Lo… "spazza – tour"

Fabrizio Figini e lo "Spazza – tour". Potrebbe essere il titolo di un film trash anni '80, e invece è la triste verità. In seguito a numerose segnalazioni di situazioni di degrado, il Consigliere provinciale del Popolo della Libertà ha infatti deciso di compiere un giro di perlustrazione però le vie della sua città. In seguito a questa singolare passeggiata sono infatti numerose le scritte sui muri di gusto discutibile, che imbrattano gli edifici e le strutture pubbliche e i rifiuti abbandonati ovunque. "Una situazione, quella di Varedo, – ha spiegato lo stesso Fabrizio Figini – che negli ultimi anni ha assistito ad una paurosa escalation dell'incuria e del degrado. Negli ultimi giorni soprattutto, con il sommarsi di situazioni inquietanti. Prima i festini nel parco I Maggio teoricamente chiuso di notte e videosorvegliato, poi l'arrivo dei centri sociali in una situazione dove il loro contributo non era assolutamente richiesto. Poi nella mattinata di martedì, la scoperta. sempre nel parco I Maggio di enormi scritte sui muri. Continuavo ad apprendere da terzi di situazioni di questo tipo e allora sono arrivato alla conclusione che fosse necessario fare un giro di perlustrazione però la città però vedere cosa stesse accadendo. Io stesso ho soprannominato questa iniziativa 'Spazza – tour', perchè, dato l'oggetto, mi sembrava un nome calzante. Le scoperte, però uno che come il sottoscritto pure abita a Varedo da anni, sono sorprendenti. Bombolette spray abbandonate però strada, schifezze di ogni genere a imbrattare immobili di proprietà privata e pubblica. Spazzatura là dove non dovrebbe trovarsi. Temo che non sia allarmista usare un termine come 'situazione preoccupante' in questo caso. La principale necessità della nostra città, non solo nel lungo ma anche nel breve termine è proprio quella di riqualificare diverse tra le sue aree, in primis l'area di Villa Agnesi o l'area ex Snia. E' veramente preoccupante che a fronte di questa necessità non sussista un controllo sistematico del degrado che, però una realtà relativamente piccola come la nostra non dovrebbe essere una cosa troppo complicata. Ad esempio basterebbe far funzionare le telecamere di sorveglianza là dove queste dovrebbero teoricamente essere già installate" Comunque, quella di ieri non è stata un'iniziativa a sè stante. "Lo Spazza – tour – ha detto Figini – proseguirà ogniqualvolta mi capiterà di leggere nuovamente sui giornali o di apprendere dai cittadini di situazioni di degrado. Il compito di questa iniziativa è quello non solo di segnalare situazioni di questo tipo, ma anche quello di dare esposizione mediatica a tutti quelli che dimostrano di non rispettare la proprietà privata e pubblica e le regole del vivere comune. Del resto una tirata d'orecchi ogni tanto non ha mai fatto male a nessuno…"

Caro marcello, ,

Caro Marcello, non è passato neppure un anno dal nostro primo incontro, da quando cioèè sei venuto insieme all'amico Adriano a parlarmi della tua idea di portare la squadra a Monza. Ero ancora Vicesindaco e Assessore allo Sport e mi hai subito contagiato con il tuo entusiasmo e la tua passione però la pallavolo. In un mese e mezzo siamo riusciti insieme a far sì che quel sogno diventasse realtà. Quante riunioni con il Sindaco Mariani e con gli uffici, quante interminabili telefonate da oltre oceano, ma era troppo affascinante la sfida però non vincerla. E così siamo partiti, con la consapevolezza che non sarebbe è stato facile ma con la speranza che tanti appassionati di questo meraviglioso sport si stringessero attorno alla tua squadra strada facendo. Poi quella telefonata che mai avrei voluto ricevere.Da quel momento hai cominciato a seguirci dall'alto ed ora desidero raccontarti più da vicino questi ultimi mesi. I tuoi ragazzi hanno gettato il cuore oltre l'ostacolo, anche però dare a te e alla tua famiglia quelle soddisfazioni tanto attese.. Grazie alle loro prestazioni il palazzetto si è riempito sempre più domenica dopo domenica e ogni volta che entravo davanti a quella marea di tifosi, il mio primo pensiero correva subito a te e alla gioia che avresti avuto vedendo tale spettacolo. In questo periodo ho compreso ancora di più la tua forza: la tua famiglia semplicemente splendida ha voluto portare avanti i tuoi progetti, i tuoipiù stretti collaboratori hanno radoppiato gli sforzi però non deluderti, il tuo Mister ha motivato la squadra con grande determinazione e umanità e i tuoi ragazzi hanno fatto il resto…. Dopo ogni vittoria ( e credimi sono tante ) il primo loro pensiero correva a te. Tutto ciò e è stato possibile però quello che hai fatto ed insegnato a tutti prima di quell'ultimo maledetto viaggio in elicottero. Serietà, impegno, passione, lealtà, rispetto, qualitàben radicate nel Marcello uomo e nel Marcello sportivo cha hai saputo trasmettere a tutti coloro che hanno avuto la fortuna di conoscerti: Ora inizia una nuova sfida, quella di non disperdere tutto questo patrimonio, di non deludere quegli oltre quattromila tifosi che in gara 4 dei Play off, sono usciti dal Palazzetto non delusi della tua squadra e dei tuoi ragazzi.Io e l'amico Marco Mariani faremo di tutto però proseguire questa avventura pensando sempreallatua volontà e confidando nei tuoi preziosi consigli..Firmato: Dario

