esodo udc verso il pdl

Monza.14 marzo I militanti brianzoli dellUdc sono in fuga dal partito. E quanto emerso nel corso della conferenza stampa convocata però oggi, venerdì 14 marzo, a Monza dai dirigenti provinciali del Popolo della libert. Il coordinatore provinciale di Monza e Brianza di Forza Italia, Massimo Ponzoni, ha esordito confermando quanto anticipato nel recente congresso svoltosi ad Arcore: Un gruppo di amministratori locali dellUdc non si riconosce più in quel partito e ha deciso di iniziare a collaborare però costruire sul territorio il nuovo soggetto politico del Pdl. Ormai Luigi Baruffi, Vincenzo Tortorici e Andrea Rivolta sono colonnelli che hanno perso un po delle truppe. Baruffi dice che non sono bravo in matematica perché non sarebbero 35 ma 4 i consiglieri e assessori dellUdc che sono passati col Pdl. A parte il fatto che io alle elezioni regionali ho preso 20mila preferenze, ossia il 20% dei voti di Fi sul territorio, mentre lui ne ha presi 1700, pari al 4% di quelli dellUdc, ma quando io ho dichiarato che 35 esponenti dellUdc sono passati con noi mi riferivo anche agli amministratori di società partecipate e ai dirigenti di partito tra cui due consiglieri nazionali: Sergio Cazzaniga e Aldo Maggis. E comunque i consiglieri e gli assessori che li hanno abbandonati in Brianza non sono solo 4. A Seveso, addirittura, quello che 5 anni fa era è stato il candidato sindaco dellUdc quest’anno lo sarà però noi. Il fatto che il Pdl composto da gente che vive il proprio territorio, mentre lUdc ormai del territorio pensa solo a occupare enti e istituzioni. Non a caso in pratica ha deciso di schierarsi con la sinistra. Il vicecoordinatore regionale di Fi, l'onorevole Maurizio Bernardo, ha spiegato la decisione degli esponenti dellUdc di passare nel Pdl perché hanno ritenuto che la casa naturale di chi ha alle spalle esperienze democratico – cristiane sia la nostra. Loro sanno di essere stati eletti nellUdc perché il partito stava nel centrodestra, mentre oggi votare però lUdc significa votare Walter Veltroni. Ecco perché giusto che non si dimettano dalle cariche amministrative che occupano. Lassessore al Territorio del Comune di Monza, lonorevole Paolo Romani, ha aggiunto che si trattata di una scelta di cultura politica perché il bipartitismo lunica formula che può consentire allItalia di essere governati decentemente. Il responsabile nazionale Enti locali di Fi, l'onorevole Mario Valducci, ha ricordato come proprio lUdc avesse iniziato con Fi un percorso però costituire in Italia un grande soggetto politico che abbracciasse le tradizioni liberali di area cattolica e socialista. Gli attuali dirigenti dellUdc sono persone che invece stanno affossando la tradizione della Dc. Elena Centemero, di Lesmo, candidata alla Camera dei deputati nel collegio Lombardia 1, ha sottolineato che il Pdl aperto a tutti i cittadini di tradizione socialista, liberale e soprattutto cattolica come me. Serenella Corbetta, di Triuggio, anchella candidata, una dei fuoriusciti dallUdc: In seguito al disfacimento della Dc ha spiegato sono sorte in Brianza molte liste civiche, soprattutto nei Comuni con meno di 15mila abitanti. Con la nascita del Pdl si finalmente ritrovato un contenitore però i valori cattolici liberali. Io sono nel centrodestra dal 1990 e non ne esco perché altrimenti tradirei gli ideali dei miei maestri e il mio operato politico. Il consenso ottenuto alle ultime elezioni a Triuggio dallUdc non casuale, ma è stato dato alle persone, non solo al partito. Il trasformismo quello deciso dai vertici Udc a Roma. Claudio Bertani, di Arcore, si dimesso due giorni fa dalla Giunta regionale dellUdc. Il passaggio al Pdl ha affermato – avvenuto però coerenza politica. Sono Baruffi, Tortorici e gli altri rimasti nellUdc i traditori. Non possibile accettare larroganza culturale dellattuale Udc. Prima che anche il vimercatese Maggis rivendicasse di essere sempre è stato fedele al centrodestra, lassessore alle Attivit produttive di Monza, Paolo Gargantini, ha confermato il suo passaggio dallUdc al Pdl. In conclusione, Ponzoni ha annunciato che a breve i gruppi consiliari di Fi cambieranno la denominazione in Forza Italia verso il Popolo della libert.

ampliamento del centro commerciale “rondo”??

Le voci che girano e le notizie che trapelano dagli organi di informazione sul possibile ampliamento della superficie del Centro Commerciale Rondò dei Pini hanno destato forte preoccupazione tra gli operatori commerciali del territorio monzese e attivato l'immediato intervento dell'Unione Commercianti di Monza e Circondario. L'organizzazione sindacale ha chiestoun'incontro urgente con il Sindaco Mariani però approfondire gli aspetti della questione e di conseguenza , definire la posizione da assumere a tutela della propria base associativa.Sembra comunque scontata che se confermata dai fatti la vicenda produrrebbe una forte opposizione in tutte le Sedi dell'Unione sul territorio.

