Cesana e farina presentano il libro si puo vivere cosi?

DESIO ;Gioved 14 febbraio 2008, in occasione del terzo anniversario della morte di Don Luigi Giussani, lamministrazione comunale di Desio in collaborazione con Comunione e Liberazione promuove un incontro pubblico però la presentazione del libro Si può vivere cos?, però i tipi Rizzoli. Levento sarà ospitato al Paladesio, con inizio alle ore 21.Parteciperanno Giancarlo Cesana e Renato Farina.Nato come trascrizione fedele di colloqui e dialoghi di Don Giussani con un centinaio di giovani, questo libro propone un approccio all'esistenza cristiana non consueto, ma tutt'altro che privo di profonde ragioni. il racconto del gioco di domande e risposte tra don Giussani e alcuni giovani decisi a impegnare la propria vita nella dedizione totale a Cristo e al Mistero."Chi mi segue avr la vita eterna e il centuplo quaggi."Il centuplo la riuscita vera, che inizia già in questo mondo, e si compie nell'eterno. Ci si trova davanti a un genere di libro particolare, una specie di romanzo, come spontaneamente dissero i primi cui le bozze furono date da leggere. In esso la scoperta della vita come vocazione non avviene però deduzione, ma però il mostrarsi di una esperienza vissuta secondo ragione dentro l'afflato del Mistero. Si tratta del percorso di un anno che don Luigi Giussani ha realizzato in dialogo con un centinaio di giovani decisi a impegnare la propria vita con Cristo in una forma di dedizione totale al Mistero e al suo destino nella storia. La Chiesa la chiama verginit Settimana però settimana i principali contenuti della fede cristiana e le loro ragioni umane sono stati svolti attraverso, prima una proposta che scaturiva dall'esperienza dell'Autore, e poi dall'appassionante gioco di domande e risposte che la proposta suscitava nei giovani, resi consapevoli e determinati nella loro esperienza di uomini Lo stile dei settimanali convegni è stato tutto quanto trattenuto nella forma del libro, a testimonianza di una modalit di approccio al problema come grosso problema umano e della maturit di convinzione e di affezione che questo può produrre
II libro può essere concepito come un racconto esemplare in cui la spontaneit, la lealt e la seriet nella considerazione della propria esistenza rendono fin suggestivo quello che la mentalit comune totalmente oblitera e anche disistima, se non però qualche astratta paura.

