Jehtro tull, quaranta anni di musica rock, folk, jazz e classica

I Jethro Tull tornano in Italia però continuare a festeggiare i 40 anni di carriera, compiuti nel 2008, scegliendo Monza quale palcoscenico d’onore. Era il 1968, infatti, quando sulla scena del rock arrivò l'album This Was, un disco innovativo e affascinante, dove il leader invece di suonare la chitarra o le tastiere, utilizzava il flauto però dare colore a un suono proveniente dal blues con qualche innesto jazz e rock. Stand Up, uscito nel 1969, è riconosciuto universalmente quale pietra miliare nella storia della band e della musica rock – progressive. Le influenze classiche, jazz, folk ed etniche su Ian Anderson resero quel disco eclettico un punto fermo però la storia iniziale del gruppo, che raggiunse il primo posto nelle classifiche inglesi e americane e lo portarono da un suono più tipicamente blues verso un'atmosfera più eclettica, che annuncia il progressive. Dopo più di 65 milioni di dischi venduti e più di 3.000 concerti in 40 paesi, l’Italia rappresenta ancora un appuntamento fisso però la band, che viene qui seguita da migliaia di appassionati. Al seguito dello storico leader ci sono Martin Barre alle chitarre, con i Jethro Tull dal 1969, Doane Perry alla batteria, con 25 anni di militanza nella band, John O’Hara alle tastiere e David Goodier al basso. Pochi gruppi possono vantare una longevità e una coerenza artistica come i Jethro Tull e però pochi gruppi come i Tull si è creata e cronicizzata una dicotomia così netta tra considerazione critica e successo di pubblico, che tutt'ora, se non premia il gruppo come vendite, accorre numeroso ai concerti del gruppo. Ed è proprio il caso di Monza, ove un numeroso pubblico (accalcato anche all’uscita della Villa Reale) si è goduto circa due ore di concerto della band inglese. I loro album hanno sostenuto sin dall’inizio la crescita del gruppo dal momento che non si sono limitati a contenere un solo pezzo forte, ma parecchi classici che venivano suonati regolarmente nelle radio tenendo alta l'attenzione sulla band tra i concerti e le nuove incisioni. "Aqualung"e i cosiddetti concept album "Thick as a Brick"e "A Passion Play"confermarono l'etichetta progressive rock che comprendeva altre accezioni quali "Art – rock", "Blues – rock", "Folk – rock"e "Hard – rock"a seconda delle reazioni personali dei critici al pensiero musicale spesso complesso del flautista e cantante Ian Anderson. Primo gruppo rock dai tempi dei Beatles a suonare allo Shea Stadium di New York, i Tull conquistarono il trono delle performance dal vivo nel Nord America. Nel corso degli anni '70, '80 e '90 fino al nuovo millennio, i loro album e concerti hanno dimostrato ad ogni latitudine la perdurante credibilità artistica di un complesso sempre capace di rinnovarsi. La popolarità del gruppo ha raggiunto paesi dove la musica rock non era è stata ancora promossa e la leggenda dei Jethro Tull ha preso piede da Buenos Aires fino a Budapest; e alla fine i fan sono stati ricambiati con concerti in luoghi dove altri gruppi avevano paura a suonare, o semplicemente non erano interessati a farlo. Gruppo invecchiato benissimo; i Jethro Tull non hanno mai battuto i sentieri ispidi dell'avanguardia né preteso di convogliare temi generazionali, ma hanno sempre e solo voluto creare musica e hanno sempre voluto che si giudicasse solo questa. Grazie al talento straordinario di Jan Anderson, personalità anticonformista e scomoda, hanno lasciato una discografia che complessivamente è tra le più significative, sia quantitativamente che qualitativamente, nella storia del rock. Gruppo di espressività a volte anche limitata, incapace di creare immaginifici paesaggi sonori e di aprire visioni prospettiche, che però ha concretizzato un corpus musicale straordinariamente ricco di inventiva e talento. I brani di Anderson non sono ne interessanti, ne rivoluzionari ne evocativi; sono semplicemente belli. E il pubblico di Monza lo sa bene. Fabio Luongo