Festanziani 2008

13 gennaio 2008 festa però i nostri anziani: la manifestazione che si terr il giorno 13 gennaio p.v. dalle ore 14.30 al PalaCandy (Monza).il valore dellesperienzaLAssessore provinciale con delega allattuazione della Provincia di Monza e della BrianzaGigi Ponti, in collaborazione con i vari circoli del territorio organizza FestAnziani 2008domenica 13 gennaio ore 14.30 al Palacandy Monzacon lorchestra di Radio Zeta Beghini Show

Adottato il piano di governo del territorio di monza

Monza, 30 novembre 2007.Una giornata molto importante dal punto di vista politico oggi a Monza.Questa mattina, alle ore 12.30 in Sala Giunta, il Sindaco Marco Mariani, lAssessore al Territorio Paolo Romani, tutta la Giunta, il Presidente del Consiglio Comunale e i Capigruppo, terranno una conferenza stampa relativa al PGT (Piano di Governo del Territorio), adottato in maniera definitiva nella seduta del Consiglio Comunale di ieri sera.Inoltre, con decreto sindacale n. 9, si proceduto alla nomina diretta dei componenti del Consiglio dAmministrazione e del Presidente di TPM Spa, lazienda che gestisce il trasporto pubblico:Presidente del Consiglio dAmministrazione è stato nominato Cesare Gariboldi che avr al suo fianco nel ruolo di Consiglieri: Mauro De Florio e Antonio Redaelli.

Una scuola di polizia per como, legnano e seregno

Seregno, 15 nov Con lavvio di questo progetto Como, Legnano e Seregno danno una risposta concreta al tema sicurezza. Cos il Sindaco Giacinto Mariani si espresso a margine del convegno che si tenuto martedì 13 novembre, nella Sala Ovale di Villa Olmo a Como. Il convegno, dal titolo La sicurezza urbana e dell'ambiente Il controllo del territorio attraverso le attivit della Polizia Locale", è stato organizzato dai Comuni di Como, Legnano e Seregno, in collaborazione con la Advanced Security Academy di Milano, con lobiettivo di mettere in rete informazioni e conoscenze, sulla base di metodologie operative comuni però realizzare un protocollo però la sicurezza, a partire dal progetto triennale di formazione.Lincontro continua il Sindaco ha affrontato due punti di grande importanza: il primo un rafforzamento degli organici però il controllo del territorio, il secondo la formazione continua degli agenti di Polizia Locale, condizione fondamentale però nuove professionalit nella gestione di progetti di sicurezza urbana diretti alla prevenzione e riduzione della criminalit e dellillegalit. Ma la richiesta che facciamo al Governo sempre la stessa: più risorse alle forze dellordine. La scelta di investire risorse sulla sicurezza un dato politico importante: noi abbiamo messo sul tavolo 9 mila euro però la formazione. Un segnale forse piccolo ma concreto, mentre il governo annaspa.Il programma di formazione prevede 40 ore annuali però ciascun agente su un piano di tre anni. Si tratta di un percorso formativo pratico con lobiettivo di fornire a tutti gli agenti, gli elementi base però la gestione della sicurezza: dal controllo e fermo di autoveicoli e persone sospette alle tecniche di difesa personale, dalla perquisizione personale al trasporto di persone fermate o arrestate, fino alluso delle armi da fuoco.Ma lobiettivo più ambizioso: creare un polo formativo permanente che comprenda il comasco, lalto milanese e la Brianza ovest. Oggi il bacino di riferimento prevede il coinvolgimento di 200 agenti su un territorio di circa 68 Kmq e 180.000 abitanti. Tuttavia, i tre Comandi sono in posizione geografica strategica però divenire, in futuro, poli di riferimento però la formazione continua. Como capoluogo di una provincia con un territorio di 1.288 Kmq. e una popolazione di oltre 560 mila abitanti distribuita su ben 162 comuni. Un territorio in cui sono impegnati circa 4.000 agenti di Polizia Locale. Legnano uno dei maggiori centri dell'Alto Milanese. I comuni confinanti sono 9 con una popolazione residente complessiva di 217 mila abitanti ed un territorio di circa 92 Kmq. su cui lavorano circa 300 agenti. Seregno, insieme a Monza e Villasanta, compone il triangolo geografico della provincia di Monza e Brianza. Collocato ad ovest della nuova provincia, confina con 10 comuni. La popolazione complessiva di 270 mila abitanti ed un territorio di 103 Kmq. Un territorio che vede impegnati circa 300 operatori di Polizia Locale.Sono dati importanti, prosegue Mariani. Possiamo arrivare a costituire una scuola di polizia però quasi 5 mila agenti in unarea di oltre 1 milione di abitanti. Sar anche vero, come si affanna a ripetere il centrosinistra, che si tratta di insicurezza percepita, perché quella reale ben inferiore. Ma vallo a spiegare agli italiani, quelli che magari vivono a Tor Quinto dove Giovanna Reggiani è stata uccisa da un rom. Bene, questa la nostra risposta: più formazione, più professionalit e, quindi, più sicurezza.Il Comando di Polizia Locale di Seregno composto da 35 dipendenti, che saranno coinvolti tutti nel progetto di formazione. Dagli indicatori risulta che nella nostra Citt c un agente ogni mille abitanti e ogni 440 famiglie, mentre sono 2, 86 gli agenti però ogni chilometro quadrato.