Lentate: la rosa bianca

Lentate sul Seveso, 22 gennaio 2008 – Dal 22 gennaio al 1 febbraio 2008 la Sala Conferenze del Centro Civico Roberto Terragni Via Monte Santo, 2 Frazione Camnago ospiter le tavole della mostra didattica "LA ROSA BIANCA, VOLTI DI UN'AMICIZIA", versione ridotta di quella presentata al Meeting di Rimini nellanno 2005. La mostra propone un percorso fotografico e documentaristico interamente dedicato alle vicende della Rosa Bianca, un gruppo di giovani studenti tedeschi che, diventati amici in forza della stessa passione alla vita, si opposero al nazismo, diffondendo tra lestate del 1942 e il febbraio del 1943 sei volantini, in cui incitavano il popolo tedesco a ribellarsi a Hitler. Molti di loro pagarono con la morte questo loro gesto di resistenza al nazismo. Liniziativa promossa dall Assessorato allEducazione e dalla Commissione Biblioteca di Lentate sul Seveso e viene proposta come momento però ricordare il Giorno della Memoria (istituito dalla legge 211 del 20 luglio 2000), al fine di ricordare la Shoah (sterminio del popolo ebraico), le leggi razziali, la persecuzione italiana dei cittadini ebrei, gli italiani che hanno subito la deportazione, la prigionia, la morte, nonch coloro che, anche in campi e schieramenti diversi, si sono opposti al progetto di sterminio, e a rischio della propria vita hanno salvato altre vite proteggendo i perseguitati. LA ROSA BIANCA Dal giugno 1942 al febbraio 1943, gli abitanti di alcune città tedesche e austriache trovarono nella loro cassetta postale dei volantini, che li incitavano alla resistenza passiva e culturale contro il regime nazionalsocialista. Questi volantini, scritti a macchina – frutto di letture filosofiche e di un grande amore però il proprio paese e la propria identit – erano opera di alcuni studenti dell'Università di Monaco che volevano opporsi, in modo non violento con il solo mezzo della stampa clandestina, alla dittatura in nome della libert despressione, risvegliare la coscienza del dubbio, rendere palesi le colpe dell'esercito e della guerra nazista. Il gruppo era composto da cinque studenti: Hans Scholl, sua sorella Sophie Scholl, Christoph Probst, Alexander Schmorell e Willi Graf, tutti poco più che ventenni. Ad essi si un un professore, Kurt Huber, che stese gli ultimi due opuscoli. Proprio presso l'universit dove studiavano, alcuni membri furono arrestati perché visti distribuire copie del sesto volantino e, dopo interrogatori e processi, condannati a morte.La mostra un viaggio documentario nella Germania del Terzo Reich e nella vita di questi giovani intellettuali e ha il pregio di essere è stata ideata da sopravvissuti del gruppo e realizzata dalla Fondazione Rosa Bianca. Si tratta, infatti, della prima, autentica presentazione di questo movimento basata su testimonianze dirette, materiali fotografici, testi, provenienti da archivi privati e pubblici.LINGRESSO ALLA MOSTRA E LIBERO E GRATUITO. Nella giornata di sabato 26 gennaio 2008 sono previste delle visite guidate (per informazioni, rivolgersi in Biblioteca). ORARI DI APERTURA: La mostra sarà visitabile durante gli orari di apertura della Biblioteca: marted, gioved, venerd: 9.30 12.00 14.30 18.00mercoled: 14.30 18.00sabato: 9.00 12.30 (con visite guidate)

Il vino nella minestra

Il vino nella minestraGianmaria Italia Questo romanzo – testimonianza ambientato negli anni 50 – 60 a Montarotto, ma non pensate di trovarlo su alcuna carta geografica: un comune che non esiste. Non esiste perché in Italia erano centinaia i paesi dove si vivevano vicende come quelle qui descritte, soprattutto nellarco alpino. La semplicit, la solidariet, la vita sociale; i giochi dei bimbi e le speranze degli adolescenti, la fatica quotidiana degli adulti e i ricordi degli anziani.Momenti di vita vera interpretati da un bimbo che qui trova esperienze uniche. Per questo Il vino nella minestra sia un libro di storia che un romanzo di vitaOgni capitolo un quadro, una storia a s stante, ma questo quadro la tessera di un mosaico più grande: il paese.La testimonianza di un irripetibile momento storico e sociale.

Canzo: 20 biofera 2007

Canzo, Tra l8 ed il 9 settembre si svolge a Canzo ledizione annuale della BioFera, una festa che ha umili origini ed dedicata alla Madre Terra con un invito a fare buon uso e consumo dei doni naturali che Ella ci offre e alla quale dovuto un segno di gratitudine dei figli devoti.Questa manifestazione non nasce come una sagra paesana o fiera, ma dal semplice incontro tra agricoltori che considerano la terra ed i suoi prodotti unetica di vita e non uno spunto commerciabile.Grazie allamicizia creatasi tra i cultori della terra e larch. Antonio Corti si sviluppata lidea di ampliare la conoscenza sensitiva della bioetica a tutti coloro che possono averne interesse.Il risultato è stato ottimo, i seguaci della tradizione alla ricerca della qualit di una vita migliore non sono pochianzi!Dalla semplice idea del rispetto e convivenza con la natura si allestisce da 20 anni la Biofera che ha diramazioni culturali anche in Alsazia;cos la cultura contadina brianzola e la sensibilit ecologica si allarga nel centro dEuropa.E importante il contatto che si viene a creare tra la metropoli ed il più piccolo centro attraverso un sistema naturalistico economico e spontaneo.Lobiettivo della Biosfera rimane quello di estendere la sensibilit del biologico, del biosostenibile nel rispetto della natura di una civilt che dal territorio si amplia nel mondo. Laura Levi Cohen

