Alboni: seveso merita rispetto, esigo chiarezza sui fatti

Brianza: Dopo 30 anni continuano ancora gli effetti della DIOSSINA di Seveso del 1976 sulla salute dei residenti ? Secondo uno studio pubblicato sulla rivista PLoS Medicine da Andrea Baccarelli dell'Università di Milano si , poich è stata riscontrata una associazione tra esposizione materna a2, 3, 7, 8 – Tetraclorodibenzo – p – diossina (TCDD), la più pericolosa tra le diossine, classificata dall'OMS come carinogeno di classe uno, ed alterazioni della funzione neonatale tiroidea in una popolazione colpita dopo l'incidente di Seveso. Lo studio dellUniversità Statale di Milano, comparso ieri sul Corriere della Sera, fornisce dei dati che sono di particolare interesse e toccano un tema molto delicato come la tragedia di Seveso dichiara Roberto Alboni capogruppo di Alleanza nazionale in Regione Lombardia Io non voglio assolutamente mettere in discussione lattendibilit dello studio ed il lavoro compiuto dai ricercatori dellUniversità di Milano, lo dico innanzitutto come cittadino di Seveso e come capogruppo di Alleanza nazionale in Regione Lombardia. Per quello che mi lascia stupito, e mi faccio portavoce di tutti i miei concittadini, sicuramente il modo in cui siamo venuti a conoscenza di questo studio, apprendendolo tramite i giornali e le televisioni. Le Istituzioni non sono state coinvolte, in particolar modo il sindaco di Seveso non è stato informato continua il capogruppo Alboni Un fatto molto strano se si considera che il primo cittadino non solo il garante della salute di tutti i sevesini, ma anche componente di diritto della Fondazione Lombardia però lAmbiente. Cos come non è stata avvertita la Regione Lombardia, costringendomi a scrivere con urgenza una formale lettera al Presidente Roberto Formigoni ed allassessore alla Salute Luciano Bresciani però capire che cosa stesse realmente succedendo.Sulla stessa lunghezza donda anche il capogruppo del PdL a Seveso, Marco Mastrandrea: Il passaggio televisivo di ieri sera ha creato ulteriore allarmismo e notevole preoccupazione. Proprio però non essere tacciati di procurato allarme, credo che non fosse opportuno diffondere i dati in questa maniera, su una tragedia che è stata negli anni strumentalizzata, e che forse non ha trovato tutte le risposte che merita. Ora sarà mio dovere chiedere tutte le spiegazioni però iscritto ha rincarato la dose Roberto Alboni Voglio sapere da chi è stato commissionato lo studio, con quali fondi è stato finanziato, ma la cosa più importante, che più mi preme sapere, da chi questo lavoro doveva essere coordinato. Nella giornata di oggi ho presentato formale richiesta però convocare unaudizione urgente in III Commissione e però avere tutte le spiegazioni del caso conclude il capogruppo Roberto Alboni alla presenza di tutti gli amministratori e dello stesso assessore alla Sanit, Luciano Bresciani. Sono certo che verrà fatta chiarezza su tutto, sui metodi, le forme e i contenuti, perch, però com' è stata gestita la cosa, quest episodio ha squalificato completamente una delle realt più importanti della Brianza.