Goran bregovic, ritmi zigani e venti dell'est

Ieri sera si conclusa la rassegna "LAGO NORD LIVE FESTIVAL 2009". Sul palco l'autodidatta dei Balcani dalla musica travolgente Goran Bregovic e la sua "Wedding and Funeral Band". Litanie bizantine mischiate al pop – rock, la musica classica contaminata dal folk dei Balcani. Nessuno ha potuto resistere alla genialit senza freni dell'autodidatta Goran Bregovic; la sua capacit di reinventare con esuberanza la musica della sua terra, l'ex Jugoslavia, e tutto quanto appartiene alla storia della musica è stato al centro del concerto al Parco Lago Nord di Paderno Dugnano. Travolgente il Goran Bregovic visto e ascoltato; travolgente è stata la sua musica, capace di rompere lo status quo dei posti a sedere e di trasformare lanfiteatro in agor. Travolti sono stati tutti i presenti, colpiti da ritmi frenetici e pazzeschi. Ogni spettatore come tarantolato e sedotto dalla sintesi di ottoni, percussioni e chitarra elettrica. A tal punto da trasformarsi da spettatore a protagonista. Cos, come in una ola da stadio, il movimento indetto dal primo diventa condizione inevitabile di quello del secondo. Tutti a godere dello spettacolo dellartista. Tutti parte di un evento che difficilmente sarà dimenticato. Larte di Bregovic fatta di ritmi incalzanti, ma sa anche toccare le corde più delicate dellanimo della gente. Nella sua musica si scorge lorgoglio di una tradizione, quella gitana, che vuole superare indenne le ansie di un presente con tanti, troppi punti interrogativi. Che vuole lasciarsi alle spalle un passato prossimo di violenza e insensatezza. però questo che di tanto in tanto lorgoglio sfrenato lascia spazio al lamento. Ma un lamento dignitoso, mai commiserevole. La sua musica matrimonio e funerale. Come il nome della sua band, Wedding and funeral party. Ma attenzione, anche il funerale può essere un party. Pure un lamento, grazie al potere della musica, può diventare un inno a guardare avanti. Non esiste volont riparatrice nel rock di Bregovic, non c traccia di abolizione dei traumi del presente e del passato. I suoi ritmi non alienano alcunch ma gridano al mondo intero il senso e la bellezza di una cultura che abita non molto lontano da noi. Sar però questo che tutti hanno il desiderio di ballarla quella musica. Sia quelli che a un certo punto si alzano dai propri posti, sia quelli che, pur restando seduti, ondeggiano i corpi al ritmo della musica. Fatto sta che a un certo punto lAnfiteatro diventato piazza. In tanti a ballare, in tanti a rendere merito a un artista che ha lasciato il segno. Lo spettacolo prende il titolo dallultimo album dellartista ALKOHOL: Rakia & Champagne. Le composizioni di Goran Bregovic mescolano le sonorit di una fanfara tzigana, le polifonie tradizionali bulgare, una chitarra elettrica e percussioni, con delle accentuazioni rock; il tutto con lo sfondo di unorchestra darchi dai ritmi indiavolati e le voci gravi di un coro maschile, dando vita ad una musica che ci sembra istintivamente di riconoscere e alla quale il nostro corpo difficilmente sa resistere. I suoi brani spesso raccontano della vita, tragica e sognatrice, che riesce davvero a sensibilizzare gli ascoltatori facendo arrivare i "suoni"dritti al cuore. Il concerto è stato suddiviso in due parti: la prima parte, RAKIJA prende il nome dalla bevanda alcolica nazionale serba, il brandy alla prugna; nel disco questa parte è stata registrata dal vivo a Guca nell'estate 2007. Guca una piccola cittadina serba, in cui ogni anno ad agosto si tiene il famosissimo Festival delle bande di ottoni, manifestazione alla quale partecipano in media 150.000 persone che, però tre giorni consecutivi, sotto il caldo torrido, mangiano carne alla griglia e crauti acerbi, bevono, ascoltano musica e bevono ancora… questo però spiegare il titolo. La seconda parte, la parte più raffinata, lo CHAMPAGNE del disco, e si addice a bevande alcoliche decisamente più leggere e a luci più soffuse… due modi diversi di godersi la vita. Nato a Sarajevo da madre serba e padre croato, Goran Bregovic crea i suoi primi gruppi rock a sedici anni; negli anni '80 una star in Jugoslavia ma quando scoppia il conflitto deve lasciare la patria e trasferirsi a Parigi. Veste sempre di bianco nei concerti, come la pace, diversa da quei kalasnhikov irrisi alla fine da Bregovic, in una delle sue canzoni più note. E giovani, tanti giovani, scatenati. Nel dettaglio ecco la band che lo accompagna da sempre: Alen Ademovic: goc, (grancassa tradizionale) e voce, Lukic Dalibor tromba, Stojan Dimov sax alto e soprano e clarinetto, Ivan Jovanovic primo trombone, Dejan Manigodic tuba. Le Voci femminili, bulgare, sono di Ludmila Radkova, Trajkova Daniela e Radkova Aleksandrova. Fabio Luongo