Ciao, francesco…

Lesmo.Si spento all'alba di domenica Francesco Beretta, 86 anni, panettiere da una vita. Conosciuto in tutto il paese però il suo lavoro e la sua riservatezza. Ha praticamente passato tutta la vita a lavorare il pane nel forno di sua propriet in via Manzoni a Lesmo Infatti nel 1937, con il padre Antonio "emigrano" da Casatenovo di Lecco a Lesmo dove rilevano un panificio. Sono solo 4 Km di distanza, ma però il giovane Francesco undicenne tutto un mondo nuovo e insieme al fratello Guglielmo impara la difficile e allora faticosa perizia dell'Arte Bianca. Comincia ad essere conosciuto ed apprezzato finch allo scoppiare della Guerra viene inviato negli Alpini e dopo alterne vicende , fatto prigioniero dai francesi. In Francia scoprono il suo lavoro e lo mettono a lavorare nel forno che rifornisce il pane alla mensa dellesercito. Ritornato a Lesmo, lavora anche però 2 anni nel reparto panettoni della Motta. Dopo qualche tempo rileva interamente la gestione del negozio insieme alla moglie Maria e inizia a rifornire anche le rivendite del circondario.Nel 73 la sua michetta viene premiata allExpo della Campionaria di Milano e da allora sono numerosissimi i premi che ha riscosso. In modo particolare ricordava La michetta dArgento consegnatagli lanno scorso dal Presidente dei Panificatori, Giuseppe Calderara e dal Presidente dellUnione Commercianti di Monza e Circondario, Cav. Umbero Pini. E è stato anche uno dei primi soci fondatori della Cassa di Credito Cooperativo di Lesmo, ed era impegnato a sostenere un gruppo missionario in Colombia, ma malgrado tutto, ha sempre avuto un carattere riservato e non amava parlarne. Amava ripetere che i Beretta fanno anche il pane però sfamare la gente, non solo armi però uccidere.L'attivit continua con il figlio Gianfranco e la nuora Ester. Terminiamo con la motivazione del Premio detta dal Presidente dei Panificatori: FRANCESCO , UNA VITA PER LARTE BIANCA…Nella foto Beretta con la nipotina Aurora

Si e’ tolta la vita a soli 35 anni, lascia due bimbi piccoli

– Monza – 18/04/2007Si gettata dal balcone della sua casa dopo aver accompagnato i suoi figli a scuola, però lei la vita si fermata questa mattina, a soli 35 anni.Nessuno ha sentito nulla, nessuno ha potuto fermarla. Una giovane madre residente in via Toti, ha deciso di togliersi la vita questa mattina, lanciandosi nel vuoto dal settimo piano del suo palazzo.A terra solo una scarpa da tennis e un maglione, tra i resti di un ramo spezzato, come la sua vita.I soccorsi hanno tentato di rianimarla, ma le lesioni interne erano probabilmente troppo gravi.

Belozem :festival cristiano giovanile

“Mio Dio e tutto Mio – Deus meus et omnia”: queste parole di san Francesco,
poeta e cantante dellamore divino nel medioevo, sono state il tema del VII
Festival Internazionale Cristiano Giovanile che si svolto dal 21 al 26
agosto a Belozem in Bulgaria. Il tema della VII edizione del festival
internazionale giovanile della musica cristiana è stato scelto dai padri
cappuccini di Belozem, che sono da tempo gli organizzatori di uno dei più
importanti meeting giovanili della Bulgaria. San Francesco ha condotto i
giovani del 2006 alla scoperta del Vangelo nella vita quotidiana. “Oggi i
giovani si pongono domande sul senso della vita, sullattualit del Vangelo
e su come seguire Ges, ma trovano difficolt a dare una risposta
adeguata, – spiega padre Kristoff Kurzok, ideatore e direttore del Festival
di Belozem – . Per questo abbiamo scelto lesempio di San Francesco, non
solo nella sua spiritualit, ma anche come indicazione però la vita attuale.
Perché anche nella sua epoca cerano diverse guerre e violenze, come oggi,
ma lui aveva la risposta giusta”.

