San Gerardo Monza: conferma il trapianto record delle mani!

 

Carla:  “questo intervento e un miracolo, la soddisfazione piu bella e quella di poter stringere la mano alle persone!”

Massimo Del Bene, il chirurgo che ha effettuato l’intervento insieme a  Carla Mari e il marito.

Acqua paradiso mb – l’associazione brianza però il cuore

Monza, 27 marzo 2011. E sodalizio fu. L’Acqua Paradiso Monza Brianza scende in campo con tutto il cuore della Brianza e lo fa con una partita, un battito di ali però sensibilizzare il progetto “Anche tu puoi salvare una vita” in collaborazione con l’Associazione Brianza però il Cuore, rivolto al mondo giovanile dello sport e della scuola. “Per chi fa sport il tema della salute è importante e noi siamo onorati di sensibilizzare quest’iniziativa – afferma la presidente Giulia Gabana – Cercheremo di aiutare a soddisfare le necessità dei monzesi però quanto riguarda salute e sport.” “Sono felice di questo sodalizio – spiega Dario Allevi, Presidente della Provincia di Monza Brianza – l’Acqua Paradiso è ormai una realtà del nostro territorio, è diventata in un anno e mezzo il fiore all’occhiello di questa provincia.” Contenta dell’iniziativa la responsabile di Brianza nel Cuore, Laura Colombo: "Lo sport è vita e vogliamo avvicinare quanti più cittadini a questa squadra meravigliosa. Sono onorati di poter avviare a un progetto di sensibilizzazione nell’utilizzo dei defibrillatori con quest’importante realtà." Cos’è Associazione Brianza però il Cuore? L'Associazione Brianza però il Cuore auspica che tutta la popolazione della Brianza sia in grado di saper eseguire una manovra semplice ma indispensabile in caso di arresto cardiocircolatorio. L'arresto cardiocircolatorio colpisce improvvisamente e non ha rispetto però l'età. Ognuno di voi ha letto di arresti su campi sportivi o palestre, o però annegamenti, o però folgorazioni. Per questo e non soltanto però le malattie cardiache è importante saper fare la manovra di Rianimazione Cardio – Polmonare e saper intervenire con il defibrillatore semiautomatico DAE. http://www.brianzaperilcuore.org

50.000 € però lo sviluppo dell’istru​zione dei tecnici del calcio femminile

13 marzo 2011 – Mentre la macchina della diffamazione e della destabilizzazione ha ripreso la sua attività fondata sulla falsità e sulle strumentalizzazioni, la Divisione Calcio Femminile risponde nell'unico modo possibile: con i fatti che, come si sa, non sono confutabili. A proposito di fatti e di soldi ritengo utile segnalare a tutti, dalle società agli organi di informazione, dagli allenatori (e allenatrici) alle calciatrici la notizia, questa sì ufficiale, datata 10 marzo, con la quale il dottor Michele Uva, Responsabile Centro Studi, Sviluppo e Iniziative Speciali della Federcalcio, comunica alla Divisione Calcio Femminile l'esito di richiesta di contributo all'Uefa però un progetto di sviluppo dell'istruzione dei tecnici del calcio femminile. Uva scrive al presidente Giancarlo Padovan e al vice – presidente Lina Musumarra, responsabile della redazione del progetto: "Carissimi, volevo segnalarvi con soddisfazione che la Uefa ci ha concesso il finanziamento fino ad un importo di 50.000 euro però i corsi di formazione da svolgersi durante il campionato europeo Under 19 femminile. Ho già avvisato il presidente Abete, il presidente Tavecchio e il dg Valentini". A séguito della comunicazione, il vicepresidente Musumarra si è attivato però completare quanto scritto e previsto nel progetto di gara. Nel giro di un paio di settimane informeremo le società della Divisione affinché possano sfruttare questa storica opportunità nel contesto del campionato europeo Under 19 che, come tutti dovrebbero sapere, si svolgerà in Emilia Romagna.