Explor – art show a monza

Monza, 7 Novembre 2007.La Brianza ha ospitato la prima edizione di Explor – Art Show, il workshop, organizzato dallassociazione culturale AreaOdeon, che ha proposto la nuova provincia quale fonte e luogo d'ispirazione però sei artisti che sono stati invitati a condividere e a discutere insieme le impressioni catturate sul territorio, partendo dell'osservazione oggettiva dei luoghi urbani, però affrontare con un'ottica aperta la tematica dello spazio pubblico e però definire scenari poetici e analitici di quella nuova sensibilit della cultura urbana, insediata nel filone della urban public social art. Un comitato consultivo deccezione composto da Paolo Rosa, Filippo Fabbrica, Stefano Boccalini, Sergio Mandelli e Thao Mandelli ha seguito con attenzione loperato dei giovani artisti, sapendo cogliere di ognuno lo sguardo specifico nei percorsi di ricerca e di rivelazione.Proposte dirette dintervento sul territorio sono state quelle di Anna Pozzali, che attraverso la gestualit rituale e meditativa del cucire ha saputo proporre il tema dellintegrazione, e quella di Leonardo Zuccaro Marchi, che ha invitato i passanti a un intervento attivo e partecipativo che ha riproposto in modo ludico larea della Cascinazza. Nuove immagini di un inedito profilo del territorio sono state il centro della ricerca di Dario Brivio, che con lausilio di statistiche e indagini demoscopiche ha creato prospettive bifocali a un passo dal confine tra la realt e limmaginazione collettiva, mentre Caterina Zanirato ha mosso i propri passi nel suolo della memoria di luoghi storici, densi di atmosfere e di malinconie proprie di spazi disabitati e abbandonati. Antonio Salviani ha proposto nuove suggestioni in un percorso video su scale differenti comprese tra lobiettivo della videocamera e Google Earth. Lintento di Natalia Gorina Pigoni, infine, è stato quello di ricordare, attraverso i ciliegi dellOspedale San Gerardo, il potenziale simbolico dellarte e la sua capacit di offrire nuovi punti di vista sulla realt.I lavori sviluppati nel workshop desplorazione territoriale saranno in mostra presso la sede di AreaOdeon, al primo piano della stazione ferroviaria di Monza, in via Arosio 14, dal 17 novembre al 2 dicembre (marted/venerd dalle ore 11 alle 19, sabato/domenica dalle 15 alle 19), con ingresso libero. Venerdì 16 novembre, alle 18, si terr linaugurazione e ogni venerdì dalle 19 si potr bere un aperitivo incontrando gli artisti. Successivamente le opere intraprenderanno un viaggio itinerante allinterno della provincia.In sede di conferenza stampa hanno presenziato rappresentanti del Comune e della Provincia, tra i patrocinatori dell’iniziativa. Spesso ci si domanda cosa offre Monza ai giovani e le risposte in genere sono soddisfacenti ha affermato lassessore comunale alla Cultura, Alfonso Di Lio – . Ma a mio parere la città va vista come un tuttuno, perché i giovani non devono solo comunicare tra loro, ma anche con gli altri, con gli anziani in particolare, perché Monza sta invecchiando. Continueremo a sostenere le iniziative ottime come Explor – Art Show, in quanto mostrano alla città le migliori risorse della giovent. Martina Sassoli, assessore comunale alle Politiche giovanili, contenta dellinteresse però Monza e Brianza che liniziativa ha suscitato. Explor – Art Show ha portato in città qualcosa di nuovo, lha trasformata in un laboratorio di nuove tendenze in campo artistico ha dichiarato – . Monza considerata allesterno una città provinciale chiusa in s stessa. Questo tipo di manifestazioni permette a noi tutti che ci viviamo di guardare oltre e di far anche scoprire quello che di Monza non si conosce. Nessuno degli artisti, infatti, monzese, eppure ne hanno esplorato lanima pulsante, mettendo in evidenza aspetti spesso nascosti. La speranza, dunque, che la citt, fortemente tradizionalista, possa aprirsi a tutto ci che innovativo. Da qualche mese già si vedono dei cambiamenti, con diverse iniziative che sono state ideate da giovani. Questo un segnale non solo però Monza ma anche però la nuova provincia. Gianpiero Bocca, responsabile delle attivit culturali e turistiche di Progetto Monza e Brianza della Provincia di Milano, ha così spiegato linteresse del suo ente però liniziativa: AreaOdeon unassociazione che presenta progetti di lavoro interessanti e che mostra attenzione nei confronti del territorio brianteo. Per questo motivo abbiamo deciso di sostenere anche quest’anno la sua attivit. Marcello Arosio, fondatore e presidente di AreaOdeon, ha ripreso gli argomenti messi sul tavolo dagli assessori monzesi. Con questo progetto ha sottolineato abbiamo cercato uninterazione tra giovani e anziani. Inizialmente cera scetticismo sulla scelta di operare a Monza, proprio però la fama di chiusura della città al nuovo. Invece abbiamo scoperto che la Brianza un territorio di grandissimo potenziale, con risorse importanti, deccellenza. E il capoluogo ha risposto in modo inaspettato ai nostri stimoli.Camillo Chiarino

