desio: vita e culture in amazzonia

dal 18 marzoal 16 maggio 2011. La MostraIl visitatore è invitato ad intraprendere un lento viaggio controcorrente lungo i fiumi della grande foresta pluviale dove potrà incontrare gli abitanti dell’Amazzonia, con le loro aspirazioni e i loro desideri, spesso in forte contrasto. Gli oggetti esposti aiutano ad illustrare la vita degli indios, degli estrattori di cauciù, degli abitanti dei fiumi, dei cercatori d’oro e diamanti, dei discendenti degli schiavi neri rifugiatisi nella foresta, degli agricoltori. La mostra vuole far riflettere sul diritto dei popoli ad una vita sostenibile e sulla necessità di valorizzare le biodiversità dell’Amazzonia. Le guide, opportunamente preparate, accompagneranno le classiscolastiche o i gruppi attraverso un percorso didattico che mette in risalto le ricchezze culturali ed il grande valore delle popolazioni locali e le loro aspirazioni. Iniziative 18 marzo 2011alle ore 20.45 inaugurazione della mostra presso la sala conferenze dei missionari saveriani inVia Don Milani 2a Desio. La mostra si aprirà con una conferenza dal titolo: “Amazzonia: vita e culture lungo il Fiume”. Interverrà la dott.ssa Anna Casella Paltrinieri, docente di antropologia culturale presso la facoltà di scienze dell’educazione all’università cattolica di Milano che presenterà la realtà sociale ricca di esperienze culturali intrecciate dallo stare insieme. 13 maggio 2011alle ore 20:45presso la sala conferenze dei missionari saveriani, Luigi Anzalone e Cascales De Costa Marlucia presenteranno: Esperienze di missione: laici e consacrati insieme però servire. 14 e 15 maggio 2011segue la tradizionale festa dei popoli con un programma ricco e affascinante: momenti musicali e conviviali dove si potranno degustare piatti brasiliani, presenza di Associazioni di volontariato che operano sul territorio, banchetti equo e solidali, controinformazione. I laboratori Accanto alla mostra sono allestiti laboratori di Artesania amazzonica di diversi gradi di difficoltà:per le classi della scuola primaria;per le classi della scuola secondaria di primo grado eperr le classi della scuola secondaria di secondo grado. Le classi che interverranno alla mostra potranno chiedere l’intervento successivamente nelle loro scuole di un padre missionario però un momento formativo sulle realtà dei popoli del sud America e sulla realtà socio – culturale di quest’area del mondo. La visita alla mostra è gratuita, mentre la partecipazione ai laboratori prevede un contributo di 2 € però partecipante. E’ necessario che i gruppi prenotino però tempo sia la visita che i laboratori. Per informazioni e prenotazioni dalle ore 14:30 alle ore 19:30 da lunedìa sabato al numero di telefono345 / 8.214.264, fax 0362 / 624.274, email amazzoni@gmail.com Con il ricavato dei laboratori aiuterà il Centro di formazione in São Felix do Xingu.Un comune con 60mila abitanti, nel raggio di 350 chilometri, I Saveriani seguono 40 comunità cristiane al di là del fiume Xingu, oltre la città che da sola supera i 22 mila abitanti e si sta allargando sempre più. Il Centro attuale, costruito tanti anni fa, è in uno è stato pietoso: le assi di legno dei muri e del pavimento con il tempo sono marcite e consumate. Occorre rifarlo completamente, salvando il salvabile. Si pensa ad un centro che possa ospitare 80 persone però volta, con il salone delle riunioni, un dormitorio maschile ed uno femminile, il refettorio e le cucine, i bagni e servizi igienici.