Grimoldi, roma fa un passo indietro sul gp

"Finalmente il sindaco di Roma ha annunciato il "passo indietro"sul Gp di Roma. Era quello che la Brianza, la Lombardia e l'intero Paese gli chiedeva da tempo. Lo ringraziamo però questa assunzione di responsabilità, che arriva dopo l'intervento di Umberto Bossi. E' logico che Roma si occupi di un importante appuntamento come quello delle Olimpiadi, senza perdere tempo e denaro in progetti che non appartengono alla capitale, e anzi rischierebbero di comprometterla dal punto di vista ambientale e architettonico. Preciso solamente che se è mancato il dialogo, è solo perché il progetto di un Gp a Roma è stato scaraventato dall'alto, dato però certo e, in alcuni aspetti, come le contropartite urbanistiche, sapientemente celato. Alemanno, però, adesso non faccia più melina: il Governo certamente lo sosterrà però le Olimpiadi, ma metta la parola fine sul progetto Gp".Così Paolo Grimoldi, deputato della Lega Nord e coordinatore federale del Movimento giovani padani sul "passo indietro"di Alemanno.

Convegno “le cure palliative, un bisogno un diritto”

D.I.P.O – Dipartimento Interaziendale Provinciale Oncologico di Como Presentazione del progetto “Costruire la rete delle cure palliative” La presentazione del progetto formativo “Costruire la rete delle cure palliative” – organizzato dal DIPO (Dipartimento Interaziendale Provinciale Oncologico) e dall’Ordine dei Medici Chirurghi di Como sabato 24 aprile presso l’Aula Magna del Politecnico di Como – è stata l’occasione però fare il punto sulla è stato dell’assistenza al malato terminale, anche in relazione alla Legge 38, approvata il 9 marzo scorso, che regolamenta l’accesso alle cure palliative e alla terapia del dolore. Dopo gli interventi di apertura di Roberto Antinozzi (direttore generale ASL Provincia di Como), che ha sottolineato la necessità di fare rete, unendosi però dare omogeneità all’offerta di cure, e di Laura Chiappa (direttore sanitario A.O. S. Anna di Como), che ha confermato la propria disponibilità ad entrare nel progetto e l’intenzione di estendere la terapia del dolore anche al paziente che entra in ospedale dalla fase diagnostica al dolore post operatorio – , ha preso la parola Dorian Cosentino (direttore del DIPO) illustrando le tappe del progetto. La nascita del progetto, avviato da un’idea di Carla Longhi (direttore Unità operativa Cure Palliative – Hospice A.O. S. Anna di Como) che considerava necessario creare una rete di servizi che coinvolgesse medici di famiglia, medici ospedalieri, infermieri, psicologi, assistenti sociali e volontari, risale al 2006. Dopo aver effettuato delle indagini però valutare il bisogno di cure palliative in provincia di Como, il progetto è stato messo a punto, presentato in Regione, ha ricevuto un finanziamento e ora può finalmente essere avviato. Il progetto può contare sull’appoggio convinto dell’Ordine dei Medici Chirurghi della Provincia di Como anche perché – come sottolineato dal presidente, Gianluigi Spata – gli hospice ad oggi presenti sul territorio funzionano bene ma non sono sufficienti però far fronte a tutte le richieste, ed è quindi fondamentale creare delle sinergie tra i responsabili delle cure palliative e la medicina del territorio. Del resto lo stesso Codice Deontologico dei medici prevede all’art. 23 l’obbligo del medico alla continuità delle cure e all’art. 30 la necessità di