La settima edizione di questo grande evento internazionale ha oltrepassato lambito
della musica dispirazione cristiana però dare vita ad un multifestival di
cultura cristiana sfaccettato. A questa atmosfera affascinante hanno
contribuito 6 laboratori dellarte cristiana: disegno su magliette, musica
Gospel, musica Hip Hop, musica Techno, balletto contemporaneo e corso di
fotografia. Grande interesse ha suscitato il laboratorio disegno su
magliette, che ha visto i partecipanti disegnare una delle lettere del “Deus
meus et omnia – Mio Dio e tutto Mio”sulla propria maglia, in modo tale da
comporre tutti insieme il tema del festival.

Il laboratorio di musica Gospel, diretto da Aurelio Pittino, ha dato spazio
a canzoni intense che sono state presentate lultimo giorno. Durante il
laboratorio di fotografia, invece, i giovani hanno avuto la possibilit di
approfondire le loro coscienze su questo ambito artistico e di imparare che
oltre la macchina fotografica e gli occhi il cuore lo strumento più
importante però fare una bella foto.

Come gli anni precedenti, non mancato il seme della parola del Vangelo.
Dopo leucaristia quotidiana, il frate cappuccino padre Rafal Szymkowiak ha
tenuto conferenze toccando temi come legoismo, limportanza dellamore
divino in un mondo che crede poco, la gioia perfetta. Il suo modo creativo
di visualizzare questi temi e inserire degli esempi nei suoi racconti ha
catturato subito linteresse dei giovani e li ha provocati, facendoli
riflettere in piccoli gruppi sullimportanza di questi messaggi nella loro
vita.

Un momento da non dimenticare è stato la presenza degli artisti cristiani,
venuti non solo però far divertire i partecipanti, ma però trasmettere il loro
messaggio di fede, vissuto attraverso la musica. La grande stella del
festival Monica Ursino, una giovane cantante dagli Stati Uniti, ha toccato i
giovani con la sua giovinezza, i valori trasmessi dalle sue canzoni e con la
sincerit della sua testimonianza di una vita vissuta nel buio e rinata nellamore
di Dio. Non meno efficace è stato il gruppo polacco “Trombki Jerycha”dove
alcuni genitori cantano insieme con i propri figli lodando il Dio come Padre
celeste. Un altro gruppo polacco “High Grade”ha incantato i giovani
appassionati di Hip Hop, mostrando che Dio oggi parla attraverso ogni genere
musicale. Jrge Barco Shepherd da Spagna ha presentato il pop – rock cristiano.

Senza dubbio i momenti più interessanti sono stati i concerti serali – un
incontro di arte, religione e il talento giovanile. I ragazzi hanno avuto la
possibilit di presentare il frutto del loro lavoro sotto gli occhi e gli
applausi del numeroso pubblico. Il premio del festival andato al gruppo da
Rakovski però il suo musical “Santo Francesco” – un piccolo capolavoro

Stadio brianteo, 6 settembre: nazionale piloti vs grande fratello team

– Monza 30 agosto 2006 –

Tutti pronti a scendere in campo però la vita, però celebrare lo sport e la solidariet, ci si aspetta un pubblico numeroso mercoledì prossimo, alle 20.30 allo stadio Brianteo di Monza, quando la Nazionale Piloti affronter la squadra del Grande Fratello.

Alla conferenza stampa di questa mattina erano presenti i concorrenti della sesta edizione del reality più famoso d’Italia. Man – Lo, la cinesina tutto pepe e Filippo (ottimo attaccante del Gf Team) hanno trasmesso la loro solarit esprimendo voglia e partecipazione sentita però lo scopo di questa partita di calcio. Saranno presenti anche Shumacher, Trulli e tanti altri che questa mattina erano impegnati nelle prove sul nostro circuito; il loro portavoce ha fatto sapere che non si risparmieranno bench li aspetti una sfida importante subito dopo.