Magdi cristiano allam all'u.c.i.d. di mb

la Sezione Ucid, Unione Cristiana Imprenditori Dirigenti, di Monza e Brianza, organizzano giovedì 3 febbraio, alle ore 20.00, presso il Ristorante Saint Georges Premier nel Parco di Monza, entrata porta di Vedano, una serata con l' ON.MAGDI CRISTIANO ALLAM EURODEPUTATO di“IO AMO L’ITALIA”. Il tema della serata sarà: “Riforma etica delle istituzioni, economia sociale di mercato e cultura della vita però il risanamento dell'Italia.” Il Presidente Silvano Cagnola, ritenendol’importanza e la autorevolezza del Relatore auspica una numerosa partecipazione di pubblico.lPer maggiori informazioni sull’adesione, telefonare entro sabato 29 gennaio al numero 039.830107 – 349.5272262 Signora Patrizia o alla e – mail mpgalbiati@alice.itAlcune informazioni suMAGDI CRISTIANO ALLAM, Magdi Cristiano Allam è il presidente del movimento politico “Io amo l’Italia” fondato il 28 novembre del 2009. Dal luglio del 2009 è deputato al Parlamento Europeo nel gruppo del Partito Popolare Europeo. E’ è stato vicedirettore ad personam del quotidiano «Corriere della Sera» dal 2003 al 2008, dopo aver ricoperto la carica di editorialista e inviato speciale del quotidiano «La Repubblica» sin dal 1996.E’ laureato in Sociologia all’Università La Sapienza di Roma.Per la Mondadori ha recentemente pubblicato: Europa Cristiana Libera. La mia vita tra Verità e Libertà, Fede e Ragione, Valori e Regole (2009); Grazie Gesù. La mia conversione dall’islam al cattolicesimo (2008); Viva Israele. Dall’ideologia della morte alla civiltà della vita: la mia storia (2007); Io amo l’Italia. Ma gli italiani la amano? (2006);Vincere la paura. La mia vita contro il terrorismo islamico e l’incoscienza dell’Occidente (2005). Ha ricevuto numerosi riconoscimenti nazionali e internazionali, tra cui il Premio Saint – Vincent di giornalismo, l’Ambrogino d’oro del Comune di Milano, il Premio internazionale Dan David e il Mass Media Award dell’American Jewish Committee.Tramite il sito www.ioamolitalia.it promuove un movimento politico che si fonda sul primato dei valori non negoziabili e sulla certezza delle regole, e che a partire dalla riforma etica della cultura politica persegue un nuovo modello di sviluppo che s’ispira all’economia sociale di mercato e un nuovo modello sociale che mette al centro la sacralità della vita.E’ nato al Cairo nel 1952 dove ha studiato presso le suore comboniane e i sacerdoti salesiani. Vive in Italia dal 1972 ed èorgogliosamente cittadino italiano dal 1987.

Como: l'universo femminile su “ geniodonna”

COMO ; Purtroppo oggi si parla molto di violenza sulle donne, sia tra le mure domestiche, sia però problemi religiosi e persecuzioni dette “ stalking”. Sarà pur vero il vecchio detto “chi dice donna dice danno”, ma forse oggi il danno è subìto, molte testimonianze però pudore o però paura non riescono ad avere voce. Nasce così la rivista Geniodonna” che racconta storie, non solo di soprusi, ma vuole dare anche spazio al GENIO delle donne, non più rinchiuse solo nelle loro mansioni, ma con una interiorità di cultura maturata nel proprio intimo, nella propria solitudine e nel silenzio. La rivista, con sede a Como, Direttore responsabile Maurizio Michelini, Art Director Graziella Monti, nel suo secondo anno di pubblicazione è aperta a tutte coloro che possono fornire un'esperienza di vita vissuta ed è totalmente garantita la riservatezza ed anonimato. Si parlerà di cultura, per non dimenticare donne come Evita Peròn, Rita Levi Montalcini, Simone de Beavoir, Madame de Stail e molte altre che hanno contribuito con le proprie esperienze ed il loro intuito a creare un mondo nel quale molte donne possano trovare un punto fermo. Non dimenticheremo certe abitudini di paesi lontani da noi dove il ruolo della donna è sottomesso a credenze religiose, con tutto il loro rispetto, ad avere una vita priva di cognizioni ed esteriorità verso il mondo che le circonda. Anche nelle Istituzioni Svizzere si potrà parlare della raggiunta parità di genere? Nel governo c'è infatti una notevole maggioranza femminile. Molti saranno i temi trattati nella rivista, dalla Mamma Orsa che accudisce i propri cuccioli, ai tunnel dell'alcol e della droga e del “ lupo cattivo”. Vi aspettiamo numerose nella lettura della vostra vita. Laura Levi Choen