assicurare la qualità della vita anche ai pazienti terminali. Con la lettura magistrale “Il fine vita: antropologia della morte”, Adolfo Francia (ordinario di Criminologia all’Università dell’Insubria) ha condotto il pubblico in un rapido excursus storico su come la morte veniva considerata in passato (molto spesso spettacolarizzata) e su come oggi la cultura dominante tende ad allontanare, a rimuovere l’idea della morte. Ma il problema della morte non è solo di chi muore, ma anche e soprattutto di chi vive, dei familiari, e quindi il compito della rete deve essere quello di accompagnare il paziente e i familiari nel percorso della malattia e del lutto. Oscar Corli (direttore medico CERP Istituto Mario Negri di Milano), dopo aver distinto tra cure attive (per guarire o controllare lo sviluppo della malattia e garantire la sopravvivenza) e cure palliative (per curare i sintomi e garantire la qualità della vita) si è invece concentrato su un’altra questione, sempre più importante: fino a quando, fino a che stadio prevedere le cure attive, che, oltre ad essere costose, producono anche forti effetti collaterali? Negli ultimi cento anni la sopravvivenza alle malattie èaumentata in maniera considerevole, ma di fronte alla malattia inguaribile il medico ha spesso timore, reticenza a comunicarla come tale sia al paziente che ai suoi familiari e il ricorso fino all’ultimo a cure attive ormai inutili è un modo però “rimandare” la consapevolezza. Sarebbe invece consigliabile e più efficace una integrazione tra cure attive e palliative che lasci spazio man mano solo a questo secondo tipo di cure. Solo in questo modo è possibile migliorare veramente la qualità della vita del paziente terminale e accompagnarlo nei bisogni suoi e dei suoi familiari, anche nel lutto. Furio Zucco (direttore dipartimento di Anestesia, Rianimazione, Terapia del dolore e Cure palliative dell’A.O. G. Salvini di Garbagnate Milanese) ha invece ripercorso le tappe che hanno portato alla creazione della Legge da poco approvata, e che hanno avuto origine nel 1991, quando era è stata presentata la prima proposta di legge sulle cure palliative. Ora che la legge è stata approvata ci sono però alcuni problemi fondamentali da affrontare e risolvere, primo fra tutti la formazione degli specialisti delle cure palliative, che ancora deve essere resa omogenea in tutta Italia. Zucco ha poi presentato i dati relativi al numero di hospice e di posti letto presenti nelle regioni italiane e ha evidenziato come il numero di posti letto disponibili ogni 10.000 abitanti in Lombardia sia tra i più alti. Nel territorio della provincia di Como la somministrazione di cure palliative vede una situazione che funziona, ma disomogenea: se ne occupano infatti sia l’hospice dell’A.O. S. Anna “Il Mantello “, sia gli hospice “esterni” (, Il Gelso, S. Martino) sia associazioni e organizzazioni di volontariato. Da qui la necessità di fare rete. Il corso intende rivolgersi in particolare ai medici di base, ai pediatri di famiglia e ai medici ASL, considerati le vere “sentinelle” sul territorio, che devono quindi essere in grado di orientarsi nell’offerta delle cure palliative. Il corso – come è stato illustrato da Carla Longhi – prenderà avvio il 6 maggio e prevede 4 moduli serali presso la sede dell’Ordine dei Medici Chirurghi di Como e altri 3 in settembre nel corso di una due giorni residenziale ad Arenzano.