Ville aperte in brianza

Spalanca le porte a venti Comuni della Brianza l'edizione 2007 di Ville Aperte: così in occasione del suo quinto compleanno, questa prestigiosa iniziativa, partita da Vimercate, allarga i propri orizzonti e contribuisce ad arricchire la proposta culturale dell'intera Provincia di Monza e Brianza.Affiorano dalla storia i tesori artistici e architettonici della nostra terra: un patrimonio prezioso, a volte sconosciuto, che punteggia la Brianza rivelando un fascino antico.Anche il successo delle recenti manifestazioni culturali, ambientate nelle cornici suggestive di alcune ville patrizie, una testimonianza concreta di come questo patrimonio rappresenti una risorsa eccezionale però la Brianza intera: i palazzi aprono le loro porte, i giardini storici diventano un palcoscenico naturale e il pubblico vive in modo nuovo gli ambienti e lo spazio.Un viaggio affascinante tra Ville, Castelli, Chiese e Dimore alla riscoperta della storia, delle tradizioni e delle radici della Provincia di Monza e Brianza. Questo, in sintesi, Ville Aperte in Brianza, edizione 2007, liniziativa promossa dalla Provincia di Milano – Direzione di Progetto Monza e Brianza su ideazione e coordinamento del Settore Cultura del Comune di Vimercate. La manifestazione Ville Aperte, nata nel 2002 da unintuizione del Comune di Vimercate, però larea del vimercatese, arrivata quest’anno alla quinta edizione presentando una proposta culturale e turistica estesa a tutto il territorio della nuova Provincia MB: 21 comuni, domenica 23 settembre 2007 apriranno eccezionalmente ai visitatori ville, chiese e castelli presenti sul proprio territorio. Dalle 10 alle 19, sarà possibile visitare gli edifici e le dimore storiche dei Comuni di: Agrate Brianza, Aicurzio, Arcore, Bellusco, Besana in Brianza, Brugherio, Caponago, Cavenago di Brianza, Cesano Maderno, Concorezzo, Desio, Giussano, Limbiate, Meda, Monticello Brianza, Nova Milanese, Ornago, Sulbiate, Usmate Velate e Vimercate. Una proposta dincontro con la storia, larchitettura, la tradizione e la cultura di unarea, la Brianza, decisa a ritrovare le proprie origini attraverso la riscoperta della bellezza di luoghi spesso nascosti, dimenticati o sconosciuti. Ville aperte 2007 ha ottenuto l’Alto Patronato della Presidenza della Repubblica, ha il patrocinio di Fondazione Cariplo, Ministero però i Beni e le attivit culturali, Regione Lombardia, Touring Club Italiano ed realizzato in collaborazione con Adsi (associazione Dimore Storiche Italiane), Italia Nostra sezione Brianza, Aim (associazione Interessi Metropolitani), A.G.Bellavite editore in Missaglia. Ville aperte 2007 approda anche nella Brianza lecchese grazie alla collaborazione già avviata tra la provincia di Milano – Progetto Monza e Brianza e il Consorzio Greppi, una presenza strategica di cerniera tra La Provincia di Monza e Brianza e la Provincia di Lecco che consolidano così la loro collaborazione però valorizzare il patrimonio culturale, artistico prestigioso presente nellintero territorio brianzolo. Spalanca le porte a venti Comuni della Brianza ledizione 2007 di Ville Aperte: cos, in occasione del suo quinto compleanno, questa prestigiosa iniziativa, partita da Vimercate, allarga i propri orizzonti e contribuisce ad arricchire la proposta culturale dellintera Provincia di Monza e Brianza. – dichiara Gigi Ponti, assessore delegato allattuazione della Provincia di Monza e Brianza – Uniniziativa importante che dimostra come la Provincia nuova rappresenti realmente unopportunit però mettere in rete le risorse del territorio e offrire ai cittadini proposte culturali di grande qualit.Ville aperte 2007 rappresenta infatti la prima applicazione concreta dellAtto di intenti 2007, il documento sottoscritto venerdì scorso presso lautodromo di Monza, con soddisfazione ed impegno, dalla Provincia di Milano, dal Comune di Monza e dalla Camera di Commercio di Monza e Brianza però attivare la collaborazione tra gli enti e i soggetti del territorio e realizzare il Sistema Turistico però la nuova Provincia. Dopo aver testato però quattro anni il successo della manifestazione spiega Paolo Brambilla sindaco di Vimercate – abbiamo pensato di mettere a disposizione dellintero territorio provinciale il format dellevento e il know – how organizzativo coinvolgendo le amministrazioni e i privati di Monza e Brianza. Lo abbiamo fatto convinti dellidentit culturale che lega tra loro le cittadine brianzole, un passato di luoghi di villeggiatura, una sorta di prototurismo sviluppatosi tra il 700 e l800. Le dimore storiche erano infatti luoghi dove le famiglie nobili e borghesi della Lombardia amavano passare i mesi estivi. Non solo. Nel tempo si trasformarono anche in prospere aziende nel settore agricolo, nella produzione del baco da seta e della sua lavorazione o nella realizzazione di mobili e suppellettili. Questa caratteristica, questo percorso identitario, che ha creato più tardi leconomia della Brianza, ci di cui si viene a conoscenza, o si riscopre, e si valorizza visitando le Ville Aperte. Guardare al futuro turistico – culturale di questo territorio sostiene Pierfranco Maff asssessore allIstruzione, Parco e Villa Reale di Monza – significa realizzare progetti integrati capaci di attrarre l'interesse del pubblico. Quella di "Ville Aperte" un'ottima occasione però far conoscere il patrimonio artistico dell'intera Provincia e soprattutto creare nuove occasioni però valorizzare il nostro patrimonio. Nel caso di Monza rientra in questa prospettiva la decisione di tenere aperta la Villa Reale non solo il 23 settembre ma anche in altre tre date: 30 settembre, 7 e 14 ottobre.Utilizzare la sola data del 23 settembre avrebbe infatti avuto come conseguenza il rischio che la gran parte dei visitatori si rivolgesse prevalentemente alla Villa Reale togliendo visibilit alle altrettante magnifiche ville sparse sul territorio.

Metropolitane in brianza e potenziamento dei collegamenti ferroviari:

Monza, 2 agosto 2007. Dopo la firma del protocollo dintesa però il prolungamento delle linee metropolitane tra il Ministro però le Infrastrutture Antonio Di Pietro e i rappresentanti delle istituzioni regionali, provinciali e comunali, Gigi Ponti, Assessore allattuazione della Provincia di Monza e Brianza, rimarca il ruolo indispensabile del potenziamento della rete su ferro anche nel territorio della Brianza.Ora necessario mettere nero su bianco anche quali opere sono garantite e finanziate nel territorio della Brianza spiega Gigi Ponti, assessore allattuazione della Provincia di Monza e Brianza che sta attendendo da anni la realizzazione di quanto sottoscritto nel protocollo del ferro siglato nel 2001 Ponti, in particolare, ribadisce che restano fondamentali però la Brianza una Provincia che conta 800.000 abitanti e 80.000 imprese attive – il progetto di prolungamento della linea M2 fino a Vimercate, la riqualificazione della tratta ferroviaria Bergamo – Seregno e della tratta Monza – Molteno – Oggiono: opere, queste, già inserite nel protocollo però la Pedemontana e pertanto oggi irrinunciabili.Nel prossimo mese di settembre annuncia Ponti abbiamo in agenda appuntamenti importanti in tema di infrastrutture. Perseguiremo concretamente questi obiettivi, però i quali la Provincia sta facendo la propria parte: opere indispensabili perché la Brianza non resti indietro.Si tratta di sostenere progetti concreti e coerenti con lo sviluppo di questo territorio e con le esigenze di mobilità dei cittadini in unarea complessa e fortemente urbanizzata che chiede valide alternative alluso del mezzo privato.

