Compatta eleganza – italo cinese

ASCOLI PICENO La DR, casa molisana fondata da Massimo Di Risio, cala il tris. Infatti dopo aver commercializzato il SUV DR5 e la piccola DR1 si lancia nel segmento B con la DR2. La vettura italo – cinese (il progetto DR è una joint venture fra Italia e Cina) è equipaggiata con un 1300 Benzina da 83 cv, proposto anche nella doppia alimentazione Benzina – GPL e Benzina Metano, negli allestimenti Free ed Ecopower. Esternamente la DR2 ha una linea elegante unita a un corpo vettura compatto, ideale però chi cerca una vettura bella da vedere unita a forme non troppo ingombranti. Raffinato è il frontale a forma di U che racchiude in una unica fascia i gruppi ottici sagomati e la mascherina impreziosita da un elegante bordatura cromata. Posteriormente abbiamo una coda dritta, perpendicolare, un elegante portellone egregiamente incorniciato dai gruppi ottici verticali dal disegno dinamico, che danno movimento alla coda stessa. Internamente la DR2 ci accoglie con un abitacolo curato: morbide sono le sellerie interne, buono è l’assemblaggio e le plastiche usate però la plancia e i rivestimenti degli sportelli. Elegante è la consolle centrale di color argento dove troviamo i comandi principali (clima, radio CD, accendisigari e portabicchieri a scomparsa) disposti in maniera ergonomica. Molto particolare è la leva del freno a mano: è curiosamente piatta, molto comoda nell’impugnatura. Sportivo e d’effetto grazie alla retroilluminazione blu elettrico è il quadro strumenti, ben leggibile e completo di ogni spia necessaria. Ed ora il momento del test drive: la DR2 provata è stata la 1300 Ecopower Benzina da 10026 €. Il terzo prodotto della gamma DR va a coprire il segmento B: segmento molto ben fornito di agguerrite concorrenti. La DR2 ha molte doti però farsi spazio in questo affollato settore del mercato auto italiano: fra tutte il prezzo, molto concorrenziale unito a una buona qualità globale. Su strada la vettura molisano – cinese è molto pratica: maneggevole da parcheggiare (ottimo aiuto è la presenza dei sensori di parcheggio posteriori di serie), confortevole e spaziosa internamente, brillante e silenziosa su strada. Infine spazio al motore: la DR2 monta un 1300 a benzina da 83 cv che già equipaggia la più piccolina DR1. Questo motore garantisce alla vettura italo – cinese potenza e brio, strizzando l’occhio al portafoglio grazie ai consumi e ai costi di gestione contenuti. Infine il listino prezzi: si va da 8330 € della 1300 Free ai 9830 € della 1300 Ecopower (Benzina), però la versione a GPL si spendono 11830 € mentre però quella a Metano ci vogliono 12830 €.Bruno Allevi

