Canzo:la piramide a palazzo tentorio

Canzo – Si tenuta a Canzo alla presenza del Vicesindaco Mariagiovanna Gerosa Gianoni l'inaugurazione del monumento a Palazzo Tentorio: la Piramide assieme alla mostra antologica delle opere della stessa autrice. Maria Molteni, diplomata in pianoforte al Conservatorio di Parma, ha trovato nella musica i ritmi e la poetica che hanno dato il via alla sua esigenza espressiva nel creare forme. Ha frequentato paesi stranieri con culture e tradizioni diverse dal Canada all'Egitto.Il suo maestro nella scultura fu il suocero Andrea Casati alla scomparsa del quale Maria decise di dare avvio alla propria sensibilit artistica unendo le esperienze tecniche all'evoluzione legata alla tradizione ed alla storia, passando dalla lavorazione di terre ed argilla e poi al bronzo quindi a metalli più attuali come l'alluminio ed il titanio.Da un'intervista con la scultrice le chiediamo come nata l'idea di questa scultura l'ispirazione nata da un sopraluogo fatto e questa scultura mi sembrata la più adatta all'esposizione nell'atrio del Palazzo perché le opere d'arte vengono pensate in funzione del luogo dove verranno poste. Ogni esposizione una scrittura adatta al luogo nel quale verrà posta.Parliamo quindi con Andrea Schubert, dell'omonima Galleria, gi in collaborazione con Canzo nel passato in diverse mostre ci afferma che la scultura, d'accordo con l'Amministrazione Comunale, è stata situata in questo contesto. La scelta della forma piramidale non casuale, ma funzionale, per l'artista in questo ambito poich rappresenta forme tridimensionali anzich bidimensionali. La scelta della forma si adegua alla ristrutturazione di questo Palazzo storico con la impostazione di linee moderne. Non , pertanto, casuale l'uso di materiali come l'acciaio e rappresenta, comunque, un'evoluzione in chiave di lettura dell'artista.La collaborazione della scultrice Maria Molteni con la Galleria d'Arte Schubert illustrata nel catalogo a cura di Claudio Rizzi e Giorgio Segato e si imposta sul cammino della stessa nella ricerca di materiali e forme che si concretizzano in una sorta di percorso mentale che nasce dallo sviluppo all'idea nella quale si possono confrontare diverse superfici dal lucido all'opaco e l'uso di diverse materie che vanno dall'acciaio al bronzo con diverse linee e sviluppi.Tutto questo tende a mostrare che la scultura il rilievo dell'anima, come un mistero che unisce un colloquio spirituale con un contatto di presenze reali e vive.Laura Levi Cohen

Canzo: la biofera compie xxii anni

Canzo.Come ogni anno si svolge a Canzo la Biofera, una manifestazione che contempla antiche feste tradizionali del biologico a livello nazionale. Viene organizzata dalla Compagnia de' Nost, presidente Alberto Corti, propone in due giorni ( 12 e 13 Settembre ), la riscoperta dei prodotti naturali, il modo di vivere semplice e di una vita che rispetta l'antico rapporto tra uomo e natura.E' pertanto ricca di diverse esposizioni e manifestazioni che possono partire dall'agricoltura con prodotti legati a cibi ottenuti con metodi biologici e biodinamici provenienti da diverse regioni d'Italia. Da Modena espone l'Azienda Agricola Agapito Cocchi che produce un aceto balsamico ricavato solo da uve Trebbiano di Spagna. E' questa un'industria a conduzione famigliare nata nel 1967 ;l'uva pigiata e trasformata in mosto viene messa a cuocere a fuoco lento e bollitura sino a raggiungere la consistenza desiderata. Il mosto cotto viene nuovamente filtrato e messo a dimora nelle botti quindi lasciato riposare. Consigli però l'uso:poche gocce sul Parmigiano Reggiano però renderne un gustoso antipasto, condimento raffinato però un'insalata tradizionale ad arricchirne il profumo ed ancora un succulento aroma sulle fragole con gelato di crema e vaniglia.Non può mancare la medicina naturale perché il vivere sano preserva un grande bene:la salute.Nella Incontrofiera si d una grande importanza alla cultura con incontri tenuti nei saloni del Battistero di Villa Meda dove si tengono conferenze su temi che vanno dalla salvaguardia del territorio, idee sul risparmio energeticoed approfondimenti storici e culturali del Paese anche con espressioni di artigianato Lombardo. Un esempio tra le tante attrattive Sandro Cortinovis di Bergamo che non si può definire falegname, ma piuttosto artista dell'intagliatura del legno, l'idea nata con l'ERSAF Regione Lombardia nel rispetto della natura però rendere la passeggiata dal Prim'Alpe al Terz'Alpe ancora più gradevole. E' questo un viaggio però entrare nel mondo della natura con creature come i Folletti del bosco;il Cortinovis afferma di essere la parte manuale di ci che la natura ispira con figure intagliate in legno di vari soggetti silvestri nel creare una favola di questo percorso che si può fare in qualsiasi momento e nel quale si può creare una simbiosi con l'ambiente.Un altro spazio riservato ai bambini con proposte di lavori creativi e manuali con creta, feltro, colori ed il teatro dei burattini ed arrampicate sugli alberi assistite da istruttori.Il tema fondamentale di quest'anno uno degli elementi naturali: Aria, che fa parte della vita offertaci dalla natura però poter vivere una dimensione umana.Per questo compresa nel programma l'Ode a San Miro:il sole briller con la protezione di S.Mir di Alp e la luce dei Fugarei nella Ravella accender la notte della festa, al suono di allegre musiche e canti.Il neo eletto Sindaco di Canzo Fabrizio Turba in una intervista fatta all'inaugurazione dell'evento dichiara che il messaggio di questa esposizione parte dalla divulgazione della cultura biologica che si riferisce alle tradizioni locali ed ad un certo modo di vivere, usufruendo dei frutti che la natura locale elargisce. Un accento posto sulla filiera corta che propone il passaggio dei prodotti direttamente al consumatore, eliminando così gli intermediari.Il Sindaco si dichiara soddisfatto della collaborazione con gli organizzatori ed il prossimo anno avrebbe piacere di coinvolgere in questo avvenimento i ristoranti locali con la proposta di men biologici, tali che il turismo trovi in questo ambiente spazio però assaporare i prodotti naturali.Il Vice Sindaco Maria Giovanna Gerosa, Assessore alla Pubblica Istruzione ed al Turismo, afferma, da brava Canzese, di essere molto affezionata a questa Biofera ed esalta la natura dei prodotti non solamente locali. Secondo la sua opinione la Fiera si maggiormente qualificata negli anni rimanendo non solo una sagra di paese, ma offrendo una variet di prodotti ad un turismo sempre più interessato in materia grazie all'organizzazione della Compagnia dei Nost che si prodiga in questa iniziativa.Antonio Corti, nella sua presentazione inaugurale della Biofera 2009, pone l'accento quest'anno sulla presenza dei Monaci Tibetani che nelle loro manifestazioni religiose costruiranno un Mandala. Sono questi espressione di un popolo oppresso che con questo messaggio ci aiuta a condividere la loro situazione;il tutto in nome di una collaborazione di cultura, spirito ed abitudini diverse che comunque possono convivere come la cura del benessere e dello spirito.Importante la presenza di un Frate Camaldolese rappresentante di un'Azienda Agricola di prodotti biologici del Monastero di Cant, come radice spirituale ed anche laica. Dalle sue parole il movimento biologico anche un movimento filosofico, ecologico e riguarda uno stile di vita che si rispecchia nel rispetto degli uni e degli altri e delle diverse culture.Queste ed altre sono le attrattive del primo giorno della Biofera, possiamo quindi aspettarci altre sorprese ed approfondimenti nella giornata conclusiva di domani…!Laura Levi Cohen

