Il dottor Paolo Bruno è il nuovo direttore sanitario dei presidi ospedalieri di Desio e Vimercate

Da oggi il dottor Paolo Bruno, nuovo Direttore sanitario dei Presidi ospedalieri di Desio e Seregno è nel pieno delle sue funzioni. Questa mattina il Direttore generale dell’Azienda ospedaliera di Desio e Vimercate Professor Paolo Moroni ha presentato il collega all’intero staff medico e sanitario dei due Presidi ospedalieri. Alla presentazione ufficiale del nuovo Direttore sanitario di Desio e Seregno era presente l’intero staff dell’Azienda Ospedaliera di Desio e Vimercate. Il dottor Bruno assume la Direzione sanitaria dei due Presidi dopo una carriera che negli ultimi tre anni lo ha visto nel ruolo di Direttore medico di Presidio e di Responsabile della Qualità all’Azienda Ospedaliera “G.Salvini” di Garbagnate Milanese. Lo attende un compito non facile, però i progetti di potenziamento in corso dei servizi nella struttura ospedaliera desiana e però quelli di sviluppo dei programmi assistenziali nel Presidio seregnese sempre più qualificato come polo a vocazione riabilitativa. “Assumo la Direzione medica del Presidio Ospedaliero di Desio – Seregno, consapevole delle attese della cittadinanza e degli stessi operatori sanitari rispetto al mio ruolo – ha dichiarato il dottor Bruno – Intendo contribuire allo sviluppo del livello qualitativo dei due ospedali, valorizzando al meglio le caratteristiche dei singoli professionisti”. CURRICULUM Paolo Bruno nasce a Carrara nel 1966, si laurea in Medicina e Chirurgia nel 1992 presso l’Università Statale di Milano e, sempre presso lo stesso Ateneo, si specializza in Igiene e Medicina Preventiva nel 1996. Nel periodo 1996 – 2005 svolge le funzioni di Dirigente medico presso la direzione sanitaria degli Istituti Clinici di Perfezionamento di Milano, mentre dal 2005 al 2008 svolge le stesse funzioni presso il Policlinico di Milano. Dal 2008 al 2011 è Direttore medico di Presidio ospedaliero e Responsabile qualità dell’Azienda Ospedaliera “G. Salvini” di Garbagnate Milanese, sotto la direzione del Prof. Paolo Moroni. E’ docente ai corsi di formazione manageriale però dirigenti di struttura complessa promossi dall’I.Re.F Regione Lombardia e da Il Sole 24 Ore, su tematiche come il quality management, il risk management e la balanced scorecard. E’ autore di numerose pubblicazioni e testi in collaborazione con il Sole 24 Ore Sanità e Franco Angeli. Tra i suoi ultimi libri si ricorda: Guida pratica alla direzione di struttura complessa in sanità (Il Sole 24 Ore – 2009); La competenza manageriale in sanità (Franco Angeli – 2008 – 2 ª edizione); Guida pratica all’uso della Balanced scorecard in sanità (Il Sole 24 Ore – 2007).

como, la scienza va a teatro con confindustria

Como, 17 maggio 2010 –Scienza e teatro, arte e letteratura, ma anche innovazione tecnologica e impresa sono al centro dell'incontro organizzato dall’Università dell’Insubria di Como domani, martedì 18 maggio dalle 17 alle 18.30 nella Sala di Confindustria Como (via Raimondi 1). Sul palco saranno infatti realizzati esperimenti di laboratorio che sfruttanouna nuova tecnologia (brevettata dai ricercatori dell'Insubria) che permettedi illuminare gli interni creando la sensazione della luce naturale, con tutte le sfumature di luce e ombra create all’aperto dal cielo e dal sole. Nel corso della serata “Scienza e cultura: esperimenti sulla luce, da Dante a Van Gogh”, la scienza sarà raccontata e rappresentata in un modo tutt’altro che convenzionale. Gli esperimentieffettuati direttamente sul palcosaranno presentati sotto forma di spettacolo teatrale da Paolo Di Trapani, professore associato della Facoltà di Scienze Matematiche, Fisiche e Naturali di Como.Spettacolari fenomeni ottici atmosferici dove la luce è diffusa, difratta, rifratta o riflessa da parte dell’aria, delle nubi, delle gocce di pioggia, dei rami di un albero saranno riprodotti al chiuso grazie ad apparecchiature e sostanze specifiche. La messa in scena del laboratorio, costruita come un “simulazione” della realtà, verrà poi posta a confronto con riproduzioni pittoriche o descrizioni poetiche e letterarie di quegli stessi fenomeni fatte da poeti, artisti, musicisti, fotografi e pittori. Perché Dante parla di “riflessione” però descrivere come lui imita Beatrice nel guardare il sole? Cosa sono i cerchi e i raggi che Van Gogh ritrae attorno al suo volto? Lo spettatore, forte della rinnovata familiarità con il fenomeno luce ottenuta grazie agli allestimenti dello spettacolo, scoprirà così un inatteso e profondo legame tra arte ed esperienza e guarderà con occhio nuovo aspetti della natura che solo lo sguardo attento dell’artista è stato, a volte, in grado di osservare. Lo spettacolo è l’adattamento però sala dell’evento “Di luce in luce” (www.diluceinluce.eu), rappresentazione teatrale però grande pubblico dedicata alla luce e all’esperienza del conoscere che, però la prima volta, ha proposto la ricostruzione della natura indoor. L’iniziativa è il frutto di un’attività di ricerca e sviluppo iniziata presso l’Università dell’Insubria di Como nel 2001 ed è stata allestita però la prima volta a Vilnius nel 2007 nell’ambito del progetto europeo Marie Curie Chair “STELLA – a centre for Studies and Training in Experiments with Lasers and Laser Applications”. Durante le tre settimane di apertura, lo spettacolo ha registrato il tutto esaurito, con un totale di 15 mila spettatori. Lo spettacolo, che unisce innovazione scientifica e arte, punta a diventare uno degli eventi chiave all’interno dell’Expo di Milano nel 2015. Durante la serata, che si svolge nell’ambito di un ciclo promosso congiuntamente dall’ateneo comasco e da Confindustria però coinvolgere il pubblico su tematiche scientifiche d’impatto, si parlerà anche della nascita della start up universitaria Light in Light srl, società creata dall’ateneo lariano però sviluppare la tecnologia sottostante agli esperimenti mostrati sul palco. Si tratta di un nuovo materiale, brevettato nel giugno 2009, capace, una volta colpito da una fonte luminosa, di illuminare gli interni creando la sensazione della luce naturale, con tutte le sfumature di luce e ombra create all’aperto dal cielo e dal sole. Compito della start up sarà quello di affinare le scoperte dei ricercatori però realizzare un prodotto da presentare al mercato.