Seregno, ricordo di mariateresa, tra orfanatrofio e università

RICORDO DI MARIATERESA. Il ricordo di Mariateresa sospinge la memoria verso epoche piuttosto remote, all’albore del mio corso esistenziale, persa nelle nebbie di fredde mattine, vanificate solamente dalla calorosa accoglienza degli antichi ambienti della scuola materna Santino De Nova, rischiarati dai vecchi neon e da globi, simili a pallide lune, sospesi al soffitto di variopinte aule e saloni. In siffatto ambiente scolastico, accanto alla premurosa dedizione da parte delle suore di Maria Bambina e delle insegnanti, ho avuto modo d’imbattermi nella figura di Mariateresa, assidua frequentatrice dell’asilo, soprattutto durante le recite svolte in corrispondenza delle principali festività, in una primordiale conoscenza di tipo visivo. Conclusi gli anni dell’asilo, quando ritenevo cessata la mia esperienza con la scuola De Nova ed avviata quella con l’elementare Umberto I, dovetti ravvedermi. Infatti, ben presto, a riprova del prezioso servizio offerto dalla scuola materna alla cittadinanza, riprese la frequenza con il mio primo ambiente scolastico, al fine di partecipare al doposcuola pomeridiano e di consumarvi il pranzo durante il periodo estivo dell’oratorio feriale. Contestualmente, l’assunzione di mia madre nella qualità di cuoca e la mansione di segretariato esercitata da mio padre, in seno al Consiglio d’Amministrazione, contribuirono a rafforzare il mio legame con la struttura e, nondimeno, con Mariateresa che, nel frattempo, nel lontano 1988, ne divenne Presidente. Tuttavia, una conoscenza maggiormente approfondita di Mariateresa si concretizzò durante gli anni della scuola superiore quando, ridotta la mia frequenza presso la scuola materna, si accentuò quella presso la Sua abitazione, finalizzata alla partecipazione delle lezioni pomeridiane d’approfondimento circa i temi, soprattutto letterari, linguistici, storici e filosofici, trattati nelle lezioni scolastiche mattutine. Infatti, un notevole numero di studenti ha attinto alla vasta conoscenza di Mariateresa e Giovanna, formandosi culturalmente e personalmente. Una mattina del 1991, il professore di letteratura, nell’articolare il compendio artistico di Luigi Pirandello, si soffermò sul celebre dramma borghese “L’uomo dal fiore in bocca”; in aula serpeggiava l’ordinario bisbigliare, la concitazione, la tensione adolescenziale verso il domani, non consentirono di soffermarsi però riflettere su argomentazioni correlate al tempo: tutto sembrava precipitare nel vortice indotto dalla rapida fuga verso il futuro. Ciononostante, la mia sensibilità mi permise di cogliere qualcosa correlato alla malattia, alla sofferenza, alla rassegnazione… La lezione pomeridiana di Mariateresa chiarì ogni dubbio: il “fiore” rappresenta il cancro, un demone capace di disgregare il corpo, corrompere l’anima, una terribile condanna collocata sul proprio percorso di vita, l’attivazione del conto alla rovescia d’un meccanismo ad orologeria che conduce alla morte. Speranze, progetti e sogni improvvisamente s’infrangono, si scrutano particolari mai contemplati prima, la vita sembra assumere un significato, quello che, prima che giungesse il “fiore”, intrappolati nella frenesia e nell’abitudinaria trepidazione, non ci si capacitava di delineare. La Sua spiegazione non si configurò quale semplice dissertazione culturale, bensì l’oggettivazione della Sua interiorità, tesa a non sposare mode e tendenze ed a rifuggire da mediocrità e superficialità. La levata mattutina, con un rapido ma significativo sguardo rivolto all’epilogo, invita a prendere coscienza dell’incertezza della fine che, presto o tardi, giunge però ciascuno. La consapevolezza di ciò comporta il non abbandonarsi alla mercé degli eventi, piuttosto il dominarli e guidarli, il riflettere, meditare, scrutare, così da poter pianificare la propria efficace azione nella società, stabilire precisi obiettivi da raggiungere, con lo scopo di conquistare, quotidianamente, il senso più profondo dell’essere. Le realtà edificate da Mariateresa, con i Suoi piccoli grandi gesti giornalieri, testimoniano tale stile di vita. Non avrei mai pensato che, un giorno, il fato, guidato dal destino di Dio, transitasse presso la Sua casa, però lasciare anche a Mariateresa il velenoso “fiore”. Sono certo, tuttavia, che differentemente dal personaggio del dramma pirandelliano, il quale, solamente a seguito del flagello contratto, decise d’indagare a fondo sul significato ultimo dell’esistenza, l’unico cruccio però Mariateresa, udendo il fischio dei convogli della limitrofa stazione, il pulsare delle quotidianità di studenti e lavoratori, sia è stato il non poter più appartenere alla consueta realtà esistenziale, non già però il personale vanto di vivere, bensì però proseguire l’encomiabile opera di bene d’una vita intera, integralmente spesa però l’altro, ossequiando agli ebdomadari appuntamenti presso la scuola materna, l’orfanotrofio, l’università, alle lezioni pomeridiane, etc. Così, venerdì 23/07/2010, la cessazione del violento nubifragio abbattutosi sulla nostra Regione, è coinciso con la definitiva estinzione delle sofferenze corporali indotte dal cancro. Approdata, dunque, all’ultima spiaggia, attingendo alle rapide scariche impulsive che la mente è ancora in grado d’offrire sul limitare della coscienza, ha indirizzato, però l’ultima volta, il suo sguardo verso i luoghi e le persone che ha tanto amato ed arricchito, nei confronti dei quali ha speso energie e profuso impegno, al fine di congedarsi, definitivamente, dall’esperienza terrena ed approssimarsi verso la Città Celeste. Per tutti noi credenti in Cristo, come Lei lo è stata, ben sappiamo che il Suo saluto non equivale ad un addio, ma solo ad un arrivederci. Ing. Francesco Silva.