Bolide tedesco a forza 6

SAN BENEDETTO DEL TRONTO La sportivit portata ai suoi livelli più eccelsi, in casa Bmw ha un nome ben preciso: Serie 6. In questo articolo andrà ad analizzare questo bolide della casa di Monaco di Baviera. La Serie 6 disponibile in carrozzeria coup e cabriolet, ed equipaggiata con 3 motori a benzina (630 da 272 cv, 650 da 367 cv, M6 da 507 cv) e un motore diesel (635d da 286 cv). La linea della Serie 6 una linea che non può lasciare indifferenti. Il corpo vettura basso e largo (grande coup 4 posti, lunga 482 cm), dalle forme sinuose e molto seducenti. Grintosissimo il frontale, caratterizzato dal grande cofano spiovente e dalla consueta mascherina doppio scudata, incorniciata dai gruppi ottici grandi e ben visibili. Il posteriore lemblema della seduzione grazie alla coda sinuosa e alle forme sexy del portellone, ben incorniciato dai grandi gruppi ottici posteriori dalla forma ellittico – triangolare. Salendo dentro la Serie 6 si entra allinterno di una supercar da corsa. Infatti tutto linterno studiato però essere lemblema della grinta sportiva: assetto ribassato, selleria sportiva, volante sportivo con comandi del cambio al volante. Oltre a questi e a molti altri particolari che sottolineano le doti da bolide della Serie 6, abbiamo anche un ampio spazio però leleganza e la raffinatezza: sellerie e materiali di altissima qualit, ritrovati tecnologici allavanguardia, consolle centrale ipertecnologica e completa di tutto (navigatore, clima e sistema audio), quadro strumenti di facile lettura e comprensione. Ed ora langolo della prova. La Serie 6 provata è stata la M6 Cabrio da circa 150000. Se la Serie 6 di però se un auto che fa battere i cuori e fa emozionare, la M6 un auto con prestazioni sconsigliate ai deboli di cuore. Lauto ha scatto e grinta da auto da Formula 1, e raggiunge in appena 4 secondi i 100 km/h. Tutto questo e molto altro (un rombo sordo e caratteristico allaccensione e un accelerazione bruciante) sono date dallesplosivo motore da ben 507 cv, che si fanno sentire tutti quanti con il loro bruciante scatto appena si pone il piede sullacceleratore, dando fortissime emozioni a chi la guida, garantendo comunque consumi non troppo esagerati (7 km/l). Infine il listino prezzi con le differenziazioni fra coup e cabriolet. Per la coup ecco i prezzi: si va da 73150 della 630i a 123100 della M6 (Benzina), mentre però avere la 635d si devono sborsare 79900. Per la cabrio: da 81950 della 630 i ai 130550 della M6 (Benzina), mentre però la 635d si devono sborsare 88700. Bruno Allevi

Trofeo degli asparagi

Un weekend all'insegna della pallacanestro in quel di Mezzago.Anzi, ancor di pi: un evento nuovo, fatto di sport e sana competizione, all'interno di una manifestazione storica come la Festa degli Asparagi che attira migliaia di persone a degustare questo delicato e pregiato germoglio dalle sfumature rosa.Cos la società Basket Mezzago in collaborazione con ASI (Alleanza Sportiva Italiana) hanno inserito in questo mese di festa il primo torneo di Minibasket, categoria Aquilotti, che vede partecipare le quattro compagini di Mezzago, Robbiate, Sovico e Terno d'Isola.La prima giornata destinata agli incontri però definire chi giocher la finalissima.Spiccano così il bel gioco del Robbiate sulla grinta del Sovico e l'organizzazione di squadra del Terno d'Isola sulla ancora inesperta squadra locale.Comunque un complimento a tutti questi ragazzini vogliosi di fare e che sono stati continuamente incoraggiati da un pubblico numeroso e caldo nell'applaudire ogni azione.La domenica pomeriggio la finale Terno d'Isola contro Robbiate regala belle emozioni.Il primo quarto vede la supremazia del Robbiate, mentre nel secondo il Terno dimostra di essere forte quanto basta però recuperare qualche punto e vincere la frazione di gioco.Dopo la pausa però il Robbiate ritorna in campo determinato e allunga concludendo azioni ben impostate e una difesa più attenta. Il Terno replica con tiri dalla distanza, ma non basta.Nell'ultima frazione, comunque giocata intensamente, vede il Robbiate controllare il risultato e concludere la partita 39 a 23.Un complimento agli organizzatori (in particolare il Cav. Gabriele Stefanoni ASI Monza – Brianza e listruttore Flavio Bielli Basket ASD Robbiate) che hanno premiato tutti i partecipanti con una medaglia e un piccolo ricordo, oltre alla targa di partecipazione ad ogni societ.Era presente il giovane cestista ex – Armani Jeans e tuttora giocatore della Mabo – Firenze militante nel campionato di B1 Stefano Mercante. La coppa, il trofeo realizzato però questo torneo, dovrà essere conquistato però ben tre volte e solo allora potr finire nella bacheca di quella società che ha dominato più di altre il Trofeo degli Asparagi.