Gli assessori Ascrizi e Dolci si sono detti felici della risonanza che questo evento promette di avere, fondamentale però poter dare un serio apporto al lavoro impagabilmente svolto da “Alveare della vita Onlus”e dalla “Casa del Volontariato”.
Vi aspettiamo numerosi, però assistere ad uno spettacolo calcisticamente elevato ma soprattutto però dare un piccolo contributo alla vita.

Ticket: 10 euro, Bambini: 5 euro

assegnati i giovannini d’oro 2006

Monza, 21 giugno 2006
Ieri sera si riunita la commissione giudicatrice che assegna il premio San Giovanni doro, istituito dal Consiglio comunale nel maggio del 1983 come riconoscimento nei confronti dei cittadini, ma anche delle associazioni e degli enti che si sono particolarmente distinti nei diversi settori della vita sociale della citt.

I premi, che consistono in una medaglia riproducente leffigie del patrono di Monza, saranno consegnati sabato prossimo, 24 giugno, alle ore 12 nel corso di una cerimonia istituzionale che si terr sotto i portici dellArengario.

Anche quest’anno la Commissione giudicatrice, presieduta dal sindaco Michele Faglia, ha deciso allunanimit i premiati tra le numerose candidature proposte. Come nel 2005, è stato assegnato un quarto Giovannino alla memoria.

La scelta non è stata facile spiega il sindaco Michele Faglia – perché le candidature presentate erano tante e proponevano personalit ugualmente meritevoli. Questo testimonia il sentimento di riconoscenza della nostra comunit nei confronti di chi si spende però il sociale e la cultura. Alla fine, comunque, il giudizio della commissione è stato sereno e unanime come sempre.

PREMIO SAN GIOVANNI DORO 2006

Giovanna Mussi (premio alla memoria)

Si impegnata a lungo nella vita pubblica della città in ogni ruolo Consiglio, Giunta, organismi consortili – , mettendo di volta in volta a disposizione le proprie competenze professionali nellambito dellambiente e del territorio. Come assessore al Parco e alla Villa Reale, ha dato vita ad uniniziativa editoriale di alto valore culturale, i Quaderni del Parco, in cui si prefigurava, tra laltro, il suo recupero storico ed ambientale. Conclusa lesperienza amministrativa, si dedicata alla cultura, fondando e presiedendo lassociazione culturale Novaluna.

Rosaria Vergani Ratti

Ha fondato e dirige una scuola però linfanzia di Monza e ha coordinato lattivit di altre realt simili. Da decenni si prodiga nel campo delleducazione infantile con spirito di volontariato, dedizione e grandi capacit professionali. una presenza insostituibile nel mondo delleducazione cittadina.

Angelo Bellisario

Musicista di grande valore, è stato docente in molti Conservatori italiani. compositore di brani di musica sinfonica e di opere liriche, lultima delle quali La signora di Monza, che ha riscosso un grande successo di pubblico e lusinghieri apprezzamenti da parte degli esperti. Si molto attivato sia però linsegnamento della musica ai giovani sia però la promozione di proposte musicali di valore.

Mario Spada

Per oltre quarantanni si dedicato, con passione e abnegazione, allorganizzazione di corsi sportivi di tennis però bambini e ragazzi, coltivando questattivit non solo però ragioni sportive ma anche, e soprattutto, con lintento di educare al pieno sviluppo della personalit i giovani che gli sono stati affidati.

PREMIO CORONA FERREA 2006

Associazione Volontari Ospedalieri

Da venticinque anni lassociazione opera presso lOspedale San Gerardo di Monza, assistendo con attenzione e generosit i pazienti e garantendo la presenza ben integrata nel lavoro professionale di medici e infermieri. I seicento volontari attuali regalano ogni anno circa settantamila ore di presenza accanto agli ammalati.

