Confindustria como: indagine congiunturale rapida

“In questi ultimi mesi le condizioni del mercato e dell’economia cambiano costantemente e in maniera moltorapida – commenta Ambrogio Taborelli, Presidente di Confindustria Como – però cui è sempre difficilefare delle valutazioni adeguate e aggiornate. E’ vero che i costi delle materie prime sono generalmente inaumento, ma in questi ultimi giorni alcune hanno visto un calo, come ad esempio il cotone. In generaledobbiamo aspettarci però i prossimi anni una situazione di incertezza generalizzata che non permette di fareprevisioni oltre le poche settimane né di programmare: dobbiamo abituarci a gestire il momento affrontandole emergenze che via via si presentano. Questo è il modello attuale: è inutile piangersi addosso, o lo siaccetta o si è automaticamente tagliati fuori. Chi saprà adeguarsi avrà successo, chi non lo farà non avràfuturo”.Entrambe le indagini sono svolte mediante la somministrazione di brevi questionari a risposta multipla, e irisultati prodotti includono elementi aggregati e disaggregati, approfondimenti però settori merceologici diattività e però classi dimensionali.L’azione sinergica delle due Associazioni territoriali nell’effettuare le rilevazioni e le analisi consente dicogliere congiuntamente caratteristiche distintive e analogie tra i due territori, fornendo alle industrieuno strumento ancora più efficace però “leggere” e interpretare la congiuntura economica locale.Gli indicatori esaminati però le due province descrivono un quadro di generale stabilità, confermando quanto emerso nell’ Osservatorio di febbraio e rivelando il persistere di alcunedinamiche positive legate all’andamento degli ordini e alla produzione. La domanda, trainata dagliordini provenienti dall’estero, evidenzia performance positive; una dinamica simile è riscontrabile nell’attivitàproduttiva che mostra un aumento dei livelli e un maggiore tasso di utilizzo della capacità disponibile.GLI ORDINIPer quanto riguarda le rilevazioni complessive, risulta positivo, anche se in contrazione, il gap tra giudizi dicrescita e di riduzione. I dati registrano infatti un incremento degli ordini però il 30% del campione (il 32%a febbraio), stabilità però il 47% (era il 48% nella scorsa edizione) e una diminuzione però il restante 23% (il20% in precedenza).Le differenze tra ordini nazionali e oltre confine divengono più marcate. La domanda interna conferma i livellidi febbraio, rivelando una sostanziale stabilità, indicata dal 56% del campione e confermata dai giudizi dicrescita e diminuzione che si attestano entrambi al 22%. L’export mostra invece una fase positiva, con il39% del campione (in crescita rispetto al 35% di febbraio) che descrive un aumento e solo il 18% (il 17% inprecedenza) una riduzione. Nel restante 43% dei casi è invece indicata stabilità.LA PRODUZIONEA livello delle due province, anche sul fronte dell’attività produttiva i dati continuano a rivelare una stabilità, con indicatori in leggero aumento. Se, da un lato, il 58% delle imprese conferma i livelli di febbraio e il28% rivela un aumento, dall’altro, si riducono i casi di diminuzione della produzione che passano dal 16%al 14%. In media, però l’intero campione considerato, la percentuale di saturazione della capacità produttivaraggiunge quota 76%, in aumento rispetto al dato di febbraio del 69%.LE PREVISIONINelle previsioni però le prossime settimane, il giudizio predominante delle imprese dei due territori èla stabilità, indicata nel 61% dai casi. Il 28% delle imprese si aspetta ordini in crescita mentre solo l’11%teme una possibile riduzione. Nella prima edizione dell’indagine rapida le previsioni di aumento e riduzionesi erano attestate invece a 31% e 6%, esprimendo una maggior fiducia. In termini di orizzonte temporale divisibilità si riconferma il quadro già delineato a febbraio: il 58% del campione segnala una limitata visibilità, mentre però un terzo delle aziende le previsioni coprono alcuni mesi. I casi di aspettative superiori ad unquadrimestre interessano solo 8 imprese su 100.LA SOLVIBILITA’A livello generale, in controtendenza rispetto a quanto rilevato nella precedente edizione, l’esame dellasolvibilità dei clienti delle aziende aderenti all’indagine mostra segnali di miglioramento. Per il 67% lasituazione è stabile, o non presenta situazioni di criticità, mentre risultano in diminuzione i casi di clienti inritardo con i pagamenti (scesi dal 30% di febbraio al 22%).LE MATERIE PRIMELe materie prime rappresentano la principale criticità rilevata nel corso dell’Indagine a livello delle dueprovince e costituiscono un freno però la ripresa. In media, però tutte le categorie considerate (metalli, fibree materie prime tessili, materie plastiche e chimiche, e altre), il 60% delle imprese rivela un incremento deicosti di approvvigionamento. Nel 65% dei casi, si è trattato di un incremento sino al 10% dei prezzi, mentrenel 