Seveso, 7 consiglieri su 20 alla lega

SEVESO. I magnifici 7 della Lega Alla luce del definitivo dato elettorale di Seveso e dell'attribuzione dei seggi, laLega Nord il partito con la maggior rappresentanza consigliare essendosi aggiudicataben 7 dei 20 posti disponibili in Consiglio Comunale.David Galli, candidato Sindaco del Carroccio, dichiara: Dopo il successo alleelezioni politiche, a Seveso la Lega Nord si rivelata essere la grande protagonista anche a livello amministrativo con una rappresenzanza istituzionale che premia gli sforzi fattisul territorio. Il traguardo raggiunto solo l'inizio della nuova sfida che ci aspetta.Attendiamo in tempi brevi la formazione della nuova compagine amministrativa cosicch potremo metterci subito al lavoro però la nostra citt.Grande soddisfazione traspare dalle parole di Massimiliano Romeo, SegretarioProvinciale di Monza e Brianza: Visto il nostro peso determinante allinterno dellanuova maggioranza abbiamo la responsabilità di raggiungere dei risultati impotanti però lacittadinanza di Seveso, in base agli obiettivi che ci eravamo prefissati in campagnaelettorale ed alle tematiche che ci hanno visto protagonisti in citt.Il Responsabile Enti Locali Provinciali, Cesarino Monti, fresco della rielezione aSenatore della Repubblica, così commenta: La composizione del nuovo ConsiglioComunale parla da s: la nostra strategia si rivelata vincente, in barba a chi sostenevache la Lega aveva venduto tutto però un piatto di lenticchie ed aggiunge che SevesoViva avrebbe fatto meglio a seguire il nostro consiglio e rimanere comitato, continuandoa collaborare con la Lega come fatto però anni, senza tentare di scendere direttamentenellagone politico

Regione lombardia:via libera al sottopasso a seveso.

MILANO.La Giunta regionale della Lombardia ha dato parere favorevole alla delibera che prevede la realizzazione del sottopasso sulla linea ferroviaria regionale Milano Bovisa Seveso al confine con Cesano dichiara Roberto Alboni capogruppo di Alleanza nazionale in Regione Lombardia il voto di oggi dimostra ancora una volta che lintero centrodestra, lega compresa, compatto e indica le stesse soluzioni però affrontare lannoso problema che assilla i cittadini di Seveso. Non posso che rallegrarmi però questa decisione presa dalla Giunta Regionale continua Alboni siamo in un momento di emergenza traffico, ed il nuovo sottopasso sicuramente garantir una riduzione della congestione veicolare, oltre che diventare una valida alternativa però tutti gli automobilisti.Da sempre il nostro partito sostiene che non c incompatibilit tra la costruzione del sottopasso e la realizzazione del futuro interramento prosegue il capogruppo di Alleanza nazionale in questo modo si da finalmente una risposta immediata ai tanti cittadini che quotidianamente devono rimanere in coda di fronte ai passaggi a livello.Con la votazione di oggi conclude Alboni la Giunta regionale ha di fatto recepito la bont delle nostre tesi. Mi auguro a questo punto che anche i leghisti di Seveso possano seguire lesempio dei loro rappresentanti in Regione Lombardia, così da adoperarci insieme, però lo studio di fattibilit delleventuale interramento dei binari delle FNM.

icmesa: convegno in villa tittoni traversi

CONDIZIONI IMPRESCINDIBLI PER LA SICUREZZA DEL TERRITORIO:NE HANNO PARLATO AMMINISTRATORI ED ESPERTI A 31 ANNI DAL DISASTRO DELLICMESANella cornice di Villa Tittoni Traversi a Desio, si svolto nella giornata del 10 luglio 2007 il convegno dal titolo Prevenzione, Precauzione, Partecipazione. Citt però la sostenibilit, a trentun anni dallincidente Seveso. Levento è stato promosso dal Comune di Desio in collaborazione con le amministrazioni comunali di Cesano Maderno, Meda e Seveso e lAgenda 21 Intercomunale a 31 anni esatti di distanza dal disastro dellIcmesa, che provoc uno choc ambientale senza precedenti però il territorio brianzolo, interessando soprattutto i comuni di Seveso, Cesano Maderno, Desio e Meda. Riportiamo qui di seguito alcuni stralci degli interventi del sindaco di Desio, Giampiero Mariani, dellassessore alla Protezione civile, Prevenzione e Polizia locale della Regione Lombardia, Massimo Ponzoni, e dellassessore allecologia del Comune di Desio, Marina