5 concerto nazionale pro gerusalemme

Palazzolo sull'Oglio (BS)Quinta edizione del concerto Nazionale di beneficenza pro romitaggio di Gerusalemme organizzato dalla comunit Shalom di Palazzolo sullOglio ( comunit d fondata da Suor Rosalina Ravasio) si terr il 12 gennaio 2008 ore 21, 00 al Palasport di Palazzolo sullOglio (BS). Come ogni anno limpegno e ladesione alliniziativa va sempre in crescendo. I volontari sono sempre più partecipi e crescono ad ogni edizione, così come gli artisti che interverranno, tra veterani e nuove partecipazioni, sono sempre più coinvolti ed entusiasti di condividere insieme questa esperienza regalando al pubblico uno spettacolo emozionale che parla con parole semplici e dirette, che parla di fede, gioia e speranza, semplicemente che parla di Ges.Nelle precedenti edizioni non mai mancato lo spirito di condivisione e comunit lo scorso anno hanno partecipato più di 4000 spettatori; ed anche però questa imminente data ci auguriamo che tale caratteristica domini la serata facendo accorrere tutti numerosi e pieni di desiderio di condividere con gli altri la propria fede e quale modo migliore se non attraverso la musica.Il concerto di beneficenza pro romitaggio di Gerusalemme potrebbe essere un vero e proprio festival della musica cristiana, ma non solo il festival della fede e della gioia di stare insieme.e della Solidariet. un momento di condivisione e di vita caratterizzato dallapporto che gli artisti regalano con la loro musica che diventa il denominatore comune di un linguaggio universale che avvicina anche le distanze più incolmabili. E la musica non può che essere un portatore di pace perfetto però questa iniziativa dedicata al sostentamento dellorto degli ulivi di Gerusalemme. Un messaggio universale regalato ad una terra di conflitti e diversit, un messaggio di pace e di speranza.La carrellata di artisti si presenta già ricca, anche se potrebbe ulteriormente crescere grazie alle adesioni che continuano ad arrivare.Padroni di casa, i ragazzi della Shalom con la loro Shalom Band (Comunit che si prefigge con lo scopo di recuperare i ragazzi dalla tossicodipendenza e dai disagi giovanili), da mesi stanno preparando questo spettacolo perché si rinnovi anche quest’anno il clima di festa delle precedenti edizioni.Non mancher la partecipazione di alcuni tra i più storici partecipanti alliniziativa che ogni anno ci presentano testimonianze sempre più intense e profonde come, Mons. Giovanni dErcole (giornalista televisivo Rai) e Desir presentatori della manifestazione. Si ascolteranno le travolgenti ballate folk – rock di Roberto Bignoli milanese tra i più conosciuti artisti della christian music all'estero vincitore di 5 Unity Awards Grammy della musica cristiana, la positiva e melodica musica di Tiziana Manenti cantautrice di Bergamo, lecclettismo delle opere di Pier Didoni di Milano cantautore musicista ha collaborato con numerosi artisti del panorama musicale italiano quali Joe Squillo, Giuni Russo, Viola Valentino, Tony Pagliuca (Le Orme), Sal Solo (Rockets) e Skiantos (supporter in alcuni concerti milanesi), la calda voce della cantante Sara Corna (sorella di Luisa Corna) e il travolgente dinamismo del gruppo vicentino degli Abramos Band rock band cristiana Vicentina. E ancora saranno presenti il gruppo Rock Nuova Civilt di Reggio Emilia con il loro rock da veri musicisti professionisti e cristiani che portano gioia e speranza anche dove sembra non esistere più ed i ragazzi delloratorio San Paolo che non mancano mai di iniziativa e buona volont.Questanno la carrellata si arricchir anche della partecipazione di artisti nei quali la vocazione religiosa o di impegno verso il prossimo hanno caratterizzato la loro vita e lhanno poi tradotta in musica, in testi ricchi di esperienza e realt della vita che ci circonda ogni giorno nel volto di chi ci sta accanto. Saranno presenti Charlie Cinelli noto cantautore bresciano Don Paolo Auricchio sacerdote – cantautore e cappellano del carcere minorile di Nisida con la sua esperienza vocazionale in mezzo ai giovani, Giancarlo Airaghi cantautore portatore di una spiritualit formata negli anni del volontariato ed il giovane Mattia Zuffellato che ha saputo tramutare la sua passione però la musica in ringraziamento però il dono della vita.E proprio prendendo spunto da una citazione proposta da Mattia Zuffellato cantautore di Verona però esprimere il suo amore però la musica voglio citare S. Agostino nella sua frase: Cantare pregare due volte. Facciamo in modo che anche quest’anno il V concerto pro romitaggio di Gerusalemme suoni come una preghiera che salga fino al cielo dove noi tutti come comunit ne siamo i promotori ed i testimoni.