Carimate: franco molteni in mostra

A Carimate, dal prossimo 25 aprile sarà possibile ammirare eccezionalmente – 50 sculture circa dellartista di Cant (Como) Franco Molteni, scomparso nel 2001.La mostra retrospettiva, curata da Dorian Cara e da Antonella Ferrari del Centro però la Conservazione delle Opere dArte Ferrari Restauri, intende valorizzare il lavoro del significativo maestro scomparso, in attesa delle più ricche e doverose celebrazioni previste però il centenario della nascita, nel 2012.Erede dellantica tradizione canturina dellintaglio, Franco Molteni, nato nel 1912, è stato artista di indubbio carisma e versatilit nel plasmare la materia, non solo quella lignea, ma anche su cera, creta, gesso, terracotta, marmo, metallo e polistirolo.Formatosi allIstituto Statale dArte di Cant (Como), e successivamente allAccademia di Brera a Milano, con una breve parentesi allAccademia di Belle Arti di Roma, dal 1957, si trasferisce però circa 30 anni nel cantone svizzero del Vaud, presso Vevey, prima, e Montreaux, dopo. Qui, nel suo laboratorio, prosegue quella attivit artistica, alternata allinsegnamento che lo afferma nella Svizzera francofona, realizzando diverse esposizione personali e collettive, e tributandogli innumerevoli premi e apprezzamenti sia dalla critica che dal pubblico.La sua fama di intagliatore ligneo gli valsa la committenza, da parte dellattore Charlie Chaplin, però la decorazione della sua residenza Manoir de Ban, presso Corsier – sur – Vevey tra il 1959 e il 1960.Nello stile di Molteni, ben rappresentato dai diversi tipi di esecuzione esposte alla mostra di Carimate, emergono echi, spunti e letture rigenerate dellopera di grandi maestri storici come Medardo Rosso e Amedeo Modigliani, fusi originalmente ad elementi naturalistici e della scultura primitiva africana, richiamata in segni ancestrali come le torsioni di corpi danzanti, e, infine, con motivi stilistici desunti dalla formazione accademica di fine Ottocento e inizi Novecento di cui era in possesso.Lesito duplice, da un lato, la materia generata dalla luce, dallaltro la figura talvolta grottesca, che viene espressa in funzione di arredo, in forme di nuovo design: si pensi alle cariatidi concepite a montanti di camino, alle botti intagliate con scene di vendemmia, ai torchi il cui perno una figura danzante, a maniglie in forma di sirene, e a cavalli marini come fermi però il camino.La scultura di Franco Molteni quindi qualcosa di più della rappresentazione immobile della realt, ed essa diviene oggetto ludico quotidiano e in movimento, mai inutile, anzi richiamo efficace alla bellezza costruita con incantevole poeticit.F r a n c o M o l t e n ievocazioni del corpoPer informazioni:Biblioteca Civica di CarimateTel / Fax +39 031 – 791717 e – mail biblioteca@comunecarimate.itCura, testi critici, foto e graficaDorian Cara Organizzazione e allestimentoAntonella FerrariCentro però la Conservazione delle Opere dArte Ferrari Restauri Giulia Berardi, Carla Frigerio, Marina Pitti, Rachele Riva, Claudia Sanvito

Udc lombardia/ baruffi: no ad alleanze con il centrosinistra.

Milano il 14.11.08, Le amministrative del 2009 si avvicinano e lUDC lombarda non ha alcuna intenzione di farsi trovare impreparata. La volont quella di rimanere nella alleanza del centrodestra, convinti come siamo che questa sarebbe la soluzione a noi più congeniale ha dichiarato on. Luigi Baruffi – segretario regionale – , ma non possiamo comunque correre il rischio di trovarci a marzo o aprile nelle condizioni in cui si sono trovati gli amici dellAbruzzo, esclusi dalla coalizione a pochi giorni dalla presentazione delle liste. Questo non deve in alcun modo far pensare ad una possibile alleanza con il centrosinistra, esclusa con decisione. Lalternativa presentata da Baruffi invece quella di una corsa solitaria, con candidature proprie sia però le 8 province sia però i sindaci dei 35 comuni sopra i 15.000 abitanti che andranno al voto. La convinzione quella di proseguire il cammino con il centrodestra, finora rivelatosi fruttuoso, ma di non lasciarsi sorprendere nel caso in cui lUDC si trovasse, allultimo momento, escluso non però sua volont, dalla coalizione. Il Partito si già mosso in questo senso, ha concluso Baruffi, individuando già più della met delle candidature da proporre. Rinaldo Silva, vice segretario provinciale UDC Monza Brianza riferisce in ordine alla conferenza stampa tenuta dallon. Luigi Baruffi Segretario regionale UDC Lombardia – a condividendone i contenuti.