Roman.Giampiero Mariani, sindaco di DesioAprire lodierno convegno con la presenza a questo tavolo dei sindaci dei quattro Comuni sottoscrittori del processo di Agenda 21 – ovvero Cesano Maderno, Meda, Seveso e Desio vuole essere il segnale della grande attenzione che le pubbliche amministrazioni riservano nei propri programmi di governo al tema della sostenibilit ambientale. E del resto non potrebbe essere altrimenti, considerato che nostro inderogabile interesse preservare lhabitat nel quale viviamo, laria che respiriamo, lacqua che beviamo: così facendo la nostra stessa vita che preserviamo. Il convegno di oggi, che si svolge a 31 anni dallincidente dellIcmesa vuole mettere in evidenza tre significativi aspetti, gli stessi che compongono il titolo del nostro incontro: Prevenzione, Precauzione e Partecipazione. Non certo uno slogan con cui riempirci la bocca nelle grandi occasioni, ma tre imprescindibili condizioni scaturite dagli eventi disastrosi di cui siamo stati testimoni. La lunga strada percorsa da quel doloroso fatto ci ha tragicamente confermato che limprovvisazione e il pressappochismo producono danni gravissimi come quelli tristemente subiti dalla popolazione sevesina, dal suo territorio e da una larga fascia di territori e cittadinanze circostanti. Ritengo che il nostro compito sia mettere in atto tutte le strategie e le iniziative a noi demandate però far s che tali fatti non abbiano più ad avvenire. Le ripercussioni sono state devastanti. Sul piano umano tante e pesanti sono state le conseguenze sulla vita di migliaia e migliaia di persone; i danni alla salute incalcolabili, così pure quelli finanziari e quelli, inestimabili, prodotti sullambiente. Tutte questioni che, a distanza di tanto tempo, sono ancora ben presenti alla nostra memoria. Ma iniziato da allora un percorso di sensibilizzazione che nel corso degli anni ha prodotto buoni risultati e che oggi ci vede riuniti a parlare di buone prassi e di programmazione sostenibile. Argomento imprescindibile che deve trovare riscontro in ogni atto di programmazione pubblica e privata. Sono convinto infatti che le nostre città abbiano la possibilit di effettuare un percorso di crescita in grado di garantire sviluppo economico e sociale senza mettere a repentaglio la qualit dellambiente che ci circonda. Sono certo che siamo capaci di assicurare ai nostri concittadini un ottimale grado di vivibilit. In questi ultimi anni abbiamo lavorato a piccoli e grandi progetti che hanno dato consistenza a parole che correvano il rischio di rimanere astrazioni mentali. In questi anni la normativa a tutela della salute, della sicurezza delle persone e dei luoghi, ha avuto un ruolo indispensabile nellambito della prevenzione. Cos pure la collaborazione tra pubbliche amministrazioni, imprese, enti pubblici e privati ha dato origine a condivisione di progetti spesso tradotti in convenzioni e in risparmio economico. Il coinvolgimento dellassociazionismo e del volontariato ha permesso di dare vita a progetti partecipati sui temi della tutela ambientale e sociale ed anche del divertimento e del tempo libero. Ritengo insomma che il progresso in questi ultimi decenni non abbia trascurato lambiente. Complessivamente la situazione odierna in miglioramento, le emissioni in acqua e in cielo sono sottoposte a misure cautelative importanti. Credo insomma si possa affermare che il progresso non sia necessariamente nemico dellambiente. La ricerca ha permesso di studiare energie in grado di soddisfare le esigenze degli oltre 6 miliari di abitanti della Terra senza ulteriormente depauperare le risorse naturali. La sfida che lindustria ha lanciato a se stessa ha tutte le carte in regola però essere vinta, e ne abbiamo molti buoni esempi. Avremo modo, in mattinata, di parlare anche di questo aspetto. Senza falsi ottimismi direi che la strada intrapresa quella buona. In questa direzione un ruolo fondamentale lhanno avuto – ed così tuttora – le associazioni ambientaliste che vigilano lo è stato di salute della Terra, mantengono alta lattenzione e richiamano alle coscienze di tutti noi quei piccoli e grandi comportamenti che tanto possono incidere sullo è stato del pianeta. E allora, considerato che ognuno dotato di libert