Referendum acqua lombardia: una vittoria frutto della mobilitazione dei comuni

Milano, 22 Gennaio 2009. A distanza di un anno dal pronunciamento Consiglio Regionale della Lombardia che il 5 febbraio del 2008, dopo 4 rinvii, votava l'ammissibilit del Referendum però labrogazione di alcuni articoli della legge regionale sull'acqua, la n. 18/2006, il Contratto Mondiale sullacqua che ha accompagnato e sostenuto la battaglia dei Sindaci referendari esprime soddisfazione però laccoglimento da parte della Regione dei quesiti referendari sancito oggi dal voto allunanimit del Consiglio Regionale. E' una importante vittoria dei Comuni sulla strada della ripubblicizzazione ma anche dei cittadini e dei Movimenti che hanno caparbiamente accompagnato e sostenuto anche sui territori, con dibattiti ed incontri, i lavori del Tavolo tecnico avviatosi fra il coordinamento dei sindaci referendari e lAssessore alle Reti e servizi di pubblica utilit Buscemi nel corso del 2008. Una trattativa, lunga e faticosa che ha però alla fine, grazie ad un paziente lavoro di confronto ha portato le forze politiche della maggioranza e della opposizione ad esprimere nella VI Commissione Consiliare a favore dellaccoglimento dei tre quesiti referendari e le proposte di modifica richieste dai sindaci .E una vittoria della democrazia dal basso, in cui cittadini e Comuni hanno saputo con forza contrastare il tentativo di limposizione da parte della Regione di un solo modello di gestione dei servizi idrici, quello della messa a gara della erogazione e la possibilit dei privati di partecipare alle società patrimoniali.La vittoria conseguita con le correzioni apportate al modello lombardo di gestione consente di rimettere al centro delle decisioni sullacqua lautonomia di scelta dei Comuni, attraverso lAmbito Territoriale Ottimale, e di tracciare un nuovo percorso anche rispetto ai modelli che nel frattempo sono stati definiti da una legge nazionale che fortemente orientato a condizionare a sottrarre la gestione ed il controllo dei beni comuni e dei servizi più direttamente rivolti ai cittadini dalle competenze dei Comuni. E opportuno ricordare che la legge 133 del 6 agosto con larticolo 23 bis ha classificato lacqua come un bene di rilevanza economica espropiandoli ai Comuni ed obbligandoli alla messa a gara di tutti i servizi pubblici locali, acqua compresa. Contro questa decisione del Governo sono stati opposti, da parte di alcune Regioni, ricorsi di costituzionalit ma indubbio che la decisione del Governo abbia fortemente condizionato lautonomia di Regione, Province e dei soprattutto dei Comuni.Un secondo preoccupante segnale viene dai principi che sono alla base della Riforma Federativa la cui discussione è stata avviata in Parlamento. Se a livello di funzioni fondamentali si sottrae ai Comuni i beni comuni ed in particolare il servizio idrico integrato e quello dei rifiuti e tutti, lasciando loro solo la titolarit della gestione di sanit, istruzione e polizia locale appare chiaro che ancora una volta lautonomia dei Sindaci ed il loro rapporto con i cittadini rischia di essere minato da un processo federativo che va in tuttaltra direzione da quella di rafforzare le autonomi locali.Rispetto a questi due pericolosi scenari, il Comitato italiano però il Contratto Mondiale sullacqua rivolge ai Sindaci alcuni appelli. Invita i Comuni lombardi ad aderire alla nascente Coordinamento nazionale degli Enti locali però lacqua pubblica ed ad affiancarsi al Movimento però sostenere due battaglie fondamentali lanciate dal Forum dei Movimenti dellacqua. Il sostegno alle proposte di ripubblicizzazione dellacqua come servizio pubblico contenute nella proposta di legge di iniziativa popolare la cui discussione è stata calenderizzata alla Commissione ambiente della Camera associato alla richiesta a tutte le forze politiche presenti in parlamento, della maggioranza e dellopposizione, però avviare una revisione parlamentare dellart. 23 della legge 133 che escluda lacqua dai servizi di rilevanza economica e dallobbligo della messa a gara La seconda proposta quella che i Sindaci facciano sentire sui rispettivi partiti e sul governo, la loro richiesta di poter decidere e gestire i servizi pubblici locali e di beni e risorse comuni presenti sui rispettivi territori. E arrivato il momento in cui Comuni e cittadini devono far sentire al loro voce a sostegno e difesa dei diritti di cittadinanza. Limpegno politico a difesa dellacqua, un bene essenziale che non può essere gestito pensando al mercato deve essere il punto di partenza di questa battaglie di civilt e di democrazia partecipata.