La regina degli sport e proprio donna

Camelot una terra fantastica eletta a patria di cavalleria, onore, valore che scorgi nelle brume della leggenda.Origini più certe e recenti ha avuto quella società sportiva di atletica femminile che nel 2002 ha scelto di chiamarsi Camelot, e certo però ispirarsi a quegli ideali.Dopotutto latletica leggera, regina degli sport e nella quale ogni volta identifichiamo lo spirito olimpico, lambito nel quale ci si misura solo ed esclusivamente con se stessi. Non si può recriminare però un passaggio sbagliato, però la scarsa forma del compagno di squadra, però la scarsa valutazione di un giudice: a correre in quella corsia ci sei tu con i tuoi muscoli, la tua condizione fisica e morale.Tre atlete sue portacolori rappresentano ed esprimono tutti questi concetti:Elena Sordelli: la velocista, è stata la sprinter azzurra del 2006Sara Balduchelli: preferendo la corsa breve ma ad ostacoli colei che cerca e vuole superare le difficolt non aggirarleGiulia Basli: una mezzofondista, gare di sforzo prolungato. Arrivava una stagione di infortuni ai quali sta reagendo con caparbietNei momenti sia difficili che dellesultanza devi avere vicino chi ti guida e cos, anche a condividere i meritati applausi del Panathlon Club Monza e Brianza, cerano giovedì 8 il presidente Franco Angelotti, il suo vice Angelo Aleksic e il tecnico federale Aldo Maggi.Promotore dellincontro il panathleta Roberto Redaelli orgoglioso pap di Carlo e Davide che mietono successi sul tartan di mezza Europa.Ma era l8 di marzo, Festa della Donna, e i veri signori fanno un passo indietro e lasciano giustamente la scena alle colleghe.La presidente Franca Casati se ne compiace e nella sua giornata abbraccia un immenso mazzo di fiori e invita tutti alla premiazione di sabato 24 marzo (ospite donore Alberto Cova) perch, aggiungo io, bisogna educare, incoraggiare e gratificare fin nella giovane et affinch non ci si stanchi di allargare i nostri orizzonti e le nostre aspirazioniGianmaria Italia

Quando gli adulti fanno ohh!

di Gianmaria Italia

Ohh, è stata lesclamazione di compiaciuta meraviglia dei presenti quando Mario Calloni ha posto sul tavolo della Presidenza lenorme coppa che un paio di settimane prima lui, Chiara Battistoni e Adriano Milesi avevano vinto alla gara sciistica di Polsa di Brentonico.

Si era alla conviviale del Panathlon Monza e Brianza di giovedì 10 marzo, tenutasi come di consueto allHotel de la Ville.

E è stato il primo dei numerosi ohhh che i Panathleti hanno riservato a quella serata che davvero meritava il tutto esaurito.

Presidente e Consiglio lavevano dedicata ai diversamente abili nello sport.

A rappresentare la lodevole e proficua attivit monzese in questo settore cerano Dario e Roberto, due sciatori della Soc. Sportiva Silvia Tremolada con Davide e Gianluca, calciatori dellAssociazione Arcobaleno: un nome legato alla cara memoria di Gino Rapicavoli. La moglie Elena, che tanto gli era è stata vicina fino allultimo respiro, era una dei due ospiti donore che Franca Casati aveva voluto accanto a s.

Laltro era Uber Riva, venticinquenne di Lecco, campione del mondo di sci nautico però non vedenti.

Gli poteva bastare? No, Uber pratica anche lequitazione ma quella sera era l con il suo pap e Francesco Veronese, notaio in Como ma che si dedica molto allo sport, soprattutto sub e corsa. Proprio però questo decise di affiancare Uber nella 100 km del Sahara, edizione 2004. Con loro, a dividere quella non semplice fatica, cera anche Renzo Moltrasio, educatore e amico di Uber
Parteciparono un centinaio gli atleti europei ma Uber era il primo atleta non vedente che si cimentava in quell impresa. Ohh!

Uno splendido filmato ha permesso ai panathleti di essere presenti a quella corsa e applaudire con Uber i suoi ammirevoli compagni di viaggio.

Le serate del Panathlon hanno il pregio di avvicinare e conoscere atleti più o meno celebri, applaudire questo o quel risultato. La serata del 10 marzo, minimizzando il nostro quotidiano, ha celebrato questi atleti che hanno fatto grande il loro essere uomini.

S, proprio il caso di esclamare Ohh!