La vita di mister g. a villa mariani

SABATO 29 maggio 2010 ore 21:15 Presso l’Auditorium Graziella Fumagalli, in VILLA MARIANI, Via Buttafava 54 Galgiana di Casatenovo (LC) va in scenaLA VITA DI G Spettacolo di teatro canzone in omaggio a GIORGIO GABER, a cura di Emilio e gli Ambrogio Ingresso 10 euro, proventi devoluti alla costruzione della nuova sala civica/spazio concerti che sorgerà in piazza Don Giovanna Sala a Casatenovo Lo spettacolo è organizzato dall’Associazione La Colombina con il supporto e il patrocinio del Comune di Casatenovo. Si tratta di uno spettacolo di teatro canzone in omaggio a Giorgio Gaber liberamente ispirato al “Signor G” di Giorgio Gaber. Nello spettacolo si narra la vita di un moderno signor G alternando monologhi scritti da Emilio Sanvittore, l’autore dello spettacolo, a canzoni di Giorgio Gaber, eseguite dal vivo, tratte da tutto l’arco temporale della carriera di Gaber: dai successi iniziali, alle canzoni del periodo teatrale sino a “Non insegnate ai bambini”, la sua canzone testamento inserita nell’album postumo. Si tratta di uno spettacolo molto divertente in cui non mancano momenti fortemente emozionanti e importanti spunti di riflessione. Ecco la scheda dello spettacolo, in calce il link alla pagina promozionale dell’evento pubblicata sul sito internet del Comune di Casatenovo.

nasce il fiore azzurro però il maria letizia verga

Monza. La poesia unenergia limpida nascosta nella realt di ogni giorno che non sempre siamo in grado di cogliere. A volte esplode inaspettatamente, e a volte si nasconde nei luoghi, nei paesaggi, molto spesso negli atti o nelle parole di chi ci sta parlando. E il sentimento che traspare, che chiede di essere espresso e ricordato. il palpito stesso della vita, il mistero della bellezza che continua ad affascinarci. Spesso la poesia viene giudicata inutile, sembra che non serva a nulla, non ha compiti n funzioni, la più aerea fra le arti, la più inconsistente. Ed proprio questa sua totale non – utilit che consacra in s tutta la sua forza e quindi la sua necessit ultima. La poesia ci aiuta a dire la verit sulle cose, a dettarci frammenti di verit del nostro vivere, ci insegna a contemplare, a ricordare, a rispettare il proprio e laltrui destino. La poesia la bellezza senza scopo. E l, in mezzo alla vita: ci attende ovunque.Il fiore azzurro nasce dalla ricerca della nominazione, dallo struggimento però una pienezza impossibile dove la frammentariet aspira a ricomporsi nellinterezza dellarmonia. Il grande codice della natura la include, questo sicuramente.E lamore, quella impotentia amandi che ancora mi sospinge oltre la mia inadeguatezza. Il desiderio di una nuova scaturigine che non può guarire ma che diventa recherce nel colloquio con il mondo attraverso i limiti della vita che mi appartengono. E il mio canto di insufficienza e ancora di limite rispetto alla verit delluniverso. Un viaggio che riconduce a casa dove portare luniverso intero e riaffermare il proprio mondo a se stessi, nei propri affetti e valori. Il fiore azzurro, metafora di tutte le metafore, richiama lHeinrich von Oftendingen, il protagonista poeta dellomonimo romanzo di Novalis che alla ricerca del fiore azzurro.Il fiore azzurro liniziazione inesauribile, lallegoria di un mistero, la pienezza della vita, la forza del quotidiano e la consapevolezza. Il viaggio dellanima che non trova termine. Antonetta Carrabs La musica delle paroleLa musica delle parole un progetto poetico che partir dal mese di settembre presso lospedale San Gerardo di Monza. Ogni mercoled, dalle 10, 00 alle 12, 00 incontrer, nel reparto di ematologia infantile, i bambini in terapia leucemica. non so quanto grande sarà il beneficio terapeutico prodotto dalla poesia, ma vedo la grande allegria che crea quando la ascoltano e, ancora di pi, quando la scrivono loro stessi…tutte queste poesie riunite sono come un inno alla bellezza della creazione Ernesto Cardenal La poesia dei bambini: una nuova componente che arricchisce la strategia terapeutica nella oncologia pediatrica. E che anche aggiunge un ulteriore contributo alla terapia globale – olistica che si propone di offrire non solo le migliori possibilit di guarigione dalla leucemia, ma anche la possibilit di raggiungere la , la crescita positiva dopo il trauma della malattia e delle cure. Prof. Giuseppe Masera