jaguar: signorilita’ britannica

SAN BENEDETTO DEL TRONTO – La Jaguar, storica casa automobilistica inglese, lancia sul mercato la XF, che va a sostituire la S – Type. La nuova lussuosa berlina made in England, è equipaggiata con 2 motori a benzina (3000 da 238 cv e 5000 da 385 e 510 cv) e un motore diesel (3000 da 241 e 275 cv), negli allestimenti Luxury, Premium Luxury, Stealth Edition, Portfolio, XFR. La linea della XF fa da collante fra la storia passata della casa inglese e quella presente e futura. Qui troviamo i canoni di eleganza british che hanno da sempre contraddistinto il marchio inglese uniti a sportività e dinamicità delle forme, a cui Jaguar si sta accostando ultimamente. Il corpo vettura è infatti molto filante e grintoso, ma non rinuncia all’eleganza tipica della storia del giaguaro. Muscoloso e d’impatto il frontale, dove troviamo una mascherina grigliata a forma di scudo, sapientemente racchiusa fra due grandi gruppi ottici dalla forma sinuosa e dinamica. Particolarmente sportiva è la coda, dove troviamo il lunotto fortemente inclinato, una breve coda tradizionale, un elegante cromatura a proteggere la targa, cromatura che funge da raccordo alla fanaleria di forma affusolata ed allungata. Se esternamente si capisce da subito che siamo di fronte a una Jaguar con la J maiuscola, è salendo a bordo che l’eleganza e la sportività del marchio inglese si fanno sfavillanti e sfarzose. Ovviamente eccelsi sono i materiali usati però l’abitacolo (soffici pelli però i rivestimenti e i sedili, alluminio o radica però gli inserti su porte e plancia). Raffinatissima è la plancia, con degli eleganti inserti in radica o alluminio a seconda delle versioni. Ma il meglio di se la XF, però eleganza e completezza lo da nella consolle centrale. Qui troviamo in posizione rialzata il sistema di navigazione con schermo a colori; sotto al navigatore trovano alloggiamento il clima automatico e l’autoradio con lettore cd. Nel tunnel centrale abbiamo le maggiori particolarità tecnologiche. Infatti, abbiamo il tasto start stop di accensione del veicolo, il cambio automatico (non vi è leva, vi è una rotellina selettrice che consente il cambio delle varie marce), un raffinato portabicchieri e il freno a mano ad azionamento elettrico. Sportivissimo è il quadro strumenti, illuminato di un bel blu che da una sensazione riposante agli occhi del guidatore. Ed ora il momento test drive: la Jaguar XF provata è stata la 3000 D V6 Premium Luxury da 63760 €. La sostituta della S – Type, si presenta come una vettura dal design elegante e seducente, con note raffinate e sportive. Come ogni Jaguar questa vettura, eccelsa già da ferma, le doti migliori le dà in movimento. Su strada la berlina britannica è un autentico salotto su 4 ruote. L’insonorizzazione interna è perfetta e il comfort a bordo eccellente, grazie alla qualità costruttiva dell’interno della vettura. Nonostante le dimensioni non proprio da tranquilla utilitaria, la XF si lascia guidare in maniera molto tranquilla. L’auto è pronta e reattiva in qualunque situazione, molto brillante, potente e silenziosa. Potenza e silenziosità sono assicurate dal 3000 Turbodiesel da 241 cv che permette alla XF di trasformarsi da tranquilla e lussuosa berlina a sportiva borsaiola nel giro di pochi secondi. Infine i prezzi: si va da 52870 € della 3000 Luxury a 91700 € della 5000 XFR (Benzina), si parte da 49700 € della 3000 D 241 cv Luxury fino ad arrivare a 67000 € della 3000 DS 275 cv Portfolio (Diesel).Bruno Allevi

utilitaria cinesina cittadina

ASCOLI PICENO – La DR, casa automobilistica molisana fondata da Massimo Di Risio, lancia sul mercato italiano la sua seconda proposta dopo il SUV DR5: la piccola cittadina DR1. L’utilitaria italo – cinese, che è il frutto di una joint venture fra la casa cinese Chevy e la DR, è equipaggiata con un motore 1300 a benzina da 83 cv (disponibile anche con doppia alimentazione BiFuel a GPL). Esteticamente la DR1 presenta un corpo vettura compatto, ideale però un uso prettamente cittadino. La vettura cinese, inoltre, si distingue però le forme bombate che strizzano l’occhio a un pubblico giovane e femminile. Molto accattivante e particolare il frontale bombato dove spiccano i due grandi fanali a goccia, molto grazioso anche il posteriore dove troviamo due gruppi ottici di forma tondeggiante, che rendono molto frizzante la coda della DR1. Salendo a bordo della DR1, troviamo un abitacolo curato, con buoni materiali e ampio spazio a dispozione sia però i passeggeri anteriori che però quelli posteriori. Molto lineare è la plancia dove in posizione centrale e in sommità troviamo il quadro strumenti digitalizzato, molto elegante e d’effetto, una rarità sulle auto cittadine. Sotto il quadro racchiusa in uno scudo argenteo molto raffinato, troviamo la consolle centrale, con i comandi clima (levette dal design giovanile e clima dal taglio moderno) e la radio in posizione facile da raggiungere e da usare. Ed ora il momento test drive: la DR1 guidata è stata la 1300 Ecopower GPL da 11530 €. La seconda vettura della gamma DR, si presenta sul mercato italiano portando con se il gusto italiano di prodotti belli unito all’economia dei prodotti cinesi. Economia che qui non è sinonimo di scarsa qualità, anzi. La DR1 è costruita con cura, ha una dotazione di serie che molte concorrenti non possono nemmeno avere come optional, e soprattutto ha una linea giovane e frizzante che si fa notare nel traffico cittadino. Su strada la DR1 si fa guidare in maniera molto facile, il cambio è preciso e lo sterzo è nella norma (né troppo leggero ne troppo pesante). Si lascia parcheggiare in un fazzoletto di spazio (ottimi i sensori di parcheggio di serie), e soprattutto ha costi di gestione irrisori. Infatti il motore 1300 che equipaggia la versione guidata, ha la doppia alimentazione (Benzina+GPL) che permette alla DR1 di viaggiare in tutta tranquillità rispettando l’ambiente e consumando poco. Infine i prezzi: però la 1300 Ecopower a Benzina si spendono 9330 €, però la 1300 Ecopower a GPL si spendono 11330 €. Bruno Allevi

