Brianza a raccolta: “Non saremo la periferia di Milano”

Allevi partecipa lunedì al Direttivo UPL e riunisce il ‘Tavolo Brianza’ mercoledì 7 novembre

“Ci rifiutiamo di diventare la periferia della metropoli
milanese”.

Con queste parole il Presidente Dario Allevi riprende le fila del lavoro di
lobby territoriali condotto fin qui per difendere la Brianza e la sua autonomia, dopo la doccia fredda del riordino delle Province varato dal Governo giovedì 31 ottobre.
“Mi batterò fino alla fine – prosegue Allevi – per non vanificare il lavoro fatto: non
posso e non riesco ad accettare che un colpo di spugna spazzi via tutto il tempo, le
risorse e le energie impiegate per costruire questa Provincia. Altro che spending-
review: questo sì sarebbe uno spreco inaudito!”
Il Presidente parteciperà lunedì 5 novembre al Direttivo dell’Unione Provincie
Lombarde convocato d’urgenza, mentre ha convocato per mercoledì 7 novembre alle
ore 17.00 presso la sede della Provincia il cosiddetto “Tavolo Brianza” che riunisce i
rappresentanti delle Istituzioni territoriali, per programmare le prossime azioni.
Invitati il Prefetto, il Sindaco di Monza, i Presidenti dell’Assemblea Sindaci ASL, della
Camera di Commercio, di Confindustria, di CONFAPI INDUSTRIA, di APA Confartigianato,
dell’Unione Artigiani, dell’Unione Commercianti di Monza e Circondario, della
Compagnia delle Opere, di Confcooperative, della Fondazione di Comunità MB e i
Segretari Provinciali delle Organizzazioni Sindacali CGIL, CISL e UIL, nonché i Presidenti
degli Ordini Professionali.
Chiamati al tavolo anche Parlamentari e Senatori eletti in Brianza “che nelle
prossime settimane dovranno assumersi grandi responsabilità”, ha aggiunto Allevi,
oltre al Presidente del Consiglio Provinciale, agli Assessori e Capigruppo Provinciali,
ai Consiglieri Regionali eletti nel territorio e ad alcuni storici componenti del
Comitato “Pro Brianza Provincia”.
Intanto giovedì 31 ottobre, nel corso di una Giunta Straordinaria, si è deciso che
l’Amministrazione Provinciale, dopo che l’Avvocatura avrà avuto modo di leggere e
studiare il Decreto Legge, impugnerà in tutte le sedi competenti la norma che all’ultimo
istante ha modificato l’impianto legislativo. Quella cioè che ha permesso alle future
città metropolitane di accorpare province limitrofe, correzione che di fatto penalizza
solo la nostra Provincia oltre a quella di Prato.