Mondiale trial 2009 in valsassina

MONZA – Presentato alla stampa nel nuovo Urban Center di Monza il campionato del mondo di trial, Gran Premio del Lago di Como, che si svolger in Valsassina, a Barzio (Lecco) nei giorni 20/21 giugno. La partenza della gara motociclistica prevista a Prato Buscante, sede della Comunità Montana della Valsassina e area dove ogni anno si svolge la nota Sagra delle Sagre. Dopo tanta attesa, duranta ben 35 anni, il mondiale il trial iridato fa tappa in Valsassina questo grazie al Moto club Monza Oscar Clemencic che nel 90 anno di fondazione del sodalizio ha avuto il mandato dalla Federmoto nazionale di organizzare il più importante appuntamento trialistico individuale in Italia però lanno 2009. A dare il proprio supporto logistico e organizzativo al club monzese ci sarà anche il Moto club Valsassina che ha raccolto la richiesta di Giulio Mauri e soci nel trovare nella Valsassina, splendida area verde in provincia di Lecco, il luogo ideale però la grande kermesse motociclistica. Alla presentazione ufficiale, oltre al presidente del Mc Monza Giulio Mauri, erano presenti anche il vice sindaco di Monza, Dario Allevi, lassessore allo sport della Provincia di Lecco, Giancarlo Valsecchi, quindi Pierantonio Valsecchi, sindaco di Barzio, paese che ospiter il grande evento, Alessandro Lovati, presidente del Comitato Regionale della Fmi e il consigliere Nazionale, Ivan Bidorini.Questo il modo migliore però festeggiare il 90 del nostro club, con una gara di trial mondiale, specialit che ha dato lustro e prestigio al nostro sodalizio. Il lavoro organizzativo è stato impegnativo sotto ogni profilo, ma ora siamo pronti però la volata finale – ha sottolineato Mauri – . Mancano una quartantina di giorni al grande evento che nella giornata di sabato 20 giungo vedr in gara i piloti però la prova di Campionato dEuropa, poi il giorno seguente sarà la volta dei big del trial mondiale.Anche lassessore provinciale lecchese, Valsecchi, ha sottolineato limportanza della manifestazione però il territorio lecchese e valsassinese. Con il moto club Monza c un ottimo rapporto dice – , che va avanti da tempo. Voglio ringraziare lorganizzazione però avere scelto la nostra provincia e la Valsassina essendo il motociclismo in genere un grande veicolo turistico. Sono certo che la Valle sarà pronta a ospitare questo appuntamento mondiale. Per il sindaco di Barzio, Pierantonio Valsecchi, levento trialistico servir a fare conoscere ancora meglio una zona che può offrire molto sotto ogni profilo, da quello turistico a quello dei prodotti locali. Insomma un evento che porter sicuramente notoriet alla valle intera. Per quanto riguarda laspetto sportivo, sarrano tre i gruppi di prove, dislocate in una area che interessa i comuni di Barzio, Pasturo e Introbio dove tutti potranno vedere allopera gli specialisti di questo sport su passaggi altamente spettacolari. Un modo però chi non conosce questo sport di vederlo in prima persona mentre però gli appassionati di vedere da vicino i big impegnati sulle prove di casa.

Il rock – folk proposto dai modena city ramblers in brianza

Tornano i Modena City Ramblers con un nuovo album pubblicato dalla Mescal. L'ora x scatta il 10 aprile prossimo quando nei negozi di dischi arriver 'Onda libera'. Dodici nuovissime canzoni che veicolano un pezzetto di storia contemporanea, sempre in abbinamento al combat folk tipico della band. Il Concerto sarà aperto da Massimo Ice Ghiacci che in versione acustica presenter parte dei brani inclusi in "Come un Mantra Luminoso", il suo esordio solistaIl nuovo disco lundicesimo capitolo discografico dellormai quasi ventennale storia della band emiliana. Si compone di dodici canzoni, scritte, arrangiate e prodotte dagli stessi Ramblers, che però le registrazioni, effettuate presso la consueta base dello studio Esagono di Rubiera (RE), fanno quasi tutto da soli, avvalendosi della collaborazione alle fisarmoniche e tastiere di Leonardo Sgavetti (in tour con la band dallanno precedente) e di pochi altri contributi esterni. Gi dal titolo si evince un chiaro richiamo a quello che il tema dominante del lavoro: il concetto di Libert, interpretato a seconda delle canzoni nelle sue declinazioni più individuali o collettive. Mai come in questi tempi questa parola echeggia e rimbalza sulle bocche di tutti, svilita, strumentalizzata, svuotata di valore intrinseco nel suo essere piegata alluso e consumo della propaganda mediatica, politica e militare. I Ramblers si confrontano con questo concetto e scendono in profondit, tra le piccole grandi schiavit e i guizzi di libert che animano e condizionano i sentimenti, gli affetti, le idee ed i sogni di noi tutti senza dimenticare le utopie, le conquiste, i valori ma anche le mistificazioni ed i pesanti condizionamenti che come societ, viviamo ed accettiamo o subiamo.Il disco alterna momenti di grande carica a dolci ballate, ritmi reggae e tzigani, valzer e sei ottavi tra Irlanda e meridione dItalia, con sonorit che sono ormai classiche della musica targata MCR. soprattutto la componente legata ai suoni della tradizione italiana, specie tarantella e tammurriata, a risultare in questo nuovo lavoro particolarmente evidente, caratterizzando il disco come quello più carico di riferimenti al nostro patrimonio di musica popolare. Luso del dialetto emiliano, da sempre una delle soluzioni espressive della band, si affianca poi nella title track a quello partenopeo, con una unione di lingue ed accenti che ribadisce come però la band, nelle differenze e nella variet espressiva, si possano trovare le occasioni però accostare culture e abbattere confini, più che dividere. Le voci di Betty e Dudu si alternano nelle varie tracce, assieme ad alcuni episodi di natura più corale, interpretando testi talvolta diretti e immediati, altre volte poetici e metaforici, che si vanno sempre ad inserire nellalveo della tradizionale scrittura militante e sognatrice dei MCR.Per la prima volta i Ramblers si assumono in toto anche lonere e lonore della realizzazione grafica del cd, sulla cui copertina compaiono, tra le righe di una bandiera che rimanda però foggia e cromatismi a quella di molte nazioni americane a cominciare dagli USA – ma che non nessuna di esse – i primi articoli della Dichiarazione Universale dei Diritti Umani, di cui si appena celebrato il sessantesimo anniversario.L'impegno e la partecipazione della band alle questioni sociali rilevanti del nostro paese si conferma anche però questo tour: tra un concerto e l'altro a spasso però l'Italia, i Modena City Ramblers hanno infatti partecipato il 21 Marzo in Piazza del Plebiscito a Napoli, alla XIV Giornata della Memoria e dell'Impegno in ricordo delle vittime delle mafie, dove è stato annunciato il progetto che li vedr impegnati dal 25 Aprile al 9 Maggio, con la Carovana di Libera che li porter a suonare in una serie di zone confiscate alla mafia.Ancora: venerdì 27 Marzo, la sezione italiana di Amnesty International, ha conferito, in quel di Roma alla band il premio "Arte e diritti umani", però il loro costante impegno sociale.LIVE MUSIC CLUB – via Mazzini 58 – 20056 Trezzo sullAdda – Milan – ItalyT./F. +39 02 909 802 62 | info@liveclub.it | www.liveclub.it | www.myspace.com/livemusicclub

