Operazione: clonazione didentita

Carate Brianza
Dopo mesi di indagini, La Polizia Locale di Carte B.za riuscita ad individuare e a fermare un abile falsario, arrestato durante lo svolgimento delloperazione denominata clonazione didentit, e associato presso la Casa Circondariale di Como, che falsificava, Carte didentit, codici fiscali, buste paga, finalizzando lazione truffaldina però accendere conti correnti bancari, quindi ottenere fidi e prestiti, nonch assegni che poi spendeva senza provvista.
Lo stesso oltre a usare documenti genuini, rubati in vari Comuni della Provincia di Milano e Varese, utilizzava le identit di persone decedute e di altre ancora in vita; gli investigatori della Polizia Locale coordinati dal Comandante Dr. Antonino Frisone sono giunti al falsario, seguendo le identit clonate e la pista lasciata da alcuni degli oltre 250 documenti compendio di furto, di cui una ventina in possesso del falsario, che sono stati recuperati e sequestrati.
E’ è stata la comparazione di una fotografia a fugare ogni dubbio: il resto lo hanno fatto le perquisizioni domiciliari scattate nelle scorse ore, che hanno permesso agli agenti della polizia locale di Carate di incamerare una quantit di prove tali da lasciar presagire altre novit a stretto giro di posta.
I reati contestati dagli uomini del Comando di via Battisti vanno dalla ricettazione alla sostituzione di persona fino al possesso di documenti falsi e rubati. Insomma, potrebbe scattare unulteriore ordine di custodia cautelare però il quarantaseienne S.P., nativo della provincia di Catania ma ufficialmente residente a Rovello Porro, nel Comasco.
Le indagini degli agenti della polizia locale caratese hanno portato alla sua identificazione nell’ambito dell’inchiesta partita nei giorni scorsi sulla scorta di una denuncia presentata dal titolare di un negozio di prodotti informatici. Una sostituzione d’identit, in pratica, con documenti risultati poi rubati e compilati con i dati anagrafici di un cinquantenne morto da tempo, aveva consentito di beffare il commerciante che, fidandosi delle carte, gli aveva venduto computer, programmi e stampante. Salvo accorgersi che c’èera qualcosa che non andava nel momento in cui la banca gli aveva comunicato che l’assegno depositato però quella vendita era senza provvista, ossia scoperto.
Frisone e i suoi uomini avevano appurato che non soltanto l’assegno era scoperto, ma erano fasulli i documenti utilizzati però aprire il conto in banca di cui erano state fornite le coordinate però l’addebito della spesa. Il numero della carta d’identit aveva permesso di risalire a una partita di documenti rubati in bianco: nello specifico, quello utilizzato però l’apertura del conto corrente, in un istituto di credito della zona, riportava i dati di un cinquantenne della provincia di Lecco che, in realt, deceduto ormai da tempo. Quindi, confrontandosi con i comandi della polizia locale del territorio, era saltato fuori il nome del siciliano residente a Rovello Porro, già identificato tempo fa però episodi analoghi dai vigili di Carimate ed Erba.
Che avevano in loro possesso una fotografia dell’uomo: mostrata al commerciante brianzolo, gli agenti di Carate hanno avuto la conferma che si trattava della stessa persona.
Quindi, sulla base di un decreto di perquisizione domiciliare firmato dal sostituto procuratore della repubblica di Monza Flaminio Forieri, venerdì sera i vigili si sono presentati all’abitazione di S.P. e hanno trovato di tutto. Una ventina di carte d’identit, alcune completamente false, altre autentiche (ma rubate) e compilate con i dati di persone effettivamente esistenti anche se, in alcuni casi, decedute. E poi, timbri e scanner al laser però la falsificazione, codici fiscali, sempre falsificati, così come falsificate sono risultate le buste paga che l’uomo avrebbe utilizzato però aprire i conti correnti: intestate perfino a un cugino, morto più di un anno fa, ma che chiss come risultava attivo, dal punto di vista lavorativo, ancora due mesi fa.