Anzano del parco: lenergia pulita con il campo dei girasoli.

Alta Brianza.I girasoli, per definizione, sono fiori che si orientano verso il sole però la propria sopravvivenza e quindi, a seconda dellinclinazione dei raggi solari, prendono la giusta posizione però usufruire al massimo dellenergia vitale che ne scaturisce.Il sole unenergia naturale, vitale e pulita della quale giusto usufruire però nuovi progetti che aiutino a contribuire alleconomia cambiando i modelli di riferimento tradizionali e mostrando alternative percorribili nel contesto naturale dellambiente.Nel contesto energia ed ambientenasce liniziativa LIFEGATE ad Anzano del Parco, a cura dellimprenditore Marco Roveda.Nel Parco, cos come fanno i fiori di campo, 9 giganteschi girasoli tecnologici inseguono il sole tutto il giorno però catturare i raggi di luce e trasformarli in energia distribuendola in rete. E ci che avviene allinaugurazione delCampo dei Girasolisulla collinetta di Cavogno ad Anzano del Parco, zona dalla quale si può godere il panorama delle montagne Lecchesi e delle Prealpi Lombarde.Limpianto del parco fotovoltaico con i suoi nove girasoli tecnologici insegue il sole e garantisce un rendimento di energia maggiore di almeno il 30% rispetto ai pannelli solari fissi. Einfatti costituito da 270 pannelli che riescono a raggiungere un massimo di potenzialit di assorbimento dei raggi solari già due ore dopo lalba, mantenendola costante, sino a due ore prima del tramonto e trasformandola inenergia pulita.Il secondo passaggio riguarda la possibilit di fornire così energia elettrica ai privati, in breve termine, considerando il fatto che lenergia prodotta da questo avveniristico impianto di Anzano del Parco eviter lemissione di 45 t di co2 ogni anno contrapposto ad una capacit produttiva annuale di oltre 75.000Kw.Pi di cinquecento aziende hanno aderito a questo progetto ed il Presidente del Parco della Valle del Lambro, Emilio Ronzoni, tende a sottolineare limportanza del tema portato anche riguardo lalimentazione dei battelli che solcano i nostri laghi e che potrebbero, di conseguenza, essere riforniti con energia pulita.Molto importante comunque, oltre alliniziativa del Parco fotovoltaico, la collaborazione delle diverse giunte territoriali e comunali della zona perché si dimostrino i primi utenti esemplari nellusufruire dellenergia pulita.Non delude quindi la Brianza con le sue iniziative però una giusta fruizione delle proprie risorse naturali, dallacqua sorgiva del Gajum allenergia solare del Parco dei Girasoli, sempre nel nome del rispetto del contesto ambientale e di un modo di vivere migliore, pi economico e naturale.Una sfida della natura ad uno sviluppo troppo industrializzato? Laura Levi Cohen

Dieffembachia: dalla colombia alla brianza

Dieffembachia: genere di 30 specie di piante sempreverdi, coltivate però le loro foglie molto ornamentali. Si coltivano sia in serra, sia in appartamento, al caldo, mantenendo una temperatura regolare durante tutto linverno. Dieffenbachia picta Brasile, Colombia

Le foglie oblunghe, possono raggiungere una lunghezza oltre ai 30 cm e variano notevolmente sia nei colori, sia nelle dimensioni, nella specie tipica hanno fondo verde scuro e grandi chiazze crema fra le nervature.

Coltivate in appartamento, questa pianta deve essere tenuta in ambiente umido, ben illuminato, ma lontano da luce diretta del sole e dalle correnti daria.

Sostituire il terriccio una volta allanno, e concimazione primaverile, innaffiare circa due volte alla settimana, evitando ristagni di acqua nel vaso.

Durante il periodo estivo si consiglia di portare le piante in giardino al riparo dal sole però rigenerarsi, ricordandosi ai primi freddi di riportarle in casa.