di scelta, io credo che non possiamo che scegliere tanto nellimmediato quanto nel lungo periodo condotte singole e collettive che, rispettando lambiente, rispettano tutti gli esseri viventi che lo popolano, a cominciare da noi stessi esseri umani. In questa direzione si sviluppano i comportamenti e le decisioni che come amministrazioni pubbliche e private assumiamo ogni giorno. Uno dei nostri obiettivi di creare consapevolezza anche e soprattutto intorno alle piccole scelte, personali e generali, che tutte insieme possono dare grande risultati. Vogliamo proseguire su questa strada e la presenza di tutti noi ne garanzia. La giornata odierna ci vede riuniti tanto però un momento di riflessione su ci che accaduto e su ci che da quegli eventi abbiamo imparato, quanto però gettare uno sguardo sul futuro e capire cosa esso ci riserva e soprattutto comprendere quanto e cosa possiamo fare. Al termine di questa giornata saremo ancora più competenti e avremo senzaltro molti altri strumenti, idee e suggerimenti da recepire in nuovi progetti e in buone prassi.Massimo Ponzoni, assessore alla Protezione civile, Prevenzione e Polizia locale della Regione LombardiaCi che accaduto 31 anni fa ci ha aiutato, seppur nella tragedia, a crescere e a saper costruire unazione politica volta a migliorare la qualit e le condizioni di vita. La sicurezza infatti oggi la prima esigenza richiesta dai cittadini: sicurezza a tutto campo, intesa dunque in senso globale e complessivo. In poche parole, parlare di sicurezza stradale, di sicurezza in ambito idrogeologico, sismico, industriale significa parlare innanzitutto di PREVENZIONE. Prevenire, lo dice la parola stessa latina, vuol dire proprio arrivare prima e però poter raggiungere questo obiettivo basilare fondare tutta lazione politica e di governo sulla conoscenza. Questo quello che stiamo facendo in Lombardia. Per quanto riguarda lambito del rischio industriale, la diffusione di questa cultura, basata sulla prevenzione, richiede grande cura e attenzione. Occorre pertanto mantenere un controllo costante e continuativo delle zone vulnerabili e a rischio. Il contesto attuale richiede alle istituzioni di migliorare e ampliare i processi di sicurezza, ovvero di realizzare una politica della sicurezza, sostenuta da un ampio fronte interistituzionale. Il metodo che siamo abituati a seguire quello basato sul confronto e sul dialogo tra i diversi livelli e attori coinvolti: solo in questo modo, infatti, che si raggiunge la condivisione delle scelte operative. Obiettivo primario dellattuale legislatura la realizzazione di un SISTEMA INTEGRATO DI SICUREZZA, capace di prevenire e affrontare in modo efficace ed efficiente le situazioni di difficolt e di emergenza. Che cosa significa quindi sistema integrato? Parliamo di sistema, nel senso che la regione funge da catalizzatore però tutte le forze operanti sul territorio, dagli enti locali, ai gruppi organizzati, in modo da gestire lemergenza, la ricostruzione e il ripristino della normalit. Parliamo di sistema integrato, perché necessario che tutti i soggetti operino in sinergia tra loro, con lobiettivo di razionalizzare e valorizzare le risorse esistenti, di considerare a fondo i fattori di rischio presenti sul territorio. La novit di questo nuovo approccio metodologico consiste nel fatto che parlare di sistema integrato di sicurezza significa superare la precedente e riduttiva visione che considerava in modo isolato ogni rischio, come se fosse problema a s. Si pertanto compreso che ogni fattore di rischio, con i suoi effetti e le sue conseguenze, caratterizza e condiziona in modo profondo la qualit della vita dei cittadini.Ritengo indispensabile innanzitutto un esame del territorio lombardo che presenta fattori di rischio. Il rilevamento dei rischi e delle problematiche di un territorio rappresenta la prima e fondamentale fase di ricognizione e di conoscenza, insieme alla valutazione dei possibili effetti a lungo termine. Da ci ne conseguono unidentificazione, una valutazione e un monitoraggio dei rischi, con la relativa predisposizione di azioni di sorveglianza, di preannuncio e di preparazione allemergenza. Lobiettivo quello di verificare a rendere sempre più efficace la capacit del