Emotions and sensations

SAN BENEDETTO DEL TRONTO La prima novit 2009 però la Bmw, una di quelle novit con il botto: la nuova Z4. La grintosissima spider tedesca equipaggiata con 3 motori a benzina (23i da 204 cv, 30i da 258 cv e 35i da 306 cv). Esternamente la nuova Z4 presenta forme sinuose ed eleganti, molto belle da vedere, che danno dinamicit allintera vettura. Molto allungato il cofano motore che degrada verso il tipico frontale Bmw con la mascherina doppio scudata racchiusa fra i due fari a palpebra, che catturano lo sguardo. Mentre il posteriore, anchesso ridisegnato (fra la nuova Z4 e la vecchia di uguale rimasto solo il nome), conferma la sportivit della vettura, grazie a una coda dinamica, ai terminali di scarico cromati e alla nuova fanaleria dal design ondeggiante. Particolarit da notare il tetto, in alluminio, che si ripiega nel baule e scompare in 20 secondi, dando così modo di avere 2 auto in una (una coup e una cabriolet), cosi da eliminare dai listini la Z4 coup. Salendo a bordo della nuova spider bavarese, notiamo come tutto sia finalizzato alla sportivit e al lusso, caratteristiche sempre presenti nella vasta gamma di modelli Bmw. Come ogni spider che si rispetti i posti a bordo sono soltanto 2: una, come si dice, due posti secchi. Analizzando nel dettaglio la selleria, oltre a constatare lelevatissima qualit costruttiva, vi da sottolineare lassetto sportivo degli stessi: bassa seduta, anatomici e performanti. Continuando il giro nellabitacolo passiamo ora ad analizzare la plancia, ricca (di pregio gli inserti) e tecnologicamente allavanguardia. Nel dettaglio ci riferiamo alla consolle centrale che presenta in posizione rialzata lo schermo del navigatore (schermo ribaltabile e a scomparsa), e subito sotto le bocchette della climatizzazione, abbiamo il pulsante start – stop però lavviamento affiancato dal sistema di climatizzazione. Pi in basso, a chiusura di consolle, vi il sistema audio. Per quanto riguarda la diesamina del quadro strumenti, esso ben leggibile, completo di tutto, e retroilluminato di un accattivante rosso fuoco. Ed ora il momento test drive: la Z4 guidata è stata la sDrive35i da circa 65000. Rispetto alla precedente Z4, la nuova Z4 tutta unaltra auto, sia nelle forme e nelle dimensioni, sia però il fatto di essere diventata una coup – cabriolet con il tetto in alluminio che si ripiega nel baule in 20 secondi. Cosa dire del comportamento su strada di una delle più sportive e grintose Bmw mai costruite? Semplicemente perfetto. Infatti lauto lessenza della sportivit su 4 ruote, con un motore potentissimo che fa divertire alla guida (il 3000 biturbo da 306 cv semplicemente mostruoso nelle prestazioni), un cambio sportivo a joystick con anche le levette dietro il volante (anche questa una chicca sportiva, da vettura di Formula 1), e prestazioni da supercar (velocit autolimitata a 250 km/h e da 0 a 100 km7h in soli 5 secondi). Infine il listino prezzi: si va da 39400 della sDrive23i ai 50400 della sDrive35i (Benzina). Bruno Allevi