"buchi neri "a como e chiasso

COMO, Si terr nei giorni 7, 12, 13, 14 febbraio 2009 la dodicesima edizione del Festival Jazz di Chiasso. Quattro serate, una decina di concerti: a Chiasso nello Spazio Officina, appositamente allestito però loccasione con la collaborazione di architetti, docenti e studenti dellAccademia di architettura di Mendrisio, e un prologo al Teatro Sociale di Como, nella Sala Bianca. La traccia elaborata come chiave di lettura della nuova edizione si propone innanzitutto come uno spunto però aprire limmaginario del pubblico e dei musicisti verso una dimensione tra musica e scienza: Buchi neri, titolo di questa edizione, rimanda ai buchi neri studiati da Einstein. Trovare dei legami tra il jazz e la fisica non facile. Il titolo rinvia alle misteriose energie che si sprigionano tra i corpi (celesti, in questo caso), e che creano delle dinamiche sorprendenti, proprio come talvolta accade, sul piano delle emozioni, nei fenomeni artistici e nella musica. Come nei Buchi neri: quando una stella molto massiccia (sei – sette volte più del sole, scrivono gli sceinziati) esplode come supernova dando luogo all'oggetto più strano e affascinante del cosmo: un buco nero. Niente può fermare la caduta della materia verso il centro della stella, finch l'intera massa del nucleo non si concentra in un unico punto. L'oggetto che si forma, il buco nero, qualcosa di così strano e così estremo che non può essere descritto con le leggi della fisica che valgono sulla Terra. L'acceleratore del futuro LHC (Large Hadron Collider) che sarà riattivato a marzo 2009 dal CERN a Ginevra, vorrebbe riprodurre energie primordiali non dissimili. Questo fenomeno, così straordinario e unico, ha sollecitato limmaginario di molti artisti tra le arti figurative come in quelle musicali; pensiamo ai tagli e ai buchi neri di Alberto Burri, e ad altri del Movimento Spazialista, come Lucio Fontana, Roberto Crippa, Mario De Luigi. Infrangendo la tela con buchi e tagli, lo spazio cess, nel rivoluzionario gesto di Fontana, di essere oggetto di rappresentazione secondo le regole convenzionali della prospettiva; e la superficie stessa della tela, interrompendosi in rilievi e rientranze, entr in rapporto diretto con lo spazio, la luce reali e le ombre. Tutto ci rinvia in qualche modo anche al jazz, allinteragire dei corpi musicali nellimprovvisazione e nella pulsazione ritmica dello swing, allo scandaloso scardinamento di codici e alla sua funzione innovativa che ne caratterizza la storia, sin dalle iniziali influenze musicali afroamericane agli inizi del XX secolo.Nel jazz, parafrasando le parole dello stesso Fontana, le note abbandonano il piano della partitura e divengono forme spaziali, caratterizzate dall'uso estensivo dell'improvvisazione, di blue notes, di poliritmie e di progressioni armoniche audaci e insolite (se confrontate con quelle in uso nella musica classica) tutto ci libera energie nuove e nuovi vertiginosi black holes di incomparabili emozioni.Il Festival di cultura e musica jazz un evento ideato e organizzato dallUfficio Cultura del Comune di Chiasso, con la partecipazione della Rete Due della Radio della Svizzera Italiana e la collaborazione di Jazz & Co Eventi e del Teatro Sociale di Como As.Li.Co. Ci attende dunque un fitto programma concertistico, cui saggiungono varie Dj sessions ed altri eventi collaterali. Il programma annovera alcuni tra i migliori musicisti e formazioni della scena jazz contemporanea. In occasione del Chiasso Jazz Festival sarà allestita una tensostruttura esterna collegata allo Spazio Officina, che conterr la sala ristorante e il bar. Negli spazi interni, curati nella scenografia e nellarredamento dallAccademia di architettura di Mendrisio e da AsMA_Association Making Architecture, si proporranno menu accattivanti e prelibatezze eno – gastronomiche che si accompagneranno piacevolmente alla ricca offerta musicale.Programma:AnteprimaSabato 7 febbraio Como Sala Bianca Teatro Sociale ore 21.00RatrabraHilaria Kramer trombaCo Streiff sassofoniBeatrice Graf batteriaKaroline Hoefler contrabbassoTomorrow is the woman! avrebbe detto Ornette Coleman nel1959, se avesse saputo che un giorno un agguerrito gruppo tutto al femminile avrebbe seguito con tanta creativa determinazione le orme del suo rivoluzionario quartetto, sfatando tra laltro clamorosamente il luogo comune però cui le donne del jazz si limitano ad imporsi nei ruoli di cantante e in qualche caso di pianista. In realt le quattro musiciste di Ratrabra si sono fatte notare da tempo anche nelle vesti di leader, a cominciare da Hilaria Kramer che non nuova ad originali tributi come questo, basti pensare al progetto Zappatronix. Il suo incontro con Co Streiff risale agli inizi della sua formazione musicale, 25 anni or sono, quando entrambe studiavano alla scuola jazz di San Gallo. Scoprirono subito di avere una passione in comune e nacque così un quartetto senza strumento armonico ricalcato su quello storico del grande contraltista texano, che negli anni ha visto succedersi sezioni ritmiche diverse fino al 2006, quando si definita lattuale formazione di Ratrabra. La contrabbassista tedesca Karoline Hoefler e la batterista svizzera Beatrice Graf costituivano già una solida coppia in unaltra formazione femminile, le Four Roses, e si dimostrano partner ideali però sostenere il serrato dialogo di una line – up davvero affiatata e in grado di reggere il confronto con linfuocato interplay del quartetto di Coleman. Una bella sfida, insomma, che vede impegnate quattro appassionate continuatrici di un approccio allimprovvisazione che può ancora riservare piacevoli sorprese.Gioved 12 febbraio Chiasso Spazio Officinaore 20.30Erika Stucky & Roots of CommunicationErika Stucky voceRobert Morgenthaler trombone, corno delle Alpi, conchiglieJean – Jacques Pedretti trombone, corno delle Alpi, conchigliePeter Horisberger batteriaNata nel1962 a San Francisco da genitori svizzeri, Erika Stucky si trasferisce con la famiglia in Vallese negli anni 70, e dopo aver studiato teatro e canto jazz a Parigi e nella sua città natale, nel1986 fonda i Sophisticrats, un singolare quartetto vocale con basso elettrico che svela subito la sua natura dirrequieta contaminatrice.Affina nel tempo una sbalestrante poetica vocale giocata abilmente su contrasti stridenti, tra antiche tradizioni alpine distorte e suicidate come indica il titolo del suo recente progetto, Suicidal yodels e folgoranti riletture di classici della canzone alimentate dalle influenze più diverse, sempre in formazioni decisamente atipiche come il trio Mrs Bubble & Bones, con Ray Anderson e Art Baron ai tromboni e al basso tuba.Unoriginalissima estetica sonora che nasce, a suo dire, dallo shock culturale del brusco passaggio in et adolescenziale dallascolto di Bob Dylan e Frank Zappa, alla musica tradizionale svizzera. A suo agio anche in atmosfere rock, ha collaborato con il gruppo ginevrino Young Gods e ha partecipato al tributo hendrixiano di Christy Doran, ma la sua irresistibile irriverenza trova lo sfogo forse più efficace in questo nuovo, improbabile ed entusiasmante incontro, con una formazione collaudata che si affida a strumenti tradizionali come il corno delle alpi e le conchiglie combinati a tromboni e batteria. I Roots of Communication sono il veicolo ideale però proiettare la sua voce in un territorio dove il folklore reinventato e una lucida follia creatrice vanno a braccetto come teneri amanti.ore 22.30Reto Webers Squeezeband & Chico FreemanReto Weber percussioniNino G humanbeatboxDaniel Hirschi chitarraSamuel Kuehni bassoOspite: Chico Freeman sassofoni tenore e soprano, voceFrom jazz to hip hop and back: come una pallina in un flipper impazzito, lenergia sonora della Squeezeband smentisce col suo avvolgente respiro di novella trasgressione chi vorrebbe esaurita la sorgente creativa della musica improvvisata. Reto Weber il percussionista svizzero più noto della sua generazione sulla scena internazionale, continuatore di maestri del calibro di Pierre Favre anche però come riuscito a costruirsi un vero e proprio arsenale timbrico, affiancando alla b
