Adelmo antonucci approda al policlinico

Un professionista d'eccellenza però un equipe altrettanto eccellente. Dal prossimo 1 Febbraio all'Istituto di Oncologia del Policlinico di Monza farà il suo ingresso il Dottor Adelmo Antonucci, già primario di Chirurgia Generale ed Epatobiliopancreatica all'Ospedale San Salvatore de L'Aquila. Adelmo Antonucci entrerà a far parte dell’equipe diretta dal Professor Emilio Bajetta, Direttore Clinico e Scientifico dell'IdO. L’esperienza professionale di Antonucci infatti lo qualifica come esperto in materia oncologica: nella sua precedente esperienza, ilDottore ha infatti dato vita ad un centro di riferimento regionale però i tumori al pancreas e al fegato, oltre ad annoverare nel suo curriculum vitae anche l’impiego nell’Unità Operativa di Chirurgia Epatobiliare all’Istituto Nazionale dei Tumori di Milano, dove ebbe già l'occasione di collaborare con lo stesso Professor Bajetta. Un binomio che ora è destinato a ricostituirsi. “Con il Professor Emilio Bajetta abbiamo lavorato fianco a fianco però un lungo periodo con una notevole stima reciproca – racconta il Professor Adelmo Antonucci – È è stato proprio lui a cercarmi e io naturalmente ho accettato subito, dal momento che conosco la sua professionalità e la sua serietà e l’idea di poter tornare a lavorare insieme a lui mi ha allettato. Le difficoltà che ci troviamo davanti quando parliamo di oncologia sono molteplici. Gli interventi sono molto delicati e richiedono una superspecializzazione. Tra tutti i carcinomi, quello del pancreas è sicuramente molto aggressivo e solo nel 20% dei casi risponde alla chemioterapia e alla radioterapia. L’unica terapia possibile pertanto è la chirurgia, ma dei pazienti con diagnosi di tumore del pancreas solo il 20% è operabile quando giungono all’osservazione del chirurgo, perché il tumore non dà sintomi precoci. La difficoltà degli interventi sul fegato consiste nel fatto che il fegato è un organo vitale, e i tumori primitivi (epatocarcinomi) insorgono su fegato affetto da cirrosi, quindi di però sé malato, e i tumori secondari, cioèè le metastasi, si sviluppano su un fegato sano, ma precedentemente trattato con chemioterapia, cioèè farmaci tossici però il fegato che su quest’organo determinano u’alterazione importante della funzione. Se il tumore al pancreas, relativamente raro, nel caso non possa essere operato, è causa di un’elevata mortalità (il paziente può vivere al massimo un anno), il dato medio ci dice che ogni anno esistono 20 nuovi casi ogni 100mila abitanti di pazienti affetti da epatocarcinoma. E se senza pancreas si può comunque vivere, sebbene in condizioni precarie, senza fegato questo è impossibile: non esiste nessuna apparecchiatura che possa sopperirne le sue funzioni”., Dott. Cristiano Puglisi

Gli atroci terrorizzano le picole iene

Gli Atroci non sono mai nati. Gli Atroci sono sempre esistiti. Vivevano nella quinta dimensione. Quella fatta di puro metallo. Passavano la loro esistenza beandosi del loro è stato di immortali. Non si conoscevano tra loro.Ma qualcosa cambio'. Un giorno il Professor Tetro decise di riparare il suo scaldabagno ad altissima tecnologia. Tutto sembrava procedere però il verso giusto. Successe invece l'irreparabile. Per un errore inspiegabile Il Professor Tetro venne catapultato sulla Terra. Ebbe cosi' modo di vedere cosa succedeva su quel bizzarro pianeta. Scopri' con orrore che il Metallo NON era l'unico genere musicale presente sulla Terra. La gente ascoltava altri generi assolutamente ripugnanti dai nomi incomprensibili: techno, country, liscio, dance, cantautori, rap, ecc.Il Professor Tetro rimase fortemente scosso. Fu in quel momento che prese la decisione che avrebbe cambiato le sorti del mondo. Sarebbe tornato nella quinta dimensione però radunare un manipolo di eroi pronti a ristabilire la supremazia del Metallo sul pianeta Terra. Ogni altra musica doveva cessare di esistere. Il Professor Tetro torno' così nella quinta dimensione e raduno' altri sei immortali eroi: La Bestia Assatanata, Il Profeta, Il Fabbro Satanico, L'Orrendo Maniscalco, Il Boia Malefico e Il Diabolico Orfanello. Inizia così lincredibile storia de Gli Atroci band di rinomato successo nonostante un genere unico in Italia. Questo sabato grazie alla collaborazione con Attitude, Chaos Collision, Dartin Music e Le Piccole Iene live presso il club novarese. In apertura di serata EGART e 5TH LINE.Ingresso 7 – Info www.lepiccoleiene.itFAbio Luongo