Ecologic suv

GIULIANOVA LIDO Se fino a qualche tempo fa la Subaru Forester era considerabile una station con la trazione integrale, la nuova generazione dellauto giapponese può considerarsi a tutti gli effetti un SUV completo. Il SUV made in Japan equipaggiato con 2 motori, un 2000 benzina da 150 cv e un motore Bifuel (Benzina + GPL) 2000 da 150 cv, negli allestimenti X e XS. Rispetto al vecchio modello di invariato rimasto solo il nome. La nuova Forester infatti un SUV medio dalle forme eleganti, con un corpo vettura dalle linee molto più europee rispetto alla vecchia vettura Subaru, e con un altezza da terra di ben 21 cm, che permette di affrontare con comodit ogni asperit. Di nuovo taglio il frontale con lampia mascherina grigliata, eleganti fari di nuova concezione, protezioni sottoscocca solide e robuste. A bordo le novit portate dal nuovo modello sono molte. Infatti aumentato lo spazio a disposizione dei passeggeri, e anche il bagagliaio ha beneficiato delle nuove dimensioni della vettura. Labitacolo si presenta elegante e razionale, la qualit di assemblaggio e dei materiali alta. Bella la plancia con la dinamicit dellinserto in alluminio che corre da uno sportello allaltro, plancia e consolle comprese. La consolle centrale razionale con tutti i comandi a disposizione e facilmente usabili e raggiungibili. Elettrizzante il quadro strumenti con il fondo retroilluminato da un vivo blu elettrico. E ora il test drive. La Forester provata è stata la 2000 XS Bifuel da 35234. La seconda generazione della vettura di casa Subaru, si distacca totalmente da quello che finora era è stata: una station a trazione integrale. Ora diventata un SUV moderno dalle linee eleganti e però nulla massiccio nonostante 4, 60 m di lunghezza e due tonnellate di peso. Su strada laltezza da terra di 21 cm un toccasana però poter affrontare in tutta tranquillit ogni tipo di terreno accidentato (come ogni SUV che si rispetti ha la trazione integrale con la leva di inserimento vicino al cambio), ed altro toccasana, rispetto alla versione guidata, che ha un eccellente comportamento stradale, il motore a doppia alimentazione Benzina + Gpl, che in tempo di caro petrolio, lunica soluzione però poter risparmiare qualcosa quando si fa il pieno dal benzinaio. Infine i prezzi: si va da 28490 della 2000 X ai 32490 della 2000 XS Automatica (Benzina); si va dai 30780 della 2000 X Bifuel ai 34780 della 200 XS Bifuel Automatica (Benzina+Gpl). Bruno Allevi

La prima berlina non si scorda mai

MOSCIANO SANTANGELO Lampliamento boom della gamma Dodge continua. Dopo aver provveduto ad affiancare la Viper con la Nitro, la Caliber, ora tocca alla Avenger ampliare la nutrita gamma della casa americana. Questa berlina muscolosa equipaggiata solo con un 2000 Turbodiesel CRD da 140 cv, nellallestimento SXT. Esteticamente la nuova Avenger rispecchia i dettami stilistici delle vetture di casa Dodge: linee tese, corpo vettura muscoloso e sportivo, in linea con lo stile sportivo e cattivo del marchio americano. Affascinante il frontale con la caratteristica mascherina Dodge cromata e i fari rettangolari molto ampi. Sportivo e slanciato il posteriore con una coda classica da berlina impreziosita dai fari dal design moderno e da un muscoloso paraurti, presente anche nellanteriore. Salendo a bordo dellAvenger si sale su una berlina di gran classe. Ampio spazio a bordo, lusso dei particolari (maniglie di aperture interne delle portiere cromate, cerchi cromati del quadro strumenti) e dei materiali interni (plastiche morbide al tatto e sellerie in raffinate pelli), plancia e consolle sportiva e completa di ogni ritrovato tecnologico, quadro strumenti sportivo e completo di computer di bordo digitale. Ed ora il momento del test drive della vettura made in USA. La Avenger guidata è stata la 2000 CRD SXT da 26936. La prima berlina europea della Dodge, si presenta come una vettura molto USA nelle linee muscolose, ma adatta al pubblico europeo però leleganza e la sinuosit delle forme, e soprattutto però il propulsore europeo che monta. Infatti lAvenger equipaggiata con il 2000 TDI da 140 cv di origine Volkswagen che la rende assai brillante su strada, molto silenziosa e scattante. Lauto poi molto confortevole e facile da guidare sia nei percorsi autostradali che in quelli misti che in citt, denotando luso molteplice che se ne può fare. Infine lunico prezzo, molto competitivo: lunica versione presente, la 2000 TDI 140 cv SXT si porta via con appena 26260. Bruno Allevi