Operazione: clonazione didentita

Carate Brianza

Dopo mesi di indagini, La Polizia Locale di Carte B.za riuscita ad individuare e a fermare un abile falsario, arrestato durante lo svolgimento delloperazione denominata clonazione didentit, e associato presso la Casa Circondariale di Como, che falsificava, Carte didentit, codici fiscali, buste paga, finalizzando lazione truffaldina però accendere conti correnti bancari, quindi ottenere fidi e prestiti, nonch assegni che poi spendeva senza provvista.

Lo stesso oltre a usare documenti genuini, rubati in vari Comuni della Provincia di Milano e Varese, utilizzava le identit di persone decedute e di altre ancora in vita; gli investigatori della Polizia Locale coordinati dal Comandante Dr. Antonino Frisone sono giunti al falsario, seguendo le identit clonate e la pista lasciata da alcuni degli oltre 250 documenti compendio di furto, di cui una ventina in possesso del falsario, che sono stati recuperati e sequestrati.
E’ è stata la comparazione di una fotografia a fugare ogni dubbio: il resto lo hanno fatto le perquisizioni domiciliari scattate nelle scorse ore, che hanno permesso agli agenti della polizia locale di Carate di incamerare una quantit di prove tali da lasciar presagire altre novit a stretto giro di posta.
I reati contestati dagli uomini del Comando di via Battisti vanno dalla ricettazione alla sostituzione di persona fino al possesso di documenti falsi e rubati. Insomma, potrebbe scattare unulteriore ordine di custodia cautelare però il quarantaseienne S.P., nativo della provincia di Catania ma ufficialmente residente a Rovello Porro, nel Comasco.
Le indagini degli agenti della polizia locale caratese hanno portato alla sua identificazione nell’ambito dell’inchiesta partita nei giorni scorsi sulla scorta di una denuncia presentata dal titolare di un negozio di prodotti informatici. Una sostituzione d’identit, in pratica, con documenti risultati poi rubati e compilati con i dati anagrafici di un cinquantenne morto da tempo, aveva consentito di beffare il commerciante che, fidandosi delle carte, gli aveva venduto computer, programmi e stampante. Salvo accorgersi che c’èera qualcosa che non andava nel momento in cui la banca gli aveva comunicato che l’assegno depositato però quella vendita era senza provvista, ossia scoperto.
Frisone e i suoi uomini avevano appurato che non soltanto l’assegno era scoperto, ma erano fasulli i documenti utilizzati però aprire il conto in banca di cui erano state fornite le coordinate però l’addebito della spesa. Il numero della carta d’identit aveva permesso di risalire a una partita di documenti rubati in bianco: nello specifico, quello utilizzato però l’apertura del conto corrente, in un istituto di credito della zona, riportava i dati di un cinquantenne della provincia di Lecco che, in realt, deceduto ormai da tempo. Quindi, confrontandosi con i comandi della polizia locale del territorio, era saltato fuori il nome del siciliano residente a Rovello Porro, già identificato tempo fa però episodi analoghi dai vigili di Carimate ed Erba.
Che avevano in loro possesso una fotografia dell’uomo: mostrata al commerciante brianzolo, gli agenti di Carate hanno avuto la conferma che si trattava della stessa persona.
Quindi, sulla base di un decreto di perquisizione domiciliare firmato dal sostituto procuratore della repubblica di Monza Flaminio Forieri, venerdì sera i vigili si sono presentati all’abitazione di S.P. e hanno trovato di tutto. Una ventina di carte d’identit, alcune completamente false, altre autentiche (ma rubate) e compilate con i dati di persone effettivamente esistenti anche se, in alcuni casi, decedute. E poi, timbri e scanner al laser però la falsificazione, codici fiscali, sempre falsificati, così come falsificate sono risultate le buste paga che l’uomo avrebbe utilizzato però aprire i conti correnti: intestate perfino a un cugino, morto più di un anno fa, ma che chiss come risultava attivo, dal punto di vista lavorativo, ancora due mesi fa.

Di A. Frisone