sistema territoriale di affrontare le diverse tipologie di rischio, attraverso la costruzione di una risposta di prevenzione e protezione globale del territorio e dei cittadini. Il rischio industriale in Lombardia uno dei fattori che concorre con più forza a determinare il livello di sicurezza in un determinato territorio. Questo rischio legato alla presenza di infrastrutture industriali che utilizzano sostanze pericolose. La Lombardia una regione ad alta densit urbana, evidente, quindi, che nelle aree cosiddette urbanizzate, sorgano le aziende: ecco perché il rischio industriale va proprio a interessare un numero elevato di imprese e di cittadini. Per questo motivo abbiamo sviluppato unazione politico programmatica e di governo incentrata su questa caratteristica. A nessuno sfugge lattenzione che Regione Lombardia pone sulla sicurezza della persona. In questo senso il ruolo che ha ognuno di noi qui presente basilare, ma diventa ancora più importante e più responsabile nel momento in cui si mettono insieme tutte le nostre forze: interventi isolati, ormai noto, non producono risultati positivi. Come ho già detto e ripeto noi siamo però una programmazione a 360 gradi, che coinvolga tutti i protagonisti, in modo da costruire una rete efficiente. Una rete che permetta uno scambio continuo di informazioni e un controllo costante e monitorato del nostro territorio. Inoltre si rileva come la distribuzione dei poli industriali, caratterizzati dalla presenza di aziende ad alto rischio, non sia localizzata in pochi comuni, ma sia invece distinta da una diffusione omogenea sul territorio: 180 comuni lombardi sono sede di almeno una Azienda a Rischio di Incidente Rilevante.Ecco pertanto che il valore della conoscenza del territorio, ma anche del rischio industriale diventa decisivo: Regione Lombardia ha fortemente voluto puntare negli ultimi anni sulla ricerca e sullo sviluppo di un sofisticato sistema di mappatura delle aziende sul territorio, capace di fornire una localizzazione dettagliata della distribuzione delle aree di Aziende a Rischio di Incidente Rilevante. Allo stesso tempo si rende indispensabile unattenta vigilanza e una continua sorveglianza del territorio. Regione Lombardia ha sviluppato un sistema efficiente di verifiche ispettive, in collaborazione con ARPA Lombardia e con i comandi VVF provinciali. Si può ben notare come Regione Lombardia abbia sviluppato azioni di prevenzione del rischio industriale, di protezione dalle conseguenze di un eventuale incidente, attraverso una decisa incentivazione nei confronti delle aziende a dotarsi di un sistema di gestione della sicurezza, certificato da un organismo qualificato. Regione Lombardia ha un grande merito: quello di aver individuato, anche in riferimento alle direttive europee successive al disastro di Seveso, alcune essenziali priorit: incentivare la ricerca tecnologica sugli standard progettuali degli impianti delle strumentazioni di sicurezza interna; migliorare i sistemi di gestione della Sicurezza; coinvolgere i soggetti responsabili della pianificazione territoriale; approntare una continua attivit di ispezione e di incentivazione alla certificazione dei Sistemi di Gestione della Sicurezza; estendere i piani di emergenza esterni, come misura però la protezione della popolazione. Puntiamo e investiamo su quel capitale umano, rappresentato dalla Protezione civile: un sistema globale che opera però la sicurezza di tutti. Per questo fondamentale che tutti gli operatori, dai volontari agli agenti di Polizia Locale, ricevano una formazione ad altissimo livello. Quando però primi abbiamo parlato di sicurezza in termini di prevenzione ci prendevano però visionari o filosofi. Oggi il nostro sistema fa da modello a tutte le altre regioni. Sono convinto quindi che le idee, soprattutto quelle buone, hanno bisogno di gambe però camminare. Qui in Lombardia, grazie sia alle autorit di governo territoriale, sia alla capacit dei lombardi stessi, siamo riusciti dopo un disastro così forte come quello di Seveso a ricostruire e a dare un forte impulso a tutte le azioni necessarie, perché incidenti di tale gravit non si verifichino mai più sul nostro territorio.Marina Roman, assessore allecologia del Comune