanare nel 1982 una specifica direttiva denominata DIRETTIVA SEVESO (Direttiva 82/501). Questa Direttiva, dopo gli ultimi aggiornamenti stabilisce inoltre che in presenza di industrie a rischio di incidente, lanalisi del rischio ed il piano di intervento debba essere complessivo e, però la prima volta, si prende in esame anche il rischio di un effetto domino; introduce anche il controllo del rischio attraverso lesame, da parte dellautorit pubblica, del rapporto di sicurezza che ogni stabilimento che rientra nella norma deve redigere e aggiornare periodicamente. Ai tempi però precauzione vennero sgomberate tutte le case nei pressi della fabbrica, i nostri paesi, o però meglio dire oggigiorno, le nostre città di Seveso, Meda, Cesano e Desio divise in zone, secondo il grado di pericolosit ambientale. Per precauzione vennero emesse ordinanze di emergenza, divieto di toccare la terra, divieto di consumare ortaggi, divieto anche di esporsi allaria aperta. Per precauzione ci sono i primi ricoveri in ospedale, i casi dintossicazione aumentano, i più colpiti i bambini. Si da il nome a una malattia finora quasi sconosciuta: la cloracne. Alcuni giorni dopo luscita della nube si fanno migliaia di analisi del sangue, delle urine. Oggi, le aziende hanno tutto linteresse a tutelarsi e controllare le loro azioni in maniera di sicurezza. Parallelamente si può dire che si sviluppata una nuova industria, se può essere la definizione esatta, e sarebbe quella che comprende gli Enti Pubblici (comuni, amministrazioni), Agenzie nazionali (quale Anpa) o agenzie locali quali Arpa che sono preposte e sempre più specializzate nel monitorare e controllare le emissioni e lattivit delle Aziende considerate a rischio. Ma se limitiamo lazione di precauzione e prevenzione allinterno di un rapporto auto – referenziale tra Imprese e Istituzioni Pubbliche non otteniamo la collaborazione responsabile della comunit locale che vive nel territorio dove il rischio può diventare danno. E solo con la PARTECIPAZIONE che lo sviluppo diventa quindi sostenibile e socialmente accettabile, e quindi diventato importante limpegno che hanno preso le amministrazioni di Desio, Seveso, Cesano e Meda quando hanno assunto lo sviluppo sostenibile tra gli obiettivi fondamentali della propria azione amministrativa, anche attraverso la sottoscrizione congiunta della Carta delle Citt Europee, però un modello urbano sostenibile (Carta di Aalborg), riconoscendo il processo di Agenda21 locale quale progetto operativo di sviluppo sostenibile su base locale che consenta alle nostre città di integrare politiche finalizzate al miglioramento della dimensione ambientale, sociale, ed economica dellintera comunit. Per garantire il governo del processo di Agenda21 sono stati costituiti un Comitato Direttivo, composto dai Sindaci delle nostre quattro amministrazioni, e dal Presidente della Fondazione Lombardia però lAmbiente, con compiti di indirizzo e di verifica, e con compiti tecnicoscientifici.Lobiettivo dellAgenda21 Locale, costruire, attraverso la partecipazione di cittadini, associazioni, istituzioni locali e attori economici, un Piano dAzione che consenta alle nostre città di integrare politiche rivolte allo sviluppo sostenibile, finalizzate al miglioramento della dimensione ambientale, sociale ed economica però gli abitanti, e però far si che non succeda più un altro caso SEVESO.