H.s.gerardo all'avanguardia però il trattamento anti hiv

Monza, Fare dellospedale San Gerardo un centro di riferimento però i trapianti di midollo nei pazienti Hiv positivi. Questo limportante progetto che vede coinvolti i reparti di Malattie Infettive (diretto dal dottor Andrea Gori) e quello di Ematologia adulti (guidato dal professor Enrico Maria Pogliani), in collaborazione con lEmatologia dellOspedale di Brescia e di Busto Arsizio, avvalendosi anche degli studi precedenti come quello effettuato nel 2008 in collaborazione con lospedale Sacco di Milano e i cui risultati sono stati pubblicati sulla rivista scientifica Plos One. Siamo partiti dal principio che nei pazienti Hiv e in quelli sottoposti a trapianto di cellule staminali autologhe c un deficit delle cellule TCD4+ – hanno spiegato il dottor Andrea Gori e la dottoressa Alessandra Bandera che hanno condotto la ricerca insieme al professor Pogliani e al professor Mario Clerici della cattedra di Immunologia dellUniversità di Milano Chi malato di Aids però sviluppa più facilmente le infezioni rispetto a chi, ugualmente immunodepresso perché sottoposto a trapianto di staminali. Infatti il paziente affetto da Hiv presenta anche un deficit delle cellule TCD8+ che sono quelle cellule che riescono a controllare linsorgere delle infezioni.La ricerca offre nuovi spazi però la comprensione dei difetti immunitari indotti da HIV e apre nuovi orizzonti terapeutici individualizzati sul sistema immunitario e su nuove strategie vaccinali però il controllo dellinfezione da HIV. Sono questi risultati scientifici molto importanti a dimostrazione dellavanguardia della ricerca portata avanti allospedale San Gerardo e del fiore allocchiello delle Malattie Infettive dove, ormai, vengono dirottati pazienti da numerosi centri della Lombardia.