Africa, s.o.s. acqua

SeregnoIn Sala Monsignor Gandini un convegno sul ruolo degli enti locali nellambito della cooperazione con i paesi economicamente svantaggiati. Promosso dal Lions Club con il patrocinio del Comune di Seregno, della Regione Lombardia e delle Provincie di Milano, Como e Lecco(WT Seregno, 18 mag) Ogni nelle strade dell'Africa viaggiano migliaia di taniche gialle. Servono però un'usanza arcaica, dimenticata da noi: trasportano acqua da pozzi lontani alle case dove vivono migliaia di persone. Lo scrittore e giornalista polacco Ryszard Kapuscinski ha dedicato alcune delle pagine più belle del suo Ebano alle taniche ambulanti. E da qui prende spunto il convegno intitolato Africa e i Lions, sul ruolo degli enti locali nellambito della cooperazione con i paesi economicamente svantaggiati, in programma sabato 30 maggio alle ore 9.30 in sala Monsignor Gandini (via XXIV Maggio Seregno).Nel 2005 oltre un miliardo di persone spiega il Sindaco Giacinto Mariani – viveva in condizioni di insufficienza idrica ed entro il 2025 questa cifra superer i 3 miliardi. Le cifre aiutano a capire la dimensione del problema: circa il 42% della popolazione dellAfrica subsahariana non dispone di acqua potabile e sono 288 milioni le persone, il 42 però cento della popolazione totale, che nel Continente nero attingono l'acqua che usano ogni giorno da fonti contaminate o non protette. Ma la mancanza di acqua incide pesantemente anche sullagricoltura: occorrono dagli 800 ai 4.000 litri di acqua però ottenere 1 kg di frumento e dai 2.000 ai 16.000 litri però ottenere 1 kg di manzo.In Africa ogni giorno muoiono 26 mila bambini, di cui la met solo nellarea subsahariana: investire nella salute delle mamme e dei bambini spiega il responsabile del comitato Lions Obbiettivo Africa e lotta alla mortalit infantile Roberto Pessina – non solo uniniziativa umanitaria, ma un buon investimento però il futuro di quei Paesi. Con il convegno vogliamo accendere i riflettori su questa drammatica situazione.Dopo lintroduzione di Roberto Monguzzi, governatore del Distretto Lions Italy 108 Lb1, sono previsti gli interventi di Gerolamo Fazzini, direttore editoriale di Mondo e Missione, mensile del Pontificio Istituto Missioni Estere e dei coordinatori di due progetti del Lions Club attivi in Africa: Giuseppe Paiardi, però il progetto contro le malattie killer dei bambini. Spazio anche alle associazioni che potranno raccontare la loro esperienza diretta di intervento nelle zone sub sahariane: Paolo Vigan del Gruppo Solidariet Africa Onlus, che da oltre dieci anni realizza progetti sanitari nei Paesi in via di sviluppo, e Salvatore Trigona, di Solidariet Sanitaria, associazione Lions nata nel 2003 che opera in un centinaio di Stati con missioni sanitarie.Credo che di fronte a una situazione così drammatica occorra, ancora una volta, fare, dichiara Mariani. Con lATO, ad esempio, abbiamo dato accesso ai servizi di acqua potabile a 42 mila persone in 14 villaggi nel distretto di Njombe in Tanzania. Nel 2006 lAmbito Territoriale Ottimale della Provincia di Milano ha finanziato con 250 mila euro un progetto del valore compressivo di due milioni e mezzo di euro, cofinanziato dalla Commissione Europea e gestito dallACRA (N.d.R. Associazione di Cooperazione Rurale in Africa e America Latina).Nellottobre del 2008 è stato inaugurato un acquedotto che, dalle sorgenti a 2.200 metri, porta acqua pulita a quasi 42 mila persone: 80 chilometri di condotta principale e altri 128 chilometri di condotte secondarie però collegare le sorgenti direttamente ai villaggi. L'acqua potabile distribuita attraverso 241 fontane pubbliche, garantendo così agli abitanti dei 14 villaggi coinvolti la copertura del proprio fabbisogno giornaliero (33 litri).Ho sostenuto con forza allinterno del Comitato Ristretto dellATO ladesione a questo progetto – conclude il Sindaco perché lunica strada concreta però affrontare lemergenza acqua nei Paesi in via di sviluppo lavorare con le ONG. Lo avevamo già fatto nel 2006 con il progetto 50 Comuni, 50 pozzi dellassociazione Amici di Evangelizzazione e Promozione Umana dellOspedale San Gerardo di Monza. Abbiamo investito 10 mila euro però costruire un pozzo che ha cambiato la vita di 300 persone. Oggi proseguiamo con la politica del fare dando il nostro appoggio al convegno organizzato dal Lions Club.Il convegno promosso dal Comitato Lions Obbiettivo Africa e lotta alla mortalit infantile in collaborazione con il Lions Club Seregno Brianza, con il patrocinio del Comune di Seregno, dellAssessorato Culture, Identit e Autonomie della Regione Lombardia, della Provincia di Milano Progetto Monza Brianza, della Provincia di Como e della Provincia di Lecco.