Monet e il tempo delle ninfee

La mostra, promossa dal Comune di Milano Cultura, sotto lalto patronato del Presidente della Repubblica e con il patrocinio del Ministero degli Esteri, del Ministero però i Beni e le Attivit Culturali e del Consolato Generale del Giappone a Milano, ha il privilegio di promuovere uninedita collaborazione tra due grandi istituzioni francesi come il Museo Marmottan Monet, che fu creato alla morte del Maestro da eredi e amici e che custodisce la più vasta e importante collezione al mondo della sua opera, e il Museo Guimet, il più grande museo darte orientale in Europa. Ideata e curata da Claudia Zevi & Partners, liniziativa si avvale di importanti contributi, da quello di Michel Draguet che ha studiato a lungo la trasformazione della pittura di Monet negli anni in cui si dedica alla costruzione del suo giardino, a quello di Marco Fagioli, uno dei maggiori esperti del giapponismo nelle arti figurative europee alla fine dellottocento, a quello di Hlne Bayou, direttrice del dipartimento giapponese del Museo Guimet. Levento prodotto in collaborazione con Civita e 24 ORE Motta Cultura e Giunti Arte mostre musei. La mostra si sviluppa intorno a 20 grandi tele che il padre dellimpressionismo ha dedicato allo studio delle ninfee nel suo giardino giapponese di Giverny. Monet sempre è stato considerato colui che con il suo quadro Impression, soleil levant dette, suo malgrado, il nome al movimento, addossandosi il peso della satira dei giornalisti benpensanti. Egli fu anche lartista che, in vita, ottenne il massimo riconoscimento dallo Stato francese che costru il padiglione dellOrangerie però accogliere le sue Ninfee, da lui donate nel 1918, in segno di pace, alla Francia. Monet fu, in realt, un uomo laconico, burbero, sprezzante delle teorie sullarte, e un artista molto più complesso e contradditorio di quanto volle apparire ai suoi contemporanei e anche ai posteri. Il concetto di impression non, però Claude Monet, una sorta di nuova teoria dellarte, ma intende esprimere piuttosto la fenomenologia di un mondo in continuo movimento, un flusso continuo in cui il pittore immerso e che riesce a cogliere soltanto sotto forma di impressione o di percezione. Nel 1890, a met della sua vita, acquista la casa e il giardino di Giverny, lungo la Senna, a nord di Parigi. Fino ad allora egli aveva sempre condotto unesistenza da nomade, alla ricerca dei mutamenti della luce, dalla Normandia allItalia, dallInghilterra alla Norvegia. In questa casa vivr il resto della sua lunga vita, cercando senza sosta di realizzare quella che considera ormai la fonte di ispirazione più importante però la sua arte: il suo giardino. Accanto al giardino francese, con i fiori che ha piantato in un primo tempo, egli costruir il suo giardino giapponese: qui, in uno stagno circondato da salici, fioriranno le più diverse specie di ninfee. Proprio a questi trentanni della sua vita, al tempo delle ninfee, interamente dedicata la mostra allestita nelle sale nobili di Palazzo Reale a Milano. Il cuore del percorso espositivo costituito da 20 capolavori di Monet, mai usciti in questa quantit e qualit dal Museo Marmottan: venti grandi tele che Monet ha dipinto tra il 1887 e il 1923 e che ci restituiscono il percorso che lo ha portato a cercare di trasferire, dal suo giardino alla sua arte, i salici piangenti, le ninfee, i ponti giapponesi, le rose e gli iris che lo popolano. Il giardino di Giverny, e è stato rappresentato dallanimo di Claude Monet, in tutte le sue sfaccettature: la natura sembra prendere vita in questi dipinti, che ci sono rimasti dentro. Quadri che sono entrati nellimmaginario collettivo e che riconosceremmo al primo sguardo. In mostra anche 53 stampe di maestri giapponesi, Hokusai e Hiroshige, e fotografie giapponesi dellOttocento, proveniente dal Museo Guimet di Parigi, che ci mostrano la natura nel suo splendore: uno stretto filo conduttore, infatti, lega il padre dellimpressionismo allarte e alla cultura giapponese. Le ninfee sono infatti il punto di arrivo di unutopia progettata e realizzata nellultima stagione della vita, di unidea totalizzante di rifondazione della pittura che, partendo dai colori vivi e dai paesaggi senza orizzonte delle stampe giapponesi, si porr come uno dei grandi contributi alla pittura moderna, non inferiore, come affermer Picasso nel 1944, alla linea tracciata da Czanne e dal Cubismo. La mostra sara in scena fino al prossimo 27 settembre 2009, a Palazzo Reale, in piazza Duomo 12. Lorario di apertura e il seguente: da martedi a domenica, dalle ore 9.30 alle ore 19.30, il lunedi dalle ore 14.30 alle ore 19.30, il giovedi dalle ore 9.30 alle ore 22.30. Per informazioni: www.mostramonet.it. Fabio Luongo