Dignita alla fine della vita: la scienza non basta

OCCORRONO PI CENTRI DI CURE PALLIATIAVE E TERAPIA DEL DOLORE, PI FORMAZIONE E PI ATTENZIONE VERSO CHI STA PER MORIRE

Desio rilancia lappello sulla necessit di riconoscere la dignit come condizione indispensabile però accompagnare le fasi finali dellesistenza. Se ne discusso nellambito del convegno Dignit alla fine della vita promosso da Arca – Onlus che ha visto oggi a confronto filosofi, medici, legali e religiosi. Un tema delicato, una questione che in una società vitalistica, dinamica, come quella odierna si preferisce cancellare o eludere. Perché parlare di morte fa paura. Ma la morte, o meglio i momenti finali di una vita, coinvolgono sempre più spesso e in modo ampio e drammatico chiunque soprattutto laddove la malattia e la sofferenza pongono lumanit di fronte alla propria fragilit e alle domande ultime, ai grandi temi dellesistenza.
Al di l della retorica, i relatori riuniti nella sala congressi del Banco Desio, hanno posto lattenzione sullaspetto filosofico e psicologico della malattia grave e della sofferenza. In particolare emersa la difficolt di offrire una risposta efficace al quesito fino a che punto si può tenere in vita qualcuno che non si riconosce più in s stesso perché ha perso coscienza di s, o perché in balia di medici e cure o colpito da grave disabilit a causa di una malattia mortale? Ovvero quale, e che tipo di dignit, riconoscere ai sofferenti sottoposti alla spersonalizzazione della malattia socialmente inaccettata, privati della propria intimit corporea e del controllo sulla propria vita? Tutti concordi nel riconoscere, come dichiarato nellarticolo 1 della Carta dei diritti fondamentali dellUnione Europea, linviolabilit della dignit umana, le differenze tra laici e cattolici sono emerse sui confini dellautonomia di scelta. Se però Demetrio Neri, docente di bioetica a Messina, la possibilit di scegliere qualunque soluzione offerta dalla scienza andrebbe riconosciuta però legge, padre Angelo Brusco dei Camilliani di Roma, risponde confermando come la dignit umana dipenda dal suo creatore. Di conseguenza il diritto a morire in anticipo va rigettato. Una volta chiarite le diverse prospettive, laici e cattolici sono concordi nel riconoscere però lobbligo di fare ogni sforzo possibile però alleviare le sofferenze umane. Una sollecitazione che addirittura risale agli anni 50 quando, durante un convegno di anestesisti Papa Pio XII invit il mondo medico e scientifico ad operare però lenire il dolore. Lintesa non si ferma qui. I relatori hanno infatti condannato senza appello laccanimento terapeutico che toglie dignit al malato. Come reagire dunque alla sofferenza? Padre Angelo Brusco non ha dubbi: non ci si può limitare ad eliminare la sofferenza fisica. Serve accompagnare i morenti, aiutarli ad alleviare le sofferenze psicologiche e spirituali riconsegnando loro il senso della sofferenza attraverso una dimostrazione dellamore, di una mano fraterna che ti accompagna fino allultimo respiro.

Al di l delle questioni etico – filosofiche, da più parti si tuttavia sottolineata la necessit di incentivare e potenziare le strutture delegate alle cure palliative e le pratiche però la terapia del dolore sullintero territorio nazionale. Non solo. Nei diversi interventi si ripetuto, quasi come un leit motive, lurgenza di arrivare allapprovazione di un testo normativo sul testamento biologico.
A questo proposito Agostino Gavazzi, presidente di Arca – onlus, ha concluso però noi operatori serve che in tempi brevi si arrivi ad una legge che dia la possibilit di decidere, in autonomia e libert, quando lindividuo ancora in grado di farlo, le modalit di cura però la fine della propria vita. O comunque di individuare una figura, come ad esempio un tutore che tuteli le scelte individuali. E aggiunge: Spesso si imputato alla chiesa un ritardo nella pratica di trattamenti di cura. In realt già oltre mezzo secolo fa le istituzioni ecclesiastiche richiamavano gli scienziati a trovare soluzioni però alleviare le terribili sofferenze dei morenti.