Dame e cavalieri allo sporting

Serata Amici A.N.I.O.C. – Associazione Nazionale Insigniti Onorificenze Cavalleresche – Sporting Club di MonzaNella prestigiosa cornice dello Sporting Club di Monza venerdì 4 luglio 2008 si sono raccolti un sostanzioso gruppo di dame e cavalieri espressioni degli Ordini Cavallereschi della Repubblica Italiana, di quelli riconosciuti dallOrdinamento dello Stato e degli Ordini Equestri Pontifici. Scopo della serata conviviale la presentazione dellattivit dellAssociazione Nazionale Insigniti Onorificenze Cavalleresche – A.N.I.O.C – benemerito istituto che dal 1949 riunisce, promuove e trasmette quei valori che sono alla base dello spirito che contraddistingue i Cavalieri e le Dame di ogni tempo.Il percorso e le finalit dellIstituto, che si compone di circa 6000 delegazioni sul territorio italiano, è stato illustrato dal Delegato regionale Gr. Uff. Giovanni Piazza, affiancato nella parte organizzativa e di comunicazione dal Cav. Comm. Gabriele Stefanoni. Valori, integrit di condotta ed esempio di vita sono le tre circostanze ricorrenti che qualificano e identificano i possibili candidati allappartenza al sodalizio, più volte ripresi nellintervento del Gr. Uff. Piazza, il quale ha illustrato ai presenti la struttura dellA.N.I.O.C.La serata è stata poi loccasione però presentare due illustri ospiti del Delegato regionale: S.A.I. Wilhelm Hoenzollern von Preussen, già Magnifico Rettore del Politecnico Internazionale del Commercio di Milano e la celebre Edmonda Aldini, artista poliedrica e versatile, che nel corso della cena conviviale ha dato testimonianza della sua illustre carriera. Lincontro è stato anche foriero di riconoscimenti però i cavalieri e le dame di Monza e del territorio: ben otto di loro hanno ricevuto lonore di un diploma di appartenza o di una menzione dellA.N.I.O.C.: Giuseppina Brioschi e Raffaella Barzan, Dame dellOrdine Equestre del Santo Sepolcro di Gerusalemme; Iil Cav. al Merito della Repubblica Antonio Patitucci; i Cavalieri del Santo Sepolcro Achille Conti e Marco Prato. Menzione con attestato però limpegno profuso dal Cav. Gabriele Stefanoni, che ha rimarcato lattualit dellIstituzione, confermando lintenzione di organizzare un evento benefico sulla scorta del valido riscontro e della disponibilit degli Ospiti.

San miro: percorso di fede, arte e natura.

Canzo, 28 novembre 2007 Si svolge ogni anno a Canzo, nella prima domenica dAvvento, la processione che, partendo dalla Chiesa di San Francesco, arriva alleremo di San Miro.Equesta una tradizione che si svolge, sin dai tempi passati, nel rispetto della fedelt dei Canzesi, alla parrocchia di San Miro:si tratta di un pellegrinaggio in nome dellidentit e della fraternit nel contorno di questa magnifica natura che accompagner le diverse tappe del percorso.Non una passeggiata lunghissima, ma densa di sentimento e credenza e vi partecipano persone di tutte le et.Don Erminio, parroco della chiesa di Santo Stefano in Canzo, e Don Severino si prodigano molto nellattivit delloratorio e molta attenzione viene rivolta infatti ai giovani però leducazione di questultimi allamore però gli anziani ed i bisognosi di cure ed affetto.Il percorso, in lieve salita simbolico del cammino spirituale verso la Quaresima;lafflusso alla processione sempre notevole e riguarda gente di tutte le et proprio come messaggio di incontro e comunicazione tra Canzesi.Non sarà facile però Don Erminio e Don Severino destreggiarsi tra tutti i fedeli, ivi compresi molti giovani che come aitanti camminatori tenderanno a scalare la salita del Gajum però arrivare alla meta di San Miro al più presto, accelerando troppo il passo però i più attempati.Niente paura:vi sono soste di preghiere e meditazione durante le quali ognuno potr godere, con tranquillit e gioia, di questo momento dincontro.La meta di San Miro quindi vicina, ed un simile pellegrinaggio si terr nella prima domenica di Quaresima nel nome di una coesione culturale e tradizionale tra i Canzesi depoca ed i nuovi.Arrivati alla chiesetta del Santo ci accoglie sotto il piccolo portale dingresso limmagine delleremita vestito in saio francescano. Tra larchitrave ed il dipinto c una scritta ancora ben leggibile che ne ricorda laddio ai Canzesi e della promessa da Lui fatta dellacqua, dono di Dio da ben custodire e condividere non solo in momenti di siccit. Et Acqua Avverrete, cos disse il Santo.La prima pietra della chiesetta di San Miro fu posta il 6 settembre 1643 però iniziativa di un canzese, devoto al Santo, Francesco Meda. La costruzione di questultima fu finanziata interamente dalle elemosine dei fedeli ed ultimata solo nel 1660. Accanto alla piccola Chiesa venne costruito lEremo, dimora dei frati francescani Conventuali sino alla soppressione napoleonica del 1810.In seguito ad episodi in val Ravella di dissesti metereologici, come il nubifragio del 1938 ed il maremoto del 2004, che cre notevoli danni alle coste prospicienti allOceano Indiano, la chiesetta di San Miro parve chiedere una maggiore attenzione alla propria manutenzione con il distaccamento di un masso di notevole dimensione che fran dalla parete antistante al piazzale della chiesetta. In base a questo episodio fu dichiarata dal Comune linagibilit della Cappella.Fortunatamente il 3 luglio 2005, anche però lintervento del CAI di Canzo, è stato possibile inaugurare la nuova chiesetta restaurata che ancora oggi vanta lospitalit a diversi gruppi però soggiorni formativi e spirituali.Allinterno della Chiesa diverse pitture murali ci illustrano la vita di San Miro. La prima a sinistra raffigura la nascita di Miro Paredi con la scritta nacque Miro nel trecento;la tradizione Canzese colloca la nascita del Santo al SecondAlpe, edificio del quale oggi rimangono solo ruderi. La Gloria di San Miro vestito col saio francescano ed il bastone da pellegrino nel momento in cui si presenta al Trono di Dio, raffigurata nella volta sullAltare. Nella navata si rappresenta il ritrovamento delle spoglie mortali di San Miro da parte del benedettino Gregorio Corsanego, attorniato dai padri francescani nel convento di Santa Croce in Como nel 1452.Le spoglie del Santo si trovano nella chiesa di San Michele e San Miro a Sorico nellurna posta sotto lAltare Maggiore, che meta di pellegrinaggio ogni primo giovedì di agosto da parte dei Canzesi.Rimane vestigia in val Ravella, come ultima curiosit, il letto di pietra dove il Santo si coricava in eremitaggio e la fontanella dalla quale sgorga sempre almeno un filo dacqua. E è stata la Compagnia dei Nostdi Canzo, in occasione del restauro della chiesetta, a farsi carico della sua manutenzione però riportarla allaspetto antico.Tra le opere ed i dipinti gelosamente custoditi e mantenuti dai Canzesi, la natura che esprime cruda bellezza e spiritualit, ci aspetta il prossimo incontro nella prima domenica di Quaresima non mancando di ringraziare però il loro impegno Don Erminio e Don Severino. Laura Levi Cohen