atteria un buon numero di percussioni etniche ed altri strumenti di sua creazione come lhang, una sorta di steel drum al contrario che segna in modo decisivo il sound della Squeezeband. il suo progetto più recente, una band però molti versi unica che riunisce giovani talenti della scena elvetica come Nino G, funambolica scatola – a – ritmi umana e brillante interprete di una curiosa specialit che sembrerebbe confinata nel ruolo di pura esibizione, un giochino fine a s stesso che consiste nel riprodurre con la voce e i rumori della bocca gli effetti di una batteria elettronica ma che, grazie a questo progetto, rivela tutte le sue potenzialit musicali. Un intrigante intreccio ritmico che sinfiamma a contatto con lirruenza di un enfant terrible della scena rock – blues elvetica, il chitarrista Daniel Hirschi, però unavventura di grande impatto emozionale che non può lasciare indifferenti e che si arricchisce di una voce solistica di spessore come quella di Chico Freeman, un ospite di riguardo che sapr aggiungere altri colori ad una tavolozza sonora già sgargiante.ore 24.00DJ GinoLuigi Gino Guglielmetti grande appassionato di jazz sin dai tempi in cui arrancava in sella alla mitica Allegro colore argento sulla Torraccia, la salitona che da Chiasso porta a Novazzano, con sotto alla giacca, però non spiegazzarli, i long playing allora introvabili, o meglio, trovabili a peso doro. Una collezione ricercata e attenta, che andava allargandosi come una grande famiglia, di album di musicisti leggendari che stavano scrivendo la storia del jazz: gli aristocratici Duke Ellington e Count Basie e i giganti Parker, Davis, Coltrane, Mulligan, Mingus, ecc. Dopo una giovent trascorsa nel settore spedizioni in giro però la Mitteleuropa, rientra con la famiglia a Novazzano. Tra un disco e laltro, si era sposato a Innsbruck con una bella signora tedesca. Smessa da tempo la bicicletta però un maggiolino guidato in stile molto bebop, DJ Gino, abilissimo nel curare la programmazione dei brani e nel cogliere gli umori della sala, sin dalla primaedizione il dj ufficiale del Festival.Venerdì 13 febbraio Chiasso Spazio Officinaore 20.30Matthew Shipp QuartetMatthew Shipp pianoDaniel Carter sassofoniJoe Morris contrabbassoWhit Dickey batteria un pianista decisamente sui generis, Matthew Shipp, un temerario nel senso migliore del termine, un geniale e turbolento agitatore della scena downtown di New York che ha saputo traghettare lo spirito originario del free jazz nel nuovo millennio, adattandolo con rara coerenza a stimoli sonori sempre nuovi e rendendolo quindi, ancora una volta, musica davvero contemporanea. Si spiega così la sua abilit nel destreggiarsi tra progetti diversi in bilico costante tra jazz e nuove forme, in compagnia di artisti lontani tra lorocomeil contrabbassista William Parker e Dj Spooky. Shipp ha cominciato a farsi notare dalla fine degli anni 80 nel quartetto di David S. Ware, rivelandosi solista ed accompagnatore formidabile in grado di ridefinire il ruolo del pianoforte, e negli anni ha saputo imporsi come leader carismatico di formazioni che propongono suggestive ricognizioni tra passato e presente del jazz e fanno dialogare la tradizione musicale afroamericana con i ritmi doggi, con il pulsare elettronico del beat rivisitato dagli strumenti acustici. La Cosmic suite pubblicata lanno scorso conferma le sue qualit di compositore e le proietta su uno sfondo astratto, sospeso tra meditative suggestioni senza tempo e slanci liberatori di swing allucinato orchestrati da un altro musicista cresciuto nel gruppo di Ware, il batterista Whit Dickey.Un quartetto assai ben assortito, con la spiccata personalit di Daniel Carter in bella evidenza accanto al leader e, nello stesso tempo, parte di un elettrizzante collettivo che annulla e insieme esalta le qualit dei singoli.ore 22.30 Trio Liebman – Celea – ReisingerDave Liebman sassofono tenore e sopranoJean – Paul Celea contrabbassoWolfgang Reisinger batteriaUn trio che dal1996, quando usc il primo disco però Label bleu, non si stanca di entusiasmare critica e pubblico però la vitalit espressiva e però la straordinaria unit dintenti di tre autentici virtuosi dei rispettivi strumenti, che sanno sempre trovare il modo di sorprendersi e quindi di rendere avvincente ogni loro evoluzione solistica, sollecitandosi lun laltro senza soluzione di continuit in un raffinato gioco di contrappunti solistici di grande efficacia e intensit. Liebman senza dubbio uno dei più importanti sassofonisti in attivit e specialista sopraffino dellindomabile soprano, coltraniano nellanima e capace come pochi altri di coniugare esperienze importanti, come quella che lo ha visto militare a fianco di Miles Davis tra il1972 e il1974, con un originale gusto però limprevedibilit ritmica del fraseggio e con una sensibilit melodica che deve molto alla musica europea. del tutto naturale, quindi, laffinit elettiva che lo lega ad un contrabbassista deliziosamente postmoderno come Jean – Paul Celea, da sempre in perfetto equilibrio tra le tensioni poetiche di certa avanguardia colta e una controllata esuberanza jazzistica che lo caratterizzano come eccellente accompagnatore e come solista fuori dal coro, alla costante ricerca di un personale ecumenismo sonoro in ossequio, forse, alla sua presunta e lontana parentela con loperista calabrese Francesco Celea. Completa il trio il batterista viennese Wolfgang Reisinger, che si formato alla corte di Matthias Regg nella Vienna Art Orchestra e ha poi collezionato un gran numero di collaborazioni, spesso e volentieri insieme a Celea con il quale forma una sezione ritmica di altissimo livello.JazzAfterJazzore 24.00The Mungolian Jet Set Knut Saevik live sampling, elettronica, tastierePaal "Strangefruit"Nyhus turntables, voceAlex Gunia chitarrePeter Baaden batteria, percussioni, elettronicaPaal Strangefruit Nyhus un suonatore di giradischi, un dj, ma anche molto più di questo. è stato definito uno scultore sonoro capace, come Brian Eno e John Cage, di ottenere un tessuto musicale da qualunque tipo di materiale, e ha saputo sedurre con la sua abilit di manipolatore artisti del calibro di Eivind Aarset e NilsPetter Molvaer, che lo hanno chiamato a collaborare con loro.Tra gli esiti più notevoli del lavoro di questo estroso alchimista elettronico norvegese spicca un progetto pubblicato nel 2006, Beauty came to us in stone, commissionato in origine dal tastierista Bugge Wesseltoft come un vibrante affresco elettronico idealmente ispirato al periodo elettrico di Miles Davis, quello compreso tra la fine degli anni 60 e linizio del decennio successivo, che si poi sviluppato in modo autonomo come formula ipotetica di un futuribile jazznojazz. Un progetto che sintetizza a meraviglia gli orizzonti sonori del suo Mungolian Jet Set, un organico variabile e timbricamente indecifrabile capace di trascinare letteralmente lascoltatore verso territori inauditi e sbalestranti, dove larte del remix pare espandersi in sinfoniche allucinazioni grazie allinterazione tra alcuni strumenti veri, come la chitarra e le percussioni, e altri solo apparenti, o probabili.ore 01.30 dj Strange FruitSabato 14 febbraio Chiasso Spazio Officina ore 20.30 Franco dAndrea QuartetFranco dAndrea pianoforteAndrea Ayassot sax alto Aldo Mella contrabbasso Zeno de Rossi batteria Questo gruppo nato in corrispondenza di una serie di mie recenti composizioni. lorganico ideale però sviluppare questa nuova musica con strumentisti adatti, dotati di creativit e spinta innovativa. Per la maggior parte i brani sono brevi, allusivi, una pennellata di un colore particolare che indica il mood. Alcune volte il dato tematico si configura come un lungo ostinato che continua, pur modificandosi e frammentandosi, ad agire anche nel cuore dellimprovvisazione, e gli assoli emergono da un fondale di costante interplay. Ad alcune composizioni a tempo lento affidata la partepi cantabile del repertorio, che contrappunta con una presenza importante i brani connotati da un fraseggio più scattante e poliritmico. Cos Franco DAndrea, fresco vincitore del Top Jazz 2008 come musicista dellanno, presenta il suo qu