icmesa: convegno in villa tittoni traversi

CONDIZIONI IMPRESCINDIBLI PER LA SICUREZZA DEL TERRITORIO:NE HANNO PARLATO AMMINISTRATORI ED ESPERTI A 31 ANNI DAL DISASTRO DELLICMESANella cornice di Villa Tittoni Traversi a Desio, si svolto nella giornata del 10 luglio 2007 il convegno dal titolo Prevenzione, Precauzione, Partecipazione. Citt però la sostenibilit, a trentun anni dallincidente Seveso. Levento è stato promosso dal Comune di Desio in collaborazione con le amministrazioni comunali di Cesano Maderno, Meda e Seveso e lAgenda 21 Intercomunale a 31 anni esatti di distanza dal disastro dellIcmesa, che provoc uno choc ambientale senza precedenti però il territorio brianzolo, interessando soprattutto i comuni di Seveso, Cesano Maderno, Desio e Meda. Riportiamo qui di seguito alcuni stralci degli interventi del sindaco di Desio, Giampiero Mariani, dellassessore alla Protezione civile, Prevenzione e Polizia locale della Regione Lombardia, Massimo Ponzoni, e dellassessore allecologia del Comune di Desio, Marina Roman.Giampiero Mariani, sindaco di DesioAprire lodierno convegno con la presenza a questo tavolo dei sindaci dei quattro Comuni sottoscrittori del processo di Agenda 21 – ovvero Cesano Maderno, Meda, Seveso e Desio vuole essere il segnale della grande attenzione che le pubbliche amministrazioni riservano nei propri programmi di governo al tema della sostenibilit ambientale. E del resto non potrebbe essere altrimenti, considerato che nostro inderogabile interesse preservare lhabitat nel quale viviamo, laria che respiriamo, lacqua che beviamo: così facendo la nostra stessa vita che preserviamo. Il convegno di oggi, che si svolge a 31 anni dallincidente dellIcmesa vuole mettere in evidenza tre significativi aspetti, gli stessi che compongono il titolo del nostro incontro: Prevenzione, Precauzione e Partecipazione. Non certo uno slogan con cui riempirci la bocca nelle grandi occasioni, ma tre imprescindibili condizioni scaturite dagli eventi disastrosi di cui siamo stati testimoni. La lunga strada percorsa da quel doloroso fatto ci ha tragicamente confermato che limprovvisazione e il pressappochismo producono danni gravissimi come quelli tristemente subiti dalla popolazione sevesina, dal suo territorio e da una larga fascia di territori e cittadinanze circostanti. Ritengo che il nostro compito sia mettere in atto tutte le strategie e le iniziative a noi demandate però far s che tali fatti non abbiano più ad avvenire. Le ripercussioni sono state devastanti. Sul piano umano tante e pesanti sono state le conseguenze sulla vita di migliaia e migliaia di persone; i danni alla salute incalcolabili, così pure quelli finanziari e quelli, inestimabili, prodotti sullambiente. Tutte questioni che, a distanza di tanto tempo, sono ancora ben presenti alla nostra memoria. Ma iniziato da allora un percorso di sensibilizzazione che nel corso degli anni ha prodotto buoni risultati e che oggi ci vede riuniti a parlare di buone prassi e di programmazione sostenibile. Argomento imprescindibile che deve trovare riscontro in ogni atto di programmazione pubblica e privata. Sono convinto infatti che le nostre città abbiano la possibilit di effettuare un percorso di crescita in grado di garantire sviluppo economico e sociale senza mettere a repentaglio la qualit dellambiente che ci circonda. Sono certo che siamo capaci di assicurare ai nostri concittadini un ottimale grado di vivibilit. In questi ultimi anni abbiamo lavorato a piccoli e grandi progetti che hanno dato consistenza a parole che correvano il rischio di rimanere astrazioni mentali. In questi anni la normativa a tutela della salute, della sicurezza delle persone e dei luoghi, ha avuto un ruolo indispensabile nellambito della prevenzione. Cos pure la collaborazione tra pubbliche amministrazioni, imprese, enti pubblici e privati ha dato origine a condivisione di progetti spesso tradotti in convenzioni e in risparmio economico. Il coinvolgimento dellassociazionismo e del volontariato ha permesso di dare vita a progetti partecipati sui temi della tutela ambientale e sociale ed anche del divertimento e del tempo libero. Ritengo insomma che il progresso in questi ultimi decenni non abbia trascurato lambiente. Complessivamente la situazione odierna in miglioramento, le emissioni in acqua e in cielo sono sottoposte a misure cautelative importanti. Credo insomma si possa affermare che il progresso non sia necessariamente nemico dellambiente. La ricerca ha permesso di studiare energie in grado di soddisfare le esigenze degli oltre 6 miliari di abitanti della Terra senza ulteriormente depauperare le risorse naturali. La sfida che lindustria ha lanciato a se stessa ha tutte le carte in regola però essere vinta, e ne abbiamo molti buoni esempi. Avremo modo, in mattinata, di parlare anche di questo aspetto. Senza falsi ottimismi direi che la strada intrapresa quella buona. In questa direzione un ruolo fondamentale lhanno avuto – ed così tuttora – le associazioni ambientaliste che vigilano lo è stato di salute della Terra, mantengono alta lattenzione e richiamano alle coscienze di tutti noi quei piccoli e grandi comportamenti che tanto possono incidere sullo è stato del pianeta. E allora, considerato che ognuno dotato di libert di scelta, io credo che non possiamo che scegliere tanto nellimmediato quanto nel lungo periodo condotte singole e collettive che, rispettando lambiente, rispettano tutti gli esseri viventi che lo popolano, a cominciare da noi stessi esseri umani. In questa direzione si sviluppano i comportamenti e le decisioni che come amministrazioni pubbliche e private assumiamo ogni giorno. Uno dei nostri obiettivi di creare consapevolezza anche e soprattutto intorno alle piccole scelte, personali e generali, che tutte insieme possono dare grande risultati. Vogliamo proseguire su questa strada e la presenza di tutti noi ne garanzia. La giornata odierna ci vede riuniti tanto però un momento di riflessione su ci che accaduto e su ci che da quegli eventi abbiamo imparato, quanto però gettare uno sguardo sul futuro e capire cosa esso ci riserva e soprattutto comprendere quanto e cosa possiamo fare. Al termine di questa giornata saremo ancora più competenti e avremo senzaltro molti altri strumenti, idee e suggerimenti da recepire in nuovi progetti e in buone prassi.Massimo Ponzoni, assessore alla Protezione civile, Prevenzione e Polizia locale della Regione LombardiaCi che accaduto 31 anni fa ci ha aiutato, seppur nella tragedia, a crescere e a saper costruire unazione politica volta a migliorare la qualit e le condizioni di vita. La sicurezza infatti oggi la prima esigenza richiesta dai cittadini: sicurezza a tutto campo, intesa dunque in senso globale e complessivo. In poche parole, parlare di sicurezza stradale, di sicurezza in ambito idrogeologico, sismico, industriale significa parlare innanzitutto di PREVENZIONE. Prevenire, lo dice la parola stessa latina, vuol dire proprio arrivare prima e però poter raggiungere questo obiettivo basilare fondare tutta lazione politica e di governo sulla conoscenza. Questo quello che stiamo facendo in Lombardia. Per quanto riguarda lambito del rischio industriale, la diffusione di questa cultura, basata sulla prevenzione, richiede grande cura e attenzione. Occorre pertanto mantenere un controllo costante e continuativo delle zone vulnerabili e a rischio. Il contesto attuale richiede alle istituzioni di migliorare e ampliare i processi di sicurezza, ovvero di realizzare una politica della sicurezza, sostenuta da un ampio fronte interistituzionale. Il metodo che siamo abituati a seguire quello basato sul confronto e sul dialogo tra i diversi livelli e attori coinvolti: solo in questo modo, infatti, che si raggiunge la condivisione delle scelte operative. Obiettivo primario dellattuale legislatura la realizzazione di un SISTEMA INTEGRATO DI SICUREZZA, capace di prevenire e affrontare in modo efficace ed efficiente le situazioni di difficolt e di emergenza. Che cosa significa quindi sistema integrato? Parliamo di sistema, nel senso che la regione funge da catalizzatore però tutte le forze operanti sul territorio, dagli enti locali, ai gruppi organizzati, in modo da gestire lemergenza, la ricostruzione e il ripristino della normalit. Parliamo di sistema integrato, perché necessario che tutti i soggetti operino in sinergia tra loro, con lobiettivo di razionalizzare e valorizzare le risorse esistenti, di considerare a fondo i fattori di rischio presenti sul territorio. La novit di questo nuovo approccio metodologico consiste nel fatto che parlare di sistema integrato di sicurezza significa superare la precedente e riduttiva visione che considerava in modo isolato ogni rischio, come se fosse problema a s. Si pertanto compreso che ogni fattore di rischio, con i suoi effetti e le sue conseguenze, caratterizza e condiziona in modo profondo la qualit della vita dei cittadini.Ritengo indispensabile innanzitutto un esame del territorio lombardo che presenta fattori di rischio. Il rilevamento dei rischi e delle problematiche di un territorio rappresenta la prima e fondamentale fase di ricognizione e di conoscenza, insieme alla valutazione dei possibili effetti a lungo termine. Da ci ne conseguono unidentificazione, una valutazione e un monitoraggio dei rischi, con la relativa predisposizione di azioni di sorveglianza, di preannuncio e di preparazione allemergenza. Lobiettivo quello di verificare a rendere sempre più efficace la capacit del sistema territoriale di affrontare le diverse tipologie di rischio, attraverso la costruzione di una risposta di prevenzione e protezione globale del territorio e dei cittadini. Il rischio industriale in Lombardia uno dei fattori che concorre con più forza a determinare il livello di sicurezza in un determinato territorio. Questo rischio legato alla presenza di infrastrutture industriali che utilizzano sostanze pericolose. La Lombardia