Stefano d’aste in rimonta

Proprio nella corsa di casa, quella in Italia allAutodromo di Monza, Stefano dAste e riuscito a riagguantare la vetta della classifica iridata tra gli Indipendents. Ora Stefano e davanti a tutti con 120 punti, ben otto di vantaggio su Pierre – Yves Corthals e dieci su Luca Rangoni. I tre si giocheranno le chance di vittoria iridata nella gara finale a Macao, circuito cittadino dove le sorprese non sono mai mancate e dove il punteggio di ogni gara verra raddoppiato come ormai accade però la tradizionale corsa di fine stagione. Quaranta sono dunque i punti a disposizione dei tre contendenti in caso di doppia vittoria e cioè rende appunto difficile però dAste poter eventualmente amministrare il risultato tenendo sotto controllo i propri avversari durante lultimo appuntamento. Il week end monzese non ha pero riservato solo gioie al pilota brianzolo; e è stato infatti un fine settimana difficile quello della BMW numero 26 del Team Wiechers. Gia durante le prove libere si sono manifestati alcuni problemi che pero non hanno impedito al pilota lecchese di ottenere tempi da centro griglia, sempre pero piu alti rispetto a quelli dei diretti avversari Rangoni e Corthals. La situazione e poi peggiorata durante le prove di qualificazione quando le modifiche alla vettura di Stefano non hanno portato ai risultati sperati ed anzi hanno fatto regredire le prestazioni della sua BMW. Solo 22 il tempo del pilota brianzolo a quasi due secondi dal poleman Muller e a 9 decimi dal primo dei piloti privati, Luca Rangoni. Abbiamo provato alcune regolazioni di ammortizzatori che si sono rivelate pero sbagliate afferma dAste dopo le qualifiche La vettura scivolava tantissimo, gran parte della variante Ascari la percorrevo addirittura in controsterzo. Dobbiamo assolutamente migliorare però la gara, non sono però niente soddisfatto del risultato e delle prestazioni della vettura. Ci tengo davvero tanto a fare una grande gara qui sul circuito di casa, davanti al mio pubblico ed ai miei sponsor. Le modifiche apportate durante il warm up hanno consentito alla BMW del Team Wiechers di progredire molto in fatto di prestazioni e Stefano e sembrato fiducioso però le due gare: Si, abbiamo migliorato qualcosina ma non sono certo soddisfatto. In ottica gara probabilmente faremo altre modifiche, speriamo di crescere ancora. Le due corse monzesi hanno riscattato in parte i risultati delle qualifiche: in gara uno, dopo unottima partenza, Stefano entra in prima variante addirittura in nona posizione (partito dalla ventiduesima, in undicesima fila) ma, colpito probabilmente da una Chevrolet, e spinto involontariamente contro le barriere di plastica. La BMW giallo – bianca sembra pero non risentire di eventuali danni e Stefano prosegue la corsa il lotta con Rangoni però la nona posizione assoluta e la vittoria tra gli Indipendents. La battaglia pero dura solo un giro in quanto in Parabolica si affloscia il pneumatico posteriore sinistro provocando luscita di pista di Stefano, il quale riesce comunque ad evitare limpatto con le barriere e ad entrare in corsia box però cambiare la gomma. Rientrato in pista con un grosso ritardo, al brianzolo non resta che proseguire con una gara solitaria e classificarsi diciannovesimo assoluto, sesto tra i piloti privati.Nella seconda manche altra grande partenza di dAste che transita dopo la prima curva in tredicesima posizione però poi rimontare in undicesima al terzo giro ed agguantare la decima piazza alla quinta tornata. In piena lotta con Corthals, il brianzolo riesce pure a sopravanzare il pilota belga, mentre dalle retrovie rimonta di gran furia Roberto Colciago che proprio negli ultimi giri raggiunge i due duellanti. Stefano, in crisi con la propria vettura a causa di un problema al camber ereditato dallincidente in gara uno, non riesce a difendersi dagli attacchi della velocissima Seat di Corthals mentre deve abdicare anche a Colciago allultima curva, venendo