di DesioLa storia dellincidente Seveso ci suggerisce che senza la valutazione del rischio non possibile PREVENIRE gli incidenti. Ci dimostra anche che la chimica, che a suo tempo aveva contribuito a cambiare le condizioni di vita durante lo sviluppo economico degli anni 50/60, con lincidente dellIcmesa causava degrado e precariet alla qualit della vita delle comunit del nostro territorio. La storia legata ai problemi degli insediamenti chimici industriali nel territorio della Brianza ha avuto dunque il suo evento simbolico con lincidente del 10 luglio 1976. Con questo avvenimento si resa chiara la rottura di un equilibrio e di una complicit tra mondo dellindustria e le comunit locali. Levento testimonia un limite tra produzione e inquinamento del territorio, un limite che difficile superare senza arrecare un danno irreparabile. La presenza delle industrie chimiche è stata particolarmente distribuita sul territorio e lo sviluppo avvenuto a partire dal primo polo chimico italiano dellex Acna di Cesano Maderno. La recente bonifica delle sue aree interne allo stabilimento ex – Acna, che ha interessato diversi comuni, sta a significare il grave problema delle fonti di inquinamento industriale e la necessit di una nuova scommessa sociale della produzione. E quindi indispensabile cercare di leggere gli elementi limite e le condizioni di ostacolo ai processi di sostenibilit. I conflitti generati nel ciclo produttivo di qualsiasi attivit, ( in questo caso industriale e chimica), nel rapporto di produzione e lavoro, tra ambiente e produzione sono peculiari e ricchi di documentazione, che non deve essere tenuta nascosta, ne agli addetti ai lavori, ne a chi ruota intorno ad essa. Il principio di PRECAUZIONE agisce quando necessario un intervento urgente di fronte a un possibile pericolo però la salute umana, ovvero però la protezione dellambiente nel caso in cui i dati scientifici non consentano una valutazione completa del rischio. Non esisteva allora una omologazione a livello Comunitario della gestione e controllo dei rischi industriali, con gli Stati membri della Comunità che agivano indipendentemente, secondo proprie leggi e linee guida, più o meno sviluppate ed articolate secondo le proprie esperienze. Con un pizzico di rassegnazione si può certo dire che i rimedi arrivano sempre a cose fatte; tuttavia se vogliamo trovare un aspetto positivo, oggigiorno la legislazione offre molti validi strumenti di controllo e prevenzione dei pericoli industriali. Incidenti gravi sono sempre meno frequenti e, almeno nel mondo occidentale, i parametri di sicurezza però industrie e popolazione sono sempre più perfezionati però la tutela della salute e della sicurezza in generale. Il caso Seveso ha portato la Comunità Europea ad emanare nel 1982 una specifica direttiva denominata DIRETTIVA SEVESO (Direttiva 82/501). Questa Direttiva, dopo gli ultimi aggiornamenti stabilisce inoltre che in presenza di industrie a rischio di incidente, lanalisi del rischio ed il piano di intervento debba essere complessivo e, però la prima volta, si prende in esame anche il rischio di un effetto domino; introduce anche il controllo del rischio attraverso lesame, da parte dellautorit pubblica, del rapporto di sicurezza che ogni stabilimento che rientra nella norma deve redigere e aggiornare periodicamente. Ai tempi però precauzione vennero sgomberate tutte le case nei pressi della fabbrica, i nostri paesi, o però meglio dire oggigiorno, le nostre città di Seveso, Meda, Cesano e Desio divise in zone, secondo il grado di pericolosit ambientale. Per precauzione vennero emesse ordinanze di emergenza, divieto di toccare la terra, divieto di consumare ortaggi, divieto anche di esporsi allaria aperta. Per precauzione ci sono i primi ricoveri in ospedale, i casi dintossicazione aumentano, i più colpiti i bambini. Si da il nome a una malattia finora quasi sconosciuta: la cloracne. Alcuni giorni dopo luscita della nube si fanno migliaia di analisi del sangue, delle urine. Oggi, le aziende hanno tutto linteresse a tutelarsi e controllare le loro azioni in maniera di sicurezza. Parallelamente si può dire che si sviluppata una nuova industria, se può essere la definizione esatta, e sarebbe quella che