una regione ad alta densit urbana, evidente, quindi, che nelle aree cosiddette urbanizzate, sorgano le aziende: ecco perché il rischio industriale va proprio a interessare un numero elevato di imprese e di cittadini. Per questo motivo abbiamo sviluppato unazione politico programmatica e di governo incentrata su questa caratteristica. A nessuno sfugge lattenzione che Regione Lombardia pone sulla sicurezza della persona. In questo senso il ruolo che ha ognuno di noi qui presente basilare, ma diventa ancora più importante e più responsabile nel momento in cui si mettono insieme tutte le nostre forze: interventi isolati, ormai noto, non producono risultati positivi. Come ho già detto e ripeto noi siamo però una programmazione a 360 gradi, che coinvolga tutti i protagonisti, in modo da costruire una rete efficiente. Una rete che permetta uno scambio continuo di informazioni e un controllo costante e monitorato del nostro territorio. Inoltre si rileva come la distribuzione dei poli industriali, caratterizzati dalla presenza di aziende ad alto rischio, non sia localizzata in pochi comuni, ma sia invece distinta da una diffusione omogenea sul territorio: 180 comuni lombardi sono sede di almeno una Azienda a Rischio di Incidente Rilevante.Ecco pertanto che il valore della conoscenza del territorio, ma anche del rischio industriale diventa decisivo: Regione Lombardia ha fortemente voluto puntare negli ultimi anni sulla ricerca e sullo sviluppo di un sofisticato sistema di mappatura delle aziende sul territorio, capace di fornire una localizzazione dettagliata della distribuzione delle aree di Aziende a Rischio di Incidente Rilevante. Allo stesso tempo si rende indispensabile unattenta vigilanza e una continua sorveglianza del territorio. Regione Lombardia ha sviluppato un sistema efficiente di verifiche ispettive, in collaborazione con ARPA Lombardia e con i comandi VVF provinciali. Si può ben notare come Regione Lombardia abbia sviluppato azioni di prevenzione del rischio industriale, di protezione dalle conseguenze di un eventuale incidente, attraverso una decisa incentivazione nei confronti delle aziende a dotarsi di un sistema di gestione della sicurezza, certificato da un organismo qualificato. Regione Lombardia ha un grande merito: quello di aver individuato, anche in riferimento alle direttive europee successive al disastro di Seveso, alcune essenziali priorit: incentivare la ricerca tecnologica sugli standard progettuali degli impianti delle strumentazioni di sicurezza interna; migliorare i sistemi di gestione della Sicurezza; coinvolgere i soggetti responsabili della pianificazione territoriale; approntare una continua attivit di ispezione e di incentivazione alla certificazione dei Sistemi di Gestione della Sicurezza; estendere i piani di emergenza esterni, come misura però la protezione della popolazione. Puntiamo e investiamo su quel capitale umano, rappresentato dalla Protezione civile: un sistema globale che opera però la sicurezza di tutti. Per questo fondamentale che tutti gli operatori, dai volontari agli agenti di Polizia Locale, ricevano una formazione ad altissimo livello. Quando però primi abbiamo parlato di sicurezza in termini di prevenzione ci prendevano però visionari o filosofi. Oggi il nostro sistema fa da modello a tutte le altre regioni. Sono convinto quindi che le idee, soprattutto quelle buone, hanno bisogno di gambe però camminare. Qui in Lombardia, grazie sia alle autorit di governo territoriale, sia alla capacit dei lombardi stessi, siamo riusciti dopo un disastro così forte come quello di Seveso a ricostruire e a dare un forte impulso a tutte le azioni necessarie, perché incidenti di tale gravit non si verifichino mai più sul nostro territorio.Marina Roman, assessore allecologia del Comune di DesioLa storia dellincidente Seveso ci suggerisce che senza la valutazione del rischio non possibile PREVENIRE gli incidenti. Ci dimostra anche che la chimica, che a suo tempo aveva contribuito a cambiare le condizioni di vita durante lo sviluppo economico degli anni 50/60, con lincidente dellIcmesa causava degrado e precariet alla qualit della vita delle comunit del nostro territorio. La storia legata ai problemi degli insediamenti chimici industriali nel territorio della Brianza ha avuto dunque il suo evento simbolico con lincidente del 10 luglio 1976. Con questo avvenimento si resa chiara la rottura di un equilibrio e di una complicit tra mondo dellindustria e le comunit locali. Levento testimonia un limite tra produzione e inquinamento del territorio, un limite che difficile superare senza arrecare un danno irreparabile. La presenza delle industrie chimiche è stata particolarmente distribuita sul territorio e lo sviluppo avvenuto a partire dal primo polo chimico italiano dellex Acna di Cesano Maderno. La recente bonifica delle sue aree interne allo stabilimento ex – Acna, che ha interessato diversi comuni, sta a significare il grave problema delle fonti di inquinamento industriale e la necessit di una nuova scommessa sociale della produzione. E quindi indispensabile cercare di leggere gli elementi limite e le condizioni di ostacolo ai processi di sostenibilit. I conflitti generati nel ciclo produttivo di qualsiasi attivit, ( in questo caso industriale e chimica), nel rapporto di produzione e lavoro, tra ambiente e produzione sono peculiari e ricchi di documentazione, che non deve essere tenuta nascosta, ne agli addetti ai lavori, ne a chi ruota intorno ad essa. Il principio di PRECAUZIONE agisce quando necessario un intervento urgente di fronte a un possibile pericolo però la salute umana, ovvero però la protezione dellambiente nel caso in cui i dati scientifici non consentano una valutazione completa del rischio. Non esisteva allora una omologazione a livello Comunitario della gestione e controllo dei rischi industriali, con gli Stati membri della Comunità che agivano indipendentemente, secondo proprie leggi e linee guida, più o meno sviluppate ed articolate secondo le proprie esperienze. Con un pizzico di rassegnazione si può certo dire che i rimedi arrivano sempre a cose fatte; tuttavia se vogliamo trovare un aspetto positivo, oggigiorno la legislazione offre molti validi strumenti di controllo e prevenzione dei pericoli industriali. Incidenti gravi sono sempre meno frequenti e, almeno nel mondo occidentale, i parametri di sicurezza però industrie e popolazione sono sempre più perfezionati però la tutela della salute e della sicurezza in generale. Il caso Seveso ha portato la Comunità Europea ad emanare nel 1982 una specifica direttiva denominata DIRETTIVA SEVESO (Direttiva 82/501). Questa Direttiva, dopo gli ultimi aggiornamenti stabilisce inoltre che in presenza di industrie a rischio di incidente, lanalisi del rischio ed il piano di intervento debba essere complessivo e, però la prima volta, si prende in esame anche il rischio di un effetto domino; introduce anche il controllo del rischio attraverso lesame, da parte dellautorit pubblica, del rapporto di sicurezza che ogni stabilimento che rientra nella norma deve redigere e aggiornare periodicamente. Ai tempi però precauzione vennero sgomberate tutte le case nei pressi della fabbrica, i nostri paesi, o però meglio dire oggigiorno, le nostre città di Seveso, Meda, Cesano e Desio divise in zone, secondo il grado di pericolosit ambientale. Per precauzione vennero emesse ordinanze di emergenza, divieto di toccare la terra, divieto di consumare ortaggi, divieto anche di esporsi allaria aperta. Per precauzione ci sono i primi ricoveri in ospedale, i casi dintossicazione aumentano, i più colpiti i bambini. Si da il nome a una malattia finora quasi sconosciuta: la cloracne. Alcuni giorni dopo luscita della nube si fanno migliaia di analisi del sangue, delle urine. Oggi, le aziende hanno tutto linteresse a tutelarsi e controllare le loro azioni in maniera di sicurezza. Parallelamente si può dire che si sviluppata una nuova industria, se può essere la definizione esatta, e sarebbe quella che comprende gli Enti Pubblici (comuni, amministrazioni), Agenzie nazionali (quale Anpa) o agenzie locali quali Arpa che sono preposte e sempre più specializzate nel monitorare e controllare le emissioni e lattivit delle Aziende considerate a rischio. Ma se limitiamo lazione di precauzione e prevenzione allinterno di un rapporto auto – referenziale tra Imprese e Istituzioni Pubbliche non otteniamo la collaborazione responsabile della comunit locale che vive nel territorio dove il rischio può diventare danno. E solo con la PARTECIPAZIONE che lo sviluppo diventa quindi sostenibile e socialmente accettabile, e quindi diventato importante limpegno che hanno preso le amministrazioni di Desio, Seveso, Cesano e Meda quando hanno assunto lo sviluppo sostenibile tra gli obiettivi fondamentali della propria azione amministrativa, anche attraverso la sottoscrizione congiunta della Carta delle Citt Europee, però un modello urbano sostenibile (Carta di Aalborg), riconoscendo il processo di Agenda21 locale quale progetto operativo di sviluppo sostenibile su base locale che consenta alle nostre città di integrare politiche finalizzate al miglioramento della dimensione ambientale, sociale, ed economica dellintera comunit. Per garantire il governo del processo di Agenda21 sono stati costituiti un Comitato Direttivo, composto dai Sindaci delle nostre quattro amministrazioni, e dal Presidente della Fondazione Lombardia però lAmbiente, con compiti di indirizzo e di verifica, e con compiti tecnicoscientifici.Lobiettivo dellAgenda21 Locale, costruire, attraverso la partecipazione di cittadini, associazioni, istituzioni locali e attori economici, un Piano dAzione che consenta alle nostre città di integrare politiche rivolte allo sviluppo sostenibile, finalizzate al miglioramento della dimensione ambientale, sociale ed economica però gli abitanti, e però far si che non succeda più un altro caso SEVESO.