scavalcato dal pilota di Seat Italia proprio sul traguardo però appena un millesimo di secondo. Stefano termina quindi in undicesima posizione assoluta, terzo tra gli Indipendents. Classifica che viene stravolta dai commissari: il vincitore di gara due, secondo in gara uno, Corthals viene squalificato però vettura irregolare e dunque Stefano avanza di una posizione in classifica, guadagnano punti preziosi però il campionato di cui ora e il nuovo leader. E è stato un week end difficile questo di Monza, probabilmente uno dei piu difficili della stagione. Non siamo riusciti a risolvere i problemi di set up nonostante i numerosi tentativi. Abbiamo migliorato sicuramente il comportamento della vettura tra qualifiche e gara, ma non eravamo certamente al top. Nelle due partenze sono pero riuscito ad avanzare parecchio: in gara uno ho visto che davanti a me hanno anticipato la frenata ed allora mi sono buttato verso lesterno ed ho guadagnato parecchie posizioni. Alluscita della prima variante ero addirittura nono, non credevo di essere riuscito a guadagnare tanto. Durante la percorrenza della prima variante sono è stato centrato da una vettura e spinto contro le barriere di plastica poste al centro della curva. Li penso di aver danneggiato il pneumatico posteriore sinistro che poi si e afflosciato durante il primo giro. Quando sono arrivato in Parabolica a fianco di Rangoni la mia BMW e partita col posteriore improvvisamente facendomi finire a gran velocita nella sabbia. Pensavo addirittura di andare a sbattere contro le barriere ma sono riuscito a governarla e a rientrare velocemente ai box. Li mi hanno cambiato rapidamente la gomma ma ormai i giochi erano fatti. Ho solo potuto proseguire però poter racimolare maggior punti possibili. Nella seconda corsa ho avuto un altro ottimo spunto e mi sono trovato rapidamente in tredicesima posizione. Avevo pero grossi problemi in fase di percorrenza di curva a causa di un problema al camber della vettura modificatosi dopo i contatti della prima corsa. Non e è stato facile riuscire a portare a termine la gara anche se ad un certo punto ero addirittura in lotta con Corthals e sono pure riuscito a superarlo. Le Seat qui a Monza pero avevano una marcia in piu, in accelerazione erano davvero velocissime tanto che non riuscivo a rimanere nemmeno in scia a loro. Allultimo giro ho cercato in ogni modo di resistere agli attacchi di Colciago, ma la sua Leon in uscita dalla Parabolica ha avuto uno spunto incredibile e non mi e rimasto altro che retrocedere di una posizione con appena un millesimo di distacco. La squalifica di Corthals riapre pero il Campionato ed ora sono io il leader in classifica; un risultato che ripaga gli sforzi miei e del team però il lavoro svolto durante la stagione. Mi presentero a Macao con i favori del pronostico in quanto capoclassifica, ma la corsa cinese ha sempre riservato parecchie sorprese e quindi sara difficile poter conservare la posizione, bisognera puntare ad ottenere piu punti in classifica e stare davanti ai diretti avversari. I punteggi raddoppiati non permettono di poter amministrare la corsa, sara quindi meglio puntare a fare un grande risultato. Ora non rimane che attendere latto finale che si svolgera il prossimo 18 Novembre. Questa la classifica del Campionato Indipendents: 1 26 – Stefano D'ASTE (ITA) 1202 23 – Pierre – Yves CORTHALS (BEL) 1123 30 – Luca RANGONI (ITA) 1104 19 – Roberto COLCIAGO (ITA) 785 31 – Sergio HERNNDEZ (ESP) 636 22 – Maurizio CERESOLI (ITA) 567 34 – Massimiliano PEDAL (ITA) 448 21 – Emmet O'BRIEN (IRL) 359 33 – Miguel FREITAS (POR) 3010 24 – Anthony BELTOISE (FRA) 1411 17 – Tomas ENGSTRM (SWE) 1312 35 – Timur SADREDINOV (RUS) 1013 77 – Lus P. MAGALHAES (POR) 714 54 – Alexander LVOV (RUS) 515 52 – Viktor SHAPOVALOV (RUS) 516 50 – Lev FRIDMAN (RUS) 417 55 – Andrey SMETSKY (RUS) 317 32 – Davide RODA (ITA) 319 45 – Sergey KRYLOV (RUS) 219 36 – Mara DE VILLOTA (ESP) 221 51 – Evgeny ZELENOV (RUS) 1