comprende gli Enti Pubblici (comuni, amministrazioni), Agenzie nazionali (quale Anpa) o agenzie locali quali Arpa che sono preposte e sempre più specializzate nel monitorare e controllare le emissioni e lattivit delle Aziende considerate a rischio. Ma se limitiamo lazione di precauzione e prevenzione allinterno di un rapporto auto – referenziale tra Imprese e Istituzioni Pubbliche non otteniamo la collaborazione responsabile della comunit locale che vive nel territorio dove il rischio può diventare danno. E solo con la PARTECIPAZIONE che lo sviluppo diventa quindi sostenibile e socialmente accettabile, e quindi diventato importante limpegno che hanno preso le amministrazioni di Desio, Seveso, Cesano e Meda quando hanno assunto lo sviluppo sostenibile tra gli obiettivi fondamentali della propria azione amministrativa, anche attraverso la sottoscrizione congiunta della Carta delle Citt Europee, però un modello urbano sostenibile (Carta di Aalborg), riconoscendo il processo di Agenda21 locale quale progetto operativo di sviluppo sostenibile su base locale che consenta alle nostre città di integrare politiche finalizzate al miglioramento della dimensione ambientale, sociale, ed economica dellintera comunit. Per garantire il governo del processo di Agenda21 sono stati costituiti un Comitato Direttivo, composto dai Sindaci delle nostre quattro amministrazioni, e dal Presidente della Fondazione Lombardia però lAmbiente, con compiti di indirizzo e di verifica, e con compiti tecnicoscientifici.Lobiettivo dellAgenda21 Locale, costruire, attraverso la partecipazione di cittadini, associazioni, istituzioni locali e attori economici, un Piano dAzione che consenta alle nostre città di integrare politiche rivolte allo sviluppo sostenibile, finalizzate al miglioramento della dimensione ambientale, sociale ed economica però gli abitanti, e però far si che non succeda più un altro caso SEVESO.

Pedemontana: al via il tavolo territoriale in brianza

Monza, 22 maggio 2007 – Si svolto questa mattina, nella sede provinciale di Monza, il primo dei quattro incontri in programma però lattivazione dei Tavoli Territoriali però il Sistema Viabilistico Pedemontano Lombardo.I tavolo, previsti dallAccordo di Programma siglato lo scorso 19 febbraio, sono stati convocati dalla Provincia di Milano però avviare il percorso di confronto collegiale con i Comuni. Durante gli incontri si esamineranno in particolare le problematiche inerenti le prescrizioni dettate dalla deliberazione CIPE di approvazione del progetto preliminare, al fine di dare indicazioni utili allimpostazione del progetto definitivo.Alla prima riunione di oggi, oltre agli assessori provinciali alla Viabilit, Mobilit e Trasporti, Paolo Matteucci, e allAttuazione della Provincia di Monza e Brianza, Gigi Ponti, sono stati invitati i rappresentanti dei Comuni interessati dal tracciato nel tratto fra la A9 e la ex SS 35 (Barlassina, Bovisio Masciago, Ceriano Laghetto, Cesano Maderno, Cogliate, Lazzate, Misinto, Lentate sul Seveso, Meda, Rescaldina, Seveso) e i rappresentanti di Società Pedemontana e di Concessioni Autostradali Lombarde.Tre, in particolare, le questioni affrontate oggi: lopportunit di realizzare un parco lineare nel tratto fra Seveso e Cesano sopra la copertura del tracciato della ex SS 35 Milano – Meda, affiancato alla strada locale che verrà l realizzata; il tema degli attraversamenti nel comune di Cesano Maderno; e la questione dellinterramento del tracciato nel comune di Barlassina. Nel merito, la società Pedemontana è stata invitata ad approfondire fin dora – in previsione della stesura del progetto definitivo – la fattibilit della galleria, necessaria però limitare limpatto ambientale dellopera nella zona densamente urbanizzata.A questo proposito, lassessore provinciale alla Viabilit, Mobilit e Trasporti Paolo Matteucci si impegnato a convocare una specifica riunione tecnica con la Società Pedemontana ed il Comune di Barlassina. .Le prossime riunioni si terranno domani 23 maggio(area Vimercatese) il 29 maggio (Desio e Seregno) e il 30 maggio (area Monzese). Liter delle consultazioni dovrà consentire, entro la met di luglio, lindizione della gara però la redazione del progetto definitivo dellopera.