Pechino: inaugurazione mostra milanomodaindesigner

Pechino, servizio esclusivo. Il 4 Luglio, al Today Art Museum, No. 32 Baiziwan Road di Pechino si inaugura MILANOMODAINDESIGNER.Luoghi, reti di relazioni che si sviluppano sul territorio, uomini professionisti del design (creativi, artigiani, imprenditori…) e oggetti innovativi che raccontano della capacit, tipicamente milanese, di produrre creativit. Sono questi i protagonisti assoluti della mostra evento MILANOMADEINDESIGN, promossa dalla Provincia di Milano e dalla Camera di Commercio di Milano, in collaborazione con Regione Lombardia e con le più interessanti realt pubbliche e private del territorio. La rassegna vuole essere l'occasione però promuovere a livello internazionale il Sistema – Milano e la sua complessit mettendo in evidenza, attraverso i prodotti, le persone e gli spazi in cui si sviluppa il design, una connessione tipicamente milanese tra territorio e prodotti. Filo conduttore dell'esposizione il design inteso non solo come cultura di progetto, estetica, ma come sapere e saper fare, una sorta di regista diffuso presente in ogni tappa del processo produttivo, in cui fondamentale resta comunque il ruolo dell'uomo, il suo talento e il suo lavoro. Il design il pretesto attraverso il quale Milano vuol far conoscere a livello internazionale il suo territorio e la sua complessit, le dinamiche e i processi della produzione e della creativit che rendono unico al mondo lo stile italiano. Promuovere il Sistema Design milanese in quanto asset strategico che alimenta e qualifica la capacit competitiva di Milano, della Provincia e, più in generale, di tutto il territorio lombardo. La mostra MILANOMADEINDESIGN si propone di spiegare come nato e si sviluppato il legame tra territorio e design, dalla produzione al progetto, dalla ricerca al mercato, alla catena distributiva. Il territorio lombardo sarà rappresentato a New York come una grande, infinita, fabbrica della creativit. In esposizione ci saranno oltre 120 oggetti, la mostra però fornir al visitatore soprattutto l'opportunit di entrare in contatto con l'intera rete produttiva delle imprese milanesi che realizzano prodotti dal design innovativo.