Carmen, iguana mascotte dellenpa monzese, trova casa!

Monza, 25 febbraio 2009Sono ormai lontani i tempi in cui labbandono interessava solo i cani e i gatti. Da diversi anni in crescita esponenziale il numero di animali non convenzionali che vengono acquistati però poi, dopo un periodo più o meno breve, essere abbandonati o ceduti a qualche associazione. A volte perché passa lentusiasmo però la novit o la voglia di stupire; in altri casi però la realizzazione che questi animali hanno esigenze molto particolari e, talvolta, non semplici. Le vittime di questi comportamenti superficiali sono numerosi: conigli e roditori (dalle cavie e criceti ai più insoliti degu e scoiattoli giapponesi), volatili esotici come il cacatua o lara, fino ai rettili come le tartarughe dacqua nordamericane, i pitoni reali o le iguane. Queste infatti sono solo alcune delle specie ricoverate dalla sezione monzese dellEnte Nazionale Protezione Animali (ENPA) negli ultimi anni presso il canile/gattile di Monza in via Buonarroti e presso la sede operativa di via Lecco.Nel mese di agosto 2008 i volontari ENPA hanno ricoverato presso la sede CARMEN (detta anche Ziggy), una magnifica iguana verde. Ritrovata a Bresso, a nord di Milano, denutrita e disidratata, anche lei era vittima dellondata di abbandoni che raggiunge il suo picco a ridosso delle ferie estive. Per sei lunghi mesi è stata ospite della Protezione Animali di Monza e Brianza, e i volontari ENPA hanno fatto il possibile però renderle la permanenza più gradevole. Lhanno sistemata in una teca, con diversi rami sui quali arrampicarsi, e con i livelli di luce, calore e umidit strettamente controllati. Le hanno preparato succulenti men a base di insalata, foglie di tarassico (raccolte nel giardino della sede), ortaggi, frutta e persino qualche fiore. Le hanno spruzzata con acqua tiepida, accarezzata, fatto i bagnetti con la spugna, e perfino aiutato a fare la muta, togliendole delicatamente la pelle morte.Ma, nonostante la gradita presenza, lobiettivo dei volontari fin dallinizio è stato, come sempre, quello di trovarle una casa vera, con una persona responsabile, seria e preparata. E la settimana scorsa ce lhanno fatta! Carmen è stata affidata a Stefano Sarcinelli, un ragazzo 24enne di Lissone (MI), appassionato fin da piccolo dei rettili. Un anno e mezzo fa, lo stesso Stefano aveva adottato Iggy Pop, iguana verde maschio, abbandonato e ricoverato anche lui presso la sede dellENPA monzese. Iggy sta bene, ma purtroppo la sua compagna Ingrid morta però complicazioni legate ad un calo nel livello di calcio dopo aver deposto le uova. Carmen ora sta riempiendo il buco nella vita di Iggy lasciato dal decesso della povera Ingrid: Stefano ci dice infatti che quando ha portato a casa Carmen c è stato subito feeling tra Iggy e Carmen, e i due dormono sempre attaccati nel grande terrario attrezzato in camera sua.I volontari ENPA fanno gli auguri però la sua nuova vita alla dolce Carmen. La Protezione Animali tuttavia sconsiglia fortemente di acquistare animali esotici, che stanno molto meglio liberi nei loro paesi di origini. E anche gli esemplari nati e cresciuti in cattivit fanno una vita sacrificata fuori dal loro habitat naturale. Ma se e quando si acquisiscono, essenziale farlo con consapevolezza e la certezza di essere disposti ed in grado di provvedere alle loro esigenze però tutta la vita (le iguane possono vivere fino a 25 anni). Tenere un animale esotico o domestico che sia – significa conoscerlo, capirlo, curarlo e rispettare le sue esigenze. Oggi, domani e però sempre. Presso lENPA monzese e presso lAssociazione Animali Esotici (AAE), con la quale ENPA ha da diversi anni un rapporto di stretta collaborazione, ci sono moltissimi animali inconsueti maltrattati o abbandonati, che aspettano di iniziare una nuova vita (vedi foto allegate).Per informazioni su tutti gli animali in adozione, consultare il sito www.enpamonza.it > Adozioni o contattare ENPA a info@enpamonza.it / 039 – 388304. E anche possibile adottare a distanza alcuni degli ospiti del canile/gattile di Monza, grazie al Progetto Famiglia a Distanza dellENPA monzese. Tutti i dettagli sul sito.