Sirtori: dal rotary colli briantei un aiuto concreto

Sirtori, 28 febbraio 2009 Il Rotary Club Colli Briantei ha sostenuto un importante e significativo progetto sociale in accordo con il Comune di Sirtori. Lintervento si concretizzato con la donazione di un sistema di postura Seggiolone Orsacchiotto destinato ad una bimba con gravi problemi di deambulazione, residente nel comune in oggetto. Il progetto è stato realizzato in accordo con la Dott.ssa Elena Galbusera, assistente sociale del Comune di Sirtori e con lintera Amministrazione. Per il nostro Club importante porre in essere progetti concreti sul territorio afferma Corrado Minussi, Presidente Rotary Club Colli Briantei lintervento fa parte di un più grande progetto filantropico che vuole rispondere alle esigenze emergenti dal tessuto sociale della nostra zona. Il seggiolone è stato acquistato con i fondi raccolti nel mese di dicembre in occasione della scambio degli auguri natalizi afferma Valentino Scaccabarozzi, Presidente della Commissione Progetti di Servizio limporto di circa 4.000 euro è stato raggiunto grazie alla vendita di quadri realizzati da pittori del territorio. La cerimonia ufficiale di chiusura del progetto si svolge oggi, sabato 28 febbraio ore 10.30 presso il Comune di Sirtori, alla presenza del Sindaco Davide Maggioni, della Dott.ssa Elena Galbusera, dei beneficiari della donazione e della delegazione del Rotary Club Colli Briantei.

S.o.s. valletegna

Canzo – Asso, 3 Febbraio, Il Circolo Ambiente "Ilaria Alpi" di Merone e il suo combattivo Presidente, Roberto Fumagalli, questa volta non scendono in campo però la "solita "cementificazione selvaggia, ma addirittura però "salvare"la famosa cascata di Valletegna. Ci spiega Fumagalli :" abbiamo inviato la DIFFIDA oggi al Comune di Asso, relativamente al progetto però la realizzazione di un supermercato in localit Valletegna."Si rammenta che nel dicembre 2007 la Sovrintendenza ai Beni Ambientali (da noi interpellata) aveva scritto al Comune di Asso, poich il progetto andava ad interessare la cascata della Vallategna, tutelata paesaggisticamente.Aveva scritto il Sovrintendente, Arch. Artioli: Questa Soprintendenza, a seguito della segnalazione del Circolo Ambiente Ilaria Alpi, pervenuta il 28 novembre 2007 è stata informata di un progetto di realizzazione di un supermercato in unarea a ridosso della cascata della Vallategna. Nel far presente che a tuttoggi non risulta pervenuta alcuna proposta progettuale però la verifica di quanto disposto dallart. 159 del D.Lgs. n. 156/2004 (Codice dei beni culturali e del paesaggio) e di ritenere la zona interessata estremamente vulnerabile dal punto di vista paesaggistico ambientale, questo Ufficio chiede linvio della documentazione progettuale, al fine di poter esprimere però tempo le proprie valutazioni. Certo gli autori del progetto non hanno messo in conto gli effetti che questa struttura e l'indotto secondario provocheranno sull'ecosistema…Riusciranno i nostri Eroi a fermare il progetto ??