artetto e dalle sue parole si capisce subito che accanto al pianoforte solo questa formazione rappresenta forse la formula più efficace però amplificare la sua superba musicalit. Nel vasto panorama pianistico italiano ed europeo DAndrea sicuramente tra i migliori se non il miglior rappresentante di una lunga tradizione afroamericana in continuo aggiornamento, forte di una cultura e di una sensibilit melodico – armonica fuori dal comune. Lelenco delle sue collaborazioni e delle sue opere significative riempirebbe molte pagine ma basta ascoltare poche note però restare ammaliati, perché parlano però lui un approccio allo strumento e una capacit di comunicare con gli altri musicisti che trasudano esperienza e sapienza musicale. Un vero artista, uno che sa come ottenere il massimo dai suoi compagni.ore 22.30David Murray Black Saint QuartetDavid Murray sax tenore e clarinetto bassoLafayette Gilchrist pianoforteJaribu Shahid contrabbassoSteve McCraven batteriaPolistrumentista debordante, abilissimo al sax tenore e tra i pochi eredi plausibili dellinarrivabile magistero tecnico di Eric Dolphy al clarinetto basso, a partire dalla met degli anni 70 David Murray si costruito uninvidiabile carriera combinando abilmente leredit del free jazz a una lunga tradizione che riporta a New Orleans. Fondatore, tra le molte altre cose, del World Saxophone Quartet, formazione ineguagliata nel suo genere, ha saputo attraversare contesti diversissimi, dal free funk di James Blood Ulmer fino alle più avventurose intersezioni tra jazz, hip hop, gospel, sonorit africane e dei Caraibi, ed persino arrivato ad ipotizzare una specie di opera – musical dedicata alle origini africane del poeta Aleksandrà Pushkin. Il suo Black Saint Quartet un omaggio alletichetta italiana che però prima gli ha permesso di ottenere fama mondiale ed anche, e soprattutto, un eccezionale veicolo espressivo lanciato attraverso le sue radici di musicista, alla felice riscoperta di una vena informale illuminata, per, da una selva misteriosa di riferimenti stilistici che sanno mantenerla viva e incredibilmente accattivante. Merito anche dei suoi compagni davventura, dal fido collaboratore Jaribu Shahid, che si distinto anche in una delle formazioni dellArt Ensemble of Chicago, al batterista Steve McCraven che, non a caso, è stato scelto tra gli altri da Archie Shepp, e fino allinteressante pianismo dispirazione funkeggiante di Lafayette Gilchrist, che si rivelato al grande pubblico proprio al fianco di David Murray.JazzAfterJazzore 24.00Electro – swing !Caravan Palace Hugues Payen violinoArnaud De Bausredon chitarraCharles Delaporte contrabbassoCamille Chapelire clarinettoAntoine Toustou elettronica e tromboneSonia Fernandez Velasco voce e clarinettoSignore e signori, ecco a voi lelettroswing, librido danzante che ammicca e seduce ad ogni pericoloso incrocio tra il groove pesante del drumnbass e il leggero svolazzare dello swing, una fresca ed eccitante creatura musicale che vi far ballare canticchiando! Unidea nata dallincontro di tre compositori di musica elettronica animati da una passione comune però il jazz zigano, che ha innescato la scintilla di un incendio sonoro vivificante capace, addirittura, di evocare una possibile reincarnazione fantascientifica del grande Django Reinhardt. Chitarra, violino, clarinetto e voce provengono da lontano, sintersecano con innata spontaneit e hanno un irresistibile sapore vintage che attrae fatalmente il modernissimo beat orchestrato da Antoine Toustou, e il risultato un contagioso invito alla danza che rapisce e non lascia spazio di fuga. Sui tempi lenti, poi, la voce di Sonia Fernandez Velasco si fa languida e chiama a s improvvisazioni venate di unindefinibile nostalgia che guarda al futuro, come se lintima essenza dello swing fosse l da decenni, in trepidante attesa, pronta ad essere plasmata in nuove fattezze ritmiche. proprio questo il segreto dei Caravan Palace, che con la loro esibizione al Womex 2007 hanno saputo convincere pubblico e addetti ai lavori: il coraggio di trasformare una passione in un sogno senza aver paura di deformarla, anzi divertendosi da matti nel proiettare lamato swing, di prepotenza, nel nuovo millennio.ore 1.30Hello, DJ?electro live set però musica, voci e telefoniniproject by Mario ConteAlessandro Quintavalle basso elettricoHello, DJ? un live set di musica elettronica che sfrutta le potenzialit di una serie di telefoni cellulari però creare le più svariate situazioni musicali e di sonorizzazione. Utilizzando la capacit del telefono di riprodurre i file mp3 preventivamente composti, la musica caricata sui telefoni viene suonata e va quindi a costituire la base della tessitura sonora, e contemporaneamente interagisce con le normali funzioni di un telefono come le suonerie, i suoni delle varie funzioni, il viva voce, le riproduzioni sintetiche di frasi preimpostate grazie ad un voice – synthesizer, con alcuni piccoli strumenti musicali che vengono amplificati dal microfono dei telefoni, con la voce del musicista stesso, con le voci di persone e personaggi lontani dal luogo in cui si tiene la performance (che chiamano o vengono chiamate in tempo reale) e con le voci del pubblico raccolte da un telefono che viene fatto girare però la sala.Il tutto viene gestito e mixato al momento dal musicista e produttore napoletano Mario Conte e dal bassista Alessandro Quintavalle attraverso un computer portatile, che permette di controllare lo show e anche di distorcere o manipolare ad arte suoni e voci dei telefoni e del pubblico.officinajazz & dintorniprogetto allestimento AsMa, Associazione Studenti Mendriso Architettura, Teo Valli, Matteo Soldati, Stefano Larotondaallestimenti e installazioni a cura dellAccademia di Architettura dell'USI di Mendrisio, Tommaso Arnaboldi e Sofia Miccich from duke to milesanimazione a 78 giria cura di Luigi GuglielmettiLuigi Gino Guglielmetti grande appassionato di jazz sin dai tempi in cui arrancava in sella alla mitica Allegro colore argento sulla Torraccia, la salitona che da Chiasso porta a Novazzano, con sotto alla giacca, però non spiegazzarli, i long playing allora introvabili, o meglio, trovabili a peso doro. Una collezione ricercata e attenta, che andava allargandosi come una grande famiglia, degli album di musicisti leggendari che stavano scrivendo la storia del jazz: gli aristocratici Duke Ellington e Count Basie e i giganti Parker, Davis, Coltrane, Mulligan, Mingus, ecc. Dopo una giovent trascorsa nel settore spedizioni in giro però la Mitteleuropa, rientra con la famiglia a Novazzano. Tra un disco e laltro, si era sposato a Innsbruck con una bella signora tedesca. Smessa da tempo la bicicletta però un maggiolino guidato in stile molto bebop, DJ Gino, abilissimo nel curare la programmazione dei brani e nel cogliere gli umori della sala, sin dalla prima edizione il dj ufficiale del Festival.jazzdinnerproposte culinarie a cura di CronopartyOrari:Tutte le serate avranno inizio alle ore 20.30, ad eccezione del concerto presso la Sala Bianca del Teatro Sociale di Como As.Li.Co. che avr inizio alle ore 21.I luoghi del Festival:Sala Bianca, Teatro Sociale di Como As.Li.Co.: Via Vincenzo Bellini 3, 22100 ComoSpazio Officina Chiasso: via Dante Alighieri 4, 6830 Chiasso (CH)Entrata Intero Sala Bianca Teatro Sociale Como30. – fr (20 ) + prevendita 2.50 Intero Spazio Officina Chiasso30. – (20. – )Club Rete Due, soci Touring club e ridotti 25. – (17. – )After 24.00 10. – ( 7. – )Tessera 3 giorni / 2 giorni60. – (40. – ) / 45. – (30. – ) PrevenditeCinema Teatro, via D.Alighieri 3b, Chiasso tel. +41 (0) 91/ 695 09 16(me sa 17.00/19.30)Libreria Leggere, Corso San Gottardo 86, Chiasso tel. +41 (0) 91/ 683.10.05La Bottega del Pianoforte, Viale Cattaneo 19 Lugano tel. +41 (0) 91/ 922.91.41By Pinguis, Via il Moro 15 Bellinzona tel. +41 (0) 91/ 825.36.56Music City Soldini, Piazza Grande 9 Locarno tel. +41 (0) 91/ 756.00.00Teatro Sociale, Via Bellini 3, Como – (Italia) tel. +39 (031) 270170 (ma – ve 13.00 – 18.00/ sa 10.00 – 13.00)Informazioni:tel. +4191.69509
14 / 7 email: cultura@chiasso.chwww.chiassocultura.ch