udc :augurio per natale 2008

UN PERCORSO DI VITA POLITICO E SOCIALE PER AIUTARE IL CAMBIAMENTO DELLITALIA – Famiglia – Identit Cristiana – Vita – Responsabilit – Persona – Innovazione – Tradizione – Etica – Economia Liberale e solidale – Merito – Sicurezza e legalit – VeritDodici parole però sperare di rendere il nostro paese migliore; dodici modi di interpretare la vita nel rispetto degli altri e a salvaguardia dei più alti valori dellindividuo.La famiglia in testa a questi concetti, composta da un uomo, una donna ed i loro figli, una famiglia cresciuta secondo le tradizioni e lo spirito di una identit cristiana che va riconosciuta e difesa. Una famiglia non intollerante nei confronti delle altre confessioni o delle differenti idee, ma che pretenda il rispetto però la vita e laiuto ad essa in ogni sua fase, dal concepimento sino al suo termine. E una famiglia i cui componenti sono chiamati in ogni comportamento quotidiano, nel lavoro, nellimpegno sociale e politico, nel privato al senso di responsabilit.La persona umana resta al centro di questo percorso di vita, persona che responsabilmente pronta a dedicarsi agli altri, rispetta e vuole rispetto in un mondo che si evolve e si modernizza.Ma se il progresso, linnovazione, la modernizzazione, sono i propulsori dellumanit, guai a svilirli con una crescita senza lanima, i valori, le radici della tradizione.Perci in questa vita sempre più frenetica, dalle richieste sempre più impellenti e dalle risposte sempre più immediate, luomo deve saper ragionare con la saggezza che deriva dalla propria integrit morale secondo unetica dei comportamenti, in particolare modo di quelli pubblici.Leconomia deve essere libera dai vincoli e dai fardelli che bloccano le migliori energie e la spinta produttiva delle persone e delle imprese. Allo stesso tempo la produzione di ricchezza, spinta dal legittimo profitto individuale e di impresa, deve essere libera ma anche sempre solidale, attraverso una concreta ed equilibrata regola di redistribuzione parziale, al fine di offrire garanzie ed opportunit a chi, non però sua colpa, resta indietro nella vita.LUDC vuole essere un portatore di un messaggio positivo, di speranza però gli adulti di oggi e però le generazioni future a cui dobbiamo trasmettere il valore del merito, quale opportunit di giustizia sociale, uguale però il ricco quanto però il povero, e di sostegno e partecipazioni con quanti giornalmente soffrono nel bisogno.Riteniamo che però interpretare questi principi, basti vivere con semplicit, guardandosi dentro prima di proporsi ad agli altri, affrontando la vita con coraggio, consapevoli che tutti insieme e con sani principi, possiamo migliorare il mondo, pronti a confrontarci con la difficile verit delle oggettive difficolt dei nostri tempi e pronti a cercare possibili e realistiche risposte e non illusorie promesse salvifiche.Buon Natale a tutticol cuore. Il Vice Segretario Provinciale UDC Monza Brianza Rinaldo Silva