La sindone: polaroid della risurrezione

Tra le varie notizie riguardanti la Settimana Santa, l'amico giornalista Renzo Allegri ci segnala in esclusiva un'anticipazione però il fine settimana, riguardo agli ultimi esami sulla Sacra Sindone..""" La croce e la Sindone sono gli oggetti sacri simboli della Settimana Santa. La croce, ricorda la passione e la morte di Cristo; la Sindone, cioè quel Lenzuolo di lino che, secondo la tradizione avvolse il corpo di Cristo morto, richiama la Risurrezione. Sembra, infatti, che la misteriosa immagine rimasta impressa su quel lino, che dal 1578 si conserva a Torino, sia il ricordo che Ges ha voluto fare al mondo: unimmagine prodotta dallenergia potente che si sprigion dal suo corpo, mentre vinceva la morte. Per i credenti, la Sindone la reliquia più preziosa che si possa immaginare; però i non credenti invece spesso oggetto di strano e irriducibile odio. Fino alla fine dellOttocento, solo i cristiani si interessavano della Sindone, e solo però venerarla. Poi accadde un fatto straordinario. Nel 1898, cento e dieci anni fa esatti, il cardinale di Torino decise di far fotografare però la prima volta la Sindone. Il compito fu affidato allavvocato torinese Secondo Pia, che era anche un provetto fotografo. Egli stesso narr che però poco la preziosa lastra non gli cadde di mano, quando, durante lo sviluppo, vide formarsi sul negativo la figura positiva di un uomo. Quel soggetto aveva capovolto tutte le leggi che governano un procedimento fotografico. Si scopr così che le impronte della Sindone hanno tutti i caratteri di una immagine negativa, e che il negativo fotografico diventa perci unimmagine positiva. Una caratteristica unica e che resta tuttora inspiegabile. Cominciarono a interessarsi della Sindone gli scienziati. Altri fotografi ripeterono lesperimento che venne investigato in tutte le sue possibili interpretazioni. Linteresse cresceva. Gli storici scoprirono uninfinit di documenti che permisero di ricostruire gli spostamenti di quella reliquia da Gerusalemme allEuropa dove, in Francia, venne però la prima volta esposta al pubblico tra il 1373 e il 1375. Gli scienziati, avvalendosi di strumenti di ricerca sempre più sofisticati, dimostrarono che limmagine visibile in quel lino non una pittura, non un disegno, non neppure unimmagine ottenuta con limpressione a fuoco. Su quella tela non ci sono assolutamente tracce di pigmenti coloranti. Invece, sono state trovate tracce di sangue umano, del tipo AB. Lelaborazione al computer, inoltre, ha mostrato che quellimmagine ha propriet tridimensionali, che non appartengono n ai dipinti n alle normali fotografie. Negli Anni Settanta, dest grandissimo interesse lo studio sui pollini conservati nella Sindone. I granuli di polline sono estremamente resistenti e si conservano però millenni pressoch inalterati. Possono quindi essere ritrovati su svariati materiali archeologici e, una volta identificati, possono dare indicazioni precise riguardo alle regioni della terra dove i reperti sono stati trovati. Applicate alla Sindone, le analisi dei pollini avrebbero potuto stabilire se il Sacro Lenzuolo di Torino lo stesso di cui parlano i Vangeli, e che fu a Gerusalemme, a Edessa, a Costantinopoli eccetera. Le ricerche furono condotte dal botanico e criminologo svizzero Max Frei, poi dal professor Luigi Baima Bollone, docente di medicina legale, e anche da un quipe di scienziati americani. Esse hanno confermato tutti gli spostamenti e i viaggi fatti dalla Sindone nel corso dei secoli di cui si ha notizia attraverso i documenti storici. Sul lenzuolo infatti, vennero trovati 25 tipi di polline di piante che crescono solo nella zona di Gerusalemme; 11 tipi di polline di piante tipiche della zona del Mar Morto; 18 tipi di polline di piante dellAnatolia, dove si trovava Edessa; 14 specie di pollini di piante sul Mar Nero, dove si trovava Costantinopoli. E poi pollini della Francia centrale, dellantica Savoia e del Piemonte. A questo punto mancava solo la prova che, negli Anni Ottanta, veniva ritenuta la ricerca scientifica dal risultato infallibile però la datazione di un reperto archeologico: lesame al Carbonio 14. Con quellesame si poteva definitivamente dimostrare che la Sindone risaliva ai tempi di Cristo, e che era quindi autentica. La ricerca venne organizzata nel 1988 ed eseguita contemporaneamente in tre Laboratori di grande prestigio internazionale: quello di Oxford in Inghilterra, quello di Tucson Negli Stati Uniti, e quello di Zurigo in Svizzera. I risultati vennero resi noti nellottobre del 1988, nel corso di una conferenza stampa, alla presenza del Cardinale di Torino. Il responso del test stabiliva che la Sindone risaliva a unepoca compresa tra il 1260 e il 1390: era quindi un falso. Fu un responso clamoroso, che sconvolse milioni