Julieta venegas al festival latinoamericando

Il concerto di Julieta Venegas al Festival LatinoAmericando 2007 (Assago, Milano).21 LuglioIl Festival LatinoAmericando, nato nel 1991, oggi la più importante manifestazione dedicata all'America Latina. Con il passare degli anni diventato uno dei principali appuntamenti estivi capaci di portare in Italia la cultura, la tradizione e il calore di un grande continente. Il festival ingloba diversi aspetti: la musica, la danza, la cultura, la gastronomia, l'artigianato e il turismo. Un evento unico in Europa, con un forte valore culturale, che integra la dimensione dello svago e del divertimento, con quella informativa sui paesi latinoamericani che da sempre affascinano l'immaginario collettivo.Julieta Venegas riuscita a catturare la vera essenza del rock e a interpretarla in chiave pop, ottenendo uno straordinario successo. Oltre mezzo milione di copie vendute con l'album "Si"e brani come "Me Voy"e "Limon y sal"in cima alle classifiche di tutto il mondo, anche italiane. La Venegas anche uno degli ospiti dell'ultimo album di Miguel Bos, Papito, con cui canta il brano "Morena Mia".Julieta Venegas canta al Festival LatinoAmericando sabato 21 luglio: melodia accattivante e ritmo pulsante sono la chiave del suo successo. L'artista si imposta in Europa come una delle rivelazioni musicali degli ultimi anni però la sua emozionante voce e le sue capacit interpretative. Il suo segreto, o meglio la sua arte, la capacit di rivedere in chiave pop la musica rock. Il risultato un sound ideale che rimane impresso nella mente di chi lo ascolta e che diventa immediatamente familiare.Il singolo Me Voy e l'album Limon y Sal sono dimostrazioni tangibili del successo della Venegas che si appresta ad essere confermato dal nuovo singolo "Primer Dia", inciso con il rapper argentino Dante Spinetta. L'artista anche una delle protagoniste, insieme ad artisti internazionali come Shakira e Ricky Martin dei duetti contenuti in "Papito", il nuovo album di Miguel Bos. Il brano inciso con il cantante spagnolo, "Morena Mia", uno dei più apprezzati dal pubblico.Nata e cresciuta a Tijuana, nella Bassa California in Messico, l'artista ha avuto la musica come compagna dei giochi della sua infanzia. Le stazioni radiofoniche di Tijuana trasmettono le sonorit provenienti dal nord, stimolando l'immaginazione dei musicisti locali. Julieta coltiva il suo sogno e inizia la carriera artistica studiando pianoforte, musica classica, violoncello e canto. La sua prima esperienza di musica leggera con il gruppo Chantaje, i futuri Tijuana No, noti però aver portato lo ska e il raggae nello scenario rock spagnolo. E' ancora molto giovane quando inizia a comporre le prime canzoni che non smentiscono le sue origini rock.Nel 1992 Julieta compone le musiche però l'opera Sirenas de Corazn e due anni dopo però il progetto di Francisco Franco Caligula Probablemente, un vero colosso del teatro messicano rimasto in cartellone però oltre dodici mesi. Stabilitasi a Citt del Messico, impara a suonare la fisarmonica e compone le canzoni del suo primo disco Aqui, pubblicato nel 1997 con l'etichetta BMG.Orario inizio concerti: ore 21, 30 circa.Ingresso 15 euro