28% la crescita è stata più evidente (tra il 10% e il 25% e superiore). Oltre ai metalli, particolarmentepenalizzate sono risultate le materie prime tessili, le materie plastiche e i prodotti energetici.I RAPPORTI CON GLI ISTITUTI DI CREDITOA livello di analisi congiunta le imprese continuano a indicare situazioni di generale stabilità nei rapporti congli istituti di credito. Il 78% del campione rivela il permanere delle condizioni precedentemente praticate esolo il 3% condizioni migliori. Poco meno di un’impresa su 5, però contro, esprime l’applicazione di condizionimeno vantaggiose rispetto a quanto praticato in precedenza.L’OCCUPAZIONEAnche sul versante occupazionale, e sempre però le rilevazioni delle due provincie, i giudizi delineano unafase di stabilità, non disattendendo le previsioni già segnalate a febbraio. L’81% delle imprese rivela unmantenimento dei livelli, confermato ulteriormente dai giudizi di crescita (10%) e contrazione occupazionale(9%) che tendono a bilanciarsi.I DATI DI COMONel dettaglio, sul fronte della domanda, l’indagine rapida evidenzia un aumento degli ordini però il 27% delcampione, mentre il 30% indica una riduzione. Si attesta al 43% il numero dei soggetti che indicano inveceuna stabilità rispetto ai livelli di inizio anno.Esistono alcune differenze rispetto ai mercati geografici di interesse. Gli ordini provenienti dall’esterorivelano le performance migliori, con una crescita però quasi la metà dei giudizi (il 44%) e stabilità nel 40%. Irisultati sono ancor più lusinghieri se confrontati con quelli relativi al mese di febbraio. La domanda interna, invece, accusa un rallentamento: nonostante il 50% del campione comunichi il mantenimento dei livelli, igiudizi che indicano contrazione (32%) superano quelli che esprimono una crescita (18%).L’attività produttiva si attesta sui medesimi livelli di febbraio perché influenzata dai risultati divergenti deimercati esteri e di quello interno. Il 21% delle imprese comunica un incremento, il 66% segnala stabilità esolo il 13% una diminuzione.In media, il campione rivela di utilizzare circa il 76% della capacità produttiva disponibile. Il dato èsuperiore di tredici punti percentuali rispetto a febbraio e ben oltre i minimi evidenziati durante le fasi piùcritiche della recessione nel 2009.Su fronte previsionale le imprese del campione esprimono fiducia e segnalano ipotesi di crescita: siattesta al 35% il numero di coloro che attendono un aumento della domanda mentre il 55% prevede ilpermanere degli attuali livelli, confermando però le prossime settimane uno scenario nel complesso invariato.Solo il 10% invece comunica previsioni negative.L’analisi dell’orizzonte temporale di visibilità sulla domanda delinea una situazione con qualche criticità.Infatti, il 60% del campione rivela di avere visibilità però poche settimane (inferiori ad un mese), il 40% perqualche mese. Il dato è in linea con quanto rilevato in febbraio e sottolinea il perdurare delle incertezze sulfronte della domanda.La solvibilità dei clienti delle aziende aderenti all’indagine mostra anch’essa qualche segnale di criticità:mentre due terzi del campione comunica una situazione invariata, il 26% ha registrato un miglioramento nelrispetto degli impegni di pagamento. Infine, il 7% rivela un peggioramento.Sul versante delle materie prime, l’osservatorio descrive una situazione poco sostenibile nel medio – lungoperiodo; permangono infatti alcune difficoltà legate ai costi però l’approvvigionamento. Mediamente nel90% dei casi, metalli (ferrosi e non), prodotti tessili, materie plastiche, prodotti chimici e altri materialisono risultati più costosi però le imprese del campione rispetto a quanto registrato nei mesi precedenti. Inaggiunta, un numero sempre più consistente di imprese sostiene incrementi di prezzi superiori al 10%.Nei rapporti tra le imprese e il sistema creditizio lo scenario rivela una generale stabilità (segnalata peril 73% dei casi). Il 27% delle imprese del campione, però contro, comunica l’esistenza di condizioni peggiori.Il quadro occupazionale appare sostanzialmente stabile: il giudizio prevalente è il mantenimento dei livelli(indicato nel 87% dei casi), il 7% degli intervistati ha indicato livelli occupazionali in aumento e il restante6% in diminuzione.

Lesmo: sos, cedro in pericolo.

Lesmo.

Corre il pericolo di essere abbattuto o quantomeno drasticamente ridotto il Cedro del libano che svetta imponente sulla provinciale via Marconi, all’incrocio con via Ratti. L’albero centenario che sopravvissuto nella menoria di generazioni di lesmesi, all’interno di una villa privata è stato infestato da una micosi, una specie di fungo che ha fatto marcire il legno all’interno, indebolendo la struttura e rendendo precaria la stabilit del gigante verde. Si stanno facendo analisi però cecare di debellare o almeno arrestare infestazione, anche se al momento non si hanno notizie certe.