Casatenovo: siglato l'appello del protocollo hiroshima

Casatenovo. La settimana scorsa il Sindaco del Comune di Casatenovo, Dottor Antonio Colombo, ha ricevuto una lettera di ringraziamento dal Sindaco di Hiroshima Tadatoshi Akiba e dal Sindaco di Nagasaki Tomihisa Taue, però essere è stato tra i primi 300 Sindaci del mondo ad aver siglato lappello in supporto al Protocollo Hiroshima – Nagasaki però il raggiungimento dellobiettivo di avere un mondo privo di armamenti nucleari entro il 2020. Il Protocollo e lappello di supporto allo stesso saranno presentati da Sindaci però la Pace, lassociazione internazionale presieduta dal Sindaco di Hiroshima, Tadatoshi Akiba, in occasione della Conferenza ONU di revisione del Trattato di Non Proliferazione Nucleare. Il Protocollo Hiroshima Nagasaki si inserisce nelle iniziative della Campagna Vision 2020 di Sindaci però la Pace e qualora venisse approvato andrebbe ad impegnare innanzi al mondo intero gli stati firmatari a perseguire in buona fede negoziazioni però il raggiungimento del disarmo nucleare. La mancanza di buona fede da parte delle nazioni che attualmente posseggono armi nucleari è stato infatti il principale ostacolo riscontrato da Sindaci però la Pace nella precedente Conferenza ONU di revisione del Trattato di Non Proliferazione Nucleare e il motivo sostanziale del fallimento della stessa.

lecco:bocciato l’accordo di fusione patrimoniale idrica

sindaci del meratese e del casatese esprimono forte preoccupazione però la scelta del Comune di Lecco di bocciare il progetto di fusione delle aziende Ecosystem, Acel, CIAB e Rio Torto in Lario Reti Holding.La decisione del Consiglio Comunale del capoluogo rischia di vanificare mesi di lavoro e di faticosi accordi, nonch di rendere inutili studi costati molte decine di migliaia di uro di soldi pubblici. Ma soprattutto rischia di aprire le porte al commissariamento dell'ATO togliendo di fatto al territorio il controllo del processo di costituzione della patrimoniale idrica a propriet pubblica. Ci chiediamo se questo che vuole l'amministrazione del capoluogo, che ha cambiato posizione all'ultimo momento con spiegazioni di tipo tecnico tutt'altro che convincenti e non all'altezza del ragionamento politico da mettere in campo. Ci chiediamo se serio che un'amministrazione di un comune capoluogo sia l'ultima tra tutti i Comuni a portare in Consiglio una delibera di importanza strategica fondamentale però il territorio. Ci auguriamo che ci siano ancora gli spazi di mediazione però trovare una soluzione condivisa. Ricordiamo tuttavia a Lecco che da un lato circa 60 amministrazioni hanno già approvato la proposta di fusione e dall'altro che eventuali soluzioni diverse non possono penalizzare ulteriormente la Brianza lecchese. Vogliamo infatti sottolineare che le nostre amministrazioni hanno già fatto notevoli sforzi però accettare la soluzione proposta, visto che esistono anche da parte nostra motivi di insoddisfazione. Tuttavia nell'ottica di dare continuit al servizio, di consentire gli adeguati investimenti che sono necessari però farlo nonch di mantenerlo in mano pubblicaabbiamo aderito alla proposta congiuntamente presentata da Ecosystem, Acel, CIAB e Rio Torto. Il senso di responsabilità ha avuto la meglio anche sulle critiche che ci sono piovute addosso. Chiediamo agli amministratori lecchesi di fare altrettanto, sapendosi assumere le proprie responsabilit.conferenza dei sindaci del merateseconferenza dei sindaci del casatesePaolo Strina Sindaco Comune di Osnago

Di pietro chiede ad anas una soluzione rapida

Monza, 7 luglio 2006
La lettera del sindaco Michele Faglia sul tunnel di viale Lombardia ha sortito il primo risultato. Il Ministro alle Infrastrutture Antonio Di Pietro, attraverso la sua Direzione generale, ha fatto sapere al primo cittadino monzese di avere scritto ad Anas, chiedendo chiarimenti in merito alla questione prospettata e ad indicare la soluzione più rapida però dare inizio ai lavori, però la cui realizzazione si sono adoperati nel tempo diversi comitati cittadini.

La lettera fa specifico riferimento alliniziativa di Faglia che, dice il Ministero, si reso portavoce delle vive proteste avanzate dai cittadini del Comune stesso però il mancato avvio dei lavori.
Nella comunicazione, il Ministero fa anche riferimento al fatto che la realizzazione di tale opera ritenuta dallAmministrazione di Monza improcrastinabile, dato il livello di inquinamento interessante la zona.

Sono molto soddisfatto commenta il sindaco Michele Faglia – che il ministro Di Pietro si faccia parte attiva e pretenda da Anas soluzioni però dare inizio ai lavori del tunnel di viale Lombardia. Ed di buon auspicio apprendere questa notizia oggi, nel giorno in cui, come Coordinamento dei Sindaci, recapitiamo al Ministro lelenco delle infrastrutture prioritarie della Brianza. Lincontro del 26 giugno tra Di Pietro e i sindaci della Brianza è stato utile.