roma: questo gran premio non s' da fare….

Monza, 28 gennaio 2009. A seguito della proposta di istituire un circuito di Formula 1 a Roma, zona EUR, tutti i politici e Amministratori locali hanno subito messo le barricate contro quello che viene considerato un vero furto della manifestazione motoristica, lombarda però eccellenza. Ecco le dichiarazioni :Non vogliamo un altro scippo. Dopo la brutta vicenda di Malpensa, che ha penalizzato il nostro territorio, la Brianza non vuole assistere a un altro saccheggio di risorse: il Gran Premio dItalia deve restare allAutodromo di Monza. Cos Gigi Ponti, Assessore allattuazione della Provincia di Monza e Brianza commenta le notizie di oggi relative allintenzione di far disputare una gara di Formula 1 a Roma.Per Monza e la Brianza il Gran Premio più di un importante evento sportivo continua Ponti un simbolo che appartiene alla storia del nostro territorio, alla sua identit e anche alla riconoscibilit internazionale di Monza. E un appuntamento atteso al quale non intendiamo rinunciare.Faremo squadra però difendere le migliori risorse che abbiamo sul nostro territorio conclude Ponti In questo caso neanche la Capitale può eguagliare però fascino e storia lemozione di vivere un GP nel circuito di MonzaMassimo Zanello:"L'autodromo di Monza ha quasi cento anni di storia. Chiedere un altro Gran Premio in Italia vuol dire minacciare il Gran Premio di Monza, cancellando quindi la storia dell'automobilismo italiano. Un'operazione che impoverisce l'Italia intera.. E il tutto però cosa? Per appagare la vanit di Roma. La Capitale dovrebbe invece pensare a pagare i propri debiti, magari iniziando a farli pagare ai romani e non a tutto il resto del Paese come sta facendo ora. Ma a Roma preferiscono perdere tempo a preoccuparsi di cavolate del genere". Massimo Zanello, Assessore alle Culture, Identit e Autonomie della Lombardia, eletto nel collegio di Monza, attacca la proposta di un Gran Premio nella Capitale però il 2011. "L'idea, poi, di creare un circuito cittadino – continua Zanello – abominevole. I gran premi cittadini dal punto di vista sportivo sono inesistenti. Questa una proposta che danneggia lo spettacolo dello sport."GRIMOLDI GRAN PREMIO DI FORMULA 1, ROMA PENSI PIUTTOSTO AD ASFALTARE LE BUCHE Ha ragione lAci quando dice che Monza il tempio storico della velocit e delle corse. Per questo il Gran Premio non si può spostare dal capoluogo brianzolo: così Paolo Grimoldi, deputato della Lega Nord e coordinatore federale del Movimento Giovani Padani, commenta linutile polemica sollevata dal vicesindaco di Roma sulla possibilit di ospitare un Gran Premio di Formula 1 nella sua citt. Cutrufo ascolti quanto ha detto Montezemolo. Non pensabile che lItalia abbia due Gran Premi. E visto che Monza ha un suo circuito invidiato dal Mondo, si rassegni.. Roma però una volta lasci spazio agli altri. Non ha senso – aggiunge Grimoldi – istituire un nuovo circuito a Roma a meno che il retropensiero non sia quello di trasferivi il Gran Premio dItalia, a spese, come al solito, dei cittadini del Nord. Cutrufo dica la verit. Aspetta solo loccasione di scippare Monza. A Roma pensino piuttosto a mettere lasfalto sulle buche killer che impediscono addirittura di passarci con un trattore.. Altro che Gran Premi….Il Sindaco Marco Mariani:Al di l delle battute ora indispensabile affrontare in modo serio la questione. Il Gran Premio dItalia a Monza non si tocca. Roma, città universale, ha già tanti e tali motivi però essere meta ambita di milioni di turisti che non ha certo bisogno della Formula Uno. Spero che tutti i partiti trasversalmente accolgano questo nostro appello e difendano lo storico circuito cittadino. Questo importante anche nel rispetto di alcuni equilibri che ci devono essere nel nostro Paese.Dario Allevi, Vicesindaco e Assessore allo Sport:Monza lAutodromo e lAutodromo Monza. Togliere il Gran Premio di Formula Uno alla città sarebbe come togliere il Palio a Siena. Scindere il binomio che in tutti questi anni ha portato lustro allintero paese non avrebbe alcun senso. Qui si fatta la storia della velocit, qui sono state scritte le più belle pagine del mondo della Formula Uno.Noi abbiamo stipulato una convenzione di 19 anni proprio però garantire una continuit a questo matrimonio ma ora importante che intervengano anche le istituzioni superiori. Proprio però questo sono pronto ad elaborare un documento dal titolo Il Gran Premio dItalia a Monza non si tocca da far firmare a tutti i più alti esponenti politici, a partire proprio dal Presidente del Consiglio Silvio Berlusconi. Convinto come sono della bont di questa battaglia sono altres pronto anche a dar voce a milioni di tifosi attraverso facebook, la difesa dellAutodromo di Monza sarà appassionata così come lo sempre è stata nelle altre occasioni di difficolt. Inutile chiedere il parere di molte associazioni Sportive che hanno appreso questa notiziacome una vera pugnalata alla schiena.Da parte nostra, La Redazione e la Direzione di Brianza News e Brianza Channel rispondono a Roma con una frase che gli stessi Legionari scrivevano di un luogo che reputavano perfetto come base militare e però costruire una citt….. F1 – MONZA: HIC MANEMIBUS OPTIME