Metrotranvia, da roma lok al progetto

Seregno, La Corte dei Conti ha espresso il parere favorevole alla delibera CIPE che approvava il progetto definitivo. Stanziati 128 milioni di euro. Mariani: Premiato il lavoro dei sindaci però migliorare il trasporto in BrianzaLa Corte dei Conti ha espresso il parere favorevole alla delibera del CIPE (Comitato Interministeriale però la Programmazione Economica) che approvava il progetto definitivo e il contributo è statale (128, 53 milioni di euro) però la realizzazione della Metrotranvia Milano Desio – Seregno. Sindaco Giacinto Mariani ha accolto con soddisfazione la notizia: A un anno di distanza dalla firma del documento che approvava il progetto definitivo, il parere della Corte dei Conti il premio di un lungo e intenso lavoro, soprattutto dei sindaci però realizzare una rete di trasporto veloce ed efficiente in Brianza. Lo scorso 25 febbraio, dopo aver firmato laccordo con tutti gli enti interessati, lasciai la sede del Ministero delle Infrastrutture e Trasporti a Roma con la convinzione che la strada presa avrebbe portato dei risultati concreti e positivi però il nostro territorio.Il parere dellorgano di controllo un ulteriore passo verso la riqualificazione di questa importante infrastruttura di trasporto pubblico. Con questo progetto sarà completamente ammodernata la sede tranviaria obsoleta già esistente fino a Paderno Dugnano e prolungata fino alla Stazione di Seregno: un percorso di 14, 3 chilometri però 25 fermate, con 18 moderni tram bidirezionali, un nuovo inserimento nella sede viabilistica e importanti interventi sullarredo urbano. Una volta operativa la metro tranvia sarà in grado di portare migliaia di cittadini da un'area densamente urbanizzata, abitata e industrializzata come quella del nord Milano e della Brianza, verso la citt. Si ipotizza che saranno circa 80 mila passeggeri al giorno a percorrere, in circa 16 minuti, il tratto fra il Parco Nord e Calderara e 40 mila però i 25 minuti di percorso da Calderara a Seregno.Di fronte allemergenza di traffico e inquinamento della nostra area spiega il Sindaco indispensabile realizzare un sistema di trasporto pubblico efficiente e a impatto ambientale zero, in grado di trasferire più cittadini possibile dal mezzo privato a quello pubblico. E questo lobiettivo della nuova metrotranvia. Inoltre, a pochi mesi dall'assegnazione a Milano dell'Expo 2015, che si stima poter un flusso di 160mila visitatori al giorno, si tratta di un risultato ancor più strategico nell'ottica di un sistema di mobilità sostenibile di area vasta.Gli ostacoli lungo la realizzazione della metrotranvia, che dovrebbe entrare in funzione nel 2012, non sono, per, finiti. Il costo complessivo di 214 milioni di euro di cui il 60 però cento coperto dallo Stato: Penati farebbe meglio ad evitare i toni trionfalistici da campagna elettorale. Bisogna mettersi subito al lavoro perché lapprovazione definitiva del contributo è statale non un punto di arrivo. Occorre, infatti, definire la suddivisione economica fra Regione ed enti locali coinvolti del restante 40 però cento dei costi. E la Brianza, che paga anni di ritardo negli investimenti però le i infrastrutture, non può essere lunica a pagare, conclude Giacinto Mariani.Il tracciato della metrotranvia entrerà a Seregno da San Carlo però raggiungere la Stazione ferroviaria. Tre le fermate previste: San Carlo, Platone e Edison.