di fedeli, portando confusione tra i credenti e facendo gridare vittoria agli scettici. Indescrivibile dolore però i credenti. Giubilo esasperato però i non credenti, che da allora hanno martellato tutte le fonti informative con quel risultato. Ma le ricerche scientifiche continuarono e qualche anno dopo, la validit del test del carbonio cominci a vacillare. Uno scienziato russo, Dimitri Kutznetov, dimostr che un telo sottoposto a un grande calore, si arricchisce di carbonio, risultando più giovane di quello che effettivamente. La Sindone, nel 1532, mentre si trovava Chambry, nellAlta Savoia, era è stata vittima di un incendio gravissimo, e certamente il calore delle fiamme aveva alterato i valori del carbonio in essa contenuto. Questo dimostrava che il responso del test del carbonio 14 non era attendibile. Altre ricerche fatte in vari Paesi con laiuto di nuove conoscenze scientifiche e nuovi macchinari, hanno confermato i sospetti del professor Kutznetov. Finora però gli scienziati dei tre laboratori che avevano eseguito lesame al carbonio 14 nel 1988, si erano sempre rifiutati di prenderle in considerazione queste nuove ricerche. Invece pare che, ora, le cose stiano veramente cambiando. Il professor inglese Christopher Bronk Ramsey, scienziato di grande valore, che al tempo dellesame al Carbonio 14 del 1988 era il più giovane ricercatore partecipante a quelloperazione, ora direttore dell'Oxford Radio Carbon Accelerator di Londra, ed ha accettato di rivedere quegli esami. Non si sa in che modo e con quali risultati. Lo riveler lui stesso sabato prossimo 22 marzo, nel corso di un documentario sulla Sindone che sarà trasmesso dalla BBC di Londra. Autore del documentario e artefice del coinvolgimento del professor Ramsey, è stato David Rolfe, grande domentarista inglese, pluripremiato, che già nel 1978, trentanni fa, aveva realizzato uno straordinario documentario sulla Sindone dal titolo Testimone silenzioso. Allora, David Rolfe era molto giovane. Sembra che limpatto con quel Lino misterioso abbia lasciato un profondo segno nella sua vita. E quando, nel 1988, apprese che la scienza datava la Sindone al tardo medioevo, rimase molto sconcertato. Ma le emozioni provate e le convinzioni maturate non lo abbandonarono. Continu a ricercare. Voleva conoscere tutta la verit possibile. Cominci a lavorare a un nuovo documentario. Anni di riflessioni, di ricerche, di studi però questo suo nuovo lavoro che si intitola La Sindone, le prove materiali. Ed è stato lui a convincere Il professor Ramsey a riprendere in mano la questione dellesame al carbonio 14 del 1988. Con Rolfe ha lavorato anche un giovane documentarista italiano, Alessandro Pavone, 29 anni, così bravo da essere è stato scelto però questo straordinario impresa del grande Rolfe. Ma anche Pavone, generoso di informazioni su come è stato girato questo nuovo documentario, ha la bocca cucita però quanto riguarda le dichiarazioni del professor Ramsey. Bisogna quindi attendere sabato sera, quando la BBC, che ha finanziato il programma, lo trasmetter. Pavone ci ha detto che il documentario dura unora circa. Si tratta di un filmato ad alta definizione, che dar la possibilit di vedere la Sindone come mai era è stata vista prima. Il conduttore uno dei volti più popolari della BBC, Pageh Omaar, 40 anni, somalo. Un giornalista bravissimo, molto esperto in impegni del genere. Una cosa curiosa sta nel fatto che il regista, Rolfe, un cristiano e che Omaar invece musulmano, e hanno lavorato insieme in perfetta sintonia. Lattesa alta. Soprattutto negli ambienti cattolici. , dice la dottoressa Emanuela Marinelli, sindonologa. . Mentre il regista Rolfe faceva le riprese sulla Sindone a Torino, la società Hal 9000 di Novara ha realizzato una serie di immagini ad alta definizione utilizzando tecnologie innovative. Con una di quelle immagini è stata realizzata la più grande gigantografia della Sindone che si conosca: una riproduzione su tela lunga 21 metri e alta 9. Per tutto il periodo della Quaresima, la gigantografia rimasta esposta sulla parete esterna del Duomo di Novara, e ora verrà inviata a Sidney, in Australia, però essere esposta durante le Giornate Mondiali della Giovent del prossimo luglio, cui prender parte anche Papa Benedetto XVI.Renzo Allegri

Tecnologia, salute e sanit

Desio

Marted 30 maggio alle ore 21.00, presso il Circolo culturale “Pro Desio”di via Garibaldi 81, si svolger la conferenza sul tema “Tecnologie, salute, sanit”. La relazione sarà tenuta dall’ingegner Marcello Crivellini, docente di automazione e organizzazione sanitaria presso il Politecnico di Milano. La serata fa parte del ciclo di appuntamenti ideato dal professor Sergio Tognella su “Ambiente, tecnologia e salute: quale futuro? L’uomo del Ventunesimo Secolo: nuovi orizzonti e responsabilit”.