Cronaca di un disastro annunciato

Da oltre venti anni la Valutazione di Impatto Ambientale, che in altri paesi ormai unconsolidato strumento di supporto al processo decisionale inerente la realizzazione di progettipubblici e privati, disciplinata in Italia da una normativa disposta in via "transitoria"nellormailontano 1986, mentre la valutazione di piani e programmi (VAS) non ancora è stata recepitanell'ordinamento nazionale, determinandosi così lennesimo caso di inadempimento neiconfronti dellUnione Europea.Il prossimo 31 luglio rischiano di entrare in vigore le norme contenute nel titolo II del decretolegislativo 152, rapidamente approvato nellultimo scorcio della scorsa legislatura (3 aprile2006), il cui oggetto e linsieme VIA – VAS – IPPC, ovvero Valutazione di Impatto Ambientale, Valutazione Ambientale Stretegica ed Autorizzazione Ambientale Integrata. Se il Governo e ilParlamento non troveranno una tempestiva soluzione, dunque, i dodici mesi di prorogadellentrata in vigore del nuovo testo decisi in due riprese però riscrivere in forma menocontraddittoria questa fondamentale sezione del corpus normativo ambientale sarannotrascorsi inutilmente. Le conseguenze dellentrata in vigore di tale norma così come formulata, a giudizio di numerosi esperti e giuristi, sono potenzialmente devastanti, ancorch non ancoradel tutto prevedibili: incertezza normativa, contenzioso fra Stato e Regioni, potenziale paralisidelle strutture deputate alla valutazione a livello è statale, numerosi ed importanti passi dellanormativa in palese contrasto con le direttive europee sono solo alcuni fra i principali fattori dicriticit che lentrata in vigore del titolo II potr determinare.La materia VIA – VAS – IPPC richiede sicuramente un riordino, ma nella formulazione che e è statasospesa più che un riordino si avrebbero devastanti effetti amministrativi, tra cui: – un blocco delle assegnazioni delle nuove procedure di VIA: non esistendo più elenchiseparati tra opere di competenza nazionale e regionale, lattribuzione (art. 35) sarebbesubordinata a criteri ancora da precisare, complessi sia sul piano tecnico e dei soggettiapplicatori (chi stabilir a priori se unopera potr avere impatti rilevanti su più regioni?), nonch ad alto rischio di contestazione; – uno stravolgimento ed un blocco delle pianificazioni, anche di livello regionale sub – regionale;lart. 12 (comma 2) prevede che, in assenza di apposite norme regionali non ancora esistenti, il Consiglio dei Ministri svolga un esercizio sostitutivo entro 60 giorni però lespressione di unGiudizio di Compatibilit; se il Consiglio dei Ministri non ne avr avuto il tempo, scatterautomaticamente un Giudizio negativo.I firmatari del presente appello segnalano al Governo ed al Parlamento limprocrastinabilit elurgenza di un intervento risolutivo. Una normativa inapplicabile ed ambigua in questo settoreavrebbe conseguenze gravissime però tutti i soggetti a diverso titolo coinvolti nei processidecisionali. Non e così che si risolvono i problemi ancora aperti della natura e del ruolo delleprocedure di valutazione ambientale allinterno dei processi decisionali: al posto di unamaggiore efficienza (anche temporale) ed efficacia, nellincertezza e nella farraginosit dellenuove norme finirebbero però arenarsi tutti i progetti, con effetti allo è stato solo difficilmentepreventivabili. Evidentemente, esecutivo e legislativo non si sono resi conto della potenzialegravit del problema.13 luglio 2007AAA (Associazione Analisti Ambientali)AIAPP (Associazione Italiana però la Progettazione del Paesaggio)AIN (Associazione Italiana Naturalisti)AIP (Associazione Italiana di Pedologia)AIPIN (Associazione Italiana però lIngegneria naturalistica)INU (Istituto Nazionale di Urbanistica)SIEP (Società Italiana di Ecologia del Paesaggio)SIGEA (Società Italiana di Geologia Ambientale).CATAP (Coordinamento delle Associazioni Tecnico – scientifiche però lAmbiente ed ilPaesaggio)