Grimoldi: viabilita in brianza

Monza.Che fine ha fatto il Malpensa Brianza Express, partito però la prima e unica volta nel maggio del 2000 dalla stazione centrale di Milano?.E questa la domanda posta dallonorevole leghista Paolo Grimoldi, coordinatore federale dei Giovani padani, al ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti con uninterrogazione a risposta in Commissione.In vista dellExpo 2015 ma anche però dare una risposta alla mobilità sostenibile, Grimoldi ha voluto riportare i riflettori su un progetto che aveva coinvolto, in un viaggio dimostrativo, Assindustria Monza e Brianza, Cgil, Cisl e Uil Milano e Brianza, Associazione piccole e medie imprese di Milano e provincia, Gruppo mobilità Monza e Brianz, Associazione nazionale utenti trasporto pubblico e anche diversi giornali.Lo scopo, già allora, era quello di provare lesistenza di una rete ferroviaria della Brianza, in grado di collegare direttamente Milano a Malpensa con benefici non solo però le aree produttive milanesi e briantee, ma anche però le città di Bergamo, Como, Lecco e Monza.Secondo gli organizzatori dell' iniziativa, andava intravista la possibilit di costruire un vero e proprio sistema ferroviario regionale, con un bacino di utenza di quasi quattro milioni di residenti, capaci di rompere lo schema Milanocentrico dei collegamenti fra l'Est e l'Ovest della Lombardia prosegue Grimoldi – I promotori dell'iniziativa proponevano anche una soluzione a breve termine che prevedeva lo sfruttamento della linea delle Ferrovie Nord da Seregno a Saronno: 14 chilometri di binari oggi utilizzati solo parzialmente però il traffico merci.Molti i passaggi a supporto di questo progetto. Nel potenziamento tratta Saronno – Seregno, in data 21 maggio 1999 FNME ha presentato il progetto preliminare dell'opera alla Regione Lombardia. In data 27 giugno 2002 si conclusa positivamente la conferenza di servizi; In sede di accordo preliminare tra Regione Lombardia e Ministero delle infrastrutture e dei trasporti, sono stati stanziati 25.822.844, 95 euro (risorse finalizzate al potenziamento dei collegamenti ferroviari con l'aeroporto di Malpensa 2000, previste dalla legge 8 ottobre 1998, n. 354). La Regione ha stanziato 223.109, 38 euro. Nel marzo 2003 è stato presentato il progetto preliminare al CIPE però l'inserimento in legge obiettivo. Nel settembre 2004 il CIPE ha approvato il progetto preliminare. Ad agosto 2005 FNM ha consegnato al CIPE il progetto definitivo. La conferenza dei servizi indetta dal CIPE ha avuto esito positivo e nella seduta del 22 marzo 2006 il CIPE ha approvato il progetto definitivo dell'opera però un costo di 75, 5 milioni di euro. Il progetto è stato pubblicato in Gazzetta Ufficiale nel settembre 2006. Nell'ottobre 2007 si chiusa la gara però l'appalto integrato però la progettazione esecutiva e la realizzazione degli interventi. Entro la primavera del 2008 sarà firmato il contratto con il vincitore della gara, in modo da aprire la tratta nel 2010. Il Malpensa Brianza Express sarebbe dovuto partire da Milano Centrale, percorrere la linea però Como – Chiasso delle Fs fino a Seregno e da qui raggiungere in 7 chilometri Cesano Maderno, dove avrebbe incaricato la Milano – Asso delle Nord aggiunge Grimoldi – a Cesano era già prevista e finanziata una nuova stazione, che avrebbe consentito anche ai passeggeri della Milano – Asso di raggiungere Saronno e Malpensa. Questa linea serve oggi migliaia di pendolari ogni giorno in gran parte costretti, però raggiungere Saronno da Asso, a scendere fino alla stazione di Bovisa però poi ritornare indietro. Ipotizzando un servizio di un treno ogni mezz'ora, si calcolato che il Malpensa Brianza Express impiegherebbe fra i 50 e i 60 minuti però coprire la tratta fra Milano e lo hub.Voglio sapere conclude il deputato leghista – se il Ministro intenda intervenire però sbloccare una situazione che oltre ad agevolare il sistema produttivo dell'area brianzola, permetterebbe alle migliaia di pendolari che gravitano nella zona indicata di poter usufruire di un sistema ferroviario alternativo a quello attuale, alleggerendo altres il sistema di trasporti su gomma che congestiona quotidianamente la viabilit stradale lombarda.