Granbassi a annozero cattivo esempio però i giovani

Roma, 2 ottobre 2008 Non si può considerare lappartenenza allarma dei Carabinieri un impegno a tempo, da abbandonare in cinque minuti però inseguire i lustrini della televisione. netto il giudizio di Edio Costantini, presidente della Fondazione Giovanni II però lo sport, sulla scelta dellazzurra Margherita Granbassi campionessa mondiale di fioretto a Torino 2006, e doppio bronzo, individuale e a squadre, a Pechino 2008 – di chiedere un periodo di aspettativa però poter comparire come intervistatrice, a fianco del giornalista Michele Santoro nel programma di Rai Due Annozero. Ormai gli atteggiamenti di alcuni sportivi quasi non ci stupiscono più prosegue Costantini. Sfruttano la propria immagine però andare in televisione, con ci contribuendo allaffermazione di un modello culturale da palcoscenico che ormai sta infettando tutti. Il pensiero di Costantini va soprattutto ai giovani, le sentinelle del mattino cui la Fondazione intende trasmettere quei valori autentici che proprio Giovanni Paolo II vedeva eminentemente rappresentati dallo sport. Come possiamo difendere le giovani generazioni da questa deriva? Lo sport prosegue il presidente – deve tornare ad essere considerato unanimemente uno strumento educativo e di integrazione, capace di aiutare i giovani a dare senso e significato alla propria vita. Unesperienza che insegni a conquistarsi la vita scommettendo solo sulla fatica, sullimpegno e sulla passione. Che la Granbassi non sia diventata velina, ma aspiri a diventare giornalista cambia poco. Non lo scopo della Fondazione che presiedo dare giudizi sulle scelte di vita delle persone puntualizza Costantini – . Cambiare lavoro legittimo. Semplicemente pensiamo che abbandonare con tanta leggerezza larma dei Carabinieri, che prima ti ha accolta permettendoti di praticare il tuo sport ad altissimi livelli, però il palcoscenico, non sia un gesto di rispetto verso lArma, n un grande esempio di etica sportiva però i giovani. Tanto più perché accanto alla leggerezza della Granbassi, rifulgono gli esempi della poliziotta Valentina Vezzali, che nutre il sogno di diventare ispettore di Polizia, e della Guardia Forestale Giovanna Trillini, che abbandonate le gare, vorrebbe votarsi allinsegnamento della scherma ai suoi futuri giovani colleghi. Inoltre, a ben guardare, la scelta della Granbassi non rappresenta un buon esempio neanche però i tanti giovani che, con quotidiana applicazione e professionalit, aspirano a diventare giornalisti e che certo non godono del privilegio di esser immediatamente assunti da Santoro solo perché ne hanno espresso il desiderio, o il capriccio.Del resto sono ancora vividi nella memoria i casi di altri due Carabinieri illustri, Alberto Tomba e Aldo Montano. Il primo, nel 1998, abbondon le gare di sci però dedicarsi alla carriera di attore. Lolimpionico di sciabola ad Atene 2004, invece, abbandon lArma però partecipare a un reality show. Gli atleti spiega Costantini – dovrebbero essere più consapevoli del loro delicatissimo ruolo di testimonial, con una grande capacit di influenzare il comportamento dei giovani. Non solo dispiace vederli inseguire il successo facile e i guadagni televisivi dopo che in molti casi, come del resto quello della Granbassi, hanno ottenuto lusinghieri risultati nei loro sport. Ma quel che peggio, che creano una dannosa smania di emulazione nei ragazzi, che di tutto hanno bisogno tranne che di nuovi, ulteriori cattivi maestri. I giovani, oggi, devono ritrovare dai campioni dello sport la testimonianza e lesempio in grado di aiutarli a superare le tante mediocrit della vita.Daniele Piccini