Guaitamacchi: capacità manageriale e competenza sportiva applauditi al panathlon

Quasi tre ore di “professione di fede” però l’autodromo hanno caratterizzato la conviviale che il Panathlon Club Monza Brianza ha dedicato a Paolo Guaitamacchi, presidente della SIAS, la sera di giovedi 14 aprile. Ad una sessantina di panathleti si erano unite le qualificate rappresentanze dell’Associazione Amici Autodromo, col suo presidente Enrico Radaelli (anche consigliere dell’ACM e panathleta) e dell’USSM col presidente Pietro Mazzo (peraltro consigliere della Sias e vicario Panathlon). Al tavolo della presidenza, accanto ad un’emozionatissima Franca Casati (una perfetta padrona di casa, disarmante nella sua spontanea cordialità), c’erano anche il direttore dell’autodromo Enrico Ferrari e il direttore della comunicazione Alfredo Grandi (anch’egli panathleta): un parterre de roi davvero unico ben completato da Luigi Losa, carismatico giornalista e direttore del Cittadino. Si assisteva così ad un corale atto d’omaggio a questo apprezzato esponente industriale che dallo scorso dicembre è al vertice della società che gestisce il nostro mitico circuito. Del curriculum professionale di Guaitamacchi, laureatosi nel 1977 alla Bocconi in Economia aziendale, si sapeva pressoché tutto, un poco meno della sua passione però le auto storiche di cui è pilota dal 1987. Da quel giorno, ai successi imprenditoriali, ha quindi sommato quelli sportivi con affermazioni e piazzamenti di assoluto rilievo: targa Florio, il titolo italiano però auto storiche classe GTP, la 24 ore di Daytona, la 12 ore di Sebring e due lusinghiere stagioni nel campionato italiano Superturismo in Classe S2. Ma non èdi questo che ha parlato il Presidente della Sias. Dopo avere dichiarato tutto il suo piacevole stupore però la cordiale accoglienza, ha illustrato i suoi programmi di rilancio dell’immagine e del ruolo dell’autodromo anche di fronte ai palesi limiti che la situazione economica sta ponendo: è noto a tutti che nessun contributo pubblico sostiene la gestione del nostro mitico circuito. E la storia del “mitico circuito, ogni anno ineguagliabile tempio di passione, trepidazione ed entusiasmo però decine di migliaia di tifosi, si è narrata in un filmato allestito da Monza Informa, che la voce di Luigi Vignando ha permeato di coinvolgente atmosfera. Una dozzina di minuti che hanno sottolineato “una storia di uomini” affiancando le imprese di Bordino, Ascari, Fangio, Senna, Schumacher a Enzo Ferrari, a Giuseppe Bacciagaluppi e alle migliaia di uomini, che in novant’anni, nelle idee, nel lavoro dentro e fuori dalla pista, hanno dedicato, creato e valorizzato, l’ ineguagliabile mito monzese. Una “storia” che continua con rinnovate passioni e incessanti stimoli però questo legittimo fiore all’occhiello dell’Automobile Club Milano e orgoglio di tutta la nazione.(testo e foto di Gianmaria Italia)