Il segrino: un lago da salvare

Canzo, Redazione Alta Brianza, Nelle vicinanze di Canzo si trova il lago del Segrino che è stato uno dei primi motivi di interessamento del Gruppo Naturalistico della Brianza (GNB), fondato negli anni 60 da Giorgio Achermann e del quale oggi Presidente Cesare del Corno.Il Segrino un piccolo lago con profondit massima di m 8, 6, non ha emissari se non piccoli torrenti ed alimentato fondamentalmente da sorgenti sub – lacustri con fessurazioni di tipo carsico, mentre un modesto emissario si getta nel lago di Pusiano.Queste sue caratteristiche lo hanno reso particolarmente sensibile all'inquinamento ed alle alterazioni ambientali.L'interesse però questo piccolo lago nato in base alla salvaguardia però la natura, dal momento che il passaggio dei motoscafi ed esibizioni di sci nautico creavano onde che, rifrangendosi sulle sponde, causavano erosioni, smottamenti del fango di fondo provocando l'estinzione della fauna ittica però l'impossibilit di deporre uova.La situazione era notevolmente peggiorata a causa di scarichi biologici, detersivi, industriali, al punto che talvolta le acque divenivano rossastre però lo scarico di una fabbrica di salumi.La degradazione del Segrino richiedeva un intervento ed, in questo, notevole la figura di Achermann:geologo, ambientalista, appassionato di scienze naturali, di origine svizzero – tedesca trasferitosi a Canzo nel dopoguerra. Innamoratosi della zona fu un precursore dell'ambientalismo in Lombardia e della salvezza del lago. Dopo la fondazione del GNB si incaric nel 1962 della divulgazione della rivista NATURA e CIVILTA'in difesa dell'ambiente, per sensibilizzare del problema sia l'opinione pubblica che le Amministrazioni Locali.Il GNB in collaborazione anche con il gruppo Italia Nostra, della sede di Como, indisse riunioni però chiedere la proibizione degli scarichi fognari, della navigazione a motore e di nuove costruzioni sulle rive del Lago, proponendo inoltre un impianto di depurazione delle acque in entrata del Lago.Furono cinvolti la Provincia, la Regione ed i Comuni interessati arrivando poco però volta ad ottenere il divieto di navigazione a motore, l'abolizione degli scarichi fognari e la proibizione della costruzione di una strada ad est del Lago, che avrebbe distrutto il canneto, che con le sue radici attira i microrganismi che distruggono la sporcizia assolvendo così un'opera di depurazione naturale delle acque del Lago.Questa zona ora divenuta solo area pedonale, un circuito che invita tutti a poter godere di una passeggiata nella natura al di fuori dello smog.Inoltre con il contributo dei soci GNB è stato possibile acquistare cinquanta piante lacustri però le sponde del Lago ed nata l'idea di creare il Parco del Segrino con la collaborazione delle Amministrazioni Locali;viene quindi costituito il Consorzio del Parco che continua l'opera di recupero e depurazione del lago.Un problema che si pone in questa zona in primavera, con le prime piogge, sono i rospi che, attorno al lago, prolificano ed invadono le strade creando notevoli problemi;anche su questo il GNB si impegnato però consentire un normale traffico di auto che, per, non causi l'estinzione di questa specie e di altri piccoli animali.Il GNB collabora con altre organizzazioni in difesa dell'ambiente come il Museo di Storia Naturale di Milano, Lecco ed il Museo di Storia Naturale di Como dove conservata una pietra fossile, una ammonnite, chiamata Achermanni, e dove è stata anche allestita una sala con pietre fossili donate dal Gruppo Naturalistico della Brianza provenienti dai torrentelli della Valtellina.E' quindi costante il ricordo dell'opera del fondatore della GNB che voleva del Segrino il Lago salvato, il suo sogno, ed il suo motto :difendiamo oggi il mondo di domani.Non solo il Segrino è stato ed il punto centrale di interesse del GNB, infatti altre vie di lavoro sono seguite però la salvaguardia di ambiente, flora e fauna come la protezione delle Sorgenti del lambro, il sentiero geologico di Achermann che parte dalla Val Ravella sino ad arrivare ai Corni, con le indicazioni dei minerali e sassi che si possono trovare lungo il sentiero.Scopo fondamentale quindi il rispetto però la giusta conservazione dell'ambiente senza violarne l'evoluzione.Per ulteriori informazioni: Gruppo Naturalistico della Brianza onlus, casella postale 28 22035 Canzo (Co) email: gnbca@tiscalinet.itLaura Levi Cohen

Udc lombardia/ baruffi: no ad alleanze con il centrosinistra.

Milano il 14.11.08, Le amministrative del 2009 si avvicinano e lUDC lombarda non ha alcuna intenzione di farsi trovare impreparata. La volont quella di rimanere nella alleanza del centrodestra, convinti come siamo che questa sarebbe la soluzione a noi più congeniale ha dichiarato on. Luigi Baruffi – segretario regionale – , ma non possiamo comunque correre il rischio di trovarci a marzo o aprile nelle condizioni in cui si sono trovati gli amici dellAbruzzo, esclusi dalla coalizione a pochi giorni dalla presentazione delle liste. Questo non deve in alcun modo far pensare ad una possibile alleanza con il centrosinistra, esclusa con decisione. Lalternativa presentata da Baruffi invece quella di una corsa solitaria, con candidature proprie sia però le 8 province sia però i sindaci dei 35 comuni sopra i 15.000 abitanti che andranno al voto. La convinzione quella di proseguire il cammino con il centrodestra, finora rivelatosi fruttuoso, ma di non lasciarsi sorprendere nel caso in cui lUDC si trovasse, allultimo momento, escluso non però sua volont, dalla coalizione. Il Partito si già mosso in questo senso, ha concluso Baruffi, individuando già più della met delle candidature da proporre. Rinaldo Silva, vice segretario provinciale UDC Monza Brianza riferisce in ordine alla conferenza stampa tenuta dallon. Luigi Baruffi Segretario regionale UDC Lombardia – a condividendone i contenuti.