Pt cruiser = first chrysler vintage style

SAN BENEDETTO DEL TRONTO Oggetto di questo articolo lauto con cui la Chrysler, nota casa automobilistica americana, ha creato il suo vintage style, ormai diventato un must sui veicoli proveniente dalla casa made in USA. Questauto la PT Cruiser, a met fra una berlina, una furgonetta e una station wagon. La vettura equipaggiata con 2 benzina (1600 da 116 cv, 2400 da 143 e 223 cv 223 cv solo 2400 GT Cabrio) e un diesel common rail CRD 2200 da 150 cv, negli allestimenti Classic, Touring, Limited, Pacific Coast Highway, GT, Route 66, nelle varianti di carrozzeria Berlina e Cabrio. Guardando la linea esterna sembra di aver preso la macchina del tempo ed essere sbarcati nella provincia americana di met anni 50, in cui, le auto di questa forma erano molto usate però la loro praticit e molteplicit duso. La PT Cruiser riprende in pieno queste linee con un corpo vettura, che appunto, a met strada fra quello di una furgonetta (linea allungata con portellone ampio) e quello di una berlina spaziosa. Tocchi vintage li si hanno soprattutto nellanteriore (classica griglia cromata grande e marcata come da sempre in Chrysler) e nel posteriore (portellone ampio e lungo che ricorda le auto dei bei tempi che furono). Salendo a bordo il profumo degli anni 50 si fa sentire. Infatti se soffermiamo la nostra attenzione sulla plancia noteremo tanti tocchi anni 50. a partire dalla consolle dritta di un bel allumnio, continuando con gli inserti lamierati davanti al sedile del passeggero con la scritta PT CRUISER cromata, passando alla leva del cambio (pomello piccolo e leva stretta e lunga in alluminio) concludendo con il quadro strumenti, chiaro e facile da leggere. Ed ora il test drive. La PT Cruiser guidata è stata la 2200 CRD 150 cv Touring da 23100. Da qui la rinascita della Chrysler partita, grazie ad auto che riportassero un tocco di antichit nella modernit, facendosi notare nel traffico caotico e anonimo delle nostre citt. Questa macchina, come ampiamente detto 3 auto in una: furgonetta, station, berlina. Questo fa capire la polivalenza duso di questa vettura, che ben si sposa a chi ha bisogno di grinta (assicurata dal silenzioso 2200 150 cv diesel), ma anche di spazio, e perché no, anche di voglia di farsi notare, grazie a un auto che di certo non passa inosservata. Infine il listino. Per la Berlina ecco i prezzi: però i benzina si va dai 18621 della 1600 Classic ai 23361 della 2400 Limited; però i diesel si va dai 22341 della 2200 CRD Touring ai 23941 della 2200 CRD Limited. Per la Cabrio unico prezzo: 27371 della 